Codice IPA fattura elettronica: cos’è, come trovarlo e dove inserirlo?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice IPA è un identificativo di 6 caratteri dell’ufficio PA che riceve la FatturaPA: si cerca su IndicePA e si inserisce in DatiTrasmissione/CodiceDestinatario dell’XML.

  • Il codice IPA è il “codice univoco ufficio” a 6 caratteri presente su IndicePA, gestito da AgID.
  • Nella FatturaPA si compila DatiTrasmissione/CodiceDestinatario con il codice IPA dell’ufficio che paga.
  • Se il codice è errato, il Sistema di Interscambio scarta la fattura: serve correzione e reinvio.

Cos’è il codice IPA e perché è centrale nella FatturaPA

Il codice IPA è una sequenza alfanumerica di 6 caratteri che identifica in modo univoco un “ufficio” di una Pubblica Amministrazione. Per ufficio si intende l’unità organizzativa che deve ricevere e lavorare la fattura.

Serve per indirizzare la FatturaPA verso il destinatario corretto tramite il Sistema di Interscambio (SdI). Senza quel codice, il SdI non sa a chi recapitare il file e lo scarta. È diverso dalla PEC dell’ente, dal codice fiscale o dalla partita IVA.

Nella pratica, ogni amministrazione può avere molti uffici con codici diversi. Spesso l’ufficio corretto è “Servizio di fatturazione elettronica” o un ufficio specifico per direzione, progetto o centro di costo.

Riferimenti normativi essenziali

Il perimetro nasce con la Legge 244/2007, art. 1, commi 209-214, che impone la fatturazione elettronica verso la PA. Il D.M. 3 aprile 2013 n. 55 disciplina formato e regole di trasmissione. Il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005), in particolare sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi (IPA) gestito da AgID, rende disponibile l’anagrafica ufficiale degli uffici. Le Specifiche tecniche FatturaPA e le regole del SdI sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Le norme sono consultabili su Normattiva; le istruzioni operative, su portali istituzionali come AgID e Agenzia delle Entrate.

Dove si trova il codice IPA dell’ente pubblico

Il codice IPA si trova sul portale IndicePA. È la banca dati che censisce amministrazioni, uffici e servizi di fatturazione. Ogni ufficio abilitato alla ricezione della FatturaPA espone il proprio “codice univoco”.

Cerca per denominazione dell’ente (es. Comune di …, Università di …, Ministero …). Poi apri la sezione dedicata alla fatturazione elettronica o agli uffici riceventi. Identifica l’ufficio indicato in ordine, contratto o determina.

Se l’ente ha molti uffici, confronta sempre sede, direzione e note. In dubbio, chiedi al RUP (Responsabile Unico del Procedimento) o all’ufficio acquisti quale codice usare.

Cosa verificare nella scheda IPA

  • Denominazione completa dell’ente e dell’ufficio.
  • Codice univoco ufficio a 6 caratteri (il “codice IPA” da usare nella FatturaPA).
  • Stato dell’ufficio: attivo per fatturazione elettronica.
  • Eventuali note su CIG/CUP, centri di costo, ordine MEPA o NSO.

Esempio: “Direzione Innovazione tecnologica e digitale – Comune di Milano” potrebbe riportare un codice come IWY8HP. Solo la scheda ufficiale ti dà certezza.

Come si inserisce il codice IPA nella FatturaPA

Il codice IPA va indicato nel nodo DatiTrasmissione/CodiceDestinatario del file XML della FatturaPA (formato PA, spesso indicato come FPA12 nelle specifiche 1.2.x). È il campo che il SdI usa per recapitare il documento all’ufficio corretto.

Compila poi gli altri dati obbligatori: dati fiscali tuoi (cedente/prestatore) e della PA (cessionario/committente), imponibile, aliquote, imposta o natura IVA, ritenute, split payment se richiesto, modalità e termini di pagamento.

Se previsti nel contratto, inserisci CIG e CUP nei blocchi DatiOrdineAcquisto, DatiContratto o DatiConvenzione, utilizzando i campi CodiceCIG e CodiceCUP. Se l’ente ha richiesto un riferimento interno, usa il campo ammesso per i riferimenti amministrativi secondo le specifiche tecniche.

Compilazione con un software gestionale

  • Seleziona “Fattura verso PA”.
  • Nel destinatario digita il nome dell’ente e inserisci il codice IPA nel campo “Codice Destinatario/IPA”.
  • Carica l’ordine (MEPA o NSO) se previsto e compila CIG/CUP dove richiesto.
  • Verifica anteprima e firma digitale se necessaria, poi invia al SdI.

Controlli del SdI e ricevute

Dopo l’invio, il SdI esegue controlli formali e semantici. Se tutto è corretto, recapita la fattura all’ufficio IPA indicato e rilascia “Consegna”. Se trova errori, invia “Scarto” con un codice e una descrizione.

Ricorda: la “Consegna” non significa accettazione. L’ente può comunque rifiutare per motivi amministrativi (importi, CIG/CUP, descrizione). In quel caso riceverai un “Rifiuto” e dovrai emettere una nuova fattura corretta.

Errori tipici sul codice IPA e come risolverli

Errore 1: Codice IPA sbagliato o formattato male. Il SdI scarta con codice relativo a “CodiceDestinatario non valido”. Soluzione: recupera il codice corretto su IndicePA e reinvia.

Errore 2: Ufficio non abilitato alla fatturazione. Scarto per incongruenza ufficio/destinatario. Soluzione: cerca un ufficio attivo per la fatturazione o chiedi all’ente quale ufficio usare.

Errore 3: CIG/CUP obbligatori mancanti. A volte non blocca l’inoltro, ma l’ente rifiuta la fattura. Soluzione: integra i campi CodiceCIG e CodiceCUP nel blocco corretto e reinvia.

Errore 4: Dati fiscali incoerenti con l’ente (CF/IVA). Il SdI può scartare per incongruenza. Soluzione: verifica anagrafica e corrispondenza con la scheda dell’ente.

Errore 5: Fattura duplicata. Se reinvii lo stesso numero e data senza nota di variazione, il SdI scarta per duplicazione. Soluzione: emetti nuova fattura con numero progressivo o invia una sostitutiva se prevista dalla procedura interna.

Regola decisionale rapida

Se devi fatturare a una PA e non sai quale codice IPA usare, segui questa logica

  • Hai un ordine/contratto? Usa l’ufficio indicato nell’ordine. Se manca, chiedi al RUP.
  • L’ente ha più uffici IPA? Scegli l’ufficio con “Fatturazione elettronica” per la tua direzione/servizio. Evita uffici generici se c’è un ufficio di progetto.
  • Devi indicare CIG/CUP? Se l’ordine o la determina li prevedono, compila CodiceCIG/CodiceCUP nel blocco DatiOrdineAcquisto o DatiContratto.
  • Sanità pubblica con NSO? Allinea la fattura ai dati dell’ordine NSO e verifica l’ufficio IPA della struttura sanitaria.
  • Dubbi persistenti? Ferma l’emissione e chiedi conferma scritta dell’ufficio IPA all’ente. Eviti scarti e ritardi nei pagamenti.

Quadro normativo e responsabilità operative

La fatturazione elettronica verso le PA è obbligatoria. La base è la Legge 244/2007 e il D.M. 55/2013. Il fornitore è responsabile della correttezza formale della fattura e dell’indirizzamento tramite il codice IPA. Le piattaforme istituzionali (SdI e portale FatturaPA) gestiscono controlli e consegna.

AgID gestisce l’IndicePA, che rende pubblico l’elenco degli uffici. Il CAD (D.Lgs. 82/2005) dà fondamento all’indice e alla digitalizzazione dei processi. Le norme sono consultabili su Normattiva. Le istruzioni operative aggiornate sono rese disponibili da Agenzia delle Entrate e AgID.

Casi particolari e best practice

Enti con molti uffici e centri di costo

Alcuni Comuni e Ministeri hanno decine di uffici IPA. Usa sempre quello legato alla struttura che ha generato l’ordine o gestisce il capitolo di spesa. Inserisci, se richiesto, il centro di costo nei campi descrittivi.

Scuole, Università e Istituti di ricerca

Spesso esistono codici IPA separati per segreterie didattiche, dipartimenti, direzioni. I dipartimenti hanno spesso uffici propri. Verifica nella scheda IndicePA e nelle note dell’ordine.

Sanità pubblica e NSO

Per le strutture sanitarie pubbliche, l’ordine transita sul Nodo Smistamento Ordini (NSO). La fattura deve richiamare l’ordine NSO e usare l’ufficio IPA della ASL/AO indicata. Se l’ordine è in conto terzi o aggregato, chiedi conferma dell’ufficio ricevente.

Mepa e acquisti centralizzati

Quando la fornitura nasce su MEPA o tramite una centrale di committenza, leggi sempre la determina/ordine: l’IPA dell’ufficio di destinazione può differire dalla stazione appaltante.

Split payment, ritenute e natura IVA

Molte PA applicano lo split payment. Imposta l’esigibilità IVA “S” se previsto. Per attività esenti o non imponibili, usa la corretta natura IVA e la norma di riferimento in causale. Se ci sono ritenute (ad esempio su lavoro autonomo), compila i campi ritenuta.

Scenario Reperimento codice IPA Inserimento nell’XML Tempistiche e controlli SdI Note operative
Comune con più direzioni IndicePA: seleziona la direzione indicata nell’ordine o nella determina DatiTrasmissione/CodiceDestinatario = codice ufficio “Fatturazione” della direzione Consegna se l’ufficio è attivo; rifiuto possibile per CIG/CUP mancanti Verifica centro di costo e eventuali riferimenti interni richiesti
Università – Dipartimento IndicePA: scheda del Dipartimento o dell’Area amministrativa competente CodiceDestinatario dell’ufficio IPA del Dipartimento Controllo formale su CF ente; attenzione a partite IVA di fondazioni collegate Inserisci CodiceCUP/CIG se il progetto è PON/PNRR
ASL/AO con NSO IndicePA: ufficio fatturazione della ASL/AO indicata nell’ordine NSO CodiceDestinatario = IPA ASL/AO; richiama ordine NSO in DatiOrdineAcquisto Consegna OK se allineati ordine-fattura; rifiuti frequenti per mismatch Allinea quantità/UM e riferimenti riga con l’ordine NSO
Ministero/centrale di committenza IndicePA: ufficio pagamento o RGS indicato negli atti CodiceDestinatario dell’ufficio che liquida Possibili controlli su capitoli di spesa e riferimenti interni Concorda con RUP l’ufficio esatto prima dell’emissione
Istituto scolastico IndicePA: ufficio di segreteria/DSGA dell’istituto CodiceDestinatario dell’istituto; CF dell’istituto Consegna rapida; rifiuti per errata descrizione o CIG mancante Specifica progetto/attività PNRR o PON se richiesto

FAQ

1) Che differenza c’è tra codice IPA, codice destinatario, PEC e codice univoco ufficio?

Per la PA, “codice IPA”, “codice univoco ufficio” e “codice destinatario” indicano la stessa cosa: il codice a 6 caratteri dell’ufficio che riceve la FatturaPA. È l’informazione chiave nel nodo DatiTrasmissione/CodiceDestinatario.

La PEC è un indirizzo di posta certificata. Oggi non sostituisce il codice IPA per l’inoltro al SdI. Il SdI usa il codice IPA per recapitare la fattura alla PA. La PEC può servire per comunicazioni o eccezioni, ma non per l’instradamento della FatturaPA verso gli enti pubblici.

2) Il mio codice IPA non funziona: come capisco l’errore e cosa devo fare?

Se il SdI scarta, ricevi una “Notifica di Scarto” con un codice. Gli errori tipici sono: CodiceDestinatario non valido o ufficio non attivo, anagrafica committente incoerente, duplicazione numero. Leggi la descrizione allegata alla notifica.

Correggi la causa: recupera da IndicePA il codice ufficio attivo; verifica CF/IVA del committente; genera un nuovo numero fattura se era duplicato. Reinvii quindi la fattura corretta. Le regole di scarto derivano dalle Specifiche tecniche FatturaPA dell’Agenzia delle Entrate e dal D.M. 55/2013, consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali.

3) Ho usato l’IPA di un ufficio sbagliato: la PA può rifiutare dopo la consegna? Cambiano le scadenze di pagamento?

Sì. Anche se il SdI ha consegnato, l’ente può rifiutare perché la fattura è arrivata a un ufficio che non gestisce quel contratto. In caso di rifiuto, la fattura non è più valida ai fini del pagamento; occorre emettere e spedire una nuova fattura, indirizzata all’ufficio IPA corretto.

Le scadenze di pagamento decorrono dalla ricezione valida da parte dell’ente competente. Usare da subito l’ufficio giusto evita ritardi. Questa prassi è coerente con le regole amministrative interne agli enti e con l’impianto del D.M. 55/2013.

4) Quando devo indicare CIG e CUP? E come li inserisco nella FatturaPA?

Indica sempre CIG e, se previsto, CUP quando l’acquisto rientra nel Codice dei contratti pubblici o in progetti finanziati (ad esempio PNRR). L’obbligo è spesso richiamato nell’ordine o nella determina. Senza CIG/CUP l’ente può rifiutare la fattura anche se il SdI l’ha consegnata.

Inseriscili nei blocchi DatiOrdineAcquisto, DatiContratto o DatiConvenzione, nei campi CodiceCIG e CodiceCUP. Mantieni coerenza con i riferimenti presenti nell’ordine (numero, data, righe). Tali indicazioni discendono dal D.M. 55/2013 e dalle specifiche tecniche FatturaPA dell’Agenzia delle Entrate.

5) Posso fatturare a una PA senza codice IPA, usando solo la PEC o il codice fiscale?

No. Verso la PA il SdI richiede il codice IPA dell’ufficio destinatario nel nodo DatiTrasmissione/CodiceDestinatario. Con solo PEC o CF la fattura non viene instradata e il SdI la scarta. L’uso del codice IPA è parte delle regole tecniche fissate dal D.M. 55/2013 e dalle Specifiche FatturaPA.

Unica eccezione: non è una PA. Per soggetti privati (B2B/B2C) si usano altre modalità (ad esempio Codice Destinatario di 7 caratteri o PEC). Ma se il cliente è un’amministrazione o un gestore di pubblico servizio censito in IndicePA, serve sempre l’IPA del suo ufficio attivo alla fatturazione.

Riepilogo operativo

Prima di emettere una FatturaPA: recupera il codice IPA da IndicePA, verifica ufficio e note, compila CodiceDestinatario e, se necessari, CIG/CUP e riferimenti ordine. Controlla anteprima e coerenza con l’ordine. Invia al SdI e monitora le notifiche. In caso di scarto o rifiuto, correggi e reinvia. Le basi sono nelle norme consultabili su Normattiva e nelle istruzioni di Agenzia delle Entrate e AgID. Con questi passaggi, eviti errori e riduci i tempi d’incasso.

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