Codice tributo 1791: cos’è, quando si versa e come?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice tributo 1791 identifica la seconda rata (o l’acconto in unica soluzione) dell’imposta sostitutiva del regime forfettario: si versa con F24, sezione “Erario”, entro il 30 novembre, indicando anno d’imposta corretto e importo dovuto.

  • Il 1791 è l’acconto 2ª rata/soluzione unica dell’imposta sostitutiva del regime forfettario (Legge 190/2014).
  • Scadenza ordinaria: 30 novembre dell’anno d’imposta; non è rateizzabile oltre tale data.
  • F24 telematico obbligatorio per titolari di partita IVA (D.Lgs. 241/1997): sezione Erario, anno d’imposta, “0101” in rateazione se pagamento in unica soluzione.

Cos’è il codice tributo 1791 e quando si usa

Il codice tributo 1791 serve per pagare la seconda rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti in regime forfettario. Il regime forfettario è il regime agevolato per le partite IVA “piccole”. Applica un’imposta fissa (15% o 5% per i primi anni) su un reddito calcolato in modo forfettario.

Per “acconto” si intende un anticipo dell’imposta dovuta per l’anno in corso. Si calcola di solito con il metodo storico. Cioè si guarda all’imposta sostitutiva pagata l’anno prima.

Il 1791 si usa in due casi:

  • Seconda rata dell’acconto, quando l’acconto complessivo è dovuto in due rate.
  • Acconto in unica soluzione, quando l’acconto è dovuto tutto a novembre.

La base normativa del regime forfettario è la Legge 190/2014 (commi 54-89), come modificata nel tempo. Le scadenze saldo/acconti seguono le regole generali dei versamenti delle imposte sui redditi stabilite dal DPR 435/2001, art. 17. L’uso del modello F24 e della compensazione è disciplinato dal D.Lgs. 241/1997. I codici tributo sono istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate pubblicate sul sito istituzionale e in Gazzetta Ufficiale.

Chi deve versare con il codice 1791

Devono usarlo i contribuenti in regime forfettario che risultano tenuti all’acconto dell’imposta sostitutiva per l’anno in corso. L’obbligo scatta se, usando il metodo storico, l’imposta sostitutiva dell’anno precedente supera determinate soglie minime tecniche previste dalle norme generali sugli acconti.

Regole pratiche, derivate dall’art. 17 DPR 435/2001 (applicate anche all’imposta sostitutiva):

  • Acconto non dovuto se l’importo complessivo è inferiore a una soglia minima (storicamente pari a 51,65 euro).
  • Acconto dovuto in unica soluzione a novembre se l’importo è contenuto (storicamente tra 51,65 e 257,52 euro).
  • Acconto in due rate: 40% a giugno (codice 1790) e 60% a novembre (codice 1791) se supera la soglia “intermedia”.

Se inizi l’attività nell’anno e non hai storico, puoi stimare con il metodo “previsionale”. Cioè calcoli l’acconto su una previsione realistica dell’imposta dovuta per l’anno in corso. Se prevedi imposta zero, puoi non versare acconti. Attenzione però ai rischi di sottostima.

Come si calcola l’acconto del forfettario

Metodo storico

È il metodo standard. Parti dall’imposta sostitutiva netta dovuta per l’anno precedente (saldo effettivo). L’acconto complessivo è pari al 100% di tale imposta netta. Se supera le soglie viste prima, lo dividi in:

  • Prima rata 40% a giugno/luglio con codice 1790.
  • Seconda rata 60% a novembre con codice 1791.

Esempio semplice. Imposta sostitutiva 2025: 1.500 euro. Acconto 2026 complessivo: 1.500 euro. Versi 600 euro a giugno (1790) e 900 euro a novembre (1791).

Metodo previsionale

Consente di ridurre o azzerare gli acconti se prevedi di pagare meno imposta nell’anno in corso. È utile se i ricavi scendono, se cessi l’attività o se passi a un regime che non prevede l’imposta sostitutiva.

Rischio: se a consuntivo l’imposta 2026 risulta più alta dei versamenti in acconto, paghi differenza a saldo con sanzioni e interessi sull’insufficienza. Le riduzioni e le sanzioni discendono dagli articoli 13 del D.Lgs. 472/1997 e 13 del D.Lgs. 471/1997, con misura ridotta in caso di ravvedimento.

Scadenze 2026 e regole operative

Le date chiave

Per il 2026, in assenza di proroghe:

  • 30 giugno 2026: saldo 2025 e prima rata acconto 2026 (1790). Possibile differire al 30 luglio con maggiorazione, se stabilito da norme annuali.
  • 30 novembre 2026: seconda rata acconto 2026 (1791) o acconto in unica soluzione.

Se la scadenza cade in sabato o festivo, si slitta al primo giorno lavorativo successivo (regola generale dei versamenti erariali). Eventuali proroghe sono disposte con DPCM o decreti MEF pubblicati in Gazzetta Ufficiale e consultabili su Normattiva.

Rateizzazione

La seconda rata di novembre (codice 1791) non è rateizzabile oltre il 30 novembre. La rateizzazione è ammessa per il saldo e la prima rata di giugno/luglio, con interessi di dilazione mensili, come da D.Lgs. 241/1997 e provvedimenti attuativi.

Ravvedimento operoso

Se non versi il 1791 entro il 30 novembre, puoi usare il ravvedimento operoso. Versi l’imposta con lo stesso codice 1791 e aggiungi sanzioni e interessi con i codici tributo specifici per sanzioni e interessi sulle imposte dirette, indicati dall’Agenzia delle Entrate.

La sanzione base per omesso o insufficiente versamento è del 30% (D.Lgs. 471/1997). Col ravvedimento si riduce in base al ritardo: entro 30 giorni, entro 90 giorni, entro l’anno, entro due anni o oltre, fino alla constatazione. Gli interessi si calcolano al tasso legale pro tempore (consultabile su Gazzetta Ufficiale).

Compilazione del modello F24: come evitare errori

Sezione e campi da compilare

Compila la sezione “Erario” del modello F24. Inserisci:

  • Codice tributo: 1791.
  • Rateazione/mese rif: “0101” se paghi in unica soluzione. Lasciare coerente con l’eventuale piano di rate per altri tributi, ma per il 1791 non si rateizza.
  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta cui si riferisce l’acconto, formato AAAA (es. 2026).
  • Importi a debito: l’importo dovuto per la seconda rata o l’unica soluzione.

Se fai ravvedimento, aggiungi una riga per le sanzioni e una per gli interessi. Usa i codici tributo pubblicati dall’Agenzia delle Entrate per sanzioni e interessi delle imposte dirette. Indica lo stesso anno di riferimento.

Canali di pagamento

Per i titolari di partita IVA è obbligatorio il pagamento telematico (D.Lgs. 241/1997 e successive modifiche):

  • Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web/F24 online/Entratel).
  • Home banking con F24 telematico, se abilitato.

Accedi con SPID o CIE ai servizi dell’Agenzia. Oppure usa l’home banking della banca. Segui la procedura guidata per la sezione Erario.

Regola decisionale rapida

Quale codice uso? Quanto verso? Quando pago?

  • Se sei in regime forfettario e l’acconto complessivo 2026 è superiore alla soglia “intermedia”: paga 40% con 1790 a giugno e 60% con 1791 a novembre.
  • Se l’acconto complessivo 2026 rientra nella fascia “unica soluzione”: usa il 1791 a novembre per l’intero importo.
  • Se l’acconto 2026 è sotto la soglia minima: nessun acconto, non usare il 1791.
  • Se prevedi ricavi più bassi o cessazione: valuta il metodo previsionale e riduci o azzera l’acconto 1791. Ricorda i rischi di sottostima.
  • Se hai superato i limiti del forfettario e passi al regime ordinario dall’anno in corso: ricalcola con il previsionale. Potresti non dover versare il 1791.
  • Se paghi in ritardo: usa comunque il 1791 per l’imposta e aggiungi sanzioni e interessi con i codici dedicati, applicando il ravvedimento operoso.

Attenzione ai casi particolari

Nuove partite IVA e aliquota 5%

Se applichi l’aliquota 5% per i primi anni (start-up), l’acconto si calcola sulla tua imposta netta attesa o storica. Le regole su date e codici non cambiano: seconda rata con 1791 a novembre.

Cessazione attività in corso d’anno

Se chiudi la partita IVA nel 2026, puoi stimare imposta zero e non versare il 1791. Conserva la documentazione a supporto. In dichiarazione si verificherà l’assenza di imposta.

Superamento delle soglie di ricavi

La soglia di accesso/permanenza nel forfettario resta fissata a 85.000 euro, con cause di uscita specifiche stabilite dalla Legge di Bilancio e dalle norme vigenti. Se esci dal forfettario per il 2026, ricalcola l’acconto con il previsionale. Il 1791 potrebbe non essere dovuto.

Altri redditi personali

L’imposta sostitutiva del forfettario è separata dall’IRPEF su altri redditi. Non confondere i codici: 1790/1791/1792 sono per imposta sostitutiva; i codici 4033/4034/4001 sono per IRPEF e addizionali. Calcola e versa separatamente.

Compensazioni in F24

Puoi compensare il 1791 con crediti erariali/contributivi secondo il D.Lgs. 241/1997. Rispetta gli eventuali vincoli su visto di conformità per crediti elevati e i blocchi in presenza di ruoli scaduti. Verifica sempre i limiti annuali in vigore.

Scenario Codice da usare Calcolo importi Scadenze e tempistiche
Acconto complessivo elevato (oltre soglia intermedia) 1790 (1ª rata) + 1791 (2ª rata) 40% a giugno; 60% a novembre 30/06/2026 e 30/11/2026; il 1791 non è rateizzabile oltre novembre
Acconto in unica soluzione 1791 100% dell’acconto a novembre 30/11/2026; indicare “0101” in rateazione/mese rif
Acconto inferiore alla soglia minima Nessuno (acconto non dovuto) Importo acconto inferiore alla soglia minima di legge Nessuna scadenza; verifica comunque in dichiarazione
Metodo previsionale (ricavi in calo/cessazione) 1791 (eventuale importo ridotto o zero) Stima dell’imposta 2026; acconto ricalcolato 30/11/2026; rischio sanzioni su differenze se sottostimi
Ritardo di pagamento 1791 + codici sanzioni/interessi Imposta dovuta + sanzione ridotta + interessi al tasso legale Ravvedimento operoso: entro 30/90 giorni, entro 1-2 anni, fino a constatazione
Uscita dal forfettario nell’anno Verifica; spesso il 1791 non è dovuto Ricalcolo acconti con previsionale su nuova imposta Valuta entro il 30/11/2026; documenta la scelta

FAQ

1) Che differenza c’è tra i codici 1790, 1791 e 1792 nel forfettario?

I tre codici coprono fasi diverse dell’imposta sostitutiva. Il 1790 si usa per la prima rata dell’acconto, tipicamente pari al 40% dell’acconto complessivo e con scadenza a giugno/luglio. Il 1791 serve per la seconda rata dell’acconto, pari al 60%, con scadenza a novembre. Quando l’acconto è dovuto in unica soluzione, si usa comunque il 1791 a novembre. Il 1792 si usa per il saldo dell’imposta dovuta per l’anno precedente. Questa scansione discende dalle regole generali dell’art. 17 del DPR 435/2001 sui versamenti a saldo e in acconto, applicate all’imposta sostitutiva del forfettario, istituita dalla Legge 190/2014. L’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici con proprie risoluzioni pubblicate sul sito istituzionale.

2) Come compilo in concreto l’F24 con il codice 1791 senza sbagliare?

Apri la sezione Erario. Inserisci “1791” nel campo codice tributo. Metti l’anno d’imposta corrente (per l’acconto 2026, scrivi 2026). Nel campo “rateazione/mese rif” scrivi “0101” se non stai rateizzando nulla; per la seconda rata non c’è rateizzazione oltre novembre. Indica l’importo esatto a debito. Se versi in ritardo, aggiungi una riga per sanzioni e una per interessi, con i codici tributo specifici per imposte dirette indicati dall’Agenzia delle Entrate, riportando lo stesso anno di riferimento. Invia il modello con i canali telematici obbligatori per titolari di partita IVA, come previsto dal D.Lgs. 241/1997. Prima di inviare, verifica coerenza tra importi, anno e codice; piccoli errori possono generare versamenti non allocati correttamente.

3) Posso evitare di pagare il 1791 se prevedo meno imposta nel 2026? Come funziona il previsionale?

Sì, puoi usare il metodo previsionale. In pratica, stimi l’imposta sostitutiva 2026 sulla base dei ricavi attesi e dei coefficienti di redditività del tuo codice ATECO. Su questa stima calcoli gli acconti. Se la stima porta imposta zero, puoi non versare il 1791. Ricorda però che, se a consuntivo la tua imposta 2026 risulterà superiore, dovrai versare a saldo la differenza con sanzioni e interessi sull’insufficienza. Il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997) ti consente di ridurre le sanzioni in funzione del ritardo. Per questo il previsionale va usato con prudenza. Conserva calcoli e documenti che giustificano la stima (preventivi, contratti, andamento storico) per dimostrare la tua diligenza in caso di controlli.

4) Cosa succede se ho superato i limiti del forfettario durante il 2026? Devo comunque versare il 1791?

Se esci dal forfettario per le cause previste dalla legge (ad esempio superamento delle soglie di ricavi con le regole vigenti), l’imposta sostitutiva potrebbe non essere più dovuta per l’anno interessato, in tutto o in parte, secondo le regole di uscita applicabili. In questi casi, prima del 30 novembre ricalcola con metodo previsionale gli acconti sul nuovo regime fiscale. Se l’imposta sostitutiva non è dovuta, il 1791 può essere azzerato. Se nel frattempo hai già versato il 1790 a giugno, la somma potrà essere scomputata dal saldo di altre imposte, compensata in F24 o chiesta a rimborso secondo le modalità del D.Lgs. 241/1997 e del DPR 602/1973. Tieni traccia formale del cambio di regime e verifica le istruzioni del modello Redditi per l’anno in esame.

5) Non ho pagato il 1791 entro il 30 novembre: come regolarizzo? Quali sono sanzioni e interessi?

Puoi usare il ravvedimento operoso. Versa l’imposta con il codice 1791, aggiungendo righe per sanzioni e interessi con i codici indicati dall’Agenzia delle Entrate per imposte dirette. La sanzione base per omesso o insufficiente versamento è del 30% (art. 13 D.Lgs. 471/1997), ma con il ravvedimento si riduce in base al tempo: entro 30 giorni, entro 90 giorni, entro un anno, entro due anni, e fino alla constatazione (art. 13 D.Lgs. 472/1997). Gli interessi legali si calcolano giorno per giorno al tasso legale vigente, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e consultabile su Normattiva. Indica lo stesso anno d’imposta per sanzioni e interessi. Se hai dubbi su percentuali e calcoli, è prudente farti supportare da un professionista, perché un ravvedimento errato può richiedere ulteriori integrazioni.

Fonti e riferimenti normativi utili (testuali)

Legge 190/2014, commi 54-89, regime forfettario. DPR 435/2001, art. 17, versamenti a saldo e acconto. D.Lgs. 241/1997, modelli F24, compensazione e versamenti telematici. D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997, sanzioni e ravvedimento operoso. Risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate istitutive dei codici tributo pubblicate sul portale istituzionale. Gazzetta Ufficiale e Normattiva per testi aggiornati.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.