Codice ATECO 43.21.01: cos’è e cosa posso farci?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il vecchio ATECO 43.21.01 confluisce nel 43.21.10. Per operare apri Partita IVA artigiana via ComUnica, SCIA al SUAP, iscrizioni INPS/INAIL. Contributi 2026 e regimi fiscali spiegati con esempi.

  • Dal 2026 si usa il codice ATECO 43.21.10 per installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici in edifici.
  • Apertura come ditta individuale artigiana con ComUnica, iscrizione INPS Gestione Artigiani, INAIL, CCIAA, e SCIA al SUAP.
  • INPS 2026: fissi 4.521,36 euro fino a 18.808 euro; poi 24%, oltre 56.224 euro 25%. Forfettario: coefficiente 86%, imposta 5% o 15%.

Cosa cambia con il nuovo ATECO 43.21.10 dal 2026

Dal 2026 il codice ATECO 43.21.01 non si usa più. Le attività confluiscono nel 43.21.10 “installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici in edifici”.

Rientrano qui: quadri elettrici, canaline, punti luce, sistemi di illuminazione, impianti fotovoltaici connessi in bassa tensione. L’ambito è quello delle costruzioni.

La classificazione ATECO è definita da ISTAT. Verifica sempre l’ultimo aggiornamento della nomenclatura. La base giuridica di riferimento resta il sistema ATECO adottato per fini fiscali e statistici.

Nell’operatività tecnica valgono le regole del D.M. 37/2008 sugli impianti negli edifici. Questo decreto definisce abilità, responsabilità e dichiarazioni. La fonte ufficiale è consultabile su Normattiva.

Requisiti tecnico-professionali per operare (D.M. 37/2008)

Serve un responsabile tecnico. È la persona che garantisce la corretta esecuzione degli impianti.

I requisiti minimi sono indicati all’articolo 4 del D.M. 37/2008. In sintesi, puoi soddisfarli con uno di questi titoli:

  • Laurea tecnica pertinente (ingegneria elettrica o simili). Accesso diretto.
  • Diploma tecnico con due anni di esperienza nel settore. Esperienza documentata.
  • Qualifica professionale con quattro anni di esperienza. Anche qui esperienza documentata.

L’installatore rilascia la dichiarazione di conformità a fine lavori. Il documento è previsto dagli articoli 7 e 9 del D.M. 37/2008. Per impianti complessi serve il progetto redatto da professionista abilitato.

Per impianti fotovoltaici si applicano anche le norme sulle fonti rinnovabili. La cornice generale è il D.Lgs. 28/2011. Le Regioni regolano i corsi di qualificazione FER per gli installatori.

Come aprire la Partita IVA artigiana per installatori

Iter ComUnica e iscrizioni obbligatorie

Apri come ditta individuale artigiana. Usi la pratica ComUnica. È la “Comunicazione Unica” verso più enti in un’unica istanza.

La base normativa di ComUnica si trova nell’articolo 9 del D.L. 7/2007, convertito in legge 40/2007, e nel D.P.C.M. 6 maggio 2009. Le fonti sono consultabili su Normattiva.

Con ComUnica ottieni: iscrizione al Registro Imprese/Albo Artigiani (L. 443/1985), apertura posizione INPS Gestione Artigiani, posizione INAIL e attribuzione del codice ATECO.

Lavori con rischio infortuni? INAIL è obbligatoria. L’obbligo discende dal D.P.R. 1124/1965. L’inquadramento tariffario lo comunica INAIL dopo l’iscrizione.

SCIA allo SUAP

Presenta la SCIA al SUAP del Comune della sede. La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, regolata dall’articolo 19 della L. 241/1990.

Il SUAP è disciplinato dal D.P.R. 160/2010. Serve per attività soggette a controlli comunali. Alleghi i titoli tecnico-professionali, la dichiarazione sui locali e la sicurezza.

In cantiere applica il D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro. Predisponi valutazioni dei rischi, DPI, formazione e, se necessario, POS. Per lavorare con altri datori di lavoro, gestisci gli obblighi di coordinamento (art. 26).

Previdenza e assicurazione: contributi INPS 2026 e INAIL

Con il codice 43.21.10 ti iscrivi alla Gestione Artigiani INPS. Nel 2026 i contributi fissi ammontano a 4.521,36 euro. Coprono redditi fino a 18.808,00 euro di imponibile contributivo.

Sulla quota di reddito che supera 18.808,00 euro paghi il 24%. Oltre 56.224,00 euro l’aliquota sale al 25%. Questi valori derivano dalle circolari INPS annuali sulla contribuzione degli artigiani e commercianti.

L’imponibile contributivo è il reddito d’impresa. Nel forfettario coincide con il reddito forfettario. Nel regime ordinario coincide con il reddito determinato analiticamente.

I contributi fissi si versano in quattro rate nell’anno. Sui redditi eccedenti versi saldo e acconti con F24, insieme alle imposte, secondo il calendario fiscale.

Se aderisci al forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS. È l’agevolazione contributiva per artigiani e commercianti in forfettario. La disciplina è richiamata dalle circolari INPS e si richiede telematicamente ogni anno.

INAIL determina il tasso in base alle lavorazioni. L’ente lo comunica dopo l’iscrizione. Il premio è dovuto anche se lavori da solo, se sussiste rischio assicurato.

Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario

Regime forfettario: come funziona davvero

Il regime forfettario è il regime semplificato per i piccoli. Il limite di ricavi annui è 85.000 euro. La fonte normativa è la L. 190/2014, commi 54-89, con modifiche successive.

Per le costruzioni si applica il coefficiente di redditività dell’86%. Significa che il reddito imponibile è l’86% dei ricavi. Esempio: ricavi 60.000, reddito forfettario 51.600.

L’imposta sostitutiva è del 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni startup. Per esempio, niente attività simile nei tre anni precedenti e nuova attività non mera prosecuzione. Dopo, l’aliquota sale al 15%.

Nel forfettario applichi il principio di cassa. Significa che contano gli incassi reali. Non addebiti l’IVA in fattura. Applichi la marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro. Non subisci ritenute né le applichi, salvo eccezioni specifiche.

I contributi INPS sono deducibili dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta. Questo riduce la base su cui applichi il 5% o il 15%.

Se superi 100.000 euro durante l’anno, esci subito dal forfettario. Applichi l’IVA dal momento del superamento. Questo meccanismo è stato introdotto con le modifiche più recenti alla L. 190/2014.

Regime ordinario: quando conviene

Nell’ordinario paghi l’IRPEF per scaglioni. Per il 2026 consideriamo tre aliquote: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. La base è l’articolo 11 del TUIR (D.P.R. 917/1986) con aggiornamenti annuali.

Dedichi i costi reali. Materiali elettrici, attrezzature, mezzi, affitti, assicurazioni, carburante, consulenze. L’IVA è detraibile. Questo è utile se hai molti acquisti e investimenti.

Le imprese minori usano il principio di cassa “rafforzato” per le imposte, come introdotto dalla L. 232/2016. Quindi tassazione sugli incassi meno pagamenti, con regole specifiche per rimanenze e cespiti.

Confronto numerico veloce

Esempio A: ricavi 60.000, costi pagati 35.000, contributi 5.000.

Forfettario: reddito 60.000 x 86% = 51.600; deduci 5.000 contributi = 46.600. Imposta 5% = 2.330 (se startup) o 15% = 6.990.

Ordinario: reddito 60.000 – 35.000 – 5.000 = 20.000. IRPEF 23% su 20.000, al lordo di detrazioni = 4.600. Ma recuperi l’IVA sugli acquisti.

Con costi elevati l’ordinario può convenire. Con costi bassi e ricavi regolari, il forfettario è spesso più leggero e semplice.

Obblighi operativi specifici per elettrico e fotovoltaico

Per ogni impianto rilasci la dichiarazione di conformità (D.M. 37/2008). Se necessario, alleghi progetto e schema dell’impianto. Conservi manuali e certificazioni dei componenti.

Per fotovoltaico, rispetti le regole su connessione alla rete e collaudo. Rientri nelle norme generali del D.Lgs. 28/2011 su rinnovabili. Gli incentivi e configurazioni di autoconsumo sono gestiti secondo la disciplina vigente. Gli aspetti tecnici sono monitorati anche dall’Autorità di regolazione e dal gestore dei servizi energetici.

Nei cantieri applichi il D.Lgs. 81/2008. Se monti ponteggi serve il PiMUS. Verifica idoneità tecnico-professionale verso il committente. Tieni il DURC regolare per appalti e subappalti.

Se assumi personale, applica il giusto CCNL e fai le comunicazioni obbligatorie al Ministero del Lavoro. Le fonti istituzionali sono i portali del Ministero del Lavoro e dell’INPS.

Regola decisionale rapida

Se inizi da zero e lavori da solo con attrezzatura leggera, scegli il forfettario. È semplice e spesso conveniente fino a 85.000 euro di ricavi.

Se acquisti molti materiali e investi in mezzi, valuta l’ordinario. Recuperi l’IVA e deduci i costi reali. Può ridurre l’imponibile più del coefficiente 86%.

Se superi i 100.000 euro in corso d’anno, preparati a uscire dal forfettario. Gestisci subito l’IVA e l’emissione delle fatture con imposta.

Se assumi dipendenti o collaboratori, verifica il costo del lavoro e gli oneri INPS/INAIL. Inseriscili nel confronto tra regimi.

Se operi su impianti complessi, verifica in anticipo progetto, SCIA e adempimenti. Pianifica i documenti tecnici e la dichiarazione di conformità.

Fonti normative di riferimento: D.M. 37/2008 (impianti), L. 190/2014 (regime forfettario), D.P.R. 917/1986 art. 11 (IRPEF), D.P.R. 160/2010 (SUAP), L. 241/1990 art. 19 (SCIA), L. 443/1985 (impresa artigiana), D.P.R. 1124/1965 (INAIL), D.Lgs. 81/2008 (sicurezza), D.Lgs. 28/2011 (rinnovabili). Consultabili su Normattiva e siti istituzionali di INPS e Ministero del Lavoro.

Scenario Requisiti normativi Adempimenti fiscali e previdenziali Tempistiche e scadenze 2026
Apertura nuova attività ATECO 43.21.10 D.M. 37/2008 requisiti tecnico-professionali; L. 443/1985 Albo Artigiani; D.P.R. 160/2010 SUAP; L. 241/1990 art. 19 SCIA ComUnica per CCIAA, INPS, INAIL; SCIA SUAP; scelta regime fiscale; attivazione fatturazione elettronica ComUnica in 1-3 giorni; SCIA con effetto immediato; attivazione PEC e firma digitale prima dell’invio
Variazione da 43.21.01 a 43.21.10 Aggiornamento dati attività; coerenza con ATECO ISTAT; mantenimento abilitazioni D.M. 37/2008 Variazione anagrafica all’Agenzia delle Entrate e in CCIAA tramite ComUnica; aggiornamento posizioni INPS/INAIL Entro 30 giorni dalla variazione; ricevute immediate da sportello telematico
Regime forfettario fino a 85.000 euro L. 190/2014 commi 54-89; coefficiente 86% costruzioni; uscita immediata oltre 100.000 euro Imposta sostitutiva 5% o 15%; niente IVA; contributi INPS deducibili; possibile riduzione INPS 35% Imposte con scadenze ordinarie dichiarative; istanza riduzione INPS entro i termini annuali
Regime ordinario con dipendenti TUIR art. 11 scaglioni IRPEF; IVA e registri; D.Lgs. 81/2008 sicurezza; obblighi Ministero del Lavoro IRPEF per scaglioni; IVA detraibile; deduzione costi reali; gestione cedolini, UNIEMENS, DURC Liquidazioni IVA mensili/trimestrali; contributi dipendenti mensili; scadenze F24 periodiche
Impianto fotovoltaico residenziale D.Lgs. 28/2011 rinnovabili; D.M. 37/2008 conformità; norme tecniche di connessione Pratiche tecniche e di connessione; dichiarazione di conformità; eventuali pratiche di autoconsumo Tempi variabili per allaccio; documenti tecnici alla chiusura lavori

FAQ

Come si aggiorna il codice ATECO dal vecchio 43.21.01 al nuovo 43.21.10?

Se eri attivo con il 43.21.01, esegui una variazione anagrafica. In pratica invii una ComUnica di variazione alla Camera di Commercio. L’istanza aggiorna anche l’Agenzia delle Entrate e, se serve, INPS e INAIL.

La variazione va presentata entro 30 giorni dalla modifica dell’attività. È una pratica telematica rapida. Verifica che l’oggetto sociale o la descrizione dell’attività siano coerenti con l’installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici.

Non devi rifare i requisiti del D.M. 37/2008 se stai continuando la stessa attività. Mantieni però la documentazione aggiornata del responsabile tecnico e dei titoli. Puoi consultare il D.M. 37/2008 su Normattiva per confermare i requisiti.

Quali titoli servono per essere responsabile tecnico ai sensi del D.M. 37/2008?

Servono i requisiti tecnico-professionali dell’articolo 4 del D.M. 37/2008. Le vie principali sono tre: laurea tecnica pertinente, diploma tecnico con due anni di esperienza, qualifica professionale con quattro anni di esperienza. L’esperienza va documentata con contratti o iscrizioni previdenziali.

Se sei titolare artigiano puoi essere tu il responsabile tecnico. In alternativa puoi nominarne uno. Il nominativo va indicato in SCIA al SUAP e in CCIAA. Ricorda che per impianti complessi può servire il progetto firmato da un professionista iscritto all’albo.

Alla fine dei lavori rilasci sempre la dichiarazione di conformità. È un modello previsto dal D.M. 37/2008. Allegalo agli schemi, ai manuali, e alle certificazioni dei materiali.

Come si calcolano i contributi INPS 2026 per gli artigiani con ATECO 43.21.10?

I contributi hanno una quota fissa e una quota a percentuale. Nel 2026 i fissi sono 4.521,36 euro. Coprono redditi fino a 18.808,00 euro. Sulla quota che supera 18.808,00 euro paghi il 24%. Oltre 56.224,00 euro paghi il 25%.

Se aderisci al forfettario, i contributi si calcolano sul reddito forfettario (ricavi x 86% meno eventuali riduzioni). Puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. L’agevolazione va richiesta all’INPS e si rinnova secondo le istruzioni delle circolari annuali.

Le scadenze: i fissi in quattro rate nell’anno; la quota a percentuale con saldo e acconti insieme alle imposte. Paga sempre con F24. Per i dettagli fai riferimento alle circolari INPS su artigiani e commercianti.

Meglio forfettario o ordinario se compro molti materiali e attrezzi?

Se i costi sono alti, l’ordinario spesso vince. Perché deduci i costi reali e recuperi l’IVA sugli acquisti. Questo è utile negli impianti, dove la componente materiale pesa molto. Nell’ordinario paghi l’IRPEF per scaglioni (TUIR art. 11) e gestisci l’IVA.

Nel forfettario il reddito è l’86% dei ricavi, a prescindere dai costi. Quindi, se i costi superano il 14% dei ricavi, il vantaggio fiscale può ridursi. Resta però la semplicità gestionale e l’aliquota bassa (5% o 15%).

Esempio: ricavi 80.000 e costi 50.000. Forfettario: reddito 68.800. Ordinario: reddito 80.000 – 50.000 = 30.000 (più ammortamenti e contributi). In molti casi l’ordinario risulta più conveniente grazie alla deduzione dei costi e alla detrazione IVA.

Quali permessi servono e come gestisco sicurezza, SUAP e INAIL?

Per avviare l’attività presenti la SCIA al SUAP, secondo L. 241/1990 art. 19 e D.P.R. 160/2010. Allega i requisiti D.M. 37/2008, la descrizione dei locali e l’organizzazione della sicurezza.

Per i cantieri applichi il D.Lgs. 81/2008: valutazione dei rischi, formazione, DPI, eventuale POS. Se lavori in appalto o subappalto, cura gli obblighi di coordinamento (art. 26). Mantieni il DURC regolare per commesse pubbliche e private.

Iscriviti a INAIL al momento dell’apertura con ComUnica. INAIL assegna la voce di tariffa e calcola il premio. Il D.P.R. 1124/1965 disciplina l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro.

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