Commercialista per il dropshipping: cosa fa e quando serve?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Sì: puoi avviare il dropshipping senza commercialista, ma conviene farti guidare per regime fiscale, ATECO corretto e IVA internazionale. Errori iniziali costano più di una consulenza.

  • Regime fiscale: forfettario (fino a 85.000 euro) o ordinario. La scelta dipende da margini, spese reali e gestione dell’IVA.
  • ATECO: vendita online 47.91.10; intermediazione/affiliate marketing 73.11.02. Scegli in base al tuo ruolo contrattuale.
  • Adempimenti: ComUnica, SCIA commercio elettronico, Gestione Commercianti INPS, PEC, firma digitale; OSS/IOSS se vendi a consumatori UE/extra-UE.

Cos’è il dropshipping ai fini fiscali

Il dropshipping è vendita al dettaglio online senza magazzino. Vendi tu, il fornitore spedisce. Fiscalmente conta chi è il venditore di riferimento. Cioè chi incassa dal cliente e assume le responsabilità verso il consumatore.

Se incassi tu e il cliente compra da te, sei commerciante al dettaglio. Usi il codice ATECO del commercio online e applichi le regole di vendita B2C. Se non vendi tu ma promuovi e prendi una commissione, fai servizi pubblicitari o di intermediazione.

Questa distinzione guida ATECO, IVA e obblighi. È la prima scelta da fare, prima di aprire la Partita IVA.

Vendita vs intermediazione: ATECO e ruolo

Vendita online con spedizione dal fornitore: codice ATECO 47.91.10 commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet. È il codice tipico per e-commerce e dropshipping di beni.

Solo intermediazione/affiliate: codice ATECO 73.11.02 conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari. Usi questo se non vendi beni tuoi e prendi solo fee/commissioni.

Se firmi contratti come intermediario commerciale, valuta anche codici nel gruppo 46 (intermediari del commercio). Inquadra sempre l’attività prevalente. La scelta ATECO incide su coefficienti forfettari e contributi.

Partita IVA: obbligo e iter pratico

Quando è obbligatoria

La Partita IVA è obbligatoria quando l’attività è abituale e organizzata, anche se i ricavi sono bassi. Un sito e-commerce attivo h24 dimostra continuità. Riferimenti: DPR 633/1972 sull’IVA e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

La vendita occasionale di beni non copre l’e-commerce. Il dropshipping richiede Partita IVA dall’inizio. Eviti sanzioni e irregolarità nei rapporti con clienti e piattaforme.

Come si apre: ComUnica, SCIA, INPS, PEC

Usi la pratica ComUnica per aprire Partita IVA, iscrivere la ditta individuale al Registro Imprese e aprire INPS. ComUnica è prevista dalla normativa sulla Comunicazione Unica d’impresa (Decreto 2 novembre 2007; consulta il portale Normattiva).

Costi tipici CCIAA alla prima iscrizione: 17,50 euro imposta di bollo, 18 euro diritti di segreteria, diritto camerale annuale tra circa 50 e 120 euro a seconda della Camera di Commercio. Gli importi possono variare per aggiornamenti.

Presenti la SCIA per commercio elettronico al SUAP del tuo Comune. Base giuridica: art. 19 Legge 241/1990 (SCIA), D.Lgs. 114/1998 sul commercio e D.Lgs. 59/2010. Per il non alimentare non servono requisiti professionali.

Servono PEC e firma digitale per inviare ComUnica e dialogare con la PA. Obblighi previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale e dalla disciplina delle imprese.

Apri la posizione INPS Gestione Commercianti. Paghi contributi fissi sul minimale e una percentuale sul reddito eccedente. Le aliquote e i minimali sono fissati ogni anno da INPS con circolari ufficiali. In media l’aliquota ordinaria è intorno al 24%, con possibili riduzioni.

Se importi merci, verifica la necessità del numero EORI per operazioni doganali. Riferimento: Codice Doganale dell’Unione, Regolamento (UE) n. 952/2013.

Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario

Forfettario: quando conviene

Il regime forfettario è accessibile fino a 85.000 euro di ricavi annui. Tasse con imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up). Norme: Legge 190/2014 e successive modifiche.

Reddito imponibile calcolato per coefficiente. Commercio al dettaglio: 40%. Servizi pubblicitari: 78%. Principio di cassa: paghi tasse sui compensi incassati nell’anno.

Pro: semplicità, imposta bassa, possibile riduzione INPS del 35% su richiesta (circolari INPS). Contro: niente IVA a credito e niente deduzione di costi reali. Se hai spese alte, valuta l’ordinario.

Ordinario: quando serve

Il regime ordinario prevede IVA, deduzione dei costi e contabilità più strutturata. Conviene se margini sono bassi e hai molti costi e investimenti. Utile anche se gestisci stock in altri Paesi UE con necessità di detrarre IVA.

Se superi 85.000 euro resti ordinario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro in corso d’anno esci subito dal forfettario. Queste soglie sono previste dalla normativa vigente.

IVA nel dropshipping: Italia, UE, extra-UE

Vendite in Italia

Vendi a consumatori italiani con sede in Italia: applichi IVA italiana se sei in ordinario. In forfettario non addebiti IVA, ma osservi gli altri obblighi. Norma base: DPR 633/1972.

Per e-commerce indiretto B2C (merce spedita): non emetti scontrino o ricevuta. Emmetti fattura solo se il cliente la chiede al momento dell’acquisto. L’esonero dalla certificazione dei corrispettivi per vendite per corrispondenza è riconosciuto da prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Vendite intra-UE a consumatori: OSS

Dal 2021 le soglie nazionali sono state sostituite dalla soglia unica UE di 10.000 euro per micro venditori. Oltre, devi applicare l’IVA del Paese del cliente e puoi usare l’OSS (One Stop Shop) per versarla in Italia. Fonti: Direttiva 2006/112/CE come modificata e prassi dell’Agenzia delle Entrate (circolare 14/E del 2021).

Anche i forfettari possono usare l’OSS. In tal caso addebitano l’IVA estera ai clienti UE nelle vendite a distanza e la versano tramite il portale OSS. Non possono detrarre IVA a credito.

Se stocchi merce in un altro Paese UE, potresti dover aprire una partita IVA locale e non puoi risolvere tutto con OSS. Serve analisi logistica e fiscale preventiva.

Vendite da/verso Paesi extra-UE: IOSS e dogana

Se spedisci beni da Paesi extra-UE a consumatori nell’UE, sotto 150 euro per spedizione puoi usare l’IOSS per riscuotere l’IVA al checkout e sdoganare in modo semplificato. Oltre 150 euro si applicano dazi e IVA all’importazione. Fonti: normativa UE su OSS/IOSS e Codice Doganale dell’Unione.

Chiarisci nei contratti con il fornitore chi è l’importatore di riferimento e chi paga dazi e IVA in dogana. Incoterms e responsabilità devono essere scritti. Eviti contestazioni e blocchi in frontiera.

Marketplace e piattaforme

Per alcune vendite via interfacce elettroniche, il marketplace può essere considerato “fornitore presunto” ai fini IVA. La piattaforma riscuote e versa l’IVA in specifici casi. Base: art. 14-bis della Direttiva 2006/112/CE.

Leggi con attenzione i contratti del marketplace. Le regole IVA possono cambiare a seconda di valore della merce, provenienza e ruolo della piattaforma.

Fatturazione elettronica, corrispettivi, contabilità

Fattura elettronica

Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari, salvo i casi esonerati per legge. Trasmetti le fatture via Sistema di Interscambio. Fonti: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Per e-commerce indiretto B2C, resta l’esonero da scontrino e ricevuta. Emmetti fattura solo su richiesta del cliente fatta al momento dell’ordine. Conservi i documenti secondo le regole della conservazione digitale.

Registri e tenuta contabile

In forfettario non tieni registri IVA, ma devi conservare le fatture e tracciare gli incassi. In ordinario tieni registri IVA e liquidazioni periodiche.

Se usi OSS o IOSS, tieni i registri specifici per 10 anni come richiesto dalla normativa UE. I controlli possono arrivare anche dall’estero.

Obblighi verso il consumatore e privacy

Codice del Consumo

Hai obblighi chiari verso i clienti: diritto di recesso di 14 giorni, garanzia legale di 24 mesi, informazioni precontrattuali chiare. Riferimento: D.Lgs. 206/2005.

Nel dropshipping resti tu il referente del cliente per resi e assistenza, anche se spedisce il fornitore. Pianifica una policy resi sostenibile e conforme.

Privacy e cookie

Gestisci dati personali nel rispetto del GDPR e del D.Lgs. 196/2003. Servono informativa privacy, cookie policy e basi giuridiche corrette per marketing e profilazione. Consulta le guide del Garante per la protezione dei dati personali.

Regola decisionale rapida

Scelte operative in 5 passaggi

Se vendi beni con incasso diretto e responsabilità verso il cliente, usa ATECO 47.91.10. Se fai solo promozione a performance, usa 73.11.02.

Se prevedi spese basse e margini buoni, scegli il forfettario. Se hai costi rilevanti, stock UE o vuoi detrarre IVA, valuta l’ordinario.

Se vendi anche a consumatori UE e superi 10.000 euro, attiva OSS e applica l’IVA del Paese del cliente. Se spedisci da extra-UE sotto 150 euro, considera IOSS.

Apri con ComUnica, invia SCIA al SUAP, attiva INPS, PEC e firma digitale. Verifica se serve EORI per importazioni.

Stabilisci nei contratti col fornitore chi è importatore e chi sopporta dazi e IVA. Allinea le condizioni di vendita sul sito con i flussi reali.

Fonti normative utili da consultare

Riferimenti ufficiali

DPR 633/1972 (IVA); D.Lgs. 127/2015 (fatturazione elettronica); Legge 190/2014 e successive per il regime forfettario; Decreto 2 novembre 2007 su Comunicazione Unica (consulta Normattiva); art. 19 Legge 241/1990 (SCIA); D.Lgs. 114/1998 e D.Lgs. 59/2010 (commercio); D.Lgs. 70/2003 (e-commerce); Direttiva 2006/112/CE e circolare Agenzia delle Entrate 14/E del 2021 (OSS/IOSS); Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice Doganale dell’Unione); D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo); normativa INPS annuale per contributi Gestione Commercianti; documentazione del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico per SUAP e attività commerciali.

Scenario operativo ATECO più adatto IVA e fatturazione Adempimenti extra Tempistiche tipiche
Vendita online in Italia (dropshipping) 47.91.10 IVA italiana in ordinario; in forfettario niente IVA in fattura. Fattura solo su richiesta. E-fattura obbligatoria ove emessa. ComUnica, SCIA SUAP, INPS, PEC/firma digitale 3-10 giorni lavorativi per apertura completa, variabile per SUAP
Vendite intra-UE a consumatori 47.91.10 Oltre 10.000 euro annui: IVA del Paese del cliente via OSS; anche i forfettari possono usare OSS Registri OSS da conservare 10 anni; eventuale partita IVA estera se stock locale Iscrizione OSS in 1-3 giorni; versamenti trimestrali
Spedizioni da extra-UE a clienti UE (senza magazzino UE) 47.91.10 Sotto 150 euro: possibile IOSS; oltre 150 euro: dazi e IVA in dogana. Definisci importatore Valuta EORI; accordi contrattuali Incoterms; procedure doganali IOSS attivabile in 1-2 settimane; tempi doganali variabili
Affiliate marketing/intermediazione senza vendita 73.11.02 Prestazioni di servizi. Intra-UE B2B “reverse charge” tipico; B2C con IVA italiana salvo regole speciali Nessuna SCIA commercio; contratti con piattaforme; privacy e cookie 2-5 giorni per apertura IVA; operatività immediata

FAQ

Posso “testare” il dropshipping senza Partita IVA per qualche settimana?

No, non è prudente. La vendita online con sito o marketplace è attività abituale per natura. Il negozio è aperto sempre, anche se vendi poco. La prassi dell’Agenzia delle Entrate collega l’obbligo IVA all’abitualità e organizzazione. Le cessioni occasionali riguardano vendite sporadiche, non un e-commerce con listino e pagamenti strutturati. Rischi sanzioni e chiusure anomale dei pagamenti da parte dei provider. Apri la Partita IVA prima di incassare. Se vuoi validare l’idea, usa test di marketing senza vendite effettive o simulazioni di checkout senza incasso.

Posso stare in forfettario e usare l’OSS per vendere in tutta l’UE?

Sì. Il regime forfettario riguarda le imposte sul reddito e alcune semplificazioni interne. L’OSS è un regime speciale IVA per le vendite a distanza B2C verso consumatori di altri Paesi UE. Sono piani diversi e compatibili. In pratica, quando superi 10.000 euro annui di vendite B2C UE, applichi l’IVA del Paese del cliente e versi tutto tramite OSS in Italia. Anche sotto soglia puoi optare per OSS per semplicità. Attenzione: in forfettario non detrai IVA a credito. Quindi l’IVA che incassi con OSS la giri integralmente, senza compensare acquisti. Conserva i registri OSS per 10 anni come richiesto dalla normativa UE e verifica trimestralmente i versamenti.

Ho un fornitore cinese che spedisce direttamente al mio cliente italiano: chi paga dazi e IVA di importazione?

Dipende dai patti contrattuali e dagli Incoterms. Se usi DDP con fornitore che si fa carico di dogana, il cliente riceve senza oneri aggiuntivi e il fornitore gestisce gli adempimenti. Se usi DAP o simili, il cliente paga dazi e IVA in dogana alla consegna. Questa pratica però crea reclami e carrelli abbandonati. Per spedizioni fino a 150 euro puoi adottare IOSS: riscuoti l’IVA al checkout e lo sdoganamento avviene senza oneri al destinatario. Per importi superiori, servono sdoganamento ordinario e pagamento di dazi. Definisci sempre chi è l’importatore di riferimento nel documento doganale e sincronizza le condizioni di vendita sul sito. Riferimenti: Codice Doganale dell’Unione e normativa UE su IOSS.

Devo emettere scontrino o ricevuta fiscale per le vendite dal sito?

Per l’e-commerce indiretto B2C, la normativa equipara la vendita a distanza al commercio per corrispondenza. Non devi emettere scontrino o ricevuta. Emetti fattura solo se il cliente la chiede al momento dell’acquisto. La fattura, se emessa, va in formato elettronico via Sistema di Interscambio, perché l’obbligo di e-fattura è stato esteso anche ai forfettari. Conservi comunque una traccia degli incassi e dei corrispettivi, anche in forfettario. Se vendi tramite marketplace, verifica le regole della piattaforma su ricevute e note di consegna e allineale alla normativa italiana.

Quanto costa avviare e mantenere una ditta individuale in dropshipping nel 2026?

All’avvio, considera i costi amministrativi: imposta di bollo di circa 17,50 euro, diritti di segreteria di circa 18 euro e diritto camerale annuale tra circa 50 e 120 euro, variabile per Camera di Commercio. A questi sommi PEC e firma digitale, pochi decine di euro all’anno ciascuna. In gestione, il costo maggiore sono i contributi INPS Gestione Commercianti: un fisso annuo sul minimale definito da INPS e una percentuale sul reddito che supera il minimale. Le aliquote e i minimali sono aggiornati ogni anno da INPS. Puoi chiedere la riduzione del 35% se sei in forfettario. Per le imposte, con il forfettario paghi il 15% (o 5% start-up se rispetti i requisiti). Con l’ordinario paghi IRPEF per scaglioni, addizionali, IVA periodica e IRAP se dovuta. Valuta anche costi di piattaforme, gateway di pagamento, logistica, resi e eventuali consulenze, che incidono molto più delle spese amministrative iniziali.

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