Codice tributo 2501: cos’è, quando e come si utilizza?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice tributo 2501 si usa per pagare l’imposta di bollo del primo trimestre sulle fatture elettroniche senza IVA di importo pari o superiore a 77,47 euro. Scadenza 31 maggio o, sotto 250 euro, 30 settembre.

  • Il 2501 riguarda solo il primo trimestre e va in Sezione Erario del modello F24, con anno di riferimento in formato AAAA.
  • Si applica alle e-fatture senza IVA pari o superiori a 77,47 euro. L’importo del bollo è 2 euro per documento.
  • Scadenze: 31 maggio; se l’importo del primo trimestre è sotto 250 euro, puoi pagare insieme al secondo trimestre entro il 30 settembre.

Cos’è il codice tributo 2501 e quando si usa

Il codice tributo 2501 serve a versare l’imposta di bollo dovuta per il primo trimestre sulle fatture elettroniche. Il bollo è un’imposta fissa dovuta su documenti specifici.

Sulle fatture elettroniche si paga quando non c’è IVA e il totale documento è pari o superiore a 77,47 euro. L’importo del bollo è 2 euro per fattura. Vale per B2B, B2C e PA.

La base giuridica è nel D.P.R. 642/1972 (Tariffa, Parte I) e nel Decreto MEF 17 giugno 2014, che regola l’assolvimento “virtuale” del bollo sulle e-fatture con pagamento periodico. L’Agenzia delle Entrate ha definito modalità e codici con propri provvedimenti e risoluzioni. Le norme sono consultabili su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Quando scatta l’imposta di bollo sulle e-fatture

Scatta quando la fattura non espone IVA e supera la soglia di 77,47 euro. Esempi tipici: operazioni esenti (art. 10 del DPR 633/72), fuori campo o non soggette, imponibili in reverse charge lato cliente.

Se la fattura ha IVA, il bollo non si applica. Il bollo è per documento, non per riga. Quindi paghi 2 euro una sola volta per fattura che supera la soglia.

Nel file XML devi impostare “DatiBollo” con “BolloVirtuale = SI”. Se dimentichi il flag, l’Agenzia può rilevare la necessità del bollo e inserirla tra gli importi da pagare.

Scadenze 2026: cosa cambia e cosa resta uguale

Nel 2026 le scadenze restano quelle introdotte dal Decreto MEF 17 giugno 2014 e aggiornate dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Il versamento è trimestrale.

Per il primo trimestre la scadenza ordinaria è il 31 maggio. Esiste una soglia di 250 euro che consente di differire. Se l’importo del primo trimestre è sotto 250 euro, puoi pagare col secondo trimestre entro il 30 settembre.

Le altre scadenze per memoria: terzo trimestre 30 novembre, quarto trimestre fine febbraio dell’anno successivo. Le regole di differimento si applicano secondo la soglia annua per i periodi indicati dall’Agenzia delle Entrate.

Soglia dei 250 euro: come funziona davvero

La soglia serve a ridurre i micro-pagamenti. Se il primo trimestre è sotto 250 euro, puoi rinviare al 30 settembre, insieme al secondo trimestre. Se anche la somma dei primi due trimestri resta sotto 250 euro, l’Agenzia può consentire un ulteriore rinvio al 30 novembre. Verifica sempre la comunicazione nel portale Fatture e Corrispettivi.

La fonte è il Decreto MEF 17 giugno 2014, come modificato da successivi decreti MEF, e dai Provvedimenti direttoriali dell’Agenzia. Trovi i riferimenti sui siti istituzionali del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate.

Come versare con il codice 2501: F24 e alternative

Compilazione del modello F24

Usa la Sezione Erario. Inserisci:

— Codice tributo: 2501 (imposta di bollo e-fatture – primo trimestre).
— Anno di riferimento: in formato AAAA (esempio: 2026).
— Importo a debito versato: la somma dei bolli dovuti per il trimestre.
— Lascia vuoti gli altri campi tipici di rateazione o mese di riferimento.

Puoi inviare l’F24 dall’home banking o tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Se usi l’F24, verifica che il tuo profilo bancario consenta il pagamento dei modelli F24 a debito.

Pagamento dal portale Fatture e Corrispettivi

Accedi con SPID o CIE. Registra un IBAN. Entra in “Fatturazione elettronica” e poi in “Fatture elettroniche e altri dati IVA”. Troverai la sezione “Imposta di bollo”.

Qui vedi gli elenchi con l’importo del trimestre calcolato dall’Agenzia. Puoi confermare, correggere o integrare. Scegli “Addebito su conto” per il pagamento diretto, oppure genera un F24 precompilato.

Il portale mostra il dettaglio delle fatture considerate e i totali. In caso di differimento con la soglia dei 250 euro, ti indica la nuova scadenza applicabile.

Home banking

Accedi alla sezione F24. Seleziona F24 ordinario. Compila la Sezione Erario con il 2501 e l’anno di riferimento. Inserisci l’importo e conferma il pagamento.

Alcune banche offrono F24 precompilati se scarichi il modello dal portale dell’Agenzia. In tal caso, copia fedelmente i dati. Eviti errori nei codici e nell’anno di riferimento.

Norme e prassi di riferimento: cosa consultare

— D.P.R. 642/1972 e Tariffa allegata, Parte I: regola l’imposta di bollo e la misura di 2 euro per fatture senza IVA pari o superiori a 77,47 euro.
— Decreto MEF 17 giugno 2014: disciplina l’assolvimento del bollo sulle fatture elettroniche e il pagamento periodico.
— Decreti MEF successivi di aggiornamento e Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate su calcolo, elenchi e scadenze trimestrali.
— Risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate che istituiscono i codici tributo per i versamenti con F24.

Puoi consultare i testi su Normattiva, sul portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze e sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre la versione aggiornata.

Regola decisionale rapida

Devo usare il codice 2501?

— Hai emesso e-fatture nel primo trimestre dell’anno?
— Le fatture sono senza IVA e pari o superiori a 77,47 euro?
— L’SDI o l’Agenzia ti mostrano importi di bollo dovuti per il primo trimestre?

Se sì, usa il 2501. In caso contrario, non usare il 2501. Valuta eventualmente il 2502, 2503 o 2504 per gli altri trimestri.

Quando pago?

— Importo primo trimestre uguale o superiore a 250 euro: paga entro il 31 maggio con 2501.
— Importo primo trimestre sotto 250 euro: puoi pagare con il secondo trimestre entro il 30 settembre, sempre usando il codice del trimestre di competenza al momento del versamento indicato dall’Agenzia.

Come pago?

— Portale Fatture e Corrispettivi: confermi l’importo e scegli addebito in conto o F24 precompilato.
— Home banking: compili F24 Sezione Erario con 2501 e anno AAAA.

E se ho dimenticato il bollo?

— Controlla gli elenchi nel portale: puoi integrare le fatture senza il flag di bollo.
— Se sei in ritardo: usa il ravvedimento operoso con i codici dedicati a sanzioni e interessi, oltre al tributo.

Quali codici collegati devo conoscere?

— 2501: primo trimestre.
— 2502: secondo trimestre.
— 2503: terzo trimestre.
— 2504: quarto trimestre.
— 2505 e 2506: codici per sanzioni e interessi in caso di ravvedimento operoso.

Errori frequenti e come evitarli

Dimenticare il flag “BolloVirtuale = SI”

Capita spesso nelle fatture senza IVA. L’Agenzia rileva e aggiunge gli importi mancanti. Tu li vedi nel portale. Controlla ogni trimestre e integra in tempo. Eviti differenze e sanzioni.

Anno di riferimento errato nell’F24

Inserisci sempre l’anno del trimestre cui si riferisce il versamento. Se paghi il primo trimestre 2026, indica “2026”. Non usare l’anno di pagamento se diverso.

Importo sbagliato

Confronta il totale dell’F24 con quello indicato nel portale. Se hai più gestionali o più sedi, somma correttamente. Salva una stampa o PDF riepilogativo.

Pagare a ridosso della scadenza

Programma il pagamento con almeno 2-3 giorni di anticipo. Eviti disservizi bancari o errori tecnici. Se usi l’addebito, verifica saldo e capienza del conto.

Ravvedimento operoso, sanzioni e interessi

Se paghi in ritardo, puoi usare il ravvedimento operoso. È lo sconto sulle sanzioni se ti metti in regola spontaneamente. La base normativa è il D.Lgs. 472/1997, art. 13.

Per l’imposta di bollo, si applicano le sanzioni previste dal D.P.R. 642/1972, ridotte secondo i termini del ravvedimento. Paghi tre voci: imposta, sanzione ridotta, interessi legali giornalieri.

Usa il codice 2501 per l’imposta del primo trimestre. Aggiungi i codici dedicati a sanzioni e interessi (2505 e 2506) nelle rispettive righe dell’F24. Indica sempre lo stesso anno di riferimento del tributo.

Scenario Codice tributo da usare Quando pagare Cosa fare operativamente
Primo trimestre con importo di bollo ≥ 250 euro 2501 Entro 31 maggio Compila F24 Sezione Erario con anno AAAA e importo; oppure paga da Fatture e Corrispettivi con addebito su IBAN
Primo trimestre con importo di bollo < 250 euro 2501 (se paghi a maggio) oppure secondo le indicazioni dell’Agenzia se differisci Entro 31 maggio oppure, se differisci, entro 30 settembre Verifica nel portale la possibilità di differire; se rinvii, paga insieme al secondo trimestre seguendo il prospetto ufficiale
Somma primo+secondo trimestre < 250 euro Codice del periodo indicato dall’Agenzia (verifica nel portale) Possibile ulteriore slittamento al 30 novembre Controlla l’elenco e le scadenze nel portale; genera F24 precompilato o usa addebito
Pagamento primo trimestre in ritardo (ravvedimento) 2501 + codici per sanzioni e interessi (2505, 2506) Appena possibile Calcola sanzione ridotta e interessi legali; inserisci tre righe in F24 con stesso anno di riferimento
Mancata indicazione del bollo in fattura 2501 (se ricade nel primo trimestre) Alla prima scadenza utile Integra le fatture nel portale; conferma l’importo; versa con addebito o F24

FAQ

Il codice tributo 2501 si usa anche per fatture con IVA o per importi sotto 77,47 euro?

No. Il bollo sulle fatture elettroniche si applica solo quando non c’è IVA e il totale documento è pari o superiore a 77,47 euro. Se la fattura ha IVA, non devi il bollo e quindi non usi il 2501. Se l’importo della fattura è sotto 77,47 euro, il bollo non è dovuto, anche se l’operazione è senza IVA. Ricorda che il bollo è per documento, non per riga. Quindi non sommare le righe. Controlla solo il totale della fattura. Se emetti molte fatture senza IVA sotto soglia, non paghi nulla per quel trimestre e non compili l’F24 con il 2501.

Come verifico l’importo esatto da versare con il 2501 senza errori?

Il modo più sicuro è usare il portale Fatture e Corrispettivi. Accedi e vai nella sezione “Imposta di bollo”. L’Agenzia delle Entrate mostra gli elenchi con le fatture individuate e l’importo del trimestre. Puoi confermare o correggere. Se hai gestionali diversi o hai dimenticato il flag “BolloVirtuale = SI”, integra le fatture mancanti. Se confermi, scarica l’F24 precompilato oppure attiva l’addebito su IBAN. In alternativa, se calcoli da solo, moltiplica 2 euro per ogni fattura senza IVA di importo pari o superiore a 77,47 euro emessa nel primo trimestre. Poi confronta con il portale per sicurezza.

Ho pagato in ritardo l’imposta di bollo del primo trimestre: come faccio il ravvedimento?

Usa il ravvedimento operoso, previsto dal D.Lgs. 472/1997. Devi versare: l’imposta dovuta (codice 2501), la sanzione ridotta e gli interessi legali. Per sanzioni e interessi si usano i codici dedicati all’imposta di bollo sulle e-fatture (2505 e 2506). Compila l’F24 con tre righe nella Sezione Erario, indicando lo stesso anno di riferimento. La sanzione si riduce in base ai giorni di ritardo. Più paghi presto, più risparmi. Gli interessi si calcolano giornalmente al tasso legale pro tempore. Se non sei sicuro dei calcoli, verifica le istruzioni dell’Agenzia o usa un software dedicato.

Posso differire il pagamento del primo trimestre al 30 settembre anche se supero la soglia dopo aggiunte e correzioni?

La possibilità di differire dipende dall’importo del primo trimestre risultante dopo le eventuali integrazioni nel portale. Se, una volta corretto tutto, l’importo del primo trimestre resta sotto 250 euro, puoi differire al 30 settembre e pagare insieme al secondo trimestre. Se con le integrazioni superi 250 euro, torna la scadenza ordinaria del 31 maggio. Per questo è importante controllare e chiudere le integrazioni con anticipo rispetto alla scadenza. Le indicazioni ufficiali dell’Agenzia, disponibili nel portale, prevalgono sempre sui calcoli manuali.

Come gestisco il bollo se opero in regime forfettario ed emetto solo fatture senza IVA?

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato con imposta sostitutiva e senza IVA in fattura. Se le tue fatture superano 77,47 euro, il bollo è dovuto e va indicato nel documento. Nel file XML imposta “BolloVirtuale = SI”. Il cliente versa a te l’importo del bollo, perché fa parte del totale documento. Poi tu versi l’imposta allo Stato con cadenza trimestrale, usando i codici 2501-2504 a seconda del trimestre. Controlla sempre il portale Fatture e Corrispettivi: troverai gli importi calcolati dall’Agenzia e potrai pagare con addebito o con F24. Se fai poche fatture e l’importo del primo trimestre è basso, puoi sfruttare la soglia dei 250 euro per unificare i versamenti secondo le scadenze previste.

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