Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il codice tributo 1989 identifica gli interessi da ravvedimento per tributi erariali pagati in ritardo con F24 (sezione Erario). Si usa insieme al codice del tributo e al codice sanzioni corretto.
- Il 1989 versa solo interessi legali sul ritardo; l’imposta e le sanzioni hanno codici distinti.
- Si applica ai tributi erariali diversi dall’IVA; per l’IVA gli interessi usano il codice 1991.
- Gli interessi si calcolano con maturazione giornaliera al tasso legale MEF vigente nel periodo di ritardo.
Cos’è il codice tributo 1989 e a cosa serve
Il codice tributo 1989 serve a versare gli interessi legali maturati su tributi erariali pagati in ritardo, quando regolarizzi con il ravvedimento operoso. Per “interessi legali” intendiamo la quota calcolata giorno per giorno sul debito non versato, al tasso fissato con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
Il 1989 non sostituisce il codice dell’imposta. Devi sempre indicare anche il codice del tributo principale (per esempio IRPEF saldo o acconto) e il codice delle sanzioni ridotte per ravvedimento. Il modello da usare è l’F24, sezione Erario.
Base normativa: il ravvedimento operoso è previsto dall’articolo 13 del Decreto legislativo 472/1997. Le sanzioni per omesso o tardivo versamento sono disciplinate dall’articolo 13 del Decreto legislativo 471/1997. Il pagamento unitario con F24 e le regole di versamento sono nel Decreto legislativo 241/1997. I tassi legali sono stabiliti da decreti MEF pubblicati in Gazzetta Ufficiale e consultabili su Normattiva.
Ambito di applicazione del 1989
Usi il 1989 per interessi su tributi erariali diversi dall’IVA. Rientrano in questa famiglia: imposte sui redditi (IRPEF, IRES), addizionali, ritenute operate e non versate, imposte sostitutive, IRAP in F24 erario.
Non usi il 1989 per l’IVA: in quel caso, gli interessi si pagano con il codice 1991. Non usi il 1989 per interessi da rateazione “autoliquidata” delle imposte (qui si usa il codice 1668) né per somme richieste con comunicazioni di irregolarità o atti, che hanno codici dedicati riportati nell’atto.
Differenza tra imposta, sanzione e interessi
- Imposta: è il tributo dovuto (va con il suo codice tributo).
- Sanzione: è la penalità per il ritardo; in ravvedimento ha codici 89xx diversi in base al tributo (esempi: 8901 imposte sui redditi, 8904 IVA, 8907 IRAP, 8906 ritenute).
- Interessi: è il costo del tempo del ritardo, calcolato al tasso legale; si paga con 1989 per i tributi erariali diversi dall’IVA.
Quando si usa il 1989: il ravvedimento operoso
Il ravvedimento operoso ti consente di sanare un pagamento tardivo o omesso con una sanzione ridotta e gli interessi legali. Devi versare tre componenti nello stesso F24: imposta, sanzione ridotta e interessi (codice 1989).
Puoi ravvederti finché l’Agenzia delle Entrate non ti ha notificato un atto di liquidazione o di accertamento, non ha avviato accessi o verifiche, e non sono intervenute contestazioni formali sul tributo (articolo 13, D.Lgs. 472/1997). I testi delle norme sono consultabili su Normattiva.
Le soglie temporali del ravvedimento e le sanzioni ridotte
La sanzione piena per tardivo od omesso versamento è il 30% (articolo 13, D.Lgs. 471/1997). Col ravvedimento la sanzione si riduce in base al ritardo:
- Entro 14 giorni: 0,1% per ogni giorno di ritardo.
- Dal 15° al 30° giorno: 1,5% fisso.
- Entro 90 giorni: 1,67%.
- Entro 1 anno: 3,75%.
- Entro 2 anni: 4,29%.
- Oltre 2 anni e fino ai termini di accertamento: 5%.
Queste percentuali valgono sulla sola imposta non versata. Vanno sommate agli interessi legali che versi con il 1989.
Interessi legali: come si calcolano e quale tasso applicare
Gli interessi si calcolano con maturazione giornaliera: imposta x tasso legale x giorni di ritardo / 365 (366 se anno bisestile). Il tasso legale è fissato dal MEF con decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Per il 2024 è pari al 2,5% annuo (Decreto MEF 29 novembre 2023). Per gli anni successivi verifica sempre l’ultimo decreto sul sito del MEF o su Normattiva.
Se il ritardo attraversa più anni con tassi diversi, devi frazionare il calcolo: applichi a ciascun periodo il tasso legale pro tempore vigente e sommi i risultati.
Esempio semplice: imposta 1.000 euro, ritardo 30 giorni tutti nel 2024. Interessi = 1.000 x 2,5% x 30 / 365 = 2,05 euro. In F24 userai 1989 per 2,05 euro, il codice del tributo per 1.000 euro e il codice sanzioni 89xx per la sanzione ridotta corrispondente alla fascia di ritardo.
Come compilare l’F24: sezione Erario e campi da valorizzare
Per titolari di partita IVA il pagamento deve avvenire con servizi telematici (D.Lgs. 241/1997 e provvedimenti attuativi). Puoi usare i servizi dell’Agenzia delle Entrate (F24 web/online) o l’home banking abilitato.
Compilazione per gli interessi con codice 1989, sezione Erario:
- Codice tributo: 1989.
- Rateazione/regione/prov./mese rif.: di norma vuoto.
- Anno di riferimento: l’anno d’imposta cui si riferisce il tributo principale (formato AAAA).
- Importi a debito versati: inserisci l’importo degli interessi calcolati.
- Codice ufficio e atto: lasciali vuoti per il ravvedimento spontaneo.
Nello stesso F24 inserisci anche:
- Il codice del tributo principale con l’imposta dovuta.
- Il codice sanzioni corretto (famiglia 89xx), con l’importo della sanzione ridotta per ravvedimento.
Errori comuni da evitare
- Usare il 1989 per l’IVA: per l’IVA gli interessi si versano con 1991.
- Indicare l’anno di pagamento al posto dell’anno d’imposta: va l’anno del tributo, non il giorno in cui paghi.
- Pagare solo l’imposta senza sanzioni e interessi: il ravvedimento richiede tutti e tre gli importi.
- Usare il 1989 per somme richieste con comunicazioni o atti: in questi casi segui i codici tributo indicati dall’atto.
Canali e tempistiche di pagamento
Come titolare di partita IVA paghi in via telematica: area riservata dell’Agenzia delle Entrate (accesso con SPID o CIE) oppure home banking. Puoi delegare un intermediario abilitato (commercialista) con F24 cumulativo.
Se ravvedi, paga appena calcoli correttamente sanzioni e interessi. Prima paghi, meno interessi e sanzioni maturano. Se ricevi una comunicazione di irregolarità o un atto, rispetta i 30 giorni o il diverso termine indicato, con i codici e gli importi dell’atto.
Casi in cui NON usare il 1989 e codici alternativi
IVA periodica e annuale: usa 1991 per gli interessi
Per l’IVA gli interessi da ravvedimento si versano con il codice 1991, non con il 1989. La sanzione si versa con 8904. L’imposta usa i codici IVA specifici (per esempio 600x per liquidazioni mensili, 601x per trimestrali, 6099 per saldo annuale).
Rateazione “autoliquidata” delle imposte: usa 1668 per gli interessi
Se paghi il saldo o l’acconto a rate nei termini (articolo 20, D.Lgs. 241/1997), gli interessi di rateazione si versano con il codice 1668. Non è ravvedimento, quindi non si usa il 1989. La sanzione non c’è perché sei nei termini, e ogni rata sconta l’interesse di dilazione.
Comunicazioni di irregolarità e atti dell’Agenzia: segui i codici dell’atto
Per comunicazioni di irregolarità da controllo automatizzato/liquidazioni (articoli 36-bis DPR 600/1973, 54-bis DPR 633/1972) o per avvisi di accertamento/adesione, non usare il 1989. Gli atti riportano codici tributo dedicati per imposta, sanzioni e interessi. Paga con quei codici entro i termini indicati per usufruire di riduzioni di legge.
Regola decisionale rapida
Come scegliere il codice corretto in pochi passaggi
- Il tributo è erariale e NON è IVA? Allora:
- Imposta con il suo codice.
- Sanzione con codice 89xx coerente.
- Interessi con 1989.
- Il tributo è IVA? Allora:
- Imposta con codice IVA corretto.
- Sanzione con 8904.
- Interessi con 1991 (non 1989).
- Stai pagando rate entro le scadenze ufficiali? Allora:
- Interessi di rateazione con 1668.
- Non usare 1989.
- Hai ricevuto una comunicazione o un atto? Allora:
- Usa i codici riportati nell’atto.
- Non usare 1989, salvo diversa indicazione dell’Agenzia.
Fonti: D.Lgs. 472/1997 art. 13 (ravvedimento operoso), D.Lgs. 471/1997 art. 13 (sanzioni tardivo versamento), D.Lgs. 241/1997 (F24 e versamenti), Decreti MEF sul tasso legale pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Testi consultabili su Normattiva. I codici tributo sono istituiti da risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.
| Scenario | Quando usare il 1989 | Altri codici da abbinare | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| IRPEF saldo pagato in ritardo (regime ordinario o altro) | Sì, per interessi legali sul ritardo | Codice dell’imposta IRPEF; sanzione 8901 | Ravvedimento entro 14/30/90 gg o 1-2 anni con sanzione ridotta; interessi al tasso legale pro tempore |
| Ritenute d’acconto non versate nei termini | Sì, per interessi legali sul ritardo | Codice ritenute (es. 1001, 1040 ecc.); sanzione 8906 | Ravvedimento ammesso finché non c’è contestazione; attenzione alle diverse scadenze mensili |
| IVA mensile/trimestrale pagata in ritardo | No, usa 1991 per interessi | Codici IVA (600x/601x/603x/6099); sanzione 8904 | Stesse fasce di ravvedimento; interessi calcolati con 1991 |
| Rateazione “autoliquidata” di saldo/acconti IRPEF/IRES/IRAP | No, usa 1668 per interessi di dilazione | Codici imposta per ciascuna rata; nessuna sanzione | Art. 20 D.Lgs. 241/1997; interessi di rateazione calcolati per rata |
| Comunicazione di irregolarità (36-bis/54-bis) o avviso di accertamento | No, seguire i codici riportati nell’atto | Codici specifici per imposta, sanzione, interessi indicati dall’Agenzia | Pagamento entro 30 giorni (o diverso termine) per riduzioni; non usare 1989 salvo istruzioni espresse |
FAQ sul codice tributo 1989
Il codice tributo 1989 vale solo per chi è in regime ordinario?
No. I codici tributo non dipendono dal regime fiscale (ordinario, semplificato, forfettario). Dipendono dal tipo di imposta e dal motivo del versamento. Il 1989 serve per gli interessi legali sul ritardo di tributi erariali diversi dall’IVA, a prescindere dal regime contabile. Se, per esempio, sei in forfettario ma paghi in ritardo un’imposta sostitutiva o un’acconto IRPEF, userai comunque il codice dell’imposta, il codice sanzioni 89xx coerente e il 1989 per gli interessi. Il riferimento normativo resta il ravvedimento operoso dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, con le riduzioni di sanzione previste e gli interessi al tasso legale fissato dal MEF.
Quale tasso applico per calcolare gli interessi da versare col 1989?
Applichi il tasso legale pro tempore vigente per ciascun giorno di ritardo. Il tasso lo stabilisce il Ministero dell’Economia e delle Finanze con decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per il 2024 è pari al 2,5% annuo (Decreto MEF 29 novembre 2023). Se il ritardo attraversa anni con tassi diversi, frazioni il calcolo: per ciascun periodo applichi il relativo tasso e poi sommi gli interessi. La formula è semplice: imposta x tasso annuo x giorni/365 (o 366). Puoi verificare tassi storici e correnti sul sito del MEF o consultando Normattiva.
Come indico l’anno di riferimento quando verso gli interessi con 1989?
Nella sezione Erario del modello F24, per la riga con codice 1989, compila il campo “Anno di riferimento” con l’anno d’imposta cui si riferisce il tributo principale, in formato AAAA. Non indicare l’anno in cui stai pagando, ma l’anno a cui appartiene l’imposta non versata nei termini. Se stai regolarizzando più anni, inserisci righe distinte per ciascun anno con i rispettivi importi di imposta, sanzione e interessi. Lascia vuoti i campi “Codice ufficio” e “Codice atto” per il ravvedimento spontaneo.
Posso usare il 1989 dopo aver ricevuto una comunicazione di irregolarità o un avviso di accertamento?
In generale no. Dopo una comunicazione di irregolarità (36-bis/54-bis) o un atto di accertamento/adesione, devi seguire le istruzioni e i codici tributo indicati nell’atto. Gli importi includono imposta, sanzioni e interessi calcolati dall’Agenzia delle Entrate. Usare il 1989 in luogo dei codici dell’atto può generare scarti o pagamenti non correttamente imputati. Il ravvedimento operoso con 1989 è ammesso prima della notifica di atti o dell’avvio di controlli formali, come prevede l’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Se hai ricevuto un atto, paga entro i termini riportati per beneficiare di eventuali riduzioni.
Qual è la differenza tra interessi con 1989 e interessi di rateazione con 1668?
Con il 1989 versi gli interessi legali da ritardo, cioè quelli legati al mancato pagamento nei termini e calcolati giorno per giorno fino al versamento, nell’ambito del ravvedimento operoso. Con il 1668 versi invece gli interessi di rateazione delle imposte autoliquidate quando scegli di pagare un saldo o un acconto a rate, entro le scadenze previste dall’articolo 20 del D.Lgs. 241/1997. Nel primo caso hai anche una sanzione (ridotta, se ti ravvedi), nel secondo caso non c’è sanzione perché stai pagando regolarmente per rate, ma applichi un interesse di dilazione su ciascuna rata. Sono due situazioni diverse, con codici diversi e basi normative differenti.
