Codice tributo 1841: cos’è, quando si versa e come?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice tributo 1841 si usa per pagare la seconda rata dell’acconto (o l’acconto in unica soluzione) della cedolare secca, con scadenza al 30 novembre, tramite modello F24 nella sezione Erario.

  • 1841 identifica l’acconto cedolare secca: seconda rata o unica soluzione. 1840 è la prima rata; 1842 è il saldo.
  • Scadenze standard: 30 giugno (prima rata) e 30 novembre (seconda o unica). Soglie acconto: 51,65 euro e 257,52 euro.
  • F24: Sezione Erario; codice 1841; anno di riferimento (AAAA); importi a debito versati; eventuale rateazione; no compensazione se non certa.

Che cos’è il codice tributo 1841 e quando si usa

Il codice tributo 1841 serve a versare l’acconto della cedolare secca con il modello F24. In pratica, è il “codice parlante” che dice al Fisco che stai pagando l’acconto della cedolare.

Si usa in due casi: quando versi la seconda rata dell’acconto (60%) oppure quando l’acconto va versato in unica soluzione a novembre. In tutti gli altri casi si usano codici diversi.

Riferimenti: istituzione dei codici per la cedolare secca con risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 59/E del 25 maggio 2011; scadenze dei versamenti con D.P.R. 435/2001. Le norme sono consultabili su Normattiva.

Quadro normativo essenziale

La cedolare secca è regolata dall’art. 3 del D.Lgs. 23/2011. È un’imposta sostitutiva che rimpiazza IRPEF e addizionali su certi canoni di locazione abitativa.

Per i contratti a canone concordato si applicano regole della L. 431/1998. Per le locazioni brevi vale l’art. 4 del D.L. 50/2017, aggiornato dalla L. 213/2023 (Legge di Bilancio 2024).

Per sanzioni e ravvedimento operoso: D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997. Le basi normative sono reperibili sul portale Normattiva e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Aliquote e ambito della cedolare secca nel 2026

Contratti di locazione abitativa “classici” (4+4, 3+2, transitori)

Aliquote standard: 21% per i contratti a canone libero. Aliquota ridotta: 10% per i contratti a canone concordato, cioè con canone definito dagli accordi territoriali.

Queste aliquote si applicano ai redditi fondiari da locazione di abitazioni, se scegli la cedolare. In cambio rinunci agli aggiornamenti ISTAT del canone per tutta la durata dell’opzione.

L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF e addizionali su quel reddito. Restano dovute imposte diverse (per esempio imposte di registro e di bollo non dovute sulla locazione quando opti per la cedolare, ma l’IMU segue regole proprie).

Locazioni brevi e aliquota al 26% su più unità

Per le locazioni brevi, l’imposta sostitutiva è allineata alla cedolare. La L. 213/2023 ha introdotto il 26% se nel periodo d’imposta concedi in locazione breve più di un appartamento. Per il primo appartamento resta il 21%.

Se incassi tramite intermediari (portali), questi possono applicare una ritenuta. La ritenuta riduce l’imposta dovuta. Il codice tributo della ritenuta versata dall’intermediario è diverso da 1841 e non lo compili tu.

Attenzione: la gestione degli acconti può cambiare in base alle ritenute già subite. Valuta il metodo previsionale per evitare acconti eccessivi.

Calcolo dell’acconto: metodo storico e previsionale

Metodo storico (standard)

È il più semplice. Calcoli l’acconto pari al 100% dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente, al netto di detrazioni e crediti riferiti alla cedolare.

Esempio: imposta cedolare 2025 pari a 1.000 euro. Acconto 2026 pari a 1.000 euro. Versi 400 euro al 30 giugno (1840) e 600 euro al 30 novembre (1841).

Se l’acconto è tra 51,66 e 257,52 euro, lo versi in unica soluzione al 30 novembre con il codice 1841. Se è fino a 51,65 euro, non versi acconto.

Metodo previsionale (attento ma utile)

Utile se prevedi canoni minori o usi il canone concordato al 10%. Stimi l’imposta dovuta per l’anno in corso e calcoli l’acconto su quella.

Rischio: se sottostimi e versi meno del dovuto, pagherai sanzioni e interessi sull’insufficiente versamento. Vantaggio: eviti di “prestare” soldi al Fisco.

Consiglio operativo: usa dati certi (canoni incassati, mesi locati, aliquota corretta). Documenta bene la stima per gestire eventuali controlli.

Scadenze, soglie e codici collegati

La regola generale delle imposte sostitutive segue il calendario dei saldi e acconti. Prima scadenza: 30 giugno. Seconda scadenza: 30 novembre. Fonte: D.P.R. 435/2001.

Codici: 1840 per acconto prima rata (40%), 1841 per acconto seconda rata o unica soluzione (60% o 100%), 1842 per saldo.

Soglie acconto: fino a 51,65 euro non versi acconto. Tra 51,66 e 257,52 euro versi in unica soluzione a novembre (1841). Sopra 257,52 euro versi 40% a giugno (1840) e 60% a novembre (1841).

Come compilare e pagare l’F24 con 1841

Compilazione essenziale

  • Sezione: Erario.
  • Codice tributo: 1841.
  • Anno di riferimento: anno d’imposta a cui si riferisce l’acconto (formato AAAA).
  • Importi a debito versati: l’importo dovuto per la seconda rata o l’unica soluzione.
  • Rateazione: indica la rateazione solo se stai ulteriormente rateizzando il debito secondo le regole previste dal tuo istituto (es. 0103, 0203…).

Compensazioni: puoi compensare con crediti tributari certi, esigibili e disponibili. Se il credito non è certo, evita la compensazione. Rischi sanzioni per indebita compensazione.

Canali di pagamento corretti

Puoi pagare online con i servizi dell’Agenzia delle Entrate (F24 web/F24 online), accedendo all’area riservata con SPID o CIE. Oppure puoi usare l’home banking.

Il pagamento F24 non transita dal portale “Fatture e Corrispettivi”. Quello serve alla fatturazione elettronica e adempimenti IVA.

Se sei titolare di partita IVA devi pagare telematicamente. Se sei privato, puoi usare anche i canali bancari o postali abilitati.

Ravvedimento operoso, sanzioni e interessi

Se dimentichi o versi in ritardo, puoi rimediare con il ravvedimento operoso. Paghi imposta, sanzione ridotta e interessi legali.

Sanzione piena per omesso o tardivo versamento: 30% (art. 13, D.Lgs. 471/1997). Con ravvedimento si riduce in base ai giorni di ritardo (art. 13, D.Lgs. 472/1997).

Interessi legali si calcolano giorno per giorno al tasso legale vigente. Trovi il tasso nei decreti MEF. Conserva le ricevute di pagamento.

Regola decisionale rapida

Quale codice uso e quando pago?

  • Devi versare la seconda rata di acconto della cedolare? Usa 1841 entro il 30 novembre.
  • L’acconto complessivo è tra 51,66 e 257,52 euro? Paga tutto a novembre con 1841.
  • L’acconto è fino a 51,65 euro? Nessun acconto dovuto. Pagherai solo il saldo con 1842.
  • Hai già versato la prima rata a giugno con 1840? Completa a novembre con 1841.
  • Prevedi canoni molto più bassi? Valuta il previsionale, ma se sbagli paghi sanzioni e interessi.

Come calcolo l’importo da mettere con 1841?

  • Metodo storico: prendi l’imposta 2025 della cedolare. Se > 257,52 euro, 60% a novembre con 1841.
  • Metodo previsionale: stima l’imposta 2026 e applica le stesse soglie. Conserva i calcoli.
  • Affine regolazione: sottrai ritenute subite (es. locazioni brevi) quando determini l’acconto complessivo.

Fonti per verifiche

  • D.Lgs. 23/2011, art. 3 (cedolare secca) su Normattiva.
  • D.P.R. 435/2001 (scadenze saldi e acconti) su Normattiva.
  • Risoluzione AdE n. 59/E del 25 maggio 2011 (codici 1840-1842).
  • D.L. 50/2017, art. 4 e L. 213/2023 per le locazioni brevi.
Scenario Aliquota/Imposta Acconto dovuto Codice tributo Scadenza
Contratto a canone libero (21%) con imposta 2025 di 1.000 euro Imposta storica: 1.000 euro Acconto 2026: 1.000 euro (40% + 60%) 1840 (400 euro) + 1841 (600 euro) 30 giugno e 30 novembre
Contratto a canone concordato (10%) con imposta 2025 di 200 euro Imposta storica: 200 euro Acconto unico: 200 euro (tra 51,66 e 257,52) 1841 (200 euro in unica soluzione) 30 novembre
Acconto calcolato 45 euro (imposta bassa o stop locazione) Imposta stimata molto bassa Nessun acconto (≤ 51,65 euro) Nessun codice per acconto; saldo: 1842 Saldo a giugno anno successivo
Locazioni brevi: due appartamenti; ritenute operate; imposta netta stimata 600 euro Aliquota: 26% sul secondo immobile, 21% sul primo Acconto complessivo 600 euro dopo ritenute 1841 (600 euro se unica soluzione) o 1840+1841 30 giugno e/o 30 novembre
Riduzione canoni a metà anno; metodo previsionale Imposta 2026 stimata: 300 euro Acconto unico: 300 euro 1841 (300 euro in unica soluzione) 30 novembre

FAQ

Qual è la differenza tra 1840, 1841 e 1842 e come li uso correttamente?

1840 serve per la prima rata dell’acconto della cedolare secca. Tipicamente pari al 40% dell’acconto complessivo, con scadenza 30 giugno. 1841 è per la seconda rata dell’acconto, pari al 60%, con scadenza 30 novembre. Se l’acconto rientra nella fascia tra 51,66 e 257,52 euro, non lo dividi in due: versi tutto a novembre e usi direttamente 1841. 1842 si usa per il saldo della cedolare secca, da pagare l’anno successivo al 30 giugno. Queste regole seguono il calendario dei saldi e acconti fissato dal D.P.R. 435/2001 e i codici sono quelli istituiti dall’Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 59/E del 2011.

Come indico anno di riferimento e rateazione nel modello F24 per il codice 1841?

Nella sezione Erario, inserisci 1841 nella colonna del codice tributo. Nel campo anno di riferimento scrivi l’anno d’imposta a cui si riferisce l’acconto, in formato AAAA. Se versi la seconda rata “secca” di novembre, normalmente non compili la rateazione. Se invece stai rateizzando secondo il piano previsto dalla tua banca o dal servizio F24 (per esempio, più rate entro novembre con piccole maggiorazioni), usa il formato standard “NNRR”: NN è il numero della rata in pagamento e RR è il numero totale delle rate (esempio 0203 significa seconda di tre). Ricorda che la rateazione non ti consente di superare la scadenza di legge: è una suddivisione organizzativa, non una proroga del termine fiscale.

Posso ridurre o azzerare l’acconto con il metodo previsionale senza rischi?

Sì, puoi usare il metodo previsionale se hai valide ragioni per stimare un’imposta 2026 inferiore a quella 2025. Ad esempio: canone ridotto, mesi sfitti, passaggio a canone concordato al 10%, ritenute già subite su locazioni brevi. Tuttavia, se versi meno del dovuto, sull’insufficienza scattano interessi legali e sanzioni per tardivo o insufficiente versamento (art. 13, D.Lgs. 471/1997), che puoi mitigare con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997). Regola pratica: se prevedi un calo del 20-30% con elementi documentabili, il previsionale è ragionevole; se l’incertezza è alta, valuta di versare lo storico e recuperare a saldo.

Come funzionano le locazioni brevi con ritenuta e in quali casi uso 1841?

Nelle locazioni brevi, gli intermediari possono applicare una ritenuta sull’incasso. Quella ritenuta è un anticipo d’imposta e riduce l’imposta sostitutiva da versare. La ritenuta viene versata dall’intermediario con un proprio codice tributo specifico e ti risulta nella certificazione. Tu usi 1841 solo per l’acconto della tua imposta sostitutiva residua, se dovuta. Esempio: imposta annua stimata 800 euro, ritenute già subite 500 euro. L’acconto si commisura ai 300 euro residui. Se 300 è tra 51,66 e 257,52 euro, lo versi in unica soluzione a novembre con 1841; se supera 257,52 euro, versi 40% a giugno (1840) e 60% a novembre (1841). La L. 213/2023 ha innalzato al 26% l’aliquota sui canoni del secondo e dei successivi appartamenti locati brevemente nel periodo d’imposta, mantenendo il 21% per il primo: consideralo nel calcolo.

Ho sbagliato codice o importo nel F24 con 1841: come correggo senza sanzioni e come gestisco la compensazione?

Se l’F24 non è ancora stato addebitato, contatta subito la banca o, se hai usato i servizi telematici dell’Agenzia, verifica se è possibile l’annullamento entro la finestra temporale indicata dal sistema. Se il pagamento è andato a buon fine con codice errato o importo sbagliato, puoi presentare istanza di correzione in autotutela all’Agenzia delle Entrate, indicando i dati corretti e allegando la quietanza. Se hai versato meno del dovuto, usa il ravvedimento operoso: versa la differenza con 1841 (se ancora acconto) o 1842 (se saldo), aggiungi sanzione ridotta e interessi legali. Sulla compensazione: usa solo crediti certi, risultanti da dichiarazioni trasmesse e non soggetti a vincoli. Un uso improprio comporta il recupero del credito, sanzioni e interessi. In caso di dubbi, è più prudente versare e poi chiedere rimborso o usare la compensazione in un momento successivo, quando il credito è incontestabile.

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