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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In forfettario conservi e numeri le fatture, usi la fattura elettronica, versi l’imposta di bollo e compili la dichiarazione. In semplificata aggiungi registri IVA, liquidazioni periodiche e dichiarazioni IVA.

  • Forfettario: e-fattura obbligatoria dal 2024, niente IVA né registri IVA, imposta sostitutiva e gestione del bollo su fatture senza IVA.
  • Semplificata: registri IVA, liquidazioni mensili o trimestrali, dichiarazione IVA, principio di cassa per il reddito.
  • Bollo: 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro; pagamento trimestrale tramite F24 o addebito, come da provvedimenti AdE.

Regimi contabili a confronto: quando sei in forfettario e quando in semplificata

Cos’è il regime forfettario

Il regime forfettario è un regime agevolato per persone fisiche con Partita IVA. Prevede un tetto di ricavi o compensi annui, oggi pari a 85.000 euro. La norma base è nella Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89, come modificati da leggi successive.

Paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. L’aliquota è in genere 15%. Può scendere al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti di start-up (stessi commi della Legge 190/2014). Non addebiti l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti.

Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari (Decreto-Legge 36/2022 convertito in Legge 79/2022, e Decreto Legislativo 127/2015 sulla fatturazione elettronica). Fanno eccezione solo particolari regimi speciali esonerati per legge.

Cos’è la contabilità semplificata

La contabilità semplificata è il regime naturale per imprese minori e molti professionisti fuori dal forfettario. Qui l’IVA si applica. Devi tenere i registri IVA e inviare le comunicazioni periodiche. La disciplina IVA sta nel DPR 633/1972.

Il reddito d’impresa si calcola col principio di cassa (articolo 66 del TUIR, DPR 917/1986, come modificato dalla Legge 232/2016). Significa che contano incassi e pagamenti effettivi, non la semplice emissione della fattura.

La semplificata comporta più adempimenti rispetto al forfettario. È però più flessibile se hai costi IVA importanti da detrarre.

Adempimenti pratici nel forfettario: cosa fare mese per mese

Fatturazione elettronica: regole da rispettare

Emetti sempre fattura elettronica via Sistema di Interscambio (SdI). Inserisci la dicitura di esenzione IVA con il riferimento normativo al regime forfettario (Legge 190/2014). Indica l’eventuale rivalsa INPS se applicabile. Numeri progressivamente le fatture nell’anno.

Conservi le fatture in modalità elettronica a norma. Le regole tecniche derivano dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto Legislativo 82/2005) e dalle Linee guida AgID sulla conservazione. La conservazione è obbligatoria e garantisce integrità e reperibilità.

Se ricevi fatture da estero, usi i tipi documento previsti o l’invio tramite SdI per gli acquisti/servizi transfrontalieri. Dopo l’abolizione dell’esterometro tradizionale, gli scambi passano da SdI (Decreto Legislativo 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate).

Imposta di bollo: quando scatta e come si versa

Il bollo si applica alle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. L’importo è 2 euro per fattura. La base normativa è nel DPR 642/1972 (Tariffa, allegato A). Nelle fatture elettroniche, il bollo si assolve in modo virtuale.

L’Agenzia delle Entrate calcola trimestralmente quanto devi. Paga con F24 o addebito diretto entro le scadenze fissate dai provvedimenti dell’Agenzia. Se rientri in un regime speciale ancora esonerato da e-fattura, apponi la marca fisica da 2 euro sul documento cartaceo.

Verifica sempre nel tuo cassetto fiscale i riepiloghi del bollo sulle e-fatture. In caso di errori, puoi integrare o regolarizzare con sanzioni ridotte se ti muovi spontaneamente (ravvedimento operoso ex D.Lgs. 472/1997).

Dichiarazione dei redditi e imposta sostitutiva

A fine anno compili la dichiarazione dei redditi nel modello Redditi PF. Usi il quadro LM per il regime forfettario. L’imposta sostitutiva si calcola applicando l’aliquota alla base imponibile forfettaria.

La base imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi o compensi per il coefficiente di redditività. Questo coefficiente varia per codice ATECO e si trova nei commi della Legge 190/2014. Dedurrai poi i contributi previdenziali effettivamente versati.

Paga acconti e saldo con F24 secondo le scadenze ordinarie dei redditi delle persone fisiche. Gli acconti seguono il meccanismo di giugno/novembre, salvo opzione per la rateizzazione nei limiti di legge (DPR 435/2001 e DPR 322/1998).

Contributi previdenziali: gestioni e aliquote

I contributi dipendono dall’inquadramento. Professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995). Artigiani e commercianti versano alla gestione INPS di categoria (Legge 613/1966 e Legge 233/1990), con minimali e saldo a conguaglio.

Se hai una Cassa professionale (avvocati, ingegneri, medici, ecc.), segui le regole della tua Cassa. Verifica circolari INPS e istruzioni delle Casse per aliquote e scadenze aggiornate. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’INPS pubblicano periodicamente gli aggiornamenti.

I contributi si deducono dal reddito forfettario. La deduzione riduce l’imponibile della tua imposta sostitutiva. Conserva sempre quietanze e F24.

Adempimenti nella contabilità semplificata: IVA, registri e scadenze

Registri IVA obbligatori e conservazione

In semplificata devi tenere registro delle fatture emesse, registro degli acquisti e, se utile, registro dei corrispettivi. Le regole nascono dal DPR 633/1972 e da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. La conservazione deve rispettare le regole del CAD (D.Lgs. 82/2005).

La numerazione delle fatture è progressiva per anno. Conserva DDT, ricevute POS, contratti e ogni documento di supporto. Ti serviranno per eventuali controlli e per la corretta detrazione dell’IVA.

Per le operazioni con l’estero, usa i tipi documento elettronici previsti. Le integrazioni per acquisti di servizi esteri e reverse charge seguono le regole del DPR 633/1972 e dei provvedimenti attuativi.

Liquidazioni periodiche IVA e dichiarazione annuale

Calcoli periodicamente l’IVA a debito e a credito. Se sei mensile, versi di norma entro il 16 del mese successivo. Se sei trimestrale per opzione, versi entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre, con la maggiorazione dell’1%.

Invii le comunicazioni delle liquidazioni IVA periodiche (LIPE) come da articolo 21-bis del DL 78/2010 e provvedimenti attuativi. A fine anno presenti la dichiarazione IVA. Il DPR 322/1998 regola termini e modalità delle dichiarazioni.

Le sanzioni per omessi o tardivi invii sono nel D.Lgs. 471/1997 e nel D.Lgs. 472/1997 per il ravvedimento. Se sbagli, correggi il prima possibile per ridurre gli importi dovuti.

Principio di cassa: come incide su ricavi e costi

Nella semplificata il reddito si calcola per cassa. Rilevi i ricavi quando incassi e i costi quando paghi. La regola è nell’articolo 66 del TUIR. Serve una gestione puntuale di estratti conto e movimenti.

Prevedi riconciliazioni periodiche tra registri IVA ed estratti conto. Annota le ritenute subite e le spese non detraibili. Prepara prospetti di ratei e risconti solo quando richiesti dalle semplificazioni fiscali vigenti.

Per i cespiti ammortizzabili, segui le regole ordinarie sull’ammortamento e sulla detrazione IVA per beni strumentali (DPR 633/1972 e TUIR).

Conservazione documentale e controlli: prevenire è meglio che curare

Conservazione a norma

Predisponi la conservazione digitale dei documenti fiscali. Include fatture attive e passive, registri e dichiarazioni. Il pacchetto di archiviazione deve rispettare le Linee guida AgID e il CAD (D.Lgs. 82/2005). Mantieni l’accesso per il periodo di legge, in genere dieci anni.

Verifica periodicamente l’integrità dei file e la corretta firma digitale ove prevista. Organizza indici chiari per anno, registro e tipologia. Questo riduce i tempi in caso di verifica dell’Agenzia delle Entrate.

Per i forfettari, anche se non ci sono registri IVA, la conservazione delle e-fatture e dei documenti contabili rimane obbligatoria. È la tua difesa in controllo.

Regola decisionale rapida

Scelte operative in base al profilo

Se non addebiti IVA e sei persona fisica con ricavi entro 85.000 euro: valuta il forfettario. Hai e-fattura obbligatoria, imposta sostitutiva e pochi adempimenti. Controlla i requisiti di accesso e cause di esclusione nella Legge 190/2014.

Se superi i 85.000 euro o detrai molta IVA sugli acquisti: valuta la semplificata. Avrai registri IVA, liquidazioni e dichiarazioni IVA. Benefici della detrazione IVA e del principio di cassa per il reddito.

Se superi i 100.000 euro in corso d’anno e sei in forfettario: scatta la fuoriuscita immediata con effetto IVA dalla fattura che oltrepassa la soglia, come da modifiche della Legge 197/2022. Da quel momento applichi IVA e relativi adempimenti.

Se vendi a estero o importi servizi: in forfettario non detrai IVA ma devi gestire correttamente reverse charge e documentazione via SdI. In semplificata registri e versi l’IVA secondo le regole del DPR 633/1972.

Se hai dubbi su bollo: ricorda 2 euro per fatture senza IVA oltre 77,47 euro. In e-fattura il bollo è virtuale e si paga trimestralmente con F24, secondo le scadenze dell’Agenzia delle Entrate.

Fonti normative essenziali da consultare

Riferimenti utili

Norme sul regime forfettario: Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89; Legge 145/2018; Legge 197/2022. Verifica i testi consolidati su Normattiva.

IVA e adempimenti: DPR 633/1972; DL 78/2010 articolo 21-bis (LIPE); DPR 322/1998 (dichiarazioni). Consulta i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per modulistica e scadenze.

Fatturazione elettronica: Decreto Legislativo 127/2015; Decreto-Legge 36/2022 convertito in Legge 79/2022 (estensione ai forfettari). Specifiche tecniche e aggiornamenti dell’Agenzia delle Entrate.

Imposta di bollo: DPR 642/1972 e provvedimenti MEF/Agenzia delle Entrate su modalità e scadenze del versamento sulle fatture elettroniche.

Contributi: Legge 335/1995 (Gestione Separata INPS); Legge 613/1966 e Legge 233/1990 (artigiani e commercianti). Consulta circolari INPS e Ministero del Lavoro per aliquote e minimali.

Scenario Adempimenti principali Tempistiche tipiche Riferimenti normativi
Forfettario entro 85.000 euro E-fattura via SdI; conservazione; bollo su fatture senza IVA; dichiarazione redditi (quadro LM); pagamento imposta sostitutiva e contributi Bollo e-fatture: trimestrale; Redditi: scadenze PF; acconti/ saldo imposta sostitutiva: giugno/novembre Legge 190/2014; D.Lgs. 127/2015; DL 36/2022 conv. L. 79/2022; DPR 642/1972
Forfettario che supera 100.000 in corso d’anno Uscita immediata dal regime; applicazione IVA dalla fattura che supera la soglia; avvio registri e liquidazioni IVA Effetto immediato dal superamento; prime liquidazioni IVA dal periodo successivo Legge 197/2022 su modifiche al forfettario; DPR 633/1972
Semplificata mensile Registri IVA; liquidazioni IVA mensili; LIPE; dichiarazione IVA; dichiarazione redditi (quadro RG); principio di cassa Versamenti IVA di norma entro il 16 del mese successivo; LIPE secondo DL 78/2010; dichiarazione IVA annuale DPR 633/1972; DL 78/2010 art. 21-bis; DPR 322/1998; TUIR art. 66
Semplificata trimestrale per opzione Come sopra, ma liquidazioni trimestrali con maggiorazione 1% Versamento IVA entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre DPR 633/1972; provvedimenti AdE su opzione trimestrale

FAQ

Devo ancora applicare la marca da bollo fisica se sono in regime forfettario nel 2026?

No, se emetti fatture elettroniche. Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari, salvo specifici esoneri di legge. In e-fattura il bollo si assolve in modo virtuale. Indichi l’assolvimento nel file XML e versi trimestralmente quanto dovuto, come definito dall’Agenzia delle Entrate. La marca da bollo fisica da 2 euro serve solo se, per legge, sei esonerato dall’e-fattura e usi ancora il documento cartaceo. In tutti gli altri casi, niente marche adesive. La base normativa è il DPR 642/1972, integrata dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e dal Decreto Legislativo 127/2015 sulla fatturazione elettronica.

Quali registri devo tenere in contabilità semplificata e come li conservo?

In semplificata devi tenere registro fatture emesse, registro acquisti e, se necessario, registro corrispettivi. Li aggiorni con tempestività e coerenza con le liquidazioni IVA. La conservazione può essere digitale. Deve rispettare il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e le Linee guida AgID. Conservi anche dichiarazioni, LIPE, F24, estratti conto e contratti. Il periodo ordinario di conservazione fiscale è dieci anni. In caso di controllo, la tenuta corretta dei registri riduce il rischio di sanzioni (D.Lgs. 471/1997) e consente un contraddittorio più rapido e ordinato con l’Agenzia delle Entrate.

Come funziona il calcolo delle imposte nel forfettario e quali scadenze devo rispettare?

Nel forfettario calcoli la base imponibile applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per il tuo codice ATECO (Legge 190/2014). Sottrai i contributi previdenziali versati. Applichi l’aliquota dell’imposta sostitutiva (5% start-up se ne hai diritto, altrimenti 15%). Versi saldo e primo acconto a giugno e il secondo acconto a novembre, con le regole generali dei versamenti delle persone fisiche (DPR 435/2001 e DPR 322/1998). Puoi rateizzare entro i limiti di legge. Ricorda che il bollo sulle e-fatture si paga trimestralmente con F24 o addebito diretto, secondo le scadenze comunicate dall’Agenzia delle Entrate nel cassetto fiscale.

In semplificata conviene liquidare l’IVA mensilmente o trimestralmente?

Dipende dai flussi di cassa e dal saldo IVA tipico. Se hai spesso IVA a credito o acquisti importanti, la mensile ti consente recuperi più rapidi. Se invece l’IVA a debito è costante ma non elevata, la trimestrale per opzione riduce la frequenza dei versamenti, a fronte della maggiorazione dell’1%. Entrambe le modalità richiedono LIPE e dichiarazione IVA. Verifica i tuoi incassi e pagamenti, e simula l’impatto della scelta sui prossimi 12 mesi. Le regole principali sono nel DPR 633/1972 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per la comunicazione delle liquidazioni (DL 78/2010, art. 21-bis).

Come gestisco operazioni estere in forfettario e in semplificata nel 2026?

In forfettario non detrai l’IVA sugli acquisti, ma devi gestire correttamente le operazioni con estero tramite SdI e i tipi documento previsti. Per acquisti di servizi da fornitori UE/extra-UE si applicano regole di inversione contabile e tracciamento documentale, sempre senza diritto alla detrazione. In semplificata, registri le operazioni intracomunitarie ed extra-UE secondo il DPR 633/1972, con eventuale reverse charge e detrazione dell’IVA se spettante. Dopo l’abolizione dell’esterometro tradizionale, gli invii passano per SdI come da Decreto Legislativo 127/2015 e provvedimenti attuativi. Conserva sempre contratti, DDT, prove di resa e documenti doganali per superare eventuali controlli.

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