Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il codice tributo 1991 serve nel modello F24 per versare gli interessi di ravvedimento sull’IVA pagata in ritardo, calcolati al tasso legale “pro rata” per i giorni di ritardo.
- Il 1991 si usa solo per gli interessi sul ravvedimento IVA; imposta e sanzione si versano con codici distinti.
- Gli interessi si calcolano con il tasso legale vigente nei periodi di ritardo, giorno per giorno.
- In F24 va indicata la sezione Erario, lo stesso periodo/anno del tributo IVA e l’importo dei soli interessi.
Cos’è il codice tributo 1991 e quando si usa
Il codice tributo 1991 identifica gli interessi dovuti quando versi l’IVA in ritardo con il ravvedimento operoso. Gli interessi sono diversi dalla sanzione. Servono a compensare il tempo trascorso.
La base giuridica è nell’articolo 13 del Decreto Legislativo 472/1997 (ravvedimento operoso) e nell’articolo 6 del Decreto del Presidente della Repubblica 633/1972 (obblighi IVA). Le sanzioni per omesso o tardivo versamento sono disciplinate dal Decreto Legislativo 471/1997.
I codici tributo vengono istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Il 1991 è utilizzato insieme ai codici dell’imposta (per esempio 6001-6012 per i versamenti mensili, 6031-6033 per i versamenti trimestrali e 6099 per il saldo annuale) e al codice sanzione IVA (in genere 8904).
Quando scatta l’obbligo
Devi usare il 1991 quando regolarizzi volontariamente un versamento IVA scaduto. Il ravvedimento funziona solo se lo fai prima di controlli, contestazioni o accertamenti formali.
Paghi tre voci: imposta dovuta, sanzione ridotta per ravvedimento e interessi legali calcolati giorno per giorno. In F24 usi tre righe distinte con i codici corretti.
Scadenze IVA: mensile o trimestrale
Se liquidi l’IVA ogni mese, versi entro il giorno 16 del mese successivo (codici 6001-6012). Se liquidi a trimestre per volume d’affari, versi entro il 16 di maggio, agosto e novembre per i primi tre trimestri. Il quarto confluisce nel saldo annuale IVA di marzo.
La liquidazione trimestrale ordinaria è ammessa se il tuo volume d’affari annuo non supera determinati limiti. 400.000 euro per servizi e professioni. 700.000 euro per commercio e altre attività. Questa regola deriva dall’articolo 7 del Decreto del Presidente della Repubblica 542/1999.
La liquidazione trimestrale comporta una maggiorazione dell’1% sull’IVA dovuta per i primi tre trimestri. Questa non è il 1991. È una maggiorazione specifica prevista dalla norma sul trimestre.
Forfettario e altri regimi
Se sei in regime forfettario, cioè il regime agevolato senza IVA in fattura, di norma non versi IVA periodica. Quindi non ti serve il 1991 per l’IVA periodica. Restano possibili casi particolari (per esempio, rettifiche o integrazioni specifiche).
Se sei in regime ordinario, aggiungi l’IVA in fattura e la versi periodicamente. In caso di ritardo, applichi il ravvedimento con imposta, sanzione e interessi (1991).
Come si calcolano gli interessi da ravvedimento (codice 1991)
Gli interessi si calcolano con il tasso legale annuo fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il tasso varia nel tempo. Viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale e consultabile su Normattiva.
Si applica il criterio “pro rata temporis”. Vuol dire che calcoli giorno per giorno. Se il ritardo attraversa più anni con tassi diversi, dividi il periodo e sommi i risultati.
Formula base: interessi = imposta dovuta × tasso legale annuo × giorni di ritardo / 365. Se il tasso cambia a capodanno, usa due calcoli separati con i rispettivi tassi e giorni.
Esempio pratico semplice
Ipotizziamo 100 euro di IVA dovuta, ritardo di 35 giorni, tasso legale annuo del periodo pari al 2,5%. Interessi = 100 × 2,5% × 35 / 365 ≈ 0,24 euro. Gli interessi vanno arrotondati ai centesimi secondo le regole fiscali.
Ricorda di verificare il tasso legale in vigore nei giorni di ritardo. I tassi ufficiali sono indicati nei Decreti MEF e reperibili su Normattiva.
Ravvedimento operoso: sanzioni ridotte e norme di riferimento
La sanzione piena per omesso o tardivo versamento è il 30% dell’imposta (Decreto Legislativo 471/1997). Se regolarizzi entro 90 giorni, la sanzione base si dimezza a 15% secondo la stessa norma.
Con il ravvedimento (Decreto Legislativo 472/1997, articolo 13) la sanzione si riduce ulteriormente in base al tempo trascorso. Ecco gli scaglioni operativi più usati per i versamenti IVA:
- Entro 14 giorni: sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo (calcolo giornaliero).
- Dal 15° al 30° giorno: sanzione 1,5% (riduzione su base 15%).
- Dal 31° al 90° giorno: sanzione 1/9 del 15% = 1,67% circa.
- Oltre 90 giorni ed entro 1 anno: sanzione 1/8 del 30% = 3,75%.
- Oltre 1 anno ed entro 2 anni: sanzione 1/7 del 30% ≈ 4,2857%.
- Oltre 2 anni: sanzione 1/6 del 30% = 5%.
Gli interessi 1991 si sommano alla sanzione ridotta. Devi versare imposta, sanzione e interessi nello stesso momento per perfezionare il ravvedimento.
Fonti normative utili
Per l’inquadramento: DPR 633/1972 (IVA), D.Lgs. 471/1997 (sanzioni), D.Lgs. 472/1997 (ravvedimento). Per i tassi legali: Decreti MEF pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Per i codici tributo: documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate. Tutti consultabili tramite il portale Normattiva o il sito dell’Agenzia delle Entrate.
Come compilare l’F24 con il codice 1991
Usa la sezione Erario. Inserisci i dati anagrafici, il codice fiscale e la sede fiscale corretti. Poi compila tre righe, una per ciascun componente del ravvedimento.
Riga 1: imposta IVA dovuta. Indica il codice del periodo (per esempio 6001 per gennaio, 6031 per primo trimestre, 6099 per saldo annuale). Indica mese o trimestre nel campo “rateazione/mese rif.” se previsto, e l’anno di riferimento.
Riga 2: sanzione ridotta. Per l’IVA si utilizza normalmente il codice 8904. Stessa indicazione di periodo/anno della riga dell’imposta. Inserisci l’importo calcolato secondo lo scaglione di ravvedimento corretto.
Riga 3: interessi 1991. Indica lo stesso periodo/anno della riga dell’imposta. Inserisci l’importo degli interessi calcolati con il tasso legale pro rata.
Errori da evitare
Non sommare sanzioni e interessi sull’importo dell’imposta. Vanno separati su righe diverse. Non usare il 1991 per la maggiorazione dell’1% dei trimestrali. Non indicare un anno di riferimento diverso tra imposta, sanzione e interessi.
Controlla sempre arrotondamenti, periodo corretto (mese o trimestre), e eventuali tassi legali su anni differenti. Conserva i calcoli in caso di controlli.
Regola decisionale rapida
Decidi come ravvederti in 4 passaggi logici
- 1) Identifica il periodo IVA non versato: mese (600x), trimestre (603x) o saldo annuale (6099).
- 2) Conta i giorni di ritardo dalla scadenza al giorno di pagamento. Verifica se sei entro 14, 30, 90 giorni, 1 anno, 2 anni o oltre.
- 3) Calcola la sanzione ridotta secondo lo scaglione corrispondente e gli interessi al tasso legale per i giorni di ritardo (pro rata).
- 4) Compila l’F24 con tre righe: imposta (codice periodo), sanzione (8904), interessi (1991). Inserisci stesso periodo/anno su tutte le righe.
Casi particolari e note operative
Ritardi a cavallo di anni con tassi legali diversi
Se il ritardo attraversa il 31 dicembre, spezza il calcolo degli interessi. Usa il tasso legale dell’anno precedente per i giorni fino al 31 dicembre. Usa il tasso legale del nuovo anno per i giorni successivi. Somma i due risultati.
Compensazioni e crediti IVA
Se hai un credito IVA, puoi compensarlo con l’imposta dovuta. In quel caso gli interessi 1991 si calcolano sulla parte effettivamente tardiva e non compensata. Rispetta le regole sulla compensazione orizzontale e sulle soglie, come da prassi Agenzia delle Entrate.
Controlli e decadenze
Il ravvedimento è valido se fatto prima di contestazioni formali. Dopo un atto di accertamento, le riduzioni cambiano o non sono più applicabili. Verifica sempre la tempistica per rientrare nello scaglione più favorevole.
| Scenario | Codici tributo da indicare | Periodo/anno da riportare | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| IVA mensile pagata con 10 giorni di ritardo | Imposta: 600x del mese; Sanzione: 8904 (0,1% per giorno); Interessi: 1991 | Mese di riferimento nel campo “rateazione/mese rif.” e anno AAAA | Ravvedimento “brevissimo”: calcola 10×0,1% sulla base. Interessi al tasso legale per 10 giorni. |
| IVA trimestrale pagata con 40 giorni di ritardo | Imposta: 603x del trimestre; Sanzione: 8904 (1,67% circa); Interessi: 1991 | Trimestre (es. 03 per I trimestre) e anno AAAA | Ravvedimento entro 90 giorni: usa 1/9 del 15% ≈ 1,67%. Interessi pro rata. Non confondere con la maggiorazione 1% dei trimestrali. |
| Saldo IVA annuale 6099 pagato con 130 giorni di ritardo | Imposta: 6099; Sanzione: 8904 (3,75%); Interessi: 1991 | Anno d’imposta AAAA | Ravvedimento entro 1 anno: sanzione 1/8 del 30% = 3,75%. Interessi legali su 130 giorni. Se a cavallo d’anno, dividi il calcolo. |
| Versamento periodico omesso da oltre 2 anni | Imposta: 600x/603x; Sanzione: 8904 (5%); Interessi: 1991 | Periodo originario e anno AAAA | Ravvedimento “ultrannuale”: sanzione 1/6 del 30% = 5%. Interessi cumulati con tassi legali dei vari anni, pro rata. |
FAQ
1) Che cos’è esattamente il codice tributo 1991 e in cosa differisce da 8904 e 600x/603x/6099?
Il codice 1991 serve solo per gli interessi legali dovuti quando regolarizzi un versamento IVA in ritardo con il ravvedimento operoso. È la quota “tempo”, calcolata giorno per giorno al tasso legale. Il codice 8904 identifica la sanzione pecuniaria ridotta per effetto del ravvedimento. I codici 600x rappresentano i versamenti IVA mensili. I codici 603x identificano i versamenti IVA trimestrali. Il 6099 è il saldo annuale IVA. In un ravvedimento corretto indichi tre righe: imposta con 600x/603x/6099, sanzione con 8904, interessi con 1991. Tutti con lo stesso periodo/anno. Le basi giuridiche sono nel DPR 633/1972 per l’IVA e nei D.Lgs. 471/1997 e 472/1997 per sanzioni e ravvedimento. I codici sono definiti da prassi dell’Agenzia delle Entrate.
2) Come calcolo gli interessi 1991 se il ritardo attraversa più anni con tassi legali diversi?
Dividi il periodo in sotto-periodi, uno per ogni anno solare con proprio tasso legale. Per ciascun sotto-periodo applica la formula: interessi = imposta × tasso legale di quell’anno × giorni del sotto-periodo / 365. Alla fine somma gli interessi parziali. Esempio: imposta 1.000 euro, 20 giorni di ritardo a fine anno con tasso A e 15 giorni a inizio anno successivo con tasso B. Interessi = 1.000 × A × 20/365 + 1.000 × B × 15/365. I tassi legali annui sono determinati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Puoi verificarli su Normattiva. Questo metodo “pro rata temporis” è quello corretto in caso di variazioni annuali del tasso.
3) Come si compila l’F24 per evitare scarti o errori quando inserisco il 1991?
Usa sempre la sezione Erario. Prima riga: imposta con il codice corretto del periodo (600x per mensile, 603x per trimestrale, 6099 per saldo). Compila “rateazione/mese rif.” con il mese (per mensile) o con il codice del trimestre dove previsto. Inserisci l’anno d’imposta AAAA nel campo “anno di riferimento”. Seconda riga: sanzione con 8904, stesso periodo/anno. Terza riga: interessi con 1991, stesso periodo/anno. Non sommare mai sanzione e interessi all’imposta. Arrotonda ai centesimi. Verifica che la data di pagamento sia la stessa per tutte le righe. Se usi l’F24 web o home banking, controlla i campi obbligatori e gli spazi per periodi. Gli scarti avvengono spesso per anno sbagliato o per uso del codice periodo non coerente con la liquidazione effettiva.
4) Se ho IVA a credito o chiudo il periodo a zero, devo inserire comunque il 1991?
No. Gli interessi 1991 si applicano quando c’è IVA a debito non versata entro la scadenza. Se la liquidazione chiude a credito o a zero, non c’è imposta da versare e quindi non maturano interessi per tardivo versamento. Attenzione però ai casi in cui compensi il debito con un credito IVA. Se compensi integralmente, non c’è base su cui calcolare interessi. Se la compensazione è parziale o avviene dopo la scadenza, gli interessi si calcolano sulla quota rimasta a debito e non tempestivamente versata. Le regole sulla compensazione seguono la prassi dell’Agenzia delle Entrate e la normativa IVA (DPR 633/1972) e richiedono coerenza tra periodo e credito disponibile.
5) Cosa succede se non faccio il ravvedimento e non verso il 1991 (interessi) insieme all’imposta e alla sanzione?
Se non ravvedi, può arrivare la sanzione piena per omesso o tardivo versamento (fino al 30% dell’imposta, D.Lgs. 471/1997), oltre agli interessi di mora e agli aggi nella fase di riscossione. L’Amministrazione può iscrivere a ruolo e procedere secondo il DPR 602/1973. Il ravvedimento operoso, previsto dal D.Lgs. 472/1997, consente riduzioni significative delle sanzioni se paghi spontaneamente imposta, sanzione ridotta e interessi legali (1991) prima di atti formali di contestazione. Senza il ravvedimento, perdi gli sconti. In più, gli interessi di mora applicati in riscossione sono spesso superiori al tasso legale usato nel ravvedimento. Per questo la scelta economicamente più efficiente è quasi sempre ravvedersi il prima possibile.
