Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Aprire la Partita IVA è gratis. Scegli il codice ATECO, compila il modello giusto o usa ComUnica/SCIA, invia la pratica. L’attribuzione arriva subito o in pochi giorni, a seconda dell’attività.
- Gratis all’Agenzia delle Entrate: nessun bollo o diritto per l’attribuzione del numero di Partita IVA.
- Modello AA9/12 per persone fisiche professionisti; ComUnica/Registro Imprese e SCIA per ditte individuali e società.
- Iscrizioni collegate: INPS, eventuale INAIL, PEC/domicilio digitale, fattura elettronica obbligatoria dal primo giorno.
Cosa significa “aprire una Partita IVA” e perché è gratuito
Aprire la Partita IVA vuol dire comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio di un’attività economica abituale. La base giuridica è l’articolo 35 del DPR 633/1972 (Normattiva).
L’attribuzione del numero è gratuita. Non paghi bolli o diritti all’Agenzia delle Entrate. Paghi solo eventuali costi esterni: Camera di Commercio, diritti SUAP, firma digitale, PEC, o consulenza.
La partita IVA identifica l’operatore. Da quel momento nascono obblighi fiscali, previdenziali e, se necessari, assicurativi. La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, in base al D.Lgs. 127/2015 e successive modifiche.
Normativa di base e moduli ufficiali
Riferimenti utili (consultabili su Normattiva o sui portali istituzionali):
- DPR 633/1972, art. 35: dichiarazione di inizio attività ai fini IVA.
- Modello AA9/12 (persone fisiche) e AA7/10 (altri soggetti): modulistica dell’Agenzia delle Entrate.
- D.L. 7/2007, art. 9 e DPCM 6 maggio 2009: Comunicazione Unica al Registro Imprese.
- DPR 160/2010 e L. 241/1990: SCIA tramite SUAP per attività soggette a segnalazione.
- L. 190/2014, art. 1 commi 54-89 e seguenti: regime forfettario.
- L. 335/1995, art. 2, c. 26: Gestione Separata INPS.
- D.Lgs. 127/2015 e Legge 205/2017: fatturazione elettronica via SDI.
- D.Lgs. 82/2005 (CAD) e D.L. 76/2020 convertito in L. 120/2020: domicilio digitale/PEC per imprese e professionisti iscritti ad Albi.
- D.Lgs. 70/2003 e D.Lgs. 114/1998: commercio elettronico e vendita al dettaglio.
Codice ATECO: sceglierlo bene e dichiarare l’attività prevalente
Il codice ATECO individua l’attività svolta. È la “targa” economica dell’impresa o del professionista. La classificazione ATECO è definita da ISTAT.
Se fai più attività, indica quella prevalente. È la parte che produce più ricavi attesi. Puoi aggiungere codici secondari se necessari.
Il codice incide su: contributi INPS, INAIL, studi/indicatori statistici e, a volte, requisiti professionali. Sceglilo con attenzione per evitare incongruenze con autorizzazioni e SCIA.
Errori comuni sui codici multipli
- Indicare solo un codice generico quando serve uno specifico che richiede SCIA. Rischi sospensioni.
- Dimenticare la prevalente: genera incoerenze con il Registro Imprese o con INPS.
- Aprire un ATECO “vendita” senza attivare la SCIA commercio: l’attività è irregolare.
Procedure operative: professionisti vs imprese
Professionista senza impresa (persone fisiche, AA9/12)
Se offri servizi intellettuali e non hai un’organizzazione d’impresa (es. consulente, designer, formatore), compili il modello AA9/12.
Come presentarlo: sportello dell’Agenzia delle Entrate, raccomandata A/R, PEC o servizi telematici dell’Agenzia. Puoi delegare un intermediario abilitato.
Iscrizione previdenziale tipica: Gestione Separata INPS (L. 335/1995). Nessun minimale fisso. Aliquota comunicata ogni anno dall’INPS.
Ditta individuale e microimpresa (Registro Imprese + SCIA)
Se produci, trasformi o vendi beni, oppure svolgi mestieri regolamentati (es. parrucchiere L. 174/2005; estetista L. 1/1990), apri una ditta individuale.
Usi la Comunicazione Unica al Registro Imprese. Nella stessa pratica ottieni: partita IVA, iscrizione INPS Artigiani/Commercianti, eventuale INAIL e PEC. Se l’attività lo richiede, invii anche la SCIA al SUAP.
Con SCIA inizi subito, salvo controlli nei termini di legge (L. 241/1990; DPR 160/2010). Per alimentari o attività soggette a pareri sanitari servono ulteriori adempimenti verso ASL.
Società (SRL, SAS, ecc.)
Per le società serve l’atto costitutivo (di solito notarile), poi ComUnica al Registro Imprese. La partita IVA nasce dentro la pratica ComUnica.
Iscrizioni: Registro Imprese, INPS per i soci/amm. secondo il ruolo, eventuale INAIL. PEC obbligatoria come domicilio digitale.
Iscrizioni previdenziali e assicurative
INPS Gestione Separata
Per professionisti senza Cassa ordinistica, l’iscrizione è alla Gestione Separata. Contributi calcolati a percentuale sul reddito, senza minimali.
Versi con F24 alle scadenze fiscali. L’aliquota è indicata ogni anno dall’INPS con circolari ufficiali.
INPS Artigiani e Commercianti
Per ditte individuali e soci che lavorano in imprese artigiane o commerciali. Si pagano contributi minimi fissi annuali, anche a zero fatturato.
Se superi il minimale, versi anche una quota percentuale sull’eccedenza. Puoi chiedere la riduzione del 35% se stai nel regime forfettario (norma attuativa dell’art. 1, c. 77, L. 190/2014; verifica requisiti INPS).
INAIL
Obbligatoria se svolgi attività con rischio infortunistico. Tipica per artigiani, manifattura, logistica. L’inquadramento dipende da lavorazioni e ATECO.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario: agevolazione per persone fisiche con ricavi/compensi entro 85.000 euro annui. Base legale: L. 190/2014 e successive modifiche.
Caratteristiche chiave: imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali; niente IVA; niente ritenute subite; principio di cassa (tassi e dettagli vanno verificati anno per anno).
Cause di esclusione comuni: partecipazioni in società di persone, controllo in SRL con attività riconducibile, lavoro dipendente prevalente in certi casi, e superamento dei limiti. Verifica sempre le regole aggiornate.
Regime ordinario semplificato: contabilità semplificata per cassa (L. 232/2016). Si applica a chi non rientra o non sceglie il forfettario. Prevede IVA, registri e liquidazioni periodiche.
Fatturazione elettronica, PEC e adempimenti iniziali
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA. Nasce dal D.Lgs. 127/2015 e norme successive. Si emette tramite il Sistema di Interscambio (SDI).
Marche da bollo sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro: si assolvono in modo virtuale con versamento periodico. Le scadenze sono fissate da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
PEC/domicilio digitale: obbligatoria per imprese e professionisti iscritti ad Albi. Fortemente consigliata per i professionisti senza Albo. Serve per ComUnica, SUAP e comunicazioni ufficiali.
Tempistiche e costi effettivi
Agenzia delle Entrate: attribuzione immediata allo sportello; in 1-2 giorni lavorativi via telematica o PEC, salvo verifiche.
ComUnica/Registro Imprese: in genere 1-7 giorni. Con SCIA puoi iniziare subito, salvo controlli. I tempi variano per comune e complessità.
Costi non fiscali tipici: diritti Camera di Commercio e diritto annuale camerale; diritti SUAP/bollo; firma digitale; PEC. Sono in genere importi modesti, ma variano per territorio.
Regola decisionale rapida
- Se offri servizi professionali senza organizzazione d’impresa: compila AA9/12, invia all’Agenzia delle Entrate. Iscriviti alla Gestione Separata INPS. Niente Registro Imprese.
- Se produci o vendi beni, o svolgi mestieri regolamentati: apri ditta individuale con ComUnica. Attiva SCIA al SUAP se prevista. Iscriviti a INPS Artigiani/Commercianti e, se necessario, INAIL.
- Se operi con società: stipula l’atto, usa ComUnica. Partita IVA, Registro Imprese, INPS/INAIL e PEC nella stessa procedura.
- In tutti i casi: scegli correttamente il codice ATECO, valuta il regime forfettario (L. 190/2014) e attiva la fattura elettronica (D.Lgs. 127/2015).
Come presentare la domanda: canali e pratica
Sportello, raccomandata, PEC, telematico
Puoi presentare il modello AA9/12 allo sportello dell’Agenzia delle Entrate. In alternativa, raccomandata A/R, PEC o servizi telematici con SPID/CNS o tramite intermediario.
Per imprese e società, la via maestra è ComUnica al Registro Imprese. La pratica genera automaticamente le posizioni collegate, inclusa la partita IVA.
Documenti e accortezze
- Documento di identità e codice fiscale.
- Codici ATECO scelti e breve descrizione dell’attività.
- Opzione del regime fiscale (forfettario o ordinario) nel modello, se prevista.
- PEC e firma digitale pronte per ComUnica/SCIA.
Tabella scenari, requisiti, tempistiche e costi
| Scenario | Modulo/Canale | Adempimenti obbligatori | Tempistiche di rilascio P.IVA | Costi iniziali indicativi |
|---|---|---|---|---|
| Libero professionista senza Albo (es. consulente) | Modello AA9/12 verso Agenzia Entrate (sportello/PEC/telematico) | INPS Gestione Separata; fatturazione elettronica; PEC consigliata | Immediato allo sportello; 1-2 giorni via PEC/telematico | Nessun costo per P.IVA; eventuale PEC e software fattura |
| Professionista con Albo (es. ingegnere) | AA9/12; comunicazioni alla Cassa professionale | Cassa previdenziale di categoria; PEC obbligatoria; e-fattura | Come sopra (AA9/12) | Iscrizione Cassa (variabile); PEC; eventuale firma digitale |
| Ditta individuale artigiana/commerciale (parrucchiere, estetista) | ComUnica Registro Imprese + SCIA SUAP | INPS Artigiani/Commercianti; eventuale INAIL; PEC obbligatoria | 1-7 giorni; attività avviabile subito con SCIA | Diritti camerali; SUAP/bollo; PEC/firma digitale |
| E-commerce (vendita online) | ComUnica + SCIA commercio elettronico (D.Lgs. 70/2003) | INPS Commercianti; eventuale INAIL; PEC; informativa e privacy | 1-7 giorni; operatività dopo SCIA | Diritti camerali; SUAP; PEC; piattaforma e adempimenti privacy |
| Società (SRLS/SRL) | Atto costitutivo + ComUnica | Registro Imprese; INPS/INAIL secondo ruoli; PEC obbligatoria | 2-10 giorni, in base a istruttoria | Costi notarili/atti; diritti camerali; PEC/firma digitale |
FAQ
Aprire la Partita IVA è davvero gratuito? Quali costi devo mettere a budget il primo mese?
Sì, l’attribuzione del numero di partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. Lo stabilisce l’articolo 35 del DPR 633/1972. Non paghi bolli, imposte o diritti per il solo rilascio del numero.
I costi reali che possono comparire sono esterni: diritto camerale e diritti di segreteria se ti iscrivi al Registro Imprese, eventuali diritti SUAP per la SCIA, firma digitale, casella PEC, eventuale assicurazione professionale se prevista dalla tua categoria, e strumenti per la fatturazione elettronica.
Se rientri in INPS Artigiani/Commercianti, considera anche i contributi minimi, rateizzati durante l’anno. In Gestione Separata non ci sono minimi, ma verserai contributi in base ai compensi incassati. Aggiungi infine l’imposta di bollo virtuale sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro, che si versa periodicamente.
Quando devo usare il modello AA9/12 e quando invece la ComUnica con SCIA?
Usa il modello AA9/12 se sei una persona fisica che svolge attività professionale senza struttura d’impresa. Esempi: consulenza, progettazione, formazione, servizi digitali resi personalmente. Con AA9/12 chiedi l’attribuzione della partita IVA e dichiari il regime fiscale scelto. Di norma ti iscrivi alla Gestione Separata INPS, salvo Cassa di categoria.
Usa la ComUnica se avvii un’attività d’impresa: produzione, commercio, artigianato, somministrazione, e-commerce. Con ComUnica, in un’unica pratica, ottieni partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, posizioni INPS/INAIL e comunichi l’avvio. Se l’attività lo richiede, alleghi la SCIA al SUAP del Comune. Con la SCIA inizi subito, e l’amministrazione controlla dopo. La fonte normativa è il D.L. 7/2007, art. 9, il DPCM 6 maggio 2009 e il DPR 160/2010.
Ho più attività possibili: come scelgo il codice ATECO giusto senza sbagliare il regime o le autorizzazioni?
Parti dal modello di business reale. Stima i ricavi attesi per ciascuna attività. La prevalente è quella che genererà più ricavi nel primo anno. Indicala come codice principale. Aggiungi i codici secondari solo se pensi di fatturare davvero quelle attività in modo non episodico.
Verifica se i codici scelti richiedono: iscrizione al Registro Imprese, SCIA al SUAP, requisiti professionali o sanitari. Un esempio tipico: codice vendita al dettaglio online. Serve SCIA commercio elettronico (D.Lgs. 70/2003 e D.Lgs. 114/1998). Se trascuri la SCIA, l’attività è irregolare, anche se hai la partita IVA.
Controlla la coerenza tra ATECO e regime fiscale. Il forfettario richiede limiti di ricavi e assenza di cause ostative (L. 190/2014). L’ATECO non blocca il forfettario di per sé, ma alcuni codici implicano strutture d’impresa o requisiti che ti portano su ComUnica e fuori dal perimetro tipico del professionista puro.
Regime forfettario nel 2026: requisiti, limiti e come si indica nella domanda di apertura
Il regime forfettario è disciplinato dalla L. 190/2014. A oggi, agosto 2026, il limite generale di accesso è 85.000 euro di ricavi/compensi annui. La fuoriuscita immediata si verifica al superamento di una soglia superiore fissata dalla legge. Verifica sempre eventuali aggiornamenti annuali.
Nel modello AA9/12 puoi indicare l’adesione al forfettario. Ricorda le regole operative: imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali, niente IVA in fattura, niente ritenute subite, principio di cassa (tasse calcolate sugli incassi). Rimangono dovuti i contributi previdenziali. Se sei artigiano o commerciante puoi richiedere la riduzione del 35% dei contributi minimi, se ammessa dall’INPS.
Cause ricorrenti di esclusione: partecipazioni in società di persone, controllo in SRL con attività riconducibile, superamento dei limiti, spese per lavoro dipendente e beni strumentali oltre i massimali previsti in alcune annualità, e rapporti di lavoro dipendente prevalente. Consulta sempre la norma su Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate aggiornate.
Fattura elettronica, bollo e sanzioni: cosa devo fare dal giorno 1?
Dal primo giorno devi poter emettere fatture elettroniche via SDI. Scegli un canale o un software abilitato. Inserisci il tuo codice destinatario/PEC per ricevere le fatture passive. Conserva i file XML a norma per i 10 anni previsti dalle regole di conservazione digitale.
Se emetti fatture senza IVA (forfettario o operazioni esenti) sopra 77,47 euro, aggiungi l’imposta di bollo da 2 euro. Nelle e-fatture, l’imposta si assolve in modo virtuale. L’Agenzia delle Entrate pubblica gli importi dovuti trimestralmente nel cassetto fiscale. Versa entro le scadenze indicate. Le sanzioni per fatturazione tardiva o omessa derivano dal D.Lgs. 471/1997: riduci i rischi rispettando i termini di trasmissione e il corretto assolvimento del bollo.
Ricorda la PEC/domicilio digitale: obbligatoria per imprese e professionisti ordinistici. Utile per tutti. Serve per notifiche, SUAP, Registro Imprese e comunicazioni con la PA. Mantenila attiva e aggiornata, altrimenti rischi sanzioni e decadenze.
