Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
In Italia puoi emettere fattura cartacea solo per prestazioni sanitarie rese a persone fisiche; compila intestazione e corpo secondo art. 21 DPR 633/1972 e applica marca da bollo se dovuta.
- Obbligo di e-fattura salvo prestazioni sanitarie verso privati: esclusione confermata da norme su privacy e Sistema Tessera Sanitaria.
- Contenuto minimo della fattura: data, numero progressivo, dati di emittente e cliente, descrizione, natura IVA, importi, contributo cassa.
- Marca da bollo 2 euro se documento senza IVA supera 77,47 euro (DPR 642/1972); STS con invio dati secondo MEF/Agenzia delle Entrate.
Quando puoi ancora emettere fattura cartacea nel 2026
La regola generale: la fatturazione elettronica è obbligatoria per quasi tutti. La base è il Decreto Legislativo 127/2015 e i successivi ampliamenti applicativi (fonte: Normattiva e prassi Agenzia delle Entrate).
Fa eccezione chi svolge prestazioni sanitarie a persone fisiche. Per questi casi la legge ha mantenuto l’esclusione dall’e-fattura per tutelare i dati sensibili e per garantire l’invio al Sistema Tessera Sanitaria. Il divieto di usare la fattura elettronica verso i privati è previsto dall’art. 10-bis del DL 119/2018 e ripetutamente prorogato dalle norme annuali, con atti del MEF e pareri del Garante Privacy.
Quindi, se sei medico, psicologo, fisioterapista o altro professionista sanitario e fatturi a un paziente privato, usi la fattura cartacea e trasmetti i dati al Sistema Tessera Sanitaria (DM MEF 31 luglio 2015 e successive modifiche, prassi Agenzia delle Entrate). Se fatturi a una Pubblica Amministrazione o a un’impresa, torni all’e-fattura.
Attenzione alle operazioni “miste”
Se la prestazione non è sanitaria (per esempio una perizia tecnica non clinica) o la fattura contiene voci non sanitarie, l’esclusione non si applica. In quel caso emetti e-fattura per l’intero documento. Valuta sempre la natura di ogni riga.
Dati obbligatori di una fattura cartacea: intestazione e corpo
I dati minimi sono fissati dall’art. 21 del DPR 633/1972 (fonte: Normattiva). La logica è semplice: identificare chi emette, chi riceve, cosa si vende, quanto si paga, con quale regime IVA.
Intestazione: cosa inserire e come
- Data di emissione: il giorno in cui generi il documento.
- Numero progressivo: sequenza senza salti, identificativa e univoca. Puoi usare formati tipo 1/2026, 2/2026, ecc.
- Dati del professionista: nome e cognome o denominazione, indirizzo, codice fiscale, partita IVA, eventuale ordine/numero di iscrizione.
- Dati del cliente privato: nome, cognome, indirizzo completo, codice fiscale. Se il cliente ha partita IVA e ti richiede fattura per attività, devi usare l’e-fattura.
Corpo: descrizione, importi, natura IVA
- Descrizione chiara della prestazione: esempio “Seduta di psicoterapia individuale del 10/08/2026 (60 minuti)”.
- Compenso: l’importo della prestazione.
- Contributo integrativo della cassa: percentuale prevista dal regolamento della tua cassa professionale. Esempio: ENPAP 2% per psicologi. È una rivalsa previdenziale che si aggiunge al compenso.
- Natura IVA: per prestazioni sanitarie esenti indica “Operazione esente IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972”. Se sei in regime forfettario, aggiungi anche la dicitura del regime (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89).
- Marca da bollo: 2 euro se la fattura, priva di IVA, supera 77,47 euro (Tariffa allegata al DPR 642/1972). Apponi il contrassegno sull’originale e inserisci la dicitura “Imposta di bollo assolta sull’originale”.
Ritenuta d’acconto: quando compare
La ritenuta del 20% si applica se il committente è un sostituto d’imposta (impresa, ente, PA) e tu sei in regime ordinario/semplificato. Base normativa: art. 25 DPR 600/1973 (Normattiva). Per pazienti privati non si applica. Nel regime forfettario non si subisce ritenuta d’acconto (art. 1, comma 67, L. 190/2014).
Quando emettere la fattura
Per i servizi, l’operazione si considera effettuata al pagamento o all’emissione anticipata della fattura (art. 6 DPR 633/1972). In pratica: emetti la fattura il giorno della seduta pagata o alla data di un acconto.
Regola decisionale rapida
Se… allora… perché
- Se la prestazione è sanitaria e il cliente è una persona fisica, allora emetti fattura cartacea e invii i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Motivo: esclusione dall’e-fattura per tutela privacy (DL 119/2018, art. 10-bis; MEF).
- Se la prestazione è sanitaria e il cliente è PA o impresa, allora emetti e-fattura. Motivo: obbligo verso soggetti IVA/PA (L. 244/2007; DM 55/2013 per PA; DLgs 127/2015 per privati).
- Se la prestazione non è sanitaria o la fattura è mista, allora usa l’e-fattura. Motivo: l’esclusione vale solo per prestazioni sanitarie a privati.
- Se l’importo senza IVA supera 77,47 euro, allora applica la marca da bollo da 2 euro. Motivo: DPR 642/1972.
- Se sei in forfettario, allora indica la dicitura di regime e non applicare ritenuta d’acconto. Motivo: L. 190/2014.
Procedura pratica di compilazione
Passo 1: prepara l’intestazione
Scrivi data e numero progressivo. Inserisci i tuoi dati completi e la tua partita IVA. Aggiungi il codice fiscale del paziente e l’indirizzo.
Passo 2: descrivi la prestazione
Usa una riga per ogni seduta o attività. Indica data, durata, eventuali note utili per la chiarezza. Evita diciture generiche.
Passo 3: calcola importi e contributo
Indica il compenso. Calcola il contributo integrativo della tua cassa (ad esempio 2% ENPAP) sul compenso. Somma per ottenere il totale.
Passo 4: verifica IVA e bollo
Scrivi la dicitura di esenzione IVA art. 10, n. 18, DPR 633/1972. Se il totale documento, privo di IVA, supera 77,47 euro, applica la marca da bollo da 2 euro sull’originale e indica la dicitura di assolvimento.
Passo 5: incasso e quietanza
Quando incassi, puoi aggiungere “Pagato in data … con …”. Ricorda che per la detrazione IRPEF del paziente molte spese sanitarie richiedono pagamenti tracciabili (L. 160/2019, commi 679-680), salvo eccezioni previste dal MEF.
Esempio completo per uno psicologo (500 euro)
Intestazione. Data: 10/08/2026. Numero: 45/2026. Dati dello psicologo con P. IVA. Dati del paziente con codice fiscale.
Corpo. Descrizione: “Seduta di psicoterapia individuale del 10/08/2026”. Compenso: 500,00 euro. Contributo integrativo ENPAP 2%: 10,00 euro. Totale documento: 510,00 euro.
Dicitura IVA: “Operazione esente IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972”. Marca da bollo: applica contrassegno da 2,00 euro sull’originale e scrivi “Imposta di bollo assolta sull’originale”. Se vuoi addebitarla al paziente, aggiungi in calce “Imposta di bollo addebitata al cliente: 2,00 euro”.
Totale da pagare dal paziente: 512,00 euro se addebiti il bollo; altrimenti 510,00 euro e sostieni tu il costo del contrassegno.
Invio al Sistema Tessera Sanitaria, conservazione e controlli
Trasmissione STS
I professionisti sanitari devono inviare i dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria per la precompilata. La disciplina deriva dal DM MEF 31 luglio 2015 e successive modifiche, attuata da provvedimenti Agenzia delle Entrate e MEF.
Dal 2024 il flusso è mensile. Invia entro i termini indicati dai provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. Correggi o annulla nei termini dedicati. Controlla sempre il calendario ufficiale prima di ciascuna scadenza.
Conservazione dei documenti
Conserva la fattura cartacea per 10 anni (art. 2220 Codice civile e art. 39 DPR 633/1972). Tieni anche copia della marca da bollo applicata o idonea evidenza dell’assolvimento. Puoi scansire e conservare digitalmente con procedure a norma.
Sanzioni tipiche
Mancata apposizione della marca da bollo: sanzione dal 100% al 500% dell’imposta (DPR 642/1972), con possibilità di regolarizzazione. Errori strutturali in fattura: sanzioni IVA formali. Errori STS: sono previste sanzioni per omessa, tardiva o errata trasmissione secondo prassi MEF/Agenzia delle Entrate.
Errori comuni e come evitarli
- Numerazione discontinua: mantieni un registro e non saltare numeri.
- Mancanza della natura IVA: inserisci sempre “esente art. 10, n. 18, DPR 633/1972”.
- Contributo cassa non indicato o calcolato male: verifica la percentuale nel regolamento della tua Cassa.
- Marca da bollo dimenticata: controlla l’importo prima di consegnare la fattura.
- Uso dell’e-fattura verso privati per prestazioni sanitarie: evita. La norma lo esclude per privacy.
- Fatture miste gestite male: separa le prestazioni sanitarie da quelle non sanitarie. Usa il canale corretto per ciascuna.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | A chi puoi emettere cartacea | Dati/indicazioni obbligatorie aggiuntive | Tempistiche/adempimenti |
|---|---|---|---|
| Prestazione sanitaria a persona fisica | Paziente privato | Dicitura esenzione IVA art. 10, n. 18, DPR 633/1972; contributo cassa; bollo se > 77,47 euro; dati completi del paziente | Fattura al pagamento o prima; invio mensile al Sistema Tessera Sanitaria; conservazione 10 anni |
| Prestazione sanitaria a PA | Non cartacea: obbligo e-fattura | Formato FatturaPA; eventuale split payment se applicabile; CIG/CUP se richiesti | Invio via SDI secondo DM 55/2013; termini PA; niente STS |
| Prestazione non sanitaria a privato | In generale no cartacea (usa e-fattura se rientri nell’obbligo) | Natura IVA o esenzione diversa da n. 18; gestione bollo se esente | Emissione secondo art. 6 DPR 633/1972; invio via SDI se obbligato |
| Fattura mista (sanitaria + non sanitaria) a privato | Meglio separare in due documenti; altrimenti e-fattura | Chiarezza di natura per riga; rischio esclusione non applicabile | Valuta separazione per gestire STS e canale corretto; controlla scadenze |
| Acconto su prestazione sanitaria | Paziente privato | Indica “acconto su prestazione sanitaria” e dicitura esenzione; bollo se importo acconto > 77,47 euro | Fattura acconto al ricevimento; conguaglio a saldo; invio STS di entrambi i documenti |
FAQ
Posso emettere fattura elettronica se il paziente me la chiede espressamente per comodità?
No, se la prestazione è sanitaria e il destinatario è una persona fisica, continua a valere l’esclusione dall’e-fattura per ragioni di privacy. La base è l’art. 10-bis del DL 119/2018 e i successivi provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. La tutela riguarda i dati sensibili contenuti nelle spese sanitarie. Quindi rilascia la fattura cartacea e trasmetti i dati al Sistema Tessera Sanitaria nei termini. Se invece la prestazione non è sanitaria o il destinatario è un’impresa o una PA, allora devi usare l’e-fattura tramite SDI. Spiega al paziente che riceverà comunque un documento valido e che i dati confluiranno nella sua dichiarazione precompilata, secondo le regole fissate dal MEF.
Come calcolo e dove inserisco il contributo integrativo della Cassa professionale?
Il contributo integrativo è una percentuale che la tua Cassa prevede come rivalsa sul cliente. Si calcola sul compenso, salvo regole specifiche della Cassa. Per gli psicologi iscritti a ENPAP è 2%. Per i medici ENPAM esistono regole diverse, definite dal regolamento approvato dai Ministeri vigilanti. Inserisci una riga dedicata nel corpo della fattura: “Contributo integrativo Cassa … …%”. Il contributo integrativo non è IVA, ma concorre in genere al reddito imponibile. La disciplina base è nei regolamenti delle Casse e, per chi non ha Cassa, nella L. 335/1995 (rivalsa 4% Gestione Separata). Verifica sempre il tuo regolamento per aliquote e diciture corrette.
Quando devo applicare la marca da bollo da 2 euro e come la indico?
La applichi se la fattura è senza IVA e l’importo supera 77,47 euro. La fonte è il DPR 642/1972 e la relativa tariffa. Per i sanitari, le prestazioni ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972 sono esenti da IVA, quindi la condizione ricorre spesso. Apponi un contrassegno da 2,00 euro sulla copia originale. In fattura scrivi “Imposta di bollo assolta sull’originale”. Puoi addebitare i 2 euro al paziente con una riga in calce tipo “Imposta di bollo addebitata al cliente: 2,00 euro”. Questo addebito non è soggetto a IVA. Conserva prova dell’assolvimento. Se dimentichi il bollo, regolarizza il prima possibile per ridurre sanzioni e interessi.
Sono nel regime forfettario: cosa devo scrivere nella fattura cartacea sanitaria?
Indica sempre che operi in regime forfettario. Una dicitura efficace è: “Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54–89, L. 190/2014 e s.m.i.; non soggetta a ritenuta d’acconto ex art. 1, comma 67, L. 190/2014”. Aggiungi la natura dell’operazione: “Prestazione sanitaria esente IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972”. Se il totale supera 77,47 euro, applica la marca da bollo. Inserisci il contributo integrativo della tua Cassa, se previsto. Ricorda che, pur essendo in forfettario, per le prestazioni sanitarie a persone fisiche devi usare la fattura cartacea e inviare al Sistema Tessera Sanitaria secondo il calendario MEF/Agenzia delle Entrate.
Come correggo una fattura cartacea sanitaria errata e cosa devo fare con lo STS?
Se hai sbagliato importo o descrizione, emetti un documento di storno/correzione: una nota di variazione in diminuzione o una nuova fattura correttiva con riferimenti incrociati. Per l’IVA l’art. 26 DPR 633/1972 disciplina le note di variazione; nel caso di operazioni esenti usi un documento che rettifichi i dati economici e amministrativi. Sul fronte STS, accedi al canale di trasmissione e invia una richiesta di annullamento o una comunicazione sostitutiva, rispettando i termini stabiliti dai provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. Aggiorna la tua numerazione e conserva tutti i documenti, inclusi quelli annullati, per garantire la tracciabilità in caso di controllo.
