Codice ATECO tuttofare: qual è e cosa posso farci?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il codice ATECO del tuttofare dipende dalle mansioni prevalenti: edilizia 43.91.00, riparazioni domestiche 95.22.01, pulizie 81.21.00, giardinaggio 81.30.00. In forfettario si applica il coefficiente dell’attività prevalente.

  • La scelta ruota sull’attività prevalente. In regime forfettario si usa il coefficiente di redditività dell’attività prevalente per tutti i ricavi (Agenzia delle Entrate, Circolare 10/E del 4 aprile 2016).
  • Verifica abilitazioni e permessi: impianti elettrici/gas (DM 37/2008), imprese di pulizia (DM 274/1997), iscrizioni INPS artigiani/commercianti, CCIAA e, quando richiesto, SCIA al SUAP comunale.
  • Forfettario: soglia 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000 (Legge 197/2022). Imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, e-fattura obbligatoria (D.Lgs. 127/2015, DL 36/2022).

Cos’è l’ATECO per il “tuttofare” e perché conta davvero

ATECO è la classificazione delle attività economiche usata per aprire partita IVA, calcolare tasse e contributi, e applicare regole settoriali. È definita da ISTAT e usata dall’Agenzia delle Entrate.

“Tuttofare” non è un codice ATECO. Devi tradurre le mansioni in una o più attività concrete. La regola chiave è l’attività prevalente, cioè quella su cui incassi di più in un anno.

La scelta corretta ottimizza la tassazione in forfettario e riduce rischi di contestazioni. Una scelta sbagliata può complicare INPS, INAIL, CCIAA e appalti.

Quadro normativo essenziale

Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 (coefficiente di redditività per gruppi ATECO), integrata da Legge 208/2015 e successive. Soglia 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000 euro: Legge 197/2022.

Regola dell’attività prevalente per chi svolge più attività: Agenzia delle Entrate, Circolare 10/E del 4 aprile 2016. E-fattura obbligatoria: D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022 convertito in Legge 79/2022.

Iscrizioni e autorizzazioni: Legge 443/1985 (impresa artigiana), DPR 581/1995 (Registro Imprese), DM 37/2008 (impianti), DM 274/1997 (imprese di pulizia), D.Lgs. 81/2008 (sicurezza), DPR 1124/1965 (INAIL). Le norme sono consultabili su Normattiva e sui siti di Agenzia delle Entrate, INPS, Ministero del Lavoro e SUAP.

I codici ATECO tipici del tuttofare: come scegliere

Parti dalle mansioni reali che venderai ai clienti. Poi mappa le mansioni al codice ATECO più vicino. Esempi ricorrenti per il tuttofare:

  • 43.91.00 – Attività non specializzate di lavori edili. Piccoli lavori murari, posa cartongesso semplice, ripristini intonaci, manutenzioni edili non specialistiche.
  • 95.22.01 – Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa. Aggiusti piccoli elettrodomestici, ferramenta domestica, accessori casa.
  • 81.21.00 – Pulizia generale non specializzata di edifici. Pulizie ordinarie di appartamenti, uffici, condomini.
  • 81.30.00 – Cura e manutenzione del paesaggio. Taglio erba, potature di base, manutenzione giardini e aiuole.

Attenzione: impianti elettrici, gas, idrici e termici richiedono qualifiche specifiche e imprese abilitate secondo DM 37/2008. Se non sei abilitato, limita l’offerta a mansioni consentite.

Coefficiente di redditività nel forfettario

Nel regime forfettario il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente ai ricavi. Per le attività sopra, i gruppi tipici sono:

  • Costruzioni (43.91.00): 86%.
  • Servizi alle imprese e alle persone, riparazioni, pulizie, giardinaggio (95.22.01, 81.21.00, 81.30.00): 67%.

I valori discendono dagli allegati alla Legge 190/2014. Verifica sempre l’inquadramento del tuo codice nel gruppo fiscale aggiornato.

Multiattività: una o più ATECO? E come si calcola il reddito

Puoi aprire la partita IVA con un ATECO principale e uno o più secondari. Serve quando le mansioni appartengono a settori diversi.

Nel forfettario, se hai più attività con coefficienti diversi, usi il coefficiente dell’attività prevalente per tutti i ricavi annui. Lo precisa l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 10/E del 2016.

Esempio: incassi 10.000 euro da 95.22.01 e 5.000 euro da 43.91.00. L’attività prevalente è 95.22.01. Applichi il 67% su 15.000 euro = reddito 10.050 euro. Non si fanno due calcoli separati.

Errori comuni da evitare

Indicare un ATECO non coerente con i servizi offerti. Rischi controlli e problemi con INPS/INAIL.

Offrire lavori di impiantistica senza abilitazioni (DM 37/2008). Anche piccole modifiche di impianto sono vietate senza requisiti.

Ignorare gli obblighi di sicurezza nei cantieri (D.Lgs. 81/2008). Vale anche per lavori piccoli.

Regola decisionale rapida

Usa questi nessi logici per scegliere in pochi minuti, poi verifica i dettagli con un professionista.

  • Se oltre il 50% dei ricavi proviene da lavori edili non specializzati, ATECO principale 43.91.00 e coefficiente 86%.
  • Se oltre il 50% dei ricavi proviene da riparazioni di articoli per la casa o piccoli elettrodomestici, ATECO principale 95.22.01 e coefficiente 67%.
  • Se oltre il 50% dei ricavi proviene da pulizie ordinarie, ATECO principale 81.21.00 e coefficiente 67%.
  • Se oltre il 50% dei ricavi proviene da giardinaggio e manutenzione del verde, ATECO principale 81.30.00 e coefficiente 67%.
  • Se prevedi ricavi equilibrati tra due ATECO, scegli come principale quello che ritieni avrà più peso a fine anno. Mantieni tracciabilità dei ricavi per poter motivare la prevalenza.
  • Se l’attività include interventi su impianti, fermati: verifica requisiti DM 37/2008 e valuta un ATECO di impiantista con abilitazione. In assenza di abilitazione, escludi quei servizi dal listino.

Inquadramento: impresa artigiana o professionista?

Il tuttofare svolge attività manuali. Nella maggior parte dei casi è impresa individuale artigiana o commerciale. Serve iscrizione al Registro Imprese/REA e alla Gestione INPS Artigiani o Commercianti.

Professionista in Gestione Separata INPS si applica quando l’attività è intellettuale, senza prevalenza manuale. Non è il caso tipico del tuttofare.

Come regola pratica: se vendi manodopera manuale e usi attrezzi, rientri nell’artigianato (Legge 443/1985). Chiedi conferma alla Camera di Commercio.

Contributi INPS e agevolazione 35%

Gli artigiani e commercianti pagano contributi fissi sul minimale e percentuali sull’eccedenza. Gli importi variano ogni anno con le circolari INPS.

Chi è in forfettario può chiedere la riduzione del 35% dei contributi. L’agevolazione è regolata da norme di attuazione INPS su base della Legge di Stabilità 2016. Verifica i requisiti ogni anno sul sito INPS.

I contributi versati si deducono dal reddito forfettario. Questo riduce la base dell’imposta sostitutiva.

Tasse, forfettario ed esempi numerici aggiornati al 2026

Requisiti chiave del forfettario (Legge 190/2014, Legge 197/2022):

  • Ricavi/compensi fino a 85.000 euro. Se superi 100.000 euro, il regime cessa nell’anno stesso con IVA da quel momento.
  • Imposta sostitutiva 15%. 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti start-up (novità attività, nessuna prosecuzione, altri vincoli).
  • Nessuna IVA in fattura. Obbligo di marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro.

Esempi rapidi.

Scenario A: ATECO prevalente 43.91.00, ricavi 30.000 euro. Reddito = 30.000 x 86% = 25.800. Contributi INPS ipotetici 4.000. Base imposta = 21.800. Imposta 15% = 3.270. Totale oneri fiscali+contributivi variabili circa 7.270 euro (esempio semplificato).

Scenario B: ATECO prevalente 81.21.00, ricavi 30.000 euro. Reddito = 30.000 x 67% = 20.100. Contributi 4.000. Base imposta = 16.100. Imposta 15% = 2.415. Totale circa 6.415 euro (esempio semplificato).

Gli esempi sono indicativi. Le cifre INPS variano ogni anno. Verifica con le circolari INPS correnti.

Fatturazione elettronica e adempimenti

Tutti i forfettari emettono fattura elettronica dal 2024 in poi (D.Lgs. 127/2015; DL 36/2022). Inserisci in fattura: descrizione chiara del servizio, riferimenti al regime forfettario e marca da bollo quando dovuta.

Conservazione elettronica delle fatture secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate. Se operi in cantieri, cura DURC e documenti di sicurezza (D.Lgs. 81/2008).

Per pulizie e giardinaggio verifica eventuale SCIA al SUAP e requisiti professionali (DM 274/1997 per le imprese di pulizia).

Permessi, sicurezza e abilitazioni: cosa non trascurare

Impianti: per lavorare su elettrico, gas, riscaldamento e idraulica serve impresa abilitata (DM 37/2008). Senza abilitazione, puoi fare solo attività che non modificano l’impianto.

Sicurezza: quando accedi a cantieri, applica le regole del D.Lgs. 81/2008. Usa DPI adeguati, valuta i rischi, rispetta i piani di sicurezza del committente.

INAIL: attività manuali comportano iscrizione assicurativa contro gli infortuni (DPR 1124/1965). Verifica la tua posizione al momento dell’apertura.

Scenario operativo ATECO suggerito (prevalente) Coeff. forfettario indicativo Requisiti/abilitazioni e adempimenti Tempistiche tipiche
Piccole riparazioni domestiche (fermagli, mensole, piccoli elettrodomestici), senza impianti 95.22.01 – Riparazione di elettrodomestici e articoli per la casa 67% Iscrizione Registro Imprese/REA; INPS Artigiani; INAIL; e-fattura. Nessuna abilitazione DM 37/2008 se non tocchi impianti. Partita IVA e CCIAA: 1-3 giorni; INPS/INAIL: 1-5 giorni
Piccoli lavori edili non specializzati (intonaci, cartongesso base, ripristini) 43.91.00 – Attività non specializzate di lavori edili 86% CCIAA; INPS Artigiani; INAIL; eventuale Cassa Edile se assumi dipendenti; sicurezza cantieri D.Lgs. 81/2008; e-fattura. Partita IVA/CCIAA: 1-3 giorni; cantieri: verifiche sicurezza immediate
Pulizie in appartamenti, uffici, condomini 81.21.00 – Pulizia generale non specializzata di edifici 67% Iscrizione impresa di pulizie secondo DM 274/1997; CCIAA; INPS/INAIL; eventuale SCIA SUAP; e-fattura. Partita IVA/CCIAA: 1-3 giorni; requisiti pulizie: 7-30 giorni a seconda del SUAP
Giardinaggio: taglio erba, aiuole, piccole potature 81.30.00 – Cura e manutenzione del paesaggio 67% CCIAA; INPS/INAIL; sicurezza uso attrezzature; “patentino” fitosanitari se usi prodotti; e-fattura. Partita IVA/CCIAA: 1-3 giorni; patentino fitofarmaci: corsi 2-4 settimane
Attività mista: 60% pulizie, 40% piccoli lavori edili 81.21.00 prevalente; 43.91.00 secondario 67% applicato a tutti i ricavi Requisiti DM 274/1997 per pulizie; sicurezza cantieri per parte edile; INPS/INAIL; e-fattura. Stesse tempistiche dei singoli con verifica SUAP
Attività mista: 55% edile, 45% riparazioni domestiche 43.91.00 prevalente; 95.22.01 secondario 86% applicato a tutti i ricavi INPS/INAIL; sicurezza cantieri; e-fattura. No impianti senza DM 37/2008. Stesse tempistiche dei singoli

FAQ

1) Posso indicare “tuttofare” sulla visura o nelle fatture? Qual è il rischio fiscale?

“Tuttofare” non è una categoria ATECO. In visura e in fattura devi descrivere l’attività reale, come pulizie, manutenzioni edili non specializzate, riparazioni domestiche o giardinaggio. Un ATECO generico o incoerente può creare problemi con INPS, INAIL e Camera di Commercio. Sul piano fiscale, l’Agenzia delle Entrate applica regole e coefficienti per gruppi ATECO previsti dalla Legge 190/2014. Se il codice non corrisponde ai servizi resi, potresti avere contestazioni su deduzioni, regimi o contributi. Per prudenza, seleziona un ATECO preciso, inserisci secondari se necessari e usa descrizioni di prestazione chiare in fattura. Le norme sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali di Agenzia delle Entrate e INPS.

2) Posso fare piccoli lavori su impianti elettrici o idraulici se è “solo una presa” o “un sifone”?

No, se l’intervento modifica l’impianto. Il DM 37/2008 richiede abilitazione per installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria di impianti elettrici, gas, idraulici, riscaldamento. Anche un semplice spostamento di presa, collegamenti nella scatola o modifiche a tubazioni rientrano nelle attività soggette a abilitazione. Senza titolo, limita il servizio a mansioni che non toccano l’impianto (ad esempio, sostituzione di accessori non connessi all’impianto, o pulizia sifoni senza smontaggi strutturali). In caso di dubbio, collabora con un’impresa abilitata e fattura la tua parte lecita. Riferimenti: DM 37/2008 e indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, consultabili tramite Normattiva.

3) Ho più ATECO: come emetto le fatture e quale coefficiente uso nel forfettario?

In fattura inserisci la descrizione della prestazione effettiva, la dicitura del regime forfettario e, se dovuta, la marca da bollo. Non è obbligatorio riportare il codice ATECO in fattura. Ai fini del reddito forfettario, se svolgi più attività con coefficienti diversi, usi il coefficiente dell’attività prevalente per tutti i ricavi dell’anno. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 10/E del 4 aprile 2016. Scegli quindi con attenzione l’ATECO principale in base ai ricavi attesi. Tieni una contabilità di supporto per dimostrare la prevalenza. Se nel corso dell’anno la prevalenza cambia in modo stabile, potrai aggiornare l’inquadramento con una pratica alla Camera di Commercio.

4) Pulizie presso privati e imprese: servono requisiti diversi? E la SCIA?

Le imprese di pulizia rientrano nel DM 274/1997. Richiede requisiti morali e, per alcune attività (come disinfestazione o sanificazione), anche requisiti tecnico-organizzativi. Molti Comuni chiedono la SCIA al SUAP per avvio attività. Le pulizie presso privati spesso seguono percorsi più semplici, ma quando lavori in condomini o aziende possono essere richiesti DURC regolare, formazione sulla sicurezza e procedure specifiche. Verifica sempre presso il SUAP del Comune dove ha sede l’impresa e consulta le istruzioni sul sito del Ministero del Lavoro. Rimangono fissi gli obblighi di iscrizione a CCIAA, INPS e INAIL. L’e-fattura è sempre obbligatoria in regime forfettario dal 2024 in avanti (D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022).

5) Posso restare nel forfettario se supero la soglia? Cosa succede a 85.000 e a 100.000 euro?

La soglia ordinaria è 85.000 euro annui (Legge 197/2022). Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, esci subito: da quel momento dell’anno applichi l’IVA in fattura e adotti gli adempimenti ordinari. Esempio: a novembre incassi che portano i ricavi a 102.000 euro. Dal superamento devi emettere IVA per le fatture successive. Per le precedenti resta valido il forfettario. Ricorda che l’imposta sostitutiva resta al 15% (5% per start-up con i requisiti della Legge 190/2014) e che i contributi INPS sono deducibili dal reddito forfettario. In caso di avvicinamento alla soglia, pianifica cassa, acconti e adempimenti con attenzione, anche per gli effetti sulla marca da bollo e sulla gestione dei contratti in corso.

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