Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA veloce: scegli attività e ATECO, individua la previdenza, seleziona il regime fiscale, invia AA9/12 (professionista) o ComUnica+SCIA (ditta). Prepara SPID/CIE, PEC e firma digitale.
- Professionista: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni (art. 35, DPR 633/1972). Ditta individuale: ComUnica al Registro Imprese e SCIA via SUAP (DPCM 6/5/2009; DPR 160/2010).
- Regime forfettario: soglia ricavi 85.000 euro, imposta 15% o 5% start-up (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive modifiche; L. 197/2022).
- Previdenza: Casse private (D.Lgs. 509/1994; 103/1996) o INPS Gestione Separata/Lavoratori autonomi (L. 335/1995; L. 233/1990). Riduzione 35% contributi artigiani/commercianti su opzione.
Guida completa: i 5 passi per aprire la Partita IVA rapidamente
Contesto normativo e quando serve la Partita IVA
Apri la Partita IVA quando l’attività è abituale e organizzata, non occasionale. È il requisito chiave, più della soglia di incasso.
La richiesta del numero IVA va presentata entro 30 giorni dall’inizio attività. Lo stabilisce l’art. 35 del DPR 633/1972, consultabile su Normattiva.
Per ditte individuali, la nascita avviene con ComUnica al Registro Imprese. Per attività soggette a segnalazione, si presenta anche la SCIA al SUAP del Comune.
Passo 1 — Scegli la forma: libero professionista o ditta individuale
Libero professionista: cosa significa davvero
È chi svolge un’attività intellettuale. Esempi: grafico, consulente, copywriter. Opera in proprio, senza struttura commerciale o artigianale.
Non si iscrive al Registro Imprese. Apre la Partita IVA con il modello AA9/12. Indica inizio attività, ATECO e regime fiscale.
Se appartiene a un Ordine, segue anche le regole dell’Albo e della Cassa professionale.
Ditta individuale: quando serve
Serve per attività artigiane o commerciali. Esempi: idraulico, parrucchiere, e-commerce.
Richiede iscrizione al Registro Imprese con ComUnica. Spesso serve SCIA via SUAP del Comune, prima di iniziare.
Per i rischi specifici o per dipendenti, verifica l’obbligo INAIL. La base è il DPR 1124/1965.
Passo 2 — Scegli il codice ATECO giusto
Cos’è l’ATECO e perché conta
L’ATECO identifica l’attività con una sequenza di cifre. Guida gli obblighi, i contributi e, in forfettario, il coefficiente di redditività.
Usa l’ATECO principale in base ai ricavi attesi. Aggiungi codici secondari se fai più cose. È ammesso avere più codici.
Nel 2026 è in vigore la classificazione ATECO 2007, salvo aggiornamenti ISTAT. Controlla sempre la descrizione più aderente a ciò che farai.
Come scegliere e come correggere
Leggi bene le note descrittive dell’ATECO. Se ti sbagli, puoi correggere.
Professionista: invia un AA9/12 di variazione. Ditta individuale: usa ComUnica di variazione al Registro Imprese.
Evita codici fuorvianti. Possono creare incoerenze con la Cassa o con la SCIA.
Passo 3 — Previdenza: INPS o Cassa professionale
Tre vie principali
Casse private: obbligatorie per professioni ordinistiche (ingegneri, architetti, avvocati, commercialisti, medici, ecc.). Riferimenti: D.Lgs. 509/1994 e 103/1996. Verifica regolamenti su ciascuna Cassa.
INPS Gestione artigiani e commercianti: per ditte artigiane e commerciali. Contributi fissi annuali più una quota percentuale oltre il minimale. Norme cardine: L. 613/1966, L. 233/1990.
INPS Gestione Separata: per professionisti senza Cassa. Normativa base: L. 335/1995. Aliquote aggiornate ogni anno dal Ministero del Lavoro e dall’INPS.
Riduzioni e casi particolari
Artigiani e commercianti in forfettario possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi. L’opzione si fa all’INPS. Vale fino a revoca.
Se svolgi più attività, contano natura principale e prevalenza. Cassa e INPS non si sommano per la stessa attività. Valuta con attenzione i casi multi-attività.
Se assumi dipendenti, restano i contributi a tuo carico come datore. Si aggiungono ai tuoi contributi personali.
Passo 4 — Regime fiscale: forfettario o ordinario
Regime forfettario: come funziona
È semplificato. Applica un coefficiente ai ricavi e tassa il risultato. L’imposta è sostitutiva: 15% o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up.
La soglia ricavi è 85.000 euro annuali. Se superi significativamente le soglie, puoi uscire dal regime. La disciplina deriva dalla L. 190/2014 e successive modifiche, inclusa la L. 197/2022.
Non addebiti IVA in fattura. Non detrai l’IVA sugli acquisti. Restano gli obblighi di fatturazione elettronica e conservazione.
Regime ordinario: quando conviene
Conviene se hai molti costi deducibili o investimenti importanti. E se acquisti con IVA da detrarre. È utile anche con dipendenti o collaboratori.
Sconti IRPEF per scaglioni, addizionali, e detrazioni. Gestisci l’IVA con liquidazioni periodiche. Riferimenti: DPR 917/1986 (TUIR) e DPR 633/1972 (IVA).
Richiede più adempimenti contabili. Ma può ridurre il carico fiscale effettivo in presenza di costi elevati.
Fatturazione elettronica e imposta di bollo
La e-fattura via Sistema di Interscambio è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, dal 2024. Base normativa: D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022.
Operazioni con l’estero si trasmettono tramite SdI con documenti TD appropriati. Sostituiscono l’esterometro.
Se la fattura senza IVA supera 77,47 euro, applichi bollo da 2 euro. Il versamento è trimestrale secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.
Passo 5 — Le pratiche: moduli, SUAP, tempi
Professionisti: AA9/12
Compila e invia il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Indica dati anagrafici, ATECO, inizio attività, regime fiscale e sede.
Puoi inviare online o presso un ufficio. La base normativa è l’art. 35 del DPR 633/1972 e il DPR 322/1998 sulle dichiarazioni.
Ottieni subito il numero di Partita IVA. Poi apri la posizione previdenziale corretta.
Ditte individuali: ComUnica, SCIA, INAIL
Inoltra ComUnica al Registro Imprese. Con un invio unico iscrivi IVA, INPS e, se necessario, INAIL. Fondamento: DPCM 6 maggio 2009.
Presenta la SCIA al SUAP, quando prevista. La SCIA produce effetti immediati alla presentazione, salvo controlli. Riferimento: art. 19, L. 241/1990 e DPR 160/2010.
Prepara SPID/CIE, PEC (domicilio digitale) e firma digitale. Servono per firmare e ricevere atti.
Fatture, corrispettivi, registri
Forfettario: niente registri IVA né liquidazioni. Conserva le fatture elettroniche e i documenti. Gestisci il bollo sulle e-fatture.
Ordinario: emetti e registri le fatture. Liquidazioni IVA e LIPE trimestrali. Dichiarazione IVA annuale e dichiarazione dei redditi.
Incassi e pagamenti: il principio di cassa è la regola nel forfettario. Nel regime ordinario per imprese vale spesso il principio di competenza.
Regola decisionale rapida
1) Cosa fai? Se è attività intellettuale senza organizzazione tipica d’impresa, scegli libero professionista. Se produci, trasformi o vendi beni/servizi in modo organizzato, scegli ditta individuale.
2) Scegli l’ATECO che descrive meglio l’attività principale. Se hai più attività, aggiungi codici secondari. Verifica effetti su previdenza e SCIA.
3) Previdenza: Ordine con Cassa? Iscriviti alla tua Cassa. Ditta artigiana/commerciale? INPS artigiani/commercianti. Professione senza Ordine? INPS Gestione Separata.
4) Regime fiscale: ricavi stimati entro 85.000 euro, costi bassi? Forfettario. Ricavi alti e costi/IVA significativi? Ordinario. Verifica requisiti di accesso e di esclusione secondo L. 190/2014 e s.m.i.
5) Invio pratiche: professionista = AA9/12. Ditta individuale = ComUnica + SCIA (se prevista). Prepara SPID/CIE, PEC e firma digitale. Inizia solo dopo gli adempimenti dovuti.
Errori comuni da evitare e controlli finali
ATECO incoerente e previdenza sbagliata
Un ATECO poco aderente può farti scegliere la Cassa o la gestione INPS errata. Rivedi descrizioni e inquadra bene la prevalenza.
Se cambi attività, aggiorna subito il codice. Tieni allineati ATECO, previdenza e pratiche SUAP.
Evita SCIA tardive per attività soggette a controlli. La mancanza della SCIA può bloccare l’operatività.
Regime forfettario scelto “a prescindere”
È comodo, ma non sempre conviene. Se acquisti macchinari o servizi con molta IVA, l’ordinario può essere migliore.
Verifica la soglia degli 85.000 euro e le cause di esclusione. Le norme sono nella L. 190/2014 e aggiornamenti su Normattiva.
Ricorda la fatturazione elettronica obbligatoria per tutti. Adegua i sistemi prima di emettere le prime fatture.
Fonti normative e istituzionali utili (testuale)
DPR 633/1972 (IVA), DPR 917/1986 (TUIR), DPR 322/1998 (dichiarazioni), L. 190/2014 e successive modifiche (regime forfettario), L. 197/2022 (limiti forfettario), D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022 (fatturazione elettronica), DPCM 6/5/2009 (ComUnica), DPR 160/2010 e L. 241/1990 art. 19 (SCIA), L. 335/1995 (Gestione Separata), L. 233/1990 e L. 613/1966 (artigiani/commercianti), DPR 1124/1965 (INAIL). Consulta le versioni vigenti su Normattiva, il sito dell’Agenzia delle Entrate, del Ministero del Lavoro, dell’INPS e del SUAP del tuo Comune.
| Scenario | Modulo/Canale | Iscrizioni obbligatorie | SCIA/SUAP | Tempistiche tipiche | Note fiscali principali |
|---|---|---|---|---|---|
| Libero professionista senza Albo (es. consulente marketing) | AA9/12 all’Agenzia Entrate | INPS Gestione Separata | Di norma non necessaria | IVA immediata; INPS entro pochi giorni | Forfettario: niente IVA; e-fattura obbligatoria; bollo se dovuto |
| Professionista con Albo (es. ingegnere, avvocato) | AA9/12; iscrizione Albo | Cassa professionale dedicata | Non di regola | IVA immediata; Albo/Cassa secondo iter interno | Contributi secondo regolamento Cassa; forfettario possibile se ammesso |
| Ditta individuale artigiana (es. parrucchiere) | ComUnica al Registro Imprese | INPS artigiani; INAIL se previsto | SCIA spesso obbligatoria | Iscrizione in pochi giorni; SCIA con effetti immediati | Forfettario con riduzione INPS 35% su opzione; attenzione requisiti locali |
| Ditta individuale commerciale (es. e-commerce) | ComUnica; eventuale VIES per UE | INPS commercianti; INAIL se previsto | SCIA in base al Comune e ai beni venduti | Iscrizione in pochi giorni | Gestione vendite estere via SdI; attenzione regole OSS/IVA UE |
| Attività miste o multi-ATECO | AA9/12 o ComUnica con codici multipli | In base all’attività prevalente | Solo se una delle attività lo richiede | Variabile | Forfettario: coefficiente sul codice prevalente; verifica cause di esclusione |
FAQ: domande frequenti sull’apertura della Partita IVA
Quanto tempo serve per aprire la Partita IVA e quando posso iniziare a fatturare?
Per un professionista, il numero di Partita IVA è immediato con l’invio dell’AA9/12. Puoi fatturare da subito, se hai scelto anche il regime fiscale e sei in regola con la previdenza. Per una ditta individuale, l’iscrizione con ComUnica richiede in genere pochi giorni lavorativi. Se la tua attività richiede SCIA, puoi iniziare subito dopo l’invio perché la SCIA produce effetti immediati, salvo controlli del Comune (art. 19, L. 241/1990). Prepara SPID o CIE, PEC e firma digitale in anticipo per non perdere tempo. Ricorda che la fatturazione elettronica è obbligatoria anche in forfettario: imposta il software prima della prima vendita.
Quanto costa aprire e mantenere la Partita IVA il primo anno?
L’apertura è gratuita come imposta per il modello AA9/12. Per la ditta individuale paghi bolli e diritti camerali con ComUnica, importi limitati ma variabili per CCIAA. A questi si aggiungono i costi di PEC e firma digitale. Il mantenimento dipende dal regime e dalla previdenza. In forfettario paghi l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario (15% o 5% start-up) e i contributi previdenziali. Per artigiani e commercianti ci sono contributi minimi fissi più percentuali. È possibile l’agevolazione del 35% sui contributi INPS per chi è in forfettario, su richiesta. In ordinario consideri IVA periodica, IRPEF a scaglioni, addizionali e contributi. Nel primo anno l’imposta di saldo e gli acconti arrivano l’anno successivo, con scadenze d’imposta ordinarie. Prevedi un fondo cassa per imposte e contributi.
Posso avere più codici ATECO o cambiare ATECO dopo l’apertura?
Sì, puoi indicare più codici ATECO. Scegli un codice principale basato sulla quota maggiore di ricavi attesi. Aggiungi codici secondari per attività collaterali. Gli effetti pratici sono su previdenza, requisiti locali e coefficienti del forfettario. Se sbagli o cambi attività, aggiorni con una variazione: AA9/12 per professionisti o ComUnica per ditte. Fai attenzione alla SCIA: se aggiungi un’attività che la richiede, invia la segnalazione al SUAP prima di iniziare. Mantieni allineati documenti fiscali, iscrizioni e operatività reale. È un controllo che evita sanzioni e blocchi operativi in caso di verifica.
Come scelgo tra regime forfettario e ordinario e posso cambiare in seguito?
Parti da tre domande pratiche: 1) Ricavi previsti entro 85.000 euro? 2) Quanti costi deducibili e quanta IVA a credito prevedi? 3) Hai piani di investimento o assunzioni? Se i ricavi sono contenuti e i costi bassi, il forfettario semplifica e riduce la pressione fiscale con aliquota 15% o 5% start-up. Se invece hai molti acquisti con IVA, investimenti rilevanti o costi del personale, l’ordinario può ridurre il carico effettivo grazie a deduzioni e detrazioni, pur richiedendo più adempimenti. Il cambio è possibile: puoi optare per l’ordinario all’apertura o uscirne dopo un triennio minimo; il rientro al forfettario dipende dal rispetto dei requisiti della L. 190/2014 e successive modifiche. Monitora le soglie durante l’anno per evitare uscite inattese e verifica sempre le condizioni di esclusione previste dalla legge vigente su Normattiva.
Sono dipendente: posso aprire Partita IVA? E cosa succede ai contributi e alle tasse?
Sì, puoi essere lavoratore dipendente e autonomo insieme. Non c’è un divieto generale. Verifica però eventuali clausole di esclusiva nel contratto di lavoro e la compatibilità dell’attività con mansioni e orari. Fiscalmente, cumuli i redditi di lavoro dipendente e autonomo nella dichiarazione. In forfettario applichi l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario e non subisci ritenute in fattura. Previdenzialmente, versi i contributi da dipendente tramite il datore di lavoro e quelli da autonomo alla gestione corretta (Cassa, INPS artigiani/commercianti o Gestione Separata). Non confondere i due flussi: sono indipendenti. Se sei artigiano o commerciante, considera i contributi minimi anche con reddito basso. Se rientri, puoi chiedere la riduzione INPS del 35% in forfettario. Valuta l’effetto sugli scaglioni IRPEF se scegli l’ordinario, perché il reddito complessivo può salire di fascia.
