Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per calcolare le tasse nel regime forfettario: determina se applichi il 5% o il 15%, trova l’imponibile (ricavi x coefficiente – contributi) e applica l’imposta sostitutiva. Poi gestisci saldo e acconti.
- Base imponibile: ricavi/compensi incassati x coefficiente di redditività – contributi previdenziali versati (art. 1, commi 64-66, L. 190/2014).
- Aliquota: 15% standard; 5% startup per i primi 5 anni se ricorrono i requisiti (comma 65, L. 190/2014).
- Soglie: accesso/ permanenza fino a 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000 euro (Legge 197/2022, Legge di Bilancio 2023).
Come funziona il regime forfettario nel 2026
Norme di riferimento e soglie attuali
Il regime forfettario è disciplinato dall’art. 1, commi 54-89 della Legge 190/2014, come modificati dalla Legge 145/2018 e dalla Legge 197/2022. Le norme sono consultabili sul portale Normattiva.
Dal 2023 la soglia di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi o compensi annui incassati. Se durante l’anno superi 100.000 euro, esci subito dal regime e applichi l’IVA dalle operazioni che superano tale limite in poi. Se resti tra 85.000 e 100.000, resti forfettario per l’anno in corso e passi al regime ordinario dall’anno successivo.
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. Lo prevede il D.L. 36/2022 (convertito), con attuazione mediante provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e norme del D.Lgs. 127/2015.
Caratteristiche fiscali essenziali
Il regime prevede un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali. Non si applica l’IVA sulle operazioni interne, salvo casi particolari (ad esempio inversione contabile per specifici acquisti). Non si applicano ritenute d’acconto sulle fatture emesse, se rilasci la dichiarazione prevista dall’art. 1, comma 67, L. 190/2014.
La base imponibile non è data dai costi reali, ma dal reddito calcolato a forfait usando un coefficiente di redditività legato al tuo codice ATECO. I coefficienti sono stabiliti negli allegati alla Legge 190/2014 e successive modifiche. Esempi frequenti: 78% per attività professionali; 40% per commercio ed e-commerce.
Requisiti di accesso e cause di esclusione
Puoi entrare o restare nel regime se rispetti le soglie di ricavi e non ricorrono cause di esclusione previste dalla legge. Tra le più note: utilizzo di regimi IVA speciali incompatibili, partecipazione a società di persone o associazioni, controllo di società a responsabilità limitata con attività riconducibile alla tua.
Conta sempre quanto incassi nell’anno (principio di cassa). Se emetti una fattura a dicembre ma incassi a gennaio, rileva gennaio.
Aliquota 5% o 15%: quando si applica
Aliquota standard 15%
Se rientri nel regime e non hai i requisiti “start-up”, applichi l’imposta sostitutiva al 15% sul reddito forfettario. Il reddito forfettario si calcola su base percentuale, indipendentemente dai costi reali sostenuti.
Aliquota ridotta 5% per nuove attività
Per i primi 5 periodi d’imposta puoi applicare il 5% se rispetti le condizioni del comma 65 della L. 190/2014. In sintesi: inizi una nuova attività; nei tre anni precedenti non hai esercitato attività artistica, professionale o d’impresa; l’attività non è mera prosecuzione di un lavoro precedente (salvo praticantato obbligatorio); non prosegui un’attività svolta in precedenza da altro soggetto tramite cessione di azienda o ramo.
Se perdi un requisito, dal periodo successivo applichi il 15%. I cinque anni si contano per periodi d’imposta e non si “allungano” per sospensioni.
Calcolo delle tasse: metodo operativo
Step 1. Determina il coefficiente di redditività
Individua il tuo codice ATECO principale. Verifica il relativo coefficiente nell’allegato di legge. Esempi tipici: professionista 78%; commercio e e-commerce 40%. Questo coefficiente trasforma i ricavi in reddito “forfettario”.
Esempio: incassi 30.000 euro come social media manager (attività professionale). Reddito forfettario lordo = 30.000 x 78% = 23.400 euro.
Step 2. Calcola e sottrai i contributi previdenziali
I contributi sono deducibili dal reddito forfettario, per quanto effettivamente versato nell’anno (comma 64, L. 190/2014). Devi però sapere come si calcolano, perché incidono due volte: si pagano e riducono l’imponibile fiscale.
- Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata INPS: l’aliquota è fissata annualmente dall’INPS (fonte: circolari e messaggi INPS; base normativa L. 335/1995). La base previdenziale coincide, in via generale, con il reddito forfettario prima della deduzione dei contributi. Formula tipica: contributi = aliquota INPS x (ricavi x coefficiente).
- Imprese individuali iscritte a INPS Artigiani/Commercianti: si paga un minimale fisso annuale, in quattro rate, più una percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale. La base è il reddito forfettario. Le aliquote e il minimale sono pubblicati annualmente dall’INPS (fonte: circolari INPS, Ministero del Lavoro).
Dopo aver calcolato e stimato i contributi dell’anno, li sottrai dal reddito forfettario lordo. Ottieni così l’imponibile su cui calcoli l’imposta sostitutiva.
Step 3. Applica l’imposta sostitutiva (15% o 5%)
Imposta sostitutiva = aliquota (15% o 5%) x (ricavi x coefficiente – contributi versati). Questo importo è il tuo “carico fiscale” IRPEF/addizionali in regime forfettario.
Salvo eccezioni, non devi IRAP. L’imposta sostitutiva si versa con F24, in saldo e acconti.
Step 4. Saldo e acconti: scadenze
Il saldo dell’anno N si paga nel 2026, normalmente entro il 30 giugno (con eventuale proroga) o entro 30 giorni con maggiorazione. Gli acconti dell’anno in corso si versano in due rate: 40% a giugno e 60% a novembre, secondo le regole del D.Lgs. 241/1997 e del D.P.R. 435/2001.
Gli acconti si calcolano, di norma, con il metodo “storico” sulla base dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente. In alternativa puoi usare il metodo “previsionale” se stimi un reddito più basso, accettando il rischio di sanzioni se sbagli.
Esempi pratici di calcolo
Esempio 1: professionista in start-up (aliquota 5%)
Profilo: social media manager, attività iniziata da 2 anni, requisiti per il 5% rispettati. Incassi 30.000 euro nel 2026. Coefficiente 78%.
Reddito forfettario lordo: 30.000 x 78% = 23.400 euro.
Contributi previdenziali: ipotizziamo la Gestione Separata con aliquota pubblicata dall’INPS per il 2026. Supponiamo, a titolo esemplificativo, 4.000 euro versati nell’anno (consulta sempre le circolari INPS per l’aliquota esatta del 2026).
Imponibile fiscale: 23.400 – 4.000 = 19.400 euro.
Imposta sostitutiva: 5% di 19.400 = 970 euro.
Versamenti: 970 euro di imposta (saldo + acconti come da scadenze). I contributi si versano con F24, con codici e scadenze INPS. Ricorda di impostare gli acconti sull’imposta sostitutiva se prevedi un reddito simile anche per il 2027.
Esempio 2: e-commerce (aliquota 15%) con INPS Commercianti
Profilo: impresa individuale e-commerce. Incassi 60.000 euro. Coefficiente 40%. Aliquota 15%.
Reddito forfettario lordo: 60.000 x 40% = 24.000 euro.
Contributi: si paga il minimale commercianti (in quattro rate) più la percentuale sulla parte che supera il minimale, calcolata sul reddito forfettario. Ipotizziamo, per esempio, 3.800 euro complessivi versati nell’anno (verificare valori ufficiali INPS 2026).
Imponibile fiscale: 24.000 – 3.800 = 20.200 euro.
Imposta sostitutiva: 15% di 20.200 = 3.030 euro.
Se nel corso dell’anno superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000, resterai forfettario solo fino al 31 dicembre. Dal 1° gennaio dell’anno successivo entrerai nel regime ordinario.
Regola decisionale rapida
Dal dubbio al numero in 5 passi
1) Sono nel forfettario e sotto 85.000 euro incassati? Se sì, continua. Se superi 100.000 in corso d’anno, esci subito per l’IVA.
2) Ho i requisiti per l’aliquota 5% start-up (nuova attività, no mera prosecuzione, no attività analoga nei 3 anni precedenti)? Se sì, userò il 5%; altrimenti 15%.
3) Qual è il mio coefficiente? Lo leggo nella tabella di legge in base al codice ATECO. Applico ricavi x coefficiente.
4) Quali contributi previdenziali pago? Se Gestione Separata, calcolo sull’imponibile forfettario; se Artigiani/Commercianti, minimo + percentuale sull’eccedenza. Sottraggo i contributi versati.
5) Imposta sostitutiva = aliquota x (ricavi x coefficiente – contributi). Programmo saldo e acconti nei termini.
Adempimenti operativi 2026
Fatturazione elettronica e bollo
Tutti i forfettari emettono fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio. Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, si applica l’imposta di bollo da 2 euro, con regole del D.P.R. 642/1972 e atti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Operazioni con l’estero
Per le operazioni transfrontaliere resta l’obbligo di comunicazione tramite i tracciati approvati dall’Agenzia delle Entrate (esterometro elettronico). Per acquisti UE di servizi può applicarsi il reverse charge; le regole IVA sono nel D.P.R. 633/1972 e nelle circolari interpretative.
Ritenute e certificazioni
Chi è in forfettario non subisce ritenuta d’acconto se rilascia apposita dichiarazione al committente. Non opera ritenute su pagamenti a terzi salvo casi particolari espressamente previsti da legge.
Uscita dal regime e gestione delle soglie
Superamento di 85.000 euro
Se chiudi l’anno tra 85.000 e 100.000 euro incassati, resti forfettario per l’anno in corso e passi al regime ordinario dal 1° gennaio successivo. Dovrai gestire l’IVA dal nuovo anno e potrai dedurre i costi effettivi.
Superamento di 100.000 euro in corso d’anno
Scatta l’uscita immediata introdotta dalla Legge 197/2022. Dal momento del superamento, applichi l’IVA su tutte le operazioni successive. Devi adeguare tempestivamente la fatturazione e gli adempimenti. Per le operazioni precedenti, resta valido il trattamento forfettario.
Controlli e prove documentali
Conserva documenti su incassi (estratti conto, ricevute), su contributi versati e su eventuali requisiti per il 5%. In caso di verifica, servono a dimostrare corretta applicazione delle norme. Le fonti ufficiali sono Agenzia delle Entrate, INPS, Ministero del Lavoro, Normattiva.
| Scenario | Requisiti/Note di accesso | Base imponibile e contributi | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Professionista start-up (5%) | Nuova attività; nessuna attività analoga nei 3 anni; non mera prosecuzione; soglia 85.000 | Imponibile = ricavi x 78% – contributi Gestione Separata versati | Saldo imposta a giugno; acconti 40% giugno e 60% novembre; e-fattura e bollo dove dovuto |
| Professionista standard (15%) | Requisiti forfettario rispettati; niente cause di esclusione | Imponibile = ricavi x coefficiente professionale – contributi versati | Metodo storico per acconti; conservare quietanze contributive; dichiarazione sostitutiva per no ritenute |
| E-commerce (commercio, 15%) | Soglia 85.000; iscrizione INPS Commercianti | Imponibile = ricavi x 40% – contributi (minimale + eccedenza) | Rate INPS trimestrali su minimale; eccedenza a saldo; e-fattura e gestione corrispettivi |
| Supero 85.000 ma sotto 100.000 | Permanenza fino a fine anno; ordinario dal successivo | Ultimo anno con base forfettaria; pianificare passaggio a costi reali e IVA | Adeguare contabilità dal 1° gennaio; valutare impatto acconti e liquidazioni IVA |
| Supero 100.000 in corso d’anno | Uscita immediata per IVA da quel momento | Precedente al superamento: forfettario; successivo: regime IVA ordinario | Aggiornare subito fatturazione; monitorare soglie mese per mese; informare i clienti |
FAQ
Quali sono i coefficienti di redditività e come scelgo quello giusto?
I coefficienti sono percentuali che trasformano i ricavi in reddito imponibile. Sono fissati dalla legge in base ai codici ATECO. Devi individuare il tuo codice ATECO principale e poi consultare il relativo coefficiente riportato negli allegati della Legge 190/2014, come modificati. Per molte professioni intellettuali la percentuale è 78%; per il commercio, incluso l’e-commerce, è 40%. Se svolgi più attività, considera quella prevalente in termini di incassi e organizza la contabilità in modo da poterlo dimostrare. In caso di cambi di attività, aggiorna il codice ATECO e verifica se cambia il coefficiente. Le fonti ufficiali sono Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.
Come funziona davvero l’aliquota al 5% per i primi 5 anni? E se sbaglio i requisiti?
L’aliquota al 5% è una riduzione temporanea prevista dal comma 65 della L. 190/2014. Vale per i primi 5 periodi d’imposta se inizi una nuova attività, non hai esercitato attività simili nei tre anni precedenti, non prosegui quella di un datore di lavoro (salvo praticantato) e non subentri tramite cessione d’azienda. Se in seguito emerge che anche solo uno di questi requisiti mancava, l’Agenzia delle Entrate può recuperare l’imposta al 15% per gli anni interessati, con sanzioni e interessi. Per prudenza, conserva documenti che provino la novità dell’attività e l’assenza di mera prosecuzione. Se perdi i requisiti in corso di agevolazione, applichi il 15% dall’anno successivo.
Come si gestiscono saldo e acconti dell’imposta sostitutiva nel forfettario?
Versi il saldo dell’anno precedente a giugno (con eventuali proroghe) e due acconti per l’anno in corso: 40% a giugno, 60% a novembre. Se l’imposta dovuta per l’anno precedente supera le franchigie previste, scattano gli acconti con metodo “storico”. Puoi usare il metodo “previsionale” se prevedi un calo del reddito, ma se versi meno del dovuto rischi sanzioni e interessi. I versamenti si fanno con F24, secondo le regole del D.Lgs. 241/1997 e del D.P.R. 435/2001. Ricorda che i contributi previdenziali incidono sull’imponibile e quindi anche sul calcolo degli acconti: aggiorna le previsioni quando cambia il volume d’incassi.
Sono in Gestione Separata o Commercianti: come influiscono i contributi sul calcolo?
I contributi sono una voce cruciale perché li paghi e, nello stesso tempo, ti riducono l’imponibile fiscale. In Gestione Separata, l’INPS pubblica ogni anno l’aliquota. Di norma la base è il reddito forfettario prima della deduzione dei contributi. Calcoli i contributi su quella base e poi li sottrai per determinare l’imponibile su cui applicare l’imposta sostitutiva. Per Artigiani e Commercianti versi un minimale in quattro rate, più una percentuale sull’eccedenza rispetto al minimale, sempre calcolata sul reddito forfettario. Anche questi contributi sono deducibili dal reddito forfettario. Le istruzioni puntuali sono nelle circolari INPS e nelle norme del Ministero del Lavoro. In caso di coadiuvanti familiari, considera anche la ripartizione del reddito ai fini previdenziali e la conseguente deduzione.
Cosa succede se supero le soglie o ho operazioni con l’estero e con IVA?
Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro di incassi, mantieni il forfettario fino a fine anno e passi al regime ordinario l’anno successivo. Se superi 100.000 in corso d’anno, scatta l’uscita immediata: da quel momento devi applicare l’IVA, registrare le fatture con le regole ordinarie e gestire liquidazioni e dichiarazioni IVA. Per le operazioni con l’estero, il forfettario non applica l’IVA in uscita, ma deve gestire correttamente i casi di reverse charge sugli acquisti di servizi e gli obblighi di comunicazione delle operazioni transfrontaliere secondo i tracciati approvati dall’Agenzia delle Entrate. In tutti questi casi, le fonti di riferimento sono il D.P.R. 633/1972 per l’IVA, la Legge 197/2022 per le soglie e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Pianifica con anticipo per evitare irregolarità e sanzioni.
