Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Le domande al commercialista e il costo della consulenza dipendono se apri ora l’attività o se hai già la Partita IVA: cambia inquadramento, adempimenti, stime di imposte e tempistiche.
- La prima consulenza varia per obiettivo: apertura, ottimizzazione fiscale, cambio attività o regime.
- Le risposte corrette richiedono dati tecnici: codice ATECO, ricavi attesi, costi, posizione previdenziale, eventuale lavoro dipendente.
- Riferimenti chiave: TUIR (DPR 917/1986), IVA (DPR 633/1972), regime forfettario (L. 190/2014), SUAP (DPR 160/2010), Statuto del contribuente (L. 212/2000).
Domande giuste, risposte utili: perché la consulenza cambia
La consulenza preliminare serve a prendere decisioni corrette su forma, regime fiscale e adempimenti. L’analisi cambia se devi aprire o già operi.
In apertura si valuta fattibilità, requisiti e costi iniziali. Con una Partita IVA attiva si lavora su ottimizzazioni, modifiche e rischi.
Le norme che orientano le scelte sono scritte e pubbliche. Puoi verificarle su Normattiva e sui portali istituzionali di Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro.
Se vuoi aprire una nuova attività: le 8 domande da fare
1) Quali requisiti servono per esercitare l’attività?
Chiedi quali abilitazioni, iscrizioni o comunicazioni sono obbligatorie. Per commercio e artigianato serve spesso una SCIA al SUAP del Comune (DPR 160/2010).
Per professioni regolamentate serve l’iscrizione all’Ordine e il rispetto dei regolamenti interni. Per l’e-commerce valgono regole sul commercio a distanza e privacy.
2) Ditta individuale o libero professionista: cosa cambia davvero?
La ditta individuale svolge attività d’impresa. Il professionista svolge attività intellettuale senza organizzazione d’impresa prevalente.
Cambiano contributi e adempimenti. L’impresa può richiedere iscrizione INAIL e Registro Imprese. Il professionista no, salvo eccezioni specifiche.
3) Quale regime fiscale conviene oggi?
Il regime forfettario è un sistema semplificato. Calcola il reddito con un coefficiente fisso e applica un’imposta sostitutiva (5% per start-up nel rispetto dei requisiti; altrimenti 15%). È disciplinato dalla L. 190/2014, come modificata.
Puoi restare nel forfettario fino a 85.000 euro di ricavi annui. Se superi 100.000 euro decade subito nell’anno in corso, secondo Legge di Bilancio 2023 e successive modifiche. Verifica gli aggiornamenti annuali.
Il regime ordinario usa il principio di cassa per professionisti e di competenza per imprese. Il principio di cassa significa tassare ciò che incassi, non ciò che fatturi.
4) Quali costi posso “scaricare”?
Nel forfettario non deduci i costi reali. Usi un coefficiente di redditività per attività (codice ATECO) e deduci solo i contributi previdenziali versati.
Nell’ordinario deduci i costi inerenti e detrai l’IVA sugli acquisti. Le regole sono nel TUIR (DPR 917/1986) e nel DPR 633/1972 per l’IVA.
5) Quante tasse e contributi pagherò?
Chiedi una simulazione con tre scenari: prudente, atteso e ottimistico. Specifica ricavi previsti, costi fissi, investimenti e tempi di incasso.
Per i contributi: professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS. Artigiani e commercianti versano contributi fissi più una quota percentuale. Professioni ordinistiche hanno casse autonome.
6) Quali sono i costi fissi e variabili?
Costi fissi: diritti camerali, contributi minimi, software di fatturazione, assicurazioni, locazioni e utenze. Costi variabili: provvigioni, materie prime, logistica, pubblicità.
Chiedi una lista per voci, con importi stimati e periodicità. Ti servirà per il budget di cassa.
7) Quando inizierò a pagare le imposte?
Di solito paghi saldo e primo acconto a metà anno successivo, e secondo acconto a novembre. Le date seguono i calendari fiscali annuali dell’Agenzia delle Entrate.
Se superi determinate soglie puoi avere addizionali e acconti più alti. Pretendi una timeline mensile degli adempimenti.
8) Quali scadenze dovrò rispettare?
Fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (DLgs 127/2015). Liquidazioni IVA periodiche se in regime IVA. Comunicazioni e versamenti con F24.
Imposta di bollo su fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche. Rispetta Statuto del contribuente per termini e diritti (L. 212/2000).
Informazioni da dare al commercialista per risposte accurate
Dati sull’attività
Descrivi cosa farai, a chi venderai e come incasserai. Indica il codice ATECO previsto. Il codice ATECO è la “targa” che classifica l’attività economica.
Profilo professionale
Comunica titolo di studio, corsi, certificazioni e iscrizioni obbligatorie. Specifica se hai già esperienza o portafoglio clienti.
Organizzazione e costi
Indica sede, attrezzature, personale, fornitori e software. Datti obiettivi di ricavi su base trimestrale, con stagionalità.
Altri rapporti di lavoro e partecipazioni
Se lavori nel privato, verifica clausole contrattuali e patto di non concorrenza. Se lavori nel pubblico, l’attività extra va autorizzata (D.Lgs. 165/2001, art. 53).
Segnala eventuali partecipazioni in società. Alcune escludono il forfettario, come le partecipazioni in società di persone o in S.r.l. trasparenti.
Se hai già una Partita IVA: le 6 domande da fare
1) Come pagare meno tasse in modo lecito
Chiedi una revisione dei costi deducibili e dell’IVA detraibile. Valuta l’uso del principio di cassa o competenza secondo attività e regime.
Esamina crediti d’imposta e agevolazioni vigenti. Pretendi un prospetto con norme citate e condizioni di accesso.
2) Posso aggiungere un nuovo ATECO?
Sì, ma verifica compatibilità fiscale e previdenziale. L’aggiunta di attività può incidere sul coefficiente del forfettario e sull’INPS.
Serve comunicazione all’Agenzia delle Entrate e, se impresa, aggiornamento al Registro Imprese e SUAP quando necessario.
3) Cosa comporta cambiare attività principale
Un cambio ATECO può modificare obblighi, studi di settore storici e aliquote contributive. Valuta gli impatti su forfettario e su eventuali requisiti persi.
4) Mi conviene cambiare regime fiscale?
Richiedi una simulazione comparativa su tre anni tra forfettario e ordinario. Inserisci ricavi, costi, investimenti e incidenza IVA.
Verifica cause di esclusione dal forfettario (L. 190/2014). Ad esempio partecipazioni vietate o superamento soglie.
5) Quanto pagherò quest’anno tra saldo e acconti
Domanda un prospetto con scadenze, importi stimati e codice tributo. Chiedi anche la gestione del cash flow per evitare interessi.
6) Posso accedere a bandi e agevolazioni
Sì, ma servono requisiti specifici e documenti. Valuta incentivi nazionali o regionali e il loro impatto fiscale e contributivo.
Documenti da portare al primo incontro
Se stai aprendo
- Documento d’identità e codice fiscale.
- Bozza di business plan con ricavi e costi previsti.
- Elenco beni strumentali e investimenti iniziali.
- Eventuali abilitazioni, attestati, iscrizioni ad albi.
Se hai già la Partita IVA
- Ultima dichiarazione dei redditi e relative ricevute.
- Fatture emesse e ricevute, estratte dall’e-fattura.
- Prospetto contributi versati a INPS o Cassa.
- Elenco cespiti e contratti in corso (locazioni, leasing, software).
Quanto costa la consulenza: fasce realistiche 2026
La prima chiacchierata informativa può essere gratuita. Molti professionisti offrono 20–30 minuti senza impegno.
Una consulenza base su apertura, ATECO e regime può costare 50–150 euro, in funzione del tempo e della complessità.
Un’analisi avanzata con simulazioni fiscali e previdenziali costa in genere 100–400 euro. Se include verifica documentale, il costo sale.
La redazione di un piano scadenze personalizzato, con checklist e modulistica, può avere un extra. Chiedi sempre preventivo scritto.
Regola decisionale rapida
Se apri ora
Se i ricavi attesi sono sotto 85.000 euro e i costi con IVA sono bassi, valuta il forfettario. È semplice e spesso conveniente.
Se acquisti beni o servizi con molta IVA e hai costi elevati, valuta l’ordinario. Potrai detrarre l’IVA e dedurre i costi reali.
Se lavori nel pubblico, prima chiedi autorizzazione al datore di lavoro. Senza autorizzazione rischi sanzioni.
Se operi già
Se hai incrementato gli investimenti e l’IVA a credito cresce, valuta il passaggio all’ordinario. Fai simulazioni su tre anni.
Se resti sotto le soglie e hai costi bassi, il forfettario può restare la scelta più efficiente. Verifica cause di esclusione.
Se aggiungi attività, verifica prima ATECO, impatti sui contributi e su eventuali agevolazioni attive.
Fonti normative utili da citare nella consulenza
TUIR, DPR 917/1986: regole su reddito d’impresa e di lavoro autonomo. Guida il calcolo del reddito e delle deduzioni.
DPR 633/1972: disciplina dell’IVA. Rileva per obblighi, detrazioni e operazioni esenti o non imponibili.
Legge 190/2014, art. 1 commi 54–89 e successive modifiche: regime forfettario. Include soglie, coefficienti e cause di esclusione.
D.Lgs. 127/2015: fatturazione elettronica e trasmissione tramite Sistema di Interscambio.
DPR 160/2010: Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) e SCIA. Punto unico per comunicazioni comunali.
D.Lgs. 165/2001, art. 53: autorizzazioni per dipendenti pubblici allo svolgimento di attività extra.
Legge 212/2000: Statuto del contribuente. Stabilisce diritti, termini e garanzie nei rapporti con il Fisco.
| Scenario | Requisiti da verificare | Documenti utili | Tempistiche e adempimenti | Range costo consulenza | Apertura nuova attività | Abilitazioni, SCIA/SUAP, ATECO, PEC e firma digitale, posizione INPS o Cassa | Business plan, titoli abilitanti, stima ricavi/costi, dati anagrafici | Attribuzione Partita IVA, eventuale iscrizione Registro Imprese, SCIA, scelta regime | 0–150€ base; 150–300€ con simulazioni | Partita IVA attiva: cambio regime | Requisiti forfettario, soglie 85k/100k, cause di esclusione, impatto IVA | Dichiarazioni precedenti, registri, prospetti incassi/pagamenti, cespiti | Opzione/uscita regime da esercitare nei termini; aggiornamento deleghe e contabilità | 100–350€ analisi comparativa | Aggiunta/modifica ATECO | Compatibilità attività, impatto contributi, eventuale Albo/INAIL | Visura attuale, elenco attività, stima ricavi per codice | Comunicazione AE, aggiornamento Registro Imprese e SUAP se richiesto | 80–250€ pratica e valutazioni | Accesso ad agevolazioni | Requisiti soggettivi/oggettivi, cumulabilità, vincoli di spesa | Piano investimenti, preventivi, DURC, visure e certificazioni | Domanda su portali istituzionali, rendicontazione, monitoraggio scadenze | 150–400€ dossier e strategia |
|---|
FAQ
Quali sono le 5 domande imprescindibili da fare prima di aprire la Partita IVA?
Chiedi: 1) Qual è il codice ATECO corretto e quali adempimenti comporta? L’ATECO incide su coefficienti del forfettario, contributi e talvolta su autorizzazioni. 2) Posso accedere al regime forfettario secondo L. 190/2014? Verifica soglie, attività incompatibili e partecipazioni vietate. 3) Quanto pagherò tra imposte e contributi nel primo triennio? Pretendi tre scenari con ipotesi esplicite. 4) Quali scadenze avrò mese per mese? Includi F24, eventuali liquidazioni IVA, imposta di bollo e conservazione e-fatture (D.Lgs. 127/2015). 5) Quali rischi normativi vedo nel mio modello di business? Ad esempio necessità di SCIA al SUAP (DPR 160/2010), iscrizione ad Albo o autorizzazioni di settore. Con queste risposte puoi pianificare cassa e investimenti in modo realistico.
Come capisco se il forfettario è più conveniente dell’ordinario nel 2026?
Fai una comparazione numerica, non solo intuitiva. Nel forfettario applichi il coefficiente di redditività al fatturato e sottrai i contributi versati. Poi applichi l’imposta sostitutiva (5% per start-up in presenza dei requisiti o 15% negli altri casi). Non detrai l’IVA né deduci i costi reali, ma hai adempimenti più semplici. Nell’ordinario calcoli il reddito come ricavi meno costi inerenti, con detrazione dell’IVA sugli acquisti se in regime IVA. Se hai molti acquisti con IVA e margini bassi, l’ordinario spesso vince. Se hai costi leggeri, incassi regolari e ricavi entro 85.000 euro, il forfettario è spesso più efficiente. Verifica sempre cause di esclusione e le soglie aggiornate su documenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
Ho un lavoro dipendente: posso aprire la Partita IVA senza problemi?
Sì, se non violi il contratto e non fai concorrenza al datore. Controlla eventuali clausole e orari. Se sei dipendente pubblico, l’attività autonoma richiede quasi sempre autorizzazione preventiva (D.Lgs. 165/2001, art. 53). In mancanza rischi sanzioni disciplinari e restituzione compensi. Ai fini fiscali, i redditi si sommano e paghi l’IRPEF per scaglioni sul totale, secondo le aliquote vigenti. Ai fini contributivi, potresti versare alla Gestione Separata o alla Cassa di categoria, anche se già coperto da un’altra forma. Valuta con il professionista l’impatto di acconti e detrazioni per evitare conguagli pesanti a giugno e novembre.
Quali documenti servono per cambiare ATECO o aggiungerne uno?
Servono i dati anagrafici, la tua posizione attuale (visura, se impresa), un elenco dell’attività da aggiungere con stima ricavi, e la verifica di requisiti specifici (abilitazioni, SCIA, iscrizioni ad Albi). Il professionista effettua la pratica all’Agenzia delle Entrate e, se si tratta di impresa, aggiorna il Registro Imprese e, quando richiesto, presenta la SCIA al SUAP. Controlla impatti sul regime forfettario: il nuovo ATECO può modificare il coefficiente di redditività e, in alcuni casi, rendere la gestione INPS diversa. Conserva le ricevute delle pratiche e aggiorna quanto prima i documenti commerciali e le e-fatture con i nuovi riferimenti.
Quanto devo prevedere di budget per consulenza e tenuta contabile il primo anno?
Metti a budget tre voci. 1) Consulenza di avvio e inquadramento: 50–300 euro, in base alla profondità dell’analisi (verifica requisiti, simulazioni, timeline adempimenti). 2) Gestione contabile e fiscale continuativa: varia dal regime e dal volume documentale. In forfettario la cifra è più bassa perché non hai IVA e registri complessi. In ordinario serve contabilità, liquidazioni periodiche IVA e adempimenti aggiuntivi. 3) Extra per pratiche specifiche: SCIA, iscrizioni INPS/INAIL, pratiche camerali, richieste di agevolazioni. Chiedi sempre un preventivo scritto con elenco prestazioni, tempi e responsabilità, in linea con le regole deontologiche e lo Statuto del contribuente (L. 212/2000). Una pianificazione chiara evita sorprese e ti permette di confrontare più offerte in modo omogeneo.
