Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il codice ATECO corretto per l’imbianchino è 43.34.01 (tinteggiatura e posa in opera di vetri). In forfettario: coefficiente 86%, imposta 5% o 15%, INPS Artigiani con contributi fissi e variabili.
- ATECO 43.34.01 comprende tinteggiatura interna/esterna, verniciatura e posa vetri/specchi/pellicole. Esclude l’installazione di infissi e serramenti.
- Regime forfettario: soglia ricavi 85.000 euro, uscita immediata oltre 100.000. Coefficiente 86%. Imposta 5% start-up (5 anni) poi 15%. E-fattura obbligatoria.
- INPS Artigiani 2026: contributi fissi 4.521,36 euro. Variabili sul 67% dei ricavi oltre 18.808,00 euro (24%) e oltre 56.224,00 euro (25%). Opzione riduzione 35% per forfettari.
Codice ATECO 43.34.01: cosa copre e cosa esclude
Il codice ATECO identifica la tua attività agli occhi del Fisco. Per l’imbianchino il codice corretto è 43.34.01. La classificazione ATECO la definisce l’ISTAT (Ateco 2007 e aggiornamenti).
Cosa significa 43.34.01 in pratica? Indica “tinteggiatura e posa in opera di vetri”. Serve per aprire la Partita IVA, iscriversi all’INPS e all’INAIL, e calcolare tasse e contributi.
Attività incluse (spiegate semplice)
Rientrano in 43.34.01 queste lavorazioni:
- Tinteggiatura interna ed esterna di edifici. In parole semplici: pitture, smalti, vernici.
- Verniciature protettive su cancelli e ringhiere. Quindi trattamenti anticorrosione.
- Posa in opera di vetri e specchi. Significa installare lastre e specchi su telai già presenti.
- Applicazione di pellicole per vetri. Ad esempio pellicole anti-UV o privacy.
Queste attività sono considerate “altri lavori specializzati di costruzione”. Non richiedono abilitazioni impiantistiche (DM 37/2008), perché non sono impianti.
Attività escluse e casi borderline
Con 43.34.01 restano escluse l’installazione di infissi e serramenti. Per quella serve un altro ATECO (settore 43.32). Anche la realizzazione di cappotti termici o cartongesso ricade in codici distinti.
Se offri servizi misti, valuta l’ATECO prevalente. È il codice dell’attività che genera più ricavi. Puoi aggiungere codici secondari, ma attento alla coerenza fiscale.
Base normativa: classificazione ISTAT Ateco 2007; riferimenti generali disponibili su Normattiva per le norme fiscali di rinvio.
Come aprire la Partita IVA da imbianchino: iter operativo
Aprire la Partita IVA oggi è rapido grazie alla Comunicazione Unica. Usi un solo invio per tutte le iscrizioni. Il canale è la Camera di Commercio tramite il Registro Imprese.
Passaggi pratici in cinque mosse
- Scelta del codice ATECO 43.34.01. È la base per tutto il resto.
- Apertura Partita IVA (modello AA9/12). Indichi il regime fiscale prescelto.
- Iscrizione al Registro Imprese e all’Albo Artigiani. Sei un’impresa artigiana.
- Iscrizione INPS Gestione Artigiani. Serve per i contributi previdenziali.
- Iscrizione INAIL. Ti copre dagli infortuni sul lavoro.
La “Comunicazione Unica” consente l’invio coordinato. Trovi la base normativa nei provvedimenti del Ministero dello Sviluppo Economico e nel D.P.C.M. 6 maggio 2009.
Altri adempimenti tipici nell’edilizia
Se lavori in cantiere servono documenti di sicurezza e regolarità contributiva. Il D.Lgs. 81/2008 impone misure specifiche su DPI, POS e formazione.
Se assumi personale, verifica l’iscrizione a Cassa Edile secondo il contratto applicato. Per lavori con condomìni o PA spesso richiedono il DURC regolare.
Fonti utili: Ministero del Lavoro e INAIL per sicurezza e assicurazione; D.Lgs. 81/2008; T.U. INAIL (D.P.R. 1124/1965) e decreti tariffari.
Regime fiscale: forfettario o ordinario
La scelta del regime incide sulle tasse e su come fatturi. Capire i due regimi evita sorprese a fine anno.
Regime forfettario 2026: requisiti, limiti e regole
Il regime forfettario è semplificato. Usi un “coefficiente di redditività”. Per il tuo codice il coefficiente è 86%. Significa che il reddito imponibile si calcola sull’86% dei ricavi.
Requisito principale: ricavi o compensi fino a 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro, esci subito dal regime nell’anno stesso. Devi applicare l’IVA dalla fattura che eccede.
Imposta sostitutiva: 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni “start-up”. Dopo, 15%. In forfettario non applichi IVA e non subisci ritenute d’acconto.
Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari. Si applica la regola del “principio di cassa”. Tradotto: contano gli incassi, non le fatture emesse ma non incassate.
Base normativa: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89; successive modifiche nelle Leggi di Bilancio (L. 145/2018 e L. 197/2022). Riferimenti disponibili su Normattiva e documenti Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario: quando conviene
L’ordinario funziona con IVA, costi deducibili e IRPEF a scaglioni. Conviene se compri molto materiale e attrezzature con IVA. Oppure se i clienti sono aziende che detrarrebbero l’IVA.
Conviene anche se prevedi ricavi oltre 85.000 euro in modo stabile. O se hai dipendenti e costi elevati che in forfettario non puoi dedurre.
Esempi numerici di calcolo in forfettario (ATECO 43.34.01)
Definizioni rapide: “coefficiente di redditività” è la percentuale fissa per stimare il reddito. “Contributi previdenziali deducibili” sono i contributi INPS che abbattono la base su cui calcoli l’imposta.
- Ricavi 20.000 euro. Reddito lordo: 20.000 x 86% = 17.200. Contributi fissi: 4.521,36. Variabili: non dovuti perché il 67% di 20.000 (13.400) è sotto 18.808. Reddito imponibile: 17.200 – 4.521,36 = 12.678,64. Imposta 5%: 633,93.
- Ricavi 60.000 euro. Reddito lordo: 51.600. Contributi variabili: sul 67% dei ricavi (40.200) oltre 18.808, cioè 21.392; 24% = 5.134,08. Totale contributi: 4.521,36 + 5.134,08 = 9.655,44. Reddito imponibile: 51.600 – 9.655,44 = 41.944,56. Imposta 15%: 6.291,68.
- Ricavi 90.000 euro. Sei sopra 85.000 ma sotto 100.000, quindi resti forfettario per l’anno e uscirai dal prossimo. Reddito lordo: 77.400. Contributi variabili: sul 67% di 90.000 (60.300) oltre 18.808. Fino a 56.224: 37.416 al 24% = 8.979,84; oltre 56.224: 4.076 al 25% = 1.019,00. Totale variabili: 9.998,84. Contributi totali: 14.520,20. Reddito imponibile: 77.400 – 14.520,20 = 62.879,80. Imposta 15%: 9.431,97.
Nota pratica: con l’opzione “contribuzione ridotta 35%” per forfettari, riduci sia i fissi sia i variabili. Si abbassa anche la deduzione, quindi l’imposta cresce un po’. Valuta pro e contro.
Contributi INPS Artigiani 2026: regole e scelte
Per gli artigiani esistono due componenti: fissi e variabili. I fissi sono dovuti anche con zero fatturato. I variabili scattano quando superi un reddito minimale.
Aliquote, soglie e base di calcolo
- Contributi fissi 2026: 4.521,36 euro. L’INPS li aggiorna ogni anno con circolare.
- Minimale di reddito: 18.808,00 euro. Sotto questa soglia paghi solo i fissi.
- Contributi variabili: 24% sulla quota di reddito che supera 18.808,00. 25% sulla parte che supera 56.224,00.
- Per il forfettario l’INPS considera il 67% dei ricavi come base per i variabili. È una semplificazione tecnica definita nelle circolari INPS.
Base normativa: norme su previdenza obbligatoria per artigiani e commercianti (leggi istitutive) e circolari INPS annuali su aliquote e minimali. Le trovi sui portali istituzionali INPS e Normattiva.
Agevolazioni: cosa c’è davvero nel 2026
Riduzione del 35%: disponibile per chi sceglie il regime forfettario. Vale su fissi e variabili. Si chiede all’INPS e resta attiva finché resti forfettario.
Non risulta una riduzione generalizzata del 50% per i nuovi iscritti alla Gestione Artigiani nel 2026. Possono esistere bandi locali o misure temporanee. Controlla sempre le circolari INPS dell’anno.
I contributi previdenziali sono deducibili dal reddito forfettario. Questo abbassa la base dell’imposta sostitutiva. Non esiste la “rivalsa 4%” tipica della Gestione Separata.
Sicurezza, assicurazione e cantieri: gli obblighi chiave
Come imbianchino lavori spesso in cantiere. La sicurezza non è opzionale. Il D.Lgs. 81/2008 definisce gli obblighi di tutti i soggetti coinvolti.
Se sei impresa esecutrice devi predisporre il POS. Devi usare DPI adeguati. Forma te stesso e gli eventuali dipendenti. In caso di lavori in quota, rispetta le regole specifiche.
L’iscrizione INAIL è obbligatoria. La tariffa dipende dalla lavorazione. Le regole derivano dal T.U. INAIL (D.P.R. 1124/1965) e dai decreti tariffari vigenti.
Regola decisionale rapida
Seleziona ATECO e regime in 5 passaggi logici
- La tua attività principale è tinteggiatura/verniciatura/posa vetri? Sì: ATECO 43.34.01. No: valuta codici dell’edilizia affini (43.32 infissi, 43.29 altri lavori).
- Ricavi previsti entro 85.000 euro e costi bassi? Sì: il forfettario tende a convenire. Coefficiente 86% e adempimenti semplici.
- Acquisti con molta IVA e clienti B2B? Sì: valuta regime ordinario per detrarre IVA e dedurre costi.
- Prevedi di superare 100.000 euro? Sì: il forfettario salta in corso d’anno. Pianifica l’IVA immediata e il passaggio all’ordinario.
- Hai bisogno di assumere? Con più costi strutturali l’ordinario diventa spesso più efficiente.
Fonti di riferimento: Normattiva per L. 190/2014 e Leggi di Bilancio; Agenzia delle Entrate per prassi sul forfettario; INPS per contribuzione Artigiani; Ministero del Lavoro e INAIL per sicurezza.
Errori comuni da evitare
Scegliere un ATECO non coerente
Se installi infissi ma fatturi con 43.34.01 rischi contestazioni. Usa codici corretti per ogni lavorazione principale. Inserisci codici secondari se necessari.
Ignorare l’uscita immediata oltre 100.000 euro
La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto l’uscita in corso d’anno. Se superi 100.000 euro applichi l’IVA da subito. Prevedi cassa e margini.
Dimenticare INAIL o sicurezza in cantiere
Senza INAIL e documenti di sicurezza rischi sanzioni. Prepara POS, usa DPI e forma gli addetti. Mantieni il DURC in regola per lavorare con PA e condomìni.
Sottovalutare i contributi fissi
I fissi si pagano anche senza ricavi. Inseriscili nel budget annuo. Se scegli la riduzione 35% ricorda l’impatto sul futuro assegno pensionistico.
| Scenario operativo | Requisiti e vincoli | Tassazione stimata (forfettario, ATECO 43.34.01) | Contributi INPS 2026 | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|---|
| Start-up, ricavi 20.000 euro | Sotto 85.000; requisiti start-up rispettati | Reddito lordo 17.200; imponibile 12.678,64; imposta 5% = 633,93 | Fissi 4.521,36; variabili 0; con riduzione 35%: 2.938,88 | Partita IVA + INPS/INAIL con Comunicazione Unica; e-fattura da subito |
| Crescita, ricavi 60.000 euro | Sotto 85.000; niente cause ostative | Reddito lordo 51.600; imponibile 41.944,56; imposta 15% = 6.291,68 | Fissi 4.521,36; variabili 5.134,08; totale 9.655,44 | Liquidazione imposta con saldo/acconti; contributi in 4 rate fisse + saldo variabili |
| Vicino al limite, ricavi 90.000 euro | Oltre 85.000; resti forfettario per l’anno; uscita dal prossimo | Reddito lordo 77.400; imponibile 62.879,80; imposta 15% = 9.431,97 | Fissi 4.521,36; variabili 9.998,84; totale 14.520,20 | Pianifica passaggio all’ordinario dal 1° gennaio successivo |
| Superamento 100.000 euro (es. 110.000) | Uscita immediata dal forfettario nell’anno | Si applica IVA dalla fattura che eccede; tassazione ordinaria per l’anno | Fissi dovuti; variabili calcolati sul reddito ordinario | Variazione regime IVA immediata; aggiornare software e gestione fatture |
FAQ
Qual è la differenza tra 43.34.01 e altri codici edili simili? Cosa scelgo se faccio anche cartongesso o cappotti?
Il codice 43.34.01 copre tinteggiatura, verniciatura e posa vetri/specchi/pellicole. Se realizzi cartongesso, spesso si usa un codice dell’edilizia per finiture interne diverso (area 43.3, “altri lavori di completamento”). Per i cappotti termici il codice rientra nell’ambito degli “altri lavori specializzati” ma non nella posa vetri. In caso di attività mista, individua l’attività prevalente, cioè quella che genera più ricavi. Usa quella come codice principale e aggiungi codici secondari per le lavorazioni ricorrenti. Se un servizio è occasionale e marginale, puoi fatturarlo con il codice principale, ma evita di farlo diventare prevalente. La classificazione la definisce l’ISTAT (Ateco 2007). In caso di dubbi, verifica la corrispondenza delle lavorazioni alle descrizioni ufficiali e, se necessario, effettua una pratica di variazione ATECO al Registro Imprese.
Come si compila la fattura elettronica in forfettario per un imbianchino? Quali diciture e regole IVA inserire?
In forfettario non applichi l’IVA e non subisci ritenuta d’acconto. In fattura inserisci la dicitura che spiega la non applicazione dell’IVA, ad esempio “Operazione in regime forfettario, art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive modifiche; IVA non applicata”. Indica anche “Ritenuta d’acconto non applicata”. Se vendi a privati, il totale coincide con l’imponibile. Se vendi a imprese o PA, resta escluso lo split payment perché non applichi IVA. Usa il tracciato FatturaPA con codice natura N2.2 per operazioni non soggette se richiesto dal gestionale. Ricorda la numerazione progressiva, il regime fiscale nello header, e la marca da bollo virtuale quando l’imponibile supera 77,47 euro. La regola IVA di base è nel D.P.R. 633/1972; le semplificazioni del forfettario derivano dalla L. 190/2014 e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Supero 85.000 euro a metà anno: che succede a regime, IVA e imposta? E se supero 100.000?
Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, mantieni il regime forfettario fino a fine anno. Dall’1 gennaio dell’anno successivo passi al regime ordinario. Pagherai l’imposta sostitutiva per l’anno in corso e poi entrerai in IRPEF a scaglioni. Se superi 100.000 euro, scatta l’uscita immediata. Dalla fattura che ti fa superare i 100.000 devi applicare l’IVA. Il resto dell’anno lo gestisci in regime ordinario per l’IVA e, a seconda dei casi, adegui anche gli acconti d’imposta. Questa regola discende dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) che ha introdotto la soglia di uscita immediata. Verifica sempre con i documenti dell’Agenzia delle Entrate e con Normattiva per gli aggiornamenti applicativi.
Come funzionano i contributi INPS se lavoro in subappalto, ho mesi senza incassi o utilizzo la riduzione 35%?
I contributi fissi si pagano comunque, in quattro rate, anche senza incassi. Quelli variabili dipendono dal superamento del minimale. Nel forfettario l’INPS prende come base il 67% dei ricavi. Se lavori in subappalto per un’impresa edile, nulla cambia per la previdenza: resti iscritto alla Gestione Artigiani e maturi contributi secondo le stesse regole. Se hai dipendenti, può essere richiesta l’iscrizione alla Cassa Edile secondo il CCNL. Con la riduzione 35% tagli sia i fissi sia i variabili. Ma riduci anche la deducibilità, quindi l’imponibile fiscale sale un po’. Questa scelta comporta anche minori versamenti previdenziali e quindi una pensione futura più bassa. Le regole su aliquote e minimali si trovano ogni anno nelle circolari INPS per artigiani e commercianti.
Quali costi posso dedurre nel forfettario? E cosa cambia rispetto al regime ordinario per un imbianchino?
Nel forfettario non deduci i costi specifici (vernici, scale, ponteggi, furgone). Hai un abbattimento forfettario, definito dal coefficiente 86%. Puoi però dedurre integralmente i contributi previdenziali versati. L’IVA non si applica e non si detrae. In regime ordinario deduci i costi inerenti e detrai l’IVA sugli acquisti. Se compri attrezzature importanti, un furgone o molti materiali con IVA, l’ordinario può convenire. Valuta anche la clientela: se lavori per aziende che chiedono IVA detraibile, l’ordinario è più fluido nei rapporti B2B. Le regole si fondano sul TUIR per la deducibilità dei costi, sul D.P.R. 633/1972 per l’IVA e sulla L. 190/2014 per il forfettario. Verifica sempre la coerenza dei costi con l’attività per evitare contestazioni.
