Come aprire Partita IVA: 5 passaggi + 1 per lanciare il tuo business

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come aprire partita iva

Oggi vogliamo rispondere alla domanda “come aprire Partita IVA?”, facendo luce su alcuni aspetti particolarmente complessi che, molto spesso, sono oggetto di preoccupazione per i giovani che vorrebbero avvicinarsi alla libera professione o al mondo dell’imprenditoria. 

Abbiamo già visto cosa significa aprire la Partita IVA e quali conseguenze derivano da questa scelta, sia a livello di costi iniziali, imposte e contributi, sia di rischi e opportunità.

In questo articolo, invece, vogliamo concentrarci sui principali passaggi da effettuare per mettere su una nuova attività, evidenziando le differenze tra la procedura – più breve, semplice e gratuita – prevista per chi intende esercitare la libera professione e quella che gli aspiranti artigiani e commercianti sono tenuti a seguire per avviare una ditta individuale.

Dunque, se stai per lanciare il tuo nuovo progetto  e vuoi conoscere nel dettaglio l’iter burocratico che ti aspetta, eccoci qui: scopriamo come aprire Partita IVA in soli 5 + 1 step!

La pratica ComUnica

Come abbiamo visto in altri articoli, esistono vari modi per dedicarsi ad un’attività autonoma. 

Una prima importante distinzione è quella tra “imprese individuali” e “liberi professionisti”, che si riflette, a sua volta, in un diverso procedimento per aprire Partita IVA.

In particolare, chi desidera avviare una ditta individuale – inquadramento che si applica alle attività artigianali, come parrucchieri, estetiste, disinfestatori, giardinieri, ecc., e al commercio, ovvero negozi fisici, siti di e-commerce e figure correlate, come procacciatori di affari, mediatori, ecc. – deve predisporre ed inoltrare la cosiddetta “ComUnica”.

La ComUnica è una pratica digitale che unisce più passaggi in un solo adempimento, ovvero:

Numerose attività richiedono anche la presentazione della SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – da inviare telematicamente agli sportelli SUAP del Comune per dimostrare il possesso dei requisiti professionali, ambientali, ecc. in vigore per quel determinato settore.

Il Modello AA9/12

Diversamente dagli artigiani e dai commercianti, i liberi professionisti non sono tenuti ad iscriversi al Registro Imprese, né tantomeno al REA della Camera di Commercio. Dunque, possono aprire Partita IVA rivolgendosi direttamente all’Agenzia delle Entrate, andando di persona nella sede più vicina, oppure scaricando ed inviando online il Modello AA9/12.

La decisione migliore, però, rimane sempre quella di affidarsi ad un intermediario: non intendiamo necessariamente uno studio di consulenza fiscale, bensì anche qualcosa di più semplice, economico e, soprattutto, alla portata di tutti, “principianti” compresi.

Un esempio, a questo proposito, è Fiscozen: un servizio innovativo, low cost e completamente digitale, che copre qualsiasi esigenza dei professionisti e delle imprese individuali, relativamente alla fiscalità, all’apertura e alla gestione della Partita IVA. 

E le tariffe? Ebbene, aprire Partita IVA con l’aiuto di Fiscozen, nel caso dei liberi professionisti, è un’operazione completamente gratuita. Per gli artigiani e i commercianti, invece, vi è un’unica tariffa – pari a 200 € + IVA – comprensiva di costi vivi ed assistenza.

Il Codice ATECO

Durante l’apertura della Partita IVA, sia i professionisti che gli imprenditori hanno l’obbligo di specificare quale sia il Codice ATECO che intendono utilizzare. 

Come aprire Partita IVA ed associare correttamente ad essa il Codice ATECO?

La scelta risulta abbastanza facile o, al contrario, piuttosto complessa, a seconda del tipo di attività che si sta per avviare. Quelle più note e diffuse, infatti, hanno solitamente un codice apposito (es. 69.10.10 – Attività degli studi legali per gli avvocati o 96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing per i tatuatori). Le cose, però, si complicano quando si ha a che fare con professioni, mestieri o settori nati in epoca contemporanea, dunque poco conosciuti e consolidati sul territorio nazionale. In questi casi il problema si può risolvere adottando un codice generico (es. 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona nca, valido per figure differenti come operatori olistici, personal trainer, formatori professionali ed altre ancora).

Consultare un professionista, specialmente quando vi sono dubbi riguardo al Codice ATECO da utilizzare, è sempre una buona soluzione. Ricorda, infatti, che una scelta sbagliata può intralciare lo sviluppo del tuo business!

Il regime fiscale

Dopo aver spiegato come aprire Partita IVA e come associare ad essa il Codice ATECO più adatto, vediamo adesso su quali aspetti si basa la scelta tra il regime forfettario ed il regime ordinario. Nonostante, a detta di tutti, la prima opzione sia considerata migliore per le tante agevolazioni che è in grado di offrire, è sempre preferibile sottoporre la propria situazione all’occhio attento di un consulente, per essere davvero sicuri di procedere correttamente.

Vediamo le caratteristiche del regime forfettario:

  • Imposta sostitutiva con aliquota al 15% sul reddito imponibile
  • Riduzione aliquota al 5% per cinque anni (per le nuove attività con tutti i requisiti)
  • Franchigia IVA
  • Assenza di contabilità
  • Esonero da adempimenti come studi di settore, esterometro, ecc.

Al contempo, però, ricordiamo che i forfettari non possono “sottrarre” analiticamente – ossia “voce per voce” – le singole spese sostenute. Il reddito, infatti, viene determinato su base fissa, moltiplicando il fatturato incassato per il coefficiente di redditività associato al proprio Codice ATECO (solitamente pari al 78% per le libere professioni, al 67% per le attività artigianali e al 40% per il commercio). In seguito, dal risultato ottenuto – che prende il nome di “reddito lordo” – bisogna sottrarre l’importo dei contributi previdenziali versati alla Cassa o Gestione di riferimento, durante lo stesso periodo d’imposta considerato dalla dichiarazione.

Di conseguenza, quando le spese effettive (ossia non solo le spese aziendali, ma anche quelle mediche, sanitarie, familiari, ecc.) superano di molto quelle deducibili su base forfettaria, è bene valutare l’eventuale passaggio dal forfettario al regime ordinario. 

La Cassa Previdenziale

Il quinto step di cui vogliamo parlarti, per chiarire al meglio come aprire Partita IVA ed iniziare a lavorare, riguarda l’iscrizione alla Cassa o Gestione Previdenziale di riferimento.

A tal proposito, possiamo delineare tre situazioni tipiche:

  1. Professionisti con Cassa → Dagli avvocati (Cassa Forense) ai medici (ENPAM), dagli psicologi (ENPAP) agli infermieri (ENPAPI), dai notai ai consulenti del lavoro, passando per architetti ed ingegneri (INARCASSA), sono tante le professioni per le quali esiste un’apposita Cassa Previdenziale dedicata.
  2. Professionisti senza Cassa → Rientrano in questo gruppo i freelance privi di una Cassa specificamente dedicata alla loro attività: consulenti marketing, fotografi, videomaker, social media manager, travel designer, web designer, osteopati, programmatori, amministratori di condominio, nutrizionisti, mediatori familiari, guide turistiche,  ecc.. Per tutte queste figure esiste la Gestione Separata INPS.
  3. Artigiani e commercianti → Infine, per le ditte individuali appartenenti ai settori artigianato e commercio, vi è la Gestione Artigiani e Commercianti INPS.

Iniziare a fatturare!

Abbiamo visto insieme come aprire Partita IVA ed ottenere il “via libera” all’inizio delle attività.

A questo punto, non rimane che un ultimo scoglio da affrontare: gettarsi nella mischia per trovare nuovi clienti, ricevere ordini e commissioni, individuare progetti interessanti ai quali dedicarsi.

Insomma, detto in parole semplici: premere il pulsante “start” e… partire a tutto gas!

Ed è proprio nel periodo di partenza che puntare su una buona organizzazione si rivela a dir poco essenziale: ciò significa, tra le varie cose, poter contare su strumenti d’avanguardia, che consentano di ottimizzare le risorse – economiche, ma non solo – in maniera mirata ed intelligente, raggiungendo così i risultati prefissati.

Un alleato del quale difficilmente potrai fare a meno, una volta sperimentata la sua professionalità ed efficienza, è Fiscozen. In cosa consiste la sua offerta?

  • Una piattaforma telematica che facilita la gestione della Partita IVA
  • Consulenza & assistenza fiscale in tempo reale
  • Supporto per il disbrigo di tutti gli adempimenti: dichiarazioni, F24, ecc.
  • Previsione accurata delle imposte e dei contributi
  • Gestione pagamenti e scadenze
  • Monitoraggio incassi
  • Funzionalità ad hoc per la fatturazione elettronica

Con Fiscozen potrai avere tutto questo ad un prezzo imbattibile: 299 euro + IVA / anno per il regime forfettario, oppure 799 euro + IVA / anno per il regime ordinario!

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