Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per fare il consulente aziendale usa il codice ATECO 70.20.09, apri Partita IVA con modello AA9/12, iscriviti alla Gestione Separata INPS e scegli tra regime forfettario o ordinario.
- Codice ATECO: 70.20.09 “Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale”.
- Adempimenti iniziali: modello AA9/12, PEC e fattura elettronica; previdenza in Gestione Separata INPS (aliquota 2026: 26,07%, fonte INPS e L. 335/1995).
- Regimi fiscali: forfettario (imposta 15% o 5% start-up, coefficiente 78%, soglia 85.000 euro) o ordinario (IRPEF 23%-33%-43%, IVA e ritenuta d’acconto).
Chi è il consulente aziendale e qual è il codice ATECO corretto
Il consulente aziendale offre analisi, pianificazione e controllo di gestione. Supporta organizzazione, processi, budgeting e strategie.
Il codice ATECO corretto è 70.20.09. La descrizione copre la consulenza imprenditoriale generale e quella amministrativo-gestionale.
Se operi in nicchie molto specialistiche, verifica se rientri comunque nel 70.20.09. In caso di attività prevalente diversa, scegli un ATECO coerente.
Cosa include e cosa esclude il 70.20.09
Include pianificazione aziendale, controllo di gestione, riorganizzazione, procedure, supporto direzionale, project management gestionale.
Non include consulenze soggette ad albo (es. legale, fiscale, lavoro). In quei casi servono codici e abilitazioni specifiche.
La scelta ATECO incide su coefficienti forfettari, studi statistici e codici fattura. Consulta la classificazione ATECO aggiornata.
Come aprire la Partita IVA da consulente aziendale
Modello AA9/12: dove e come presentarlo
Compila il modello AA9/12 per persone fisiche. Indica dati anagrafici, codice ATECO, regime IVA e domicilio fiscale.
Invio telematico sul portale dell’Agenzia delle Entrate, consegna a sportello o invio per raccomandata. Puoi delegare un intermediario abilitato.
Conserva la ricevuta di protocollazione. Serve per iscrizioni successive e per eventuali controlli.
Altri adempimenti di avvio
Apri una PEC. Ti servirà per notifiche ufficiali. È obbligatoria per titolari di Partita IVA.
Attiva la fatturazione elettronica. Tutti i titolari di Partita IVA emettono e-fatture via Sistema di Interscambio (fonte D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022).
Per la sola consulenza aziendale, non serve iscrizione al Registro Imprese. Operi come libero professionista senza albo.
Previdenza: iscrizione alla Gestione Separata INPS
Dove iscriversi e quale aliquota
Iscriviti alla Gestione Separata INPS come professionista senza cassa. La base giuridica è la L. 335/1995, art. 2, comma 26.
L’aliquota per i professionisti non assicurati altrove per il 2026 è pari al 26,07% (definita con circolare INPS annuale).
Non esistono minimali fissi come per artigiani e commercianti. Versi in percentuale sul reddito dichiarato.
Come e quando si pagano i contributi
I contributi si pagano con F24 insieme alle imposte. Scadenze tipiche: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre.
Puoi dedurre dal reddito i contributi versati nell’anno. Vale sia nel forfettario sia nell’ordinario.
La Gestione Separata copre anche maternità, malattia e assegni per il nucleo secondo regole INPS.
Regimi fiscali a confronto: forfettario e ordinario
Regime forfettario: requisiti, imposta e calcolo
Il riferimento normativo è la L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, con modifiche successive (L. 208/2015, L. 145/2018 e leggi di bilancio recenti).
Puoi aderire se i ricavi non superano 85.000 euro annui. Oltre 100.000 euro, l’uscita è immediata per l’anno in corso.
Alcune cause escludono l’accesso. Ad esempio partecipazioni in società di persone o controllo di s.r.l. con attività riconducibile.
Paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up previsti dalla legge.
Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività. Per la consulenza aziendale è 78%. I costi effettivi non si deducono.
Non applichi IVA in fattura. Non subisci ritenuta d’acconto (fonte L. 190/2014). Applichi la marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro (fonte DM 17/06/2014).
Regime ordinario: IVA, IRPEF e ritenute
Nel regime ordinario applichi l’IVA. Liquidi l’IVA periodicamente e presenti le comunicazioni dovute (fonte DPR 633/1972 e norme attuative).
Il reddito si calcola a costi e ricavi. Molti professionisti usano la contabilità semplificata per cassa (fonte DL 193/2016).
Paghi l’IRPEF a scaglioni. Per il 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro (fonte Normattiva e legge di bilancio vigente).
Nelle fatture verso clienti sostituti d’imposta subisci la ritenuta d’acconto del 20% (fonte DPR 600/1973, art. 25).
Fatturazione elettronica, IVA e operazioni con l’estero
E-fattura e imposta di bollo
Emetti tutte le fatture in formato elettronico XML via SdI, salvo eccezioni di legge. Conservazione digitale a norma per 10 anni.
Se in forfettario, aggiungi marca da bollo virtuale di 2 euro oltre 77,47 euro. Versamenti trimestrali secondo le scadenze dell’Agenzia.
Operazioni UE ed extra-UE
Per servizi B2B verso soggetti UE, la regola di territorialità è nell’art. 7-ter del DPR 633/1972. Di norma la prestazione è imponibile nel Paese del cliente.
Iscriviti al VIES prima di operare con l’UE. Emetti fattura senza IVA con inversione contabile, indicando i riferimenti normativi.
Per clienti extra-UE, verifica la territorialità. Spesso emetti senza IVA per mancanza di territorialità in Italia, con corretta dicitura.
Esempi di calcolo: forfettario vs ordinario
Esempio forfettario con imposta al 5%
Incassi annui: 30.000 euro. Coefficiente 78%. Reddito forfettario: 23.400 euro.
Contributi INPS: 23.400 x 26,07% = 6.103,38 euro. Reddito imponibile imposta: 23.400 – 6.103,38 = 17.296,62 euro.
Imposta sostitutiva 5%: 864,83 euro. Totale oneri: 6.103,38 + 864,83 = 6.968,21 euro. Reddito netto: circa 23.031,79 euro.
Esempio ordinario
Compensi: 30.000 euro. Costi deducibili: 6.000 euro. Reddito: 24.000 euro. Contributi INPS 26,07% su 24.000: 6.256,80 euro.
Reddito imponibile IRPEF: 24.000 – 6.256,80 = 17.743,20 euro. IRPEF lorda 23%: 4.081 euro circa, oltre addizionali regionali e comunali.
IVA incassata e versata dipende dagli acquisti. Se hai IVA a credito, il saldo IRPEF resta, ma l’IVA si compensa o si chiede a rimborso.
Regola decisionale rapida
Se scegli il forfettario quando
– Prevedi ricavi entro 85.000 euro. – Hai poche spese deducibili. – Lavori con clienti finali che non detrarrebbero l’IVA.
– Vuoi semplicità contabile. – Vuoi evitare ritenute d’acconto e liquidazioni IVA.
Se scegli l’ordinario quando
– Hai spese importanti e strutturali. – Lavori con aziende che preferiscono IVA detraibile.
– Fai investimenti con IVA rilevante. – Superi la soglia forfettaria o rischi il superamento.
Nessi logici
Se spese deducibili/ricavi superano il 22% circa, l’ordinario tende a convenire. Se stai sotto e resti entro 85.000 euro, spesso vince il forfettario.
Se vendi principalmente a soggetti IVA, l’ordinario è più neutro grazie alla detrazione. Se vendi a privati, il forfettario semplifica il prezzo.
Se avvii ora e rispetti i requisiti, il 5% per 5 anni dà un vantaggio forte rispetto all’ordinario.
Adempimenti periodici e scadenze
Forfettario
Dichiarazione dei redditi PF. Imposta sostitutiva con acconti e saldo. Versamento bollo virtuale sulle e-fatture.
Nessuna liquidazione IVA. Niente ritenute. Conservazione elettronica delle fatture a norma.
Ordinario
Liquidazioni IVA mensili o trimestrali. Comunicazioni periodiche IVA. Dichiarazione IVA annuale.
Ritenute subite e certificazioni. IRPEF a saldo e acconti. Gestione cespiti e registri contabili.
Fonti normative di riferimento
– DPR 633/1972 (IVA) su Normattiva. – DPR 600/1973 (ritenute). – DPR 917/1986 TUIR (redditi). – L. 190/2014 e successive modifiche per il regime forfettario.
– L. 335/1995 per la Gestione Separata INPS e circolari INPS annuali. – D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022 su fatturazione elettronica.
– DM 17/06/2014 su imposta di bollo. – Documentazione e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro.
| Scenario | Requisiti principali | Adempimenti e costi tipici | Tempistiche |
|---|---|---|---|
| Avvio in regime forfettario | Ricavi attesi ≤ 85.000 euro; assenza cause ostative; attività di consulenza 70.20.09 | AA9/12; e-fattura; bollo 2€ oltre 77,47€; imposta 15% (o 5% start-up); INPS 26,07% | Partita IVA in 1-2 giorni; iscrizione INPS immediata; prima fattura appena operativo |
| Avvio in regime ordinario | Spese rilevanti o clienti B2B; necessità di detrarre IVA | AA9/12; e-fattura; liquidazioni IVA; contabilità semplificata/ordinaria; ritenuta 20% subita | Partita IVA in 1-2 giorni; liquidazioni IVA da mese/trimestre successivo |
| Superamento soglia forfettario | Ricavi > 85.000 euro; oltre 100.000 euro uscita immediata | Passaggio a ordinario; applicazione IVA dal momento previsto; adeguamento acconti | Varia entro l’anno di superamento (immediato se > 100.000 euro) |
| Prestazioni B2B UE | Cliente soggetto passivo in UE; iscrizione VIES attiva | Fattura senza IVA ex art. 7-ter DPR 633/1972; inversione contabile; invii transfrontalieri | VIES prima dell’operazione; fattura entro termini ordinari |
| Start-up con imposta 5% | Requisiti L. 190/2014: nuova attività, non mera prosecuzione, altre condizioni di legge | Imposta sostitutiva 5% per 5 anni; coefficiente 78%; contributi deducibili | Agevolazione dalla data di avvio se i requisiti sono rispettati |
FAQ
1) Perché scegliere il codice ATECO 70.20.09 e quando valutarne un altro?
Il 70.20.09 identifica la consulenza imprenditoriale e amministrativo-gestionale in senso ampio. È ideale se offri pianificazione, controllo di gestione, riorganizzazioni, business planning e processi. Se invece svolgi consulenze in ambiti regolamentati, come fiscale, legale o del lavoro, il 70.20.09 non basta. In quei casi servono codici specifici e, talvolta, albi e ordini professionali. Se la tua consulenza è molto verticale, per esempio ICT con sviluppo software, marketing operativo o ingegneria, verifica i codici della sezione M relativi a professioni tecniche e scientifiche. La scelta corretta migliora l’allineamento del coefficiente forfettario, riduce i rischi di contestazione e rende più coerente il profilo statistico. In caso di dubbi, descrivi in modo puntuale l’attività prevalente e usa il codice più aderente. Ricorda che l’Agenzia delle Entrate, in caso di controlli, guarda alla sostanza delle prestazioni fornite, non solo al codice indicato.
2) Devo iscrivermi al Registro Imprese o presentare SCIA per la consulenza aziendale?
La consulenza aziendale, svolta come libero professionista, non richiede l’iscrizione al Registro Imprese né la presentazione di una SCIA al SUAP, perché non si tratta di attività commerciale o artigianale. Operi come professionista senza albo. Devi però aprire la Partita IVA con il modello AA9/12, attivare PEC e fatturazione elettronica e iscriverti alla Gestione Separata INPS. Se invece strutturi l’attività come impresa (per esempio con dipendenti e servizi accessori che esulano dalla consulenza intellettuale), l’inquadramento cambia e può rendersi necessario l’ingresso nel Registro Imprese. Valuta sempre la prevalenza dell’attività. La base normativa generale che distingue attività professionale e attività d’impresa è nel TUIR (DPR 917/1986) e nelle prassi dell’Agenzia delle Entrate. Se resti nell’alveo della prestazione intellettuale tipica, la via corretta è quella del professionista con Gestione Separata.
3) Quali sono i requisiti per il forfettario nel 2026 e quando scatta l’uscita?
Puoi aderire al forfettario se i ricavi dell’anno non superano 85.000 euro e non rientri in cause di esclusione previste dalla L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata. Le principali cause ostative riguardano partecipazioni in società di persone o assimilate, il controllo di s.r.l. che svolgono attività riconducibile alla tua, e alcune situazioni di lavoro dipendente o assimilato se integrate con prestazioni verso lo stesso datore. La normativa è stata aggiornata negli ultimi anni, quindi verifica sempre la formulazione vigente su Normattiva e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. L’aliquota è il 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di start-up: attività nuova, non mera prosecuzione e altri requisiti oggettivi e soggettivi. Superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro? Esci dall’anno successivo. Superi 100.000 euro? L’uscita è immediata dall’anno in corso, con applicazione dell’IVA dal momento del superamento. In ogni caso, i contributi INPS restano dovuti e deducibili dal reddito.
4) Come fatturo in pratica: IVA, ritenuta e bollo tra forfettario e ordinario, in Italia e con l’estero?
In forfettario emetti fattura elettronica senza IVA, senza ritenuta d’acconto e con dicitura di esonero prevista dalla L. 190/2014. Applichi il bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro, con versamento periodico tramite l’Agenzia. In ordinario, applichi l’IVA ordinaria alla tua prestazione, salvo regimi speciali non tipici della consulenza. Se il cliente è un sostituto d’imposta, subisci la ritenuta d’acconto del 20% ai sensi dell’art. 25 del DPR 600/1973. Con clienti UE soggetti passivi, la regola dell’art. 7-ter del DPR 633/1972 sposta l’imponibilità nel Paese del cliente. Devi avere l’iscrizione VIES e fatturare senza IVA indicando “inversione contabile” e il riferimento normativo. Con clienti extra-UE, spesso la prestazione non è territorialmente rilevante in Italia, quindi fatturi senza IVA con la corretta dicitura di non imponibilità. In tutti i casi, usa la fattura elettronica via SdI, conservata a norma, e verifica i requisiti documentali del cliente (partita IVA comunitaria valida, dati anagrafici corretti, codice destinatario/PEC).
5) Contributi INPS in Gestione Separata: aliquota, deduzione e servizi coperti
Versi i contributi alla Gestione Separata INPS, come previsto dalla L. 335/1995. L’aliquota per i professionisti non assicurati altrove nel 2026 è pari al 26,07%, definita ogni anno da circolare INPS. Non esistono minimali fissi: paghi in percentuale sul reddito professionale. I contributi sono deducibili integralmente dal reddito, sia nel forfettario (abbattendo la base dell’imposta sostitutiva) sia nell’ordinario (abbattendo la base IRPEF). Si pagano con modello F24, in scadenza a giugno per saldo e primo acconto e a novembre per il secondo acconto, insieme alle imposte sui redditi. La Gestione Separata copre anche maternità, malattia, degenza ospedaliera e assegni per il nucleo, con requisiti e indennità definite dalle circolari INPS. Non devi iscriverti all’INAIL, perché non svolgi attività soggette a rischio assicurativo tipico. Ricorda di verificare ogni anno le aliquote aggiornate e i massimali contributivi comunicati dall’INPS.
