Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’IRAP si calcola sul valore della produzione netta e si versa con acconti (metodo storico o previsionale) e saldo. Dal 2022 non la pagano più persone fisiche titolari di impresa individuale e professionisti.
- Metodo di versamento: acconti con metodo storico o previsionale e saldo, tramite F24 con codici tributo IRAP.
- Base imponibile: valore della produzione netta determinato secondo il D.Lgs. 446/1997, diverso dall’utile civilistico.
- Aliquote: base nazionale e maggiorazioni/riduzioni regionali deliberate e pubblicate dal Dipartimento delle Finanze.
Che cos’è l’IRAP nel 2026
L’IRAP è l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Colpisce il valore della produzione netta generato in una regione. La disciplina base è nel D.Lgs. 446/1997, consultabile su Normattiva.
Dal periodo d’imposta 2022, la Legge di Bilancio 2022 (Legge 234/2021) ha escluso dall’IRAP le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni. Quindi professionisti e ditte individuali non pagano più l’IRAP.
L’imposta resta per la maggior parte delle società (di capitali e di persone), per enti, consorzi e altri soggetti previsti dal decreto istitutivo. L’aliquota di base è nazionale, ma ogni regione può modularla entro limiti di legge.
Chi paga e chi non paga
Pagano di regola: società di capitali (come S.r.l. e S.p.A.), società di persone (S.n.c., S.a.s.), enti commerciali e non commerciali per le attività esercitate, consorzi e stabili organizzazioni. Per un quadro completo su chi deve pagare l’IRAP e come versarla puoi consultare la guida dedicata.
Non pagano dal 2022: persone fisiche con impresa individuale e lavoratori autonomi/professionisti, anche se in regime forfettario. Regime forfettario significa tassazione con imposta sostitutiva su un reddito calcolato a forfait.
La soggezione non dipende dal “principio di cassa” o “competenza”, ma dalla forma giuridica e dal tipo di attività. Principio di cassa significa tassare quando incassi o paghi. Principio di competenza significa tassare quando il ricavo o il costo maturano.
Base imponibile IRAP: come si determina
La base imponibile è il valore della produzione netta. Si parte dai componenti positivi tipici dell’attività (ricavi, variazioni rimanenze e altri proventi) e si sottraggono alcuni componenti negativi ammessi (acquisti, servizi, godimento beni di terzi, ammortamenti) secondo gli articoli 5–11 del D.Lgs. 446/1997.
Attenzione al costo del lavoro. L’IRAP tradizionalmente limita la deducibilità del costo del personale. L’art. 11 prevede però deduzioni specifiche (ad esempio per lavoratori a tempo indeterminato, categorie protette, apprendisti, e in aree svantaggiate). Le regole variano per soggetto e territorio.
La base IRAP non coincide con l’utile civilistico o il reddito fiscale IRES/IRPEF. È una grandezza “autonoma”, definita per legge. Verifica sempre gli articoli del D.Lgs. 446/1997 e le istruzioni del modello IRAP dell’Agenzia delle Entrate.
Metodi di calcolo pratici: storico vs previsionale (per gli acconti)
Per calcolare l’imposta finale: determina la base imponibile, applica l’aliquota regionale e ottieni l’IRAP dovuta. Per gli acconti, puoi scegliere tra due metodi.
Metodo storico: calcoli gli acconti come percentuale dell’IRAP dovuta l’anno prima, al netto di crediti e detrazioni. È il metodo più prudente, perché evita sanzioni se nulla è cambiato.
Metodo previsionale: stimi il valore della produzione dell’anno in corso, applichi l’aliquota e versi acconti in base a quanto prevedi di dover pagare. È utile se pensi di ridurre molto la base imponibile o di chiudere con imposta inferiore.
Aliquote IRAP 2026 e variazioni regionali
L’aliquota ordinaria è fissata dalla normativa nazionale. Le regioni possono aumentarla o ridurla entro limiti previsti dal D.Lgs. 446/1997 e dalle leggi finanziarie. La misura effettiva dipende dalla delibera regionale valida per l’anno.
Verifica sempre l’aliquota della tua regione sull’area “Aliquote IRAP” del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze e sulla delibera pubblicata nel Bollettino Ufficiale Regionale.
Settori con aliquote diverse
La legge prevede aliquote o regole particolari per alcuni settori, come banche, altri intermediari finanziari e imprese di assicurazione. Anche l’agricoltura e la sanità possono avere regole dedicate. Consulta il D.Lgs. 446/1997 e le leggi regionali.
Se operi in settori speciali, verifica sia la base imponibile specifica sia l’aliquota applicabile per il 2026. Le delibere regionali possono differire nel tempo e tra territori.
Acconti e saldo IRAP: scadenze e calcolo
Gli acconti IRAP seguono, di regola, la stessa logica di altre imposte sui redditi: due rate durante l’anno e un saldo l’anno successivo. Le scadenze standard sono:
Primo acconto: entro il 30 giugno (o entro il 30 luglio con maggiorazione, se prevista dalle norme annuali). Secondo acconto: entro il 30 novembre. Saldo e dichiarazione: entro il 30 giugno dell’anno successivo.
Le date possono slittare se cadono di sabato o festivi, o per proroghe specifiche. Ogni anno l’Agenzia delle Entrate e il MEF pubblicano i calendari e le eventuali proroghe.
Metodo storico: come applicarlo
Somma l’IRAP dovuta per l’anno precedente (al netto di crediti). Applica le percentuali previste per il totale acconti. Di solito, il totale acconti è pari al 100% dell’imposta precedente. Il primo acconto è il 40% e il secondo è il 60% del totale acconti.
Esempio semplice: IRAP dovuta 2025 pari a 10.000 euro. Totale acconti 2026: 10.000 euro. Primo acconto: 4.000 euro. Secondo acconto: 6.000 euro. Il saldo si calcola con la dichiarazione 2027 per il 2026.
Metodo previsionale: quando conviene e rischi
Conviene se prevedi ricavi in forte calo, cessioni di rami d’azienda, chiusura sede, o grandi deduzioni sul costo del lavoro. In questi casi l’IRAP finale può essere molto più bassa.
Rischi: se gli acconti previsionale risultano insufficienti rispetto all’imposta finale, scatteranno sanzioni e interessi per carente versamento. Puoi ridurre gli effetti con il ravvedimento operoso, previsto dal D.Lgs. 472/1997, versando differenze, sanzioni ridotte e interessi legali.
Per prudenza, aggiorna la previsione a novembre. Se serve, adegua il secondo acconto per ridurre il rischio di carenze al saldo.
Esempi di calcolo
Società a responsabilità limitata in regione con aliquota ordinaria
Valore della produzione netta 2026: 800.000 euro. Deduzioni IRAP per lavoro dipendente: 30.000 euro complessivi. Base imponibile: 770.000 euro. Aliquota regionale: pari all’aliquota base nazionale per il 2026.
Imposta teorica: 770.000 x aliquota. Se la regione ha deliberato una maggiorazione, applica la percentuale aggiornata. Se ha deliberato una riduzione, applica la minore. Consulta sempre la delibera regionale e il Dipartimento delle Finanze.
Società in nome collettivo in regione con maggiorazione
Valore della produzione netta: 300.000 euro. Nessuna deduzione oltre quelle generali. La regione ha approvato una maggiorazione rispetto all’aliquota base. IRAP = 300.000 x aliquota regionale vigente.
Acconti: metodo storico con 40% a giugno e 60% a novembre, calcolati sull’imposta 2025.
Ditta individuale o professionista
Dal 2022 non versa IRAP. Verifica però altre imposte e contributi. Se sei in regime forfettario, paghi l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario e i contributi previdenziali.
Regola decisionale rapida
Se sei una persona fisica con partita IVA individuale o professionista: non devi l’IRAP dal 2022. Concentrati su imposta sostitutiva o IRPEF e contributi.
Se sei una società o un ente: determina la base imponibile IRAP secondo il D.Lgs. 446/1997. Individua l’aliquota della tua regione. Calcola imposta, acconti e saldo.
Se prevedi cali importanti nel 2026: valuta il metodo previsionale. Aggiorna la stima prima del secondo acconto. Se sbagli, usa il ravvedimento operoso per limitare sanzioni.
Se assumi o stabilizzi dipendenti: verifica le deduzioni del costo del lavoro previste dall’art. 11. L’effetto può ridurre la base imponibile e quindi l’imposta.
Se operi in settori speciali: controlla le aliquote e regole dedicate. Verifica sempre le delibere regionali valide e le istruzioni del modello IRAP 2026.
Adempimenti, modulistica e codici tributo
La dichiarazione IRAP si presenta con il modello approvato annualmente. Le istruzioni sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Trovi le specifiche tecniche e i quadri da compilare in base al tuo soggetto.
I versamenti si effettuano con F24. I codici tributo IRAP comunemente usati sono: 3812 per primo acconto, 3813 per secondo acconto, 3814 per saldo. Verifica ogni anno la correttezza dei codici nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Conserva calcoli, delibera regionale e documenti di supporto alle deduzioni (ad esempio costo del lavoro). Servono in caso di controlli o per rifare il calcolo del previsionale.
Check-list operativa
1) Identifica il soggetto: paghi IRAP? 2) Raccogli dati contabili per il valore della produzione. 3) Applica le deduzioni IRAP ammesse. 4) Verifica l’aliquota regionale 2026. 5) Calcola imposta, acconti, saldo. 6) Decidi storico o previsionale. 7) Versa con F24 ai termini. 8) Compila e invia la dichiarazione IRAP.
Fonti normative e istituzionali
D.Lgs. 446/1997 (istituzione e disciplina IRAP), consultabile su Normattiva. Legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022) per l’esclusione dall’IRAP delle persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni. Delibere regionali pubblicate nei Bollettini Ufficiali Regionali e recepite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze. Istruzioni del modello IRAP e risoluzioni sui codici tributo dell’Agenzia delle Entrate.
| Scenario | Requisiti/Soggezione IRAP (2026) | Base imponibile e metodo acconti | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| S.r.l. (impresa commerciale ordinaria) | Soggetta a IRAP secondo D.Lgs. 446/1997 | Valore della produzione netta; acconti con metodo storico (consigliato) o previsionale | 1° acconto 30/06; 2° acconto 30/11; saldo e dichiarazione 30/06 anno successivo |
| S.n.c. con dipendenti | Soggetta a IRAP; possibili deduzioni per costo lavoro art. 11 | Valore della produzione netta con deduzioni; storico o previsionale in base a variazioni attese | Verifica aliquota regionale; F24 codici 3812, 3813, 3814; conservare documentazione deduzioni |
| Ditta individuale o professionista | Esclusi dall’IRAP dal 2022 (Legge 234/2021) | Nessuna base imponibile IRAP; non si versano acconti IRAP | Nessun adempimento IRAP; restano imposte e contributi propri del regime fiscale |
| Intermediario finanziario / Assicurazione | Soggetto IRAP con regole/aliquote di settore | Base imponibile e aliquota definite da norme speciali e delibere regionali | Stesse scadenze; particolare attenzione a delibere e istruzioni di settore |
| Ente non commerciale con attività commerciale | Soggetto IRAP per la parte commerciale | Determinazione separata del valore della produzione dell’attività commerciale | Quadri specifici modello IRAP; verifica corretta imputazione pro-quota |
FAQ
1) Chi paga l’IRAP nel 2026 e chi ne è escluso in via generale?
Nel 2026 pagano l’IRAP i soggetti individuati dal D.Lgs. 446/1997: società di capitali (S.r.l., S.p.A.), società di persone (S.n.c., S.a.s.), enti commerciali e non commerciali per le attività rilevanti, consorzi e stabili organizzazioni. Le regole possono variare per specifici settori come finanza e assicurazioni. Dal 2022, in base alla Legge 234/2021, sono esclusi dall’IRAP le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni. Quindi una ditta individuale e un professionista non versano più IRAP. L’esclusione opera a prescindere dal regime fiscale adottato (per esempio, il regime forfettario, che è un regime con tassazione sostitutiva su un reddito forfettario). Se invece l’attività è svolta in forma societaria o da un ente, l’IRAP resta dovuta, con base imponibile e aliquota determinate secondo le norme nazionali e le delibere regionali. Per casi particolari (enti misti, attività promiscue) serve verificare le istruzioni del modello IRAP dell’Agenzia delle Entrate.
2) Come si calcola la base imponibile IRAP per una società e in cosa differisce dall’IRES?
La base imponibile IRAP è il valore della produzione netta, definito dagli articoli 5–11 del D.Lgs. 446/1997. Si parte dai componenti positivi tipici dell’attività (ricavi, variazioni rimanenze, altri proventi caratteristici) e si sottraggono componenti negativi ammessi (acquisti, servizi, godimento beni di terzi, ammortamenti). Il costo del lavoro è deducibile solo in parte, con deduzioni specifiche previste dall’art. 11 per categorie e condizioni (ad esempio lavoratori a tempo indeterminato, disabili, apprendisti o in aree svantaggiate). Questa base non coincide con l’utile civilistico né con il reddito IRES, che invece si determinano secondo regole diverse e con aggiustamenti fiscali specifici. L’IRAP non segue il principio di cassa dei regimi semplificati; ha criteri autonomi fissati dal decreto istitutivo. Per il calcolo pratico, usa i prospetti di riconciliazione previsti dal modello IRAP e verifica sempre l’aliquota regionale vigente.
3) Quando conviene usare il metodo previsionale per gli acconti IRAP e quali sono i rischi?
Conviene scegliere il previsionale quando prevedi un calo significativo del valore della produzione netta nell’anno, per esempio per ristrutturazioni, contrazione del mercato, cessione di rami d’azienda, chiusura di stabilimenti o per ampie deduzioni sul costo del lavoro. In questi casi il metodo storico rischia di farti versare acconti eccessivi. Il rischio del previsionale è l’insufficiente versamento. Se a saldo l’imposta effettiva risulta più alta degli acconti, maturano sanzioni e interessi per carente versamento. Puoi sanare con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997), versando differenza, sanzione ridotta in base al tempo di regolarizzazione e interessi legali. Regola pratica: aggiorna la previsione prima del secondo acconto (novembre). Se i dati migliorano rispetto al previsto, aumenta il secondo acconto per ridurre o azzerare sanzioni al saldo.
4) Come trovo l’aliquota IRAP corretta della mia regione per il 2026?
Le regioni deliberano ogni anno l’aliquota IRAP, nel rispetto dei limiti fissati dalla legge statale. Per conoscere l’aliquota corretta, consulta la sezione dedicata alle Aliquote IRAP sul portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze, che raccoglie le deliberazioni regionali, e verifica la delibera pubblicata nel Bollettino Ufficiale della tua Regione. Controlla anche la data di efficacia della delibera, perché può valere da un certo periodo d’imposta. Se operi in più regioni, individua quella di localizzazione della base produttiva principale, secondo i criteri del D.Lgs. 446/1997. In caso di unità locali in più regioni, è possibile dover ripartire la base imponibile. Le istruzioni del modello IRAP spiegano come gestire la ripartizione e l’individuazione delle aliquote da applicare.
5) Cosa succede all’IRAP in caso di chiusura, trasformazione o operazioni straordinarie?
In caso di cessazione dell’attività o estinzione del soggetto, devi determinare l’IRAP fino alla data di cessazione e presentare la dichiarazione per il periodo “abbreviato”, versando il saldo entro i termini applicabili. In caso di trasformazione, fusione o scissione, la normativa IRAP segue regole in parte analoghe alle imposte sui redditi: si chiudono i periodi d’imposta dei soggetti coinvolti e si determinano gli effetti sulla base della disciplina civilistica e fiscale dell’operazione. È fondamentale analizzare i passaggi previsti dal D.Lgs. 446/1997 e dalle istruzioni del modello IRAP, oltre alla prassi dell’Agenzia delle Entrate. Se durante l’anno hai versato acconti con metodo previsionale e l’operazione straordinaria cambia lo scenario, rivaluta gli importi entro il secondo acconto per evitare carenze. In presenza di errori o dimenticanze, puoi utilizzare il ravvedimento operoso per regolarizzare versamenti e dichiarazione.
