Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se lavori come social media manager con partita IVA devi iscriverti alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 versi il 26,07% sulla base previdenziale, che cambia tra regime ordinario e forfettario (coefficiente 78%).
- Iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata INPS per i professionisti senza Cassa, come da Legge 335/1995, art. 2, comma 26.
- Aliquota 2026 per professionisti: 26,07% (diversa per pensionati o soggetti con altra tutela obbligatoria).
- Base previdenziale: ordinario = ricavi − costi − contributi dedotti; forfettario = incassi × 78% − contributi dedotti; pagamento con F24 alle scadenze fiscali.
Chi deve iscriversi alla Gestione Separata INPS
Il social media manager è un libero professionista senza Cassa dedicata. Quindi ricade nella Gestione Separata INPS.
La base giuridica è la Legge 335/1995, art. 2, comma 26 (fonte: Normattiva). L’iscrizione si fa telematicamente sul portale INPS, anche tramite ComUnica alla Camera di Commercio.
Quando scatta l’obbligo
L’obbligo scatta con l’inizio dell’attività abituale con partita IVA. L’iscrizione va fatta entro 30 giorni dall’avvio.
Se hai già una copertura previdenziale principale diversa, l’INPS applica un’aliquota ridotta. Se sei pensionato, l’aliquota è diversa ancora. Le percentuali sono fissate ogni anno da circolare INPS.
Aliquote 2026 e cosa cambia
Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, nel 2026 l’aliquota ordinaria è 26,07%. È l’aliquota valida per chi non è pensionato e non ha altra tutela previdenziale obbligatoria.
Se percepisci una pensione o sei già assicurato altrove (ad esempio lavoro dipendente a tempo pieno), l’aliquota è ridotta. Le aliquote specifiche sono indicate ogni anno da circolare INPS.
Massimale e accredito contributivo
Ogni anno l’INPS fissa un massimale di reddito. Oltre quel tetto non versi più contributi e non maturi ulteriore anzianità previdenziale.
Esiste anche un minimale utile per accreditare 12 mesi pieni di contribuzione. Se resti sotto, i mesi accreditati si riducono in proporzione. I valori sono indicati nella circolare aliquote INPS dell’anno.
Come si calcola la base imponibile previdenziale
Regime ordinario: definizione pratica
Se sei nel regime ordinario, il reddito professionale si calcola con il principio di cassa. Significa: consideri gli incassi ricevuti nell’anno e i costi pagati nell’anno. Sono i criteri dell’art. 54 del TUIR (D.P.R. 917/1986).
La base previdenziale per la Gestione Separata è il reddito netto dell’attività. In pratica: ricavi – costi inerenti – contributi previdenziali obbligatori dedotti in dichiarazione. Questo è l’imponibile su cui applichi il 26,07%.
Regime forfettario: coefficiente di redditività 78%
Nel forfettario non deduci i costi analitici. Applichi un coefficiente di redditività al totale degli incassi. Per i servizi di marketing e comunicazione, tipici del social media manager, il coefficiente è 78%.
Formula semplice: base previdenziale = incassi × 78% – contributi previdenziali obbligatori dedotti in dichiarazione. La base giuridica del regime è la Legge 190/2014, art. 1, commi 54–89 (fonte: Normattiva e prassi Agenzia delle Entrate).
Esempi numerici 2026
Esempio forfettario: incassi annui 50.000 euro; coefficiente 78%; contributi obbligatori pagati l’anno scorso 10.000 euro. Base previdenziale = 50.000 × 78% − 10.000 = 29.000 euro. Contributi 2026 = 29.000 × 26,07% = 7.560,30 euro.
Esempio ordinario: incassi 60.000 euro; costi deducibili 18.000 euro; contributi obbligatori dedotti 6.000 euro. Base previdenziale = 60.000 − 18.000 − 6.000 = 36.000 euro. Contributi 2026 = 36.000 × 26,07% = 9.385,20 euro.
Tasse: IRPEF nel regime ordinario e imposta sostitutiva nel forfettario
Oltre ai contributi paghi le imposte. Nel regime ordinario paghi l’IRPEF progressiva per scaglioni. Nel 2026 gli scaglioni sono 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
La disciplina IRPEF è nel TUIR e nelle Leggi di Bilancio. I contributi previdenziali sono interamente deducibili dal reddito complessivo (art. 10 TUIR). Quindi riducono le imposte.
Imposta sostitutiva nel forfettario
Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva al 15%. Puoi avere l’aliquota al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up. La base è il reddito forfettario (incassi × coefficiente) al netto dei contributi dedotti.
Regole, limiti e cause di esclusione sono nella Legge 190/2014 e successive modifiche. L’Agenzia delle Entrate fornisce istruzioni operative nei modelli dichiarativi.
Pagamenti, scadenze e F24 nel 2026
Acconti e saldo
I contributi della Gestione Separata si pagano con il modello F24. Le scadenze sono le stesse delle imposte sui redditi.
Nel 2026 versi il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno. Puoi pagare al 31 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Il secondo acconto 2026 scade il 30 novembre.
Codici tributo e causali
Usa la sezione INPS del modello F24. Il codice tributo per i contributi dei liberi professionisti è 1038. Per sanzioni si usa 1040 e per interessi 1041. Indica l’anno di riferimento, la rata (acconto o saldo) e l’importo a due decimali.
Rivalsa INPS del 4% in fattura
Puoi applicare in fattura una rivalsa del 4%. È una voce a carico del cliente che compensa parte del costo previdenziale. La rivalsa concorre ai ricavi. È prevista dall’art. 1, comma 212, della Legge 662/1996.
Regola decisionale rapida
Scelta operativa in 6 passi
1) Hai partita IVA da social media manager? Sì: iscriviti alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni. No: se lavori occasionalmente sotto la soglia, valuta la prestazione occasionale, ma senza abitualità.
2) Verifica lo status: sei pensionato o già coperto da altra gestione? Sì: applica l’aliquota ridotta INPS 2026. No: applica il 26,07%.
3) Scegli il regime fiscale: rispetti i requisiti del forfettario? Se sì, valuta il forfettario per semplicità e imposta sostitutiva. Altrimenti resta in ordinario.
4) Calcola la base previdenziale: forfettario = incassi × 78% − contributi dedotti; ordinario = incassi − costi − contributi dedotti. Usa il principio di cassa.
5) Applica l’aliquota e verifica massimale/minimale INPS dell’anno. Se resti sotto il minimale di accredito, sappi che maturi meno mesi utili.
6) Pianifica i pagamenti: saldo e acconti alle scadenze di giugno/luglio e novembre. Compila F24 con codice 1038. Valuta la rivalsa 4% in fattura.
Fonti e riferimenti normativi
Norme primarie e prassi
Iscrizione e obbligo Gestione Separata: Legge 335/1995, art. 2, comma 26 (fonte: Normattiva). Rivalsa 4%: Legge 662/1996, art. 1, comma 212. Determinazione annuale delle aliquote e dei massimali: circolari INPS pubblicate sul portale INPS.
Reddito di lavoro autonomo e principio di cassa: D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 54. Deducibilità contributi: TUIR, art. 10. Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54–89, come modificata da successive Leggi di Bilancio (fonti: Normattiva e Agenzia delle Entrate).
Scadenze fiscali e modelli dichiarativi: provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e calendario fiscale annuale. Inquadramento lavoristico: informazioni istituzionali del Ministero del Lavoro.
| Scenario | Requisiti e base previdenziale | Aliquota contributiva 2026 | Scadenze e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Libero professionista in forfettario (SMM) | Base = incassi annui × 78% − contributi dedotti in dichiarazione. Principio di cassa. Rivalsa 4% facoltativa. | 26,07% (se non pensionato e senza altra tutela); aliquota ridotta se pensionato/assicurato altrove. | Saldo 2025 e 1° acconto 2026 entro 30/06 (o 31/07 con 0,40%); 2° acconto 30/11. F24, codice 1038. |
| Libero professionista in ordinario (SMM) | Base = incassi − costi inerenti − contributi obbligatori dedotti. Principio di cassa art. 54 TUIR. | 26,07% ordinaria; ridotta per pensionati/assicurati. Massimale e minimale annui INPS. | Stesse scadenze di imposte sui redditi. Rateazione con interessi secondo regole Agenzia Entrate. F24 1038. |
| Collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) | Base = compenso lordo. Contributi ripartiti tra committente e collaboratore secondo legge. | Aliquota specifica co.co.co. definita dalla circolare INPS 2026, superiore a quella dei professionisti. | Versamenti a cura del committente con UniEmens/F24. Certificazione compensi a fine anno. |
| Pensionato o già coperto da altra gestione | Base come per il proprio regime fiscale. Verifica cumulabilità e deduzioni. | Aliquota ridotta Gestione Separata secondo circolare INPS 2026. | Scadenze ordinarie. Attenzione ai limiti di cumulo pensione–redditi previsti dal sistema pensionistico. |
FAQ
Devo sempre iscrivermi alla Gestione Separata se faccio il social media manager?
Sì, se svolgi l’attività in modo abituale con partita IVA e non hai una Cassa professionale dedicata. La Gestione Separata copre i professionisti “senza Cassa”, come prevede la Legge 335/1995. L’iscrizione è telematica sul sito INPS e va fatta entro 30 giorni dall’avvio attività. Se lavori in modo occasionale, senza abitualità e sotto le soglie fiscali, puoi usare la prestazione occasionale. Ma appena l’attività diventa stabile o apri partita IVA, l’iscrizione alla Gestione Separata è obbligatoria. In caso di collaborazioni coordinate (co.co.co.) l’iscrizione è comunque alla Gestione Separata, ma i contributi li versa il committente con regole e aliquote specifiche previste dalle circolari INPS.
Come si calcolano i contributi INPS nel regime forfettario con coefficiente 78%?
Segui tre passaggi. 1) Somma tutti gli incassi dell’anno, incassati davvero (principio di cassa). 2) Applica il coefficiente 78% per i servizi di marketing e comunicazione, tipici del social media manager. Ottieni il reddito forfettario. 3) Sottrai i contributi previdenziali obbligatori che deduci in dichiarazione. Quello è l’imponibile previdenziale. Infine applica l’aliquota 2026: 26,07% se non sei pensionato e non hai altra copertura. Ricorda che la rivalsa del 4% in fattura, se la applichi, aumenta i ricavi e quindi anche la base su cui si calcolano imposte e contributi. I valori di massimale e minimale per l’accredito dei mesi utili li pubblica ogni anno l’INPS.
Nel regime ordinario cosa posso togliere prima di calcolare i contributi?
Parti dagli incassi dell’anno. Togli i costi inerenti pagati nell’anno: software, pubblicità, consulenze, attrezzature nei limiti di deducibilità. Vale il principio di cassa dell’art. 54 TUIR. Togli anche i contributi previdenziali obbligatori che deduci in dichiarazione dei redditi. Il risultato è la base previdenziale per la Gestione Separata. Applica poi l’aliquota 26,07% (o quella ridotta, se sei pensionato o già coperto). Non puoi sottrarre i contributi “da pagare” dell’anno prima di calcolarli: sottrai solo quelli effettivamente pagati e dedotti in dichiarazione, come indicano le istruzioni del Quadro RR.
Quali sono le scadenze 2026 e come compilo l’F24 per la Gestione Separata?
Le scadenze coincidono con le imposte sui redditi: saldo 2025 e primo acconto 2026 entro il 30 giugno; puoi pagare entro il 31 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Secondo acconto 2026 entro il 30 novembre. Per l’F24 usa la sezione INPS. Inserisci il codice tributo 1038 per i contributi dei professionisti, l’anno di riferimento, e indica se è saldo o acconto. I codici 1040 e 1041 servono rispettivamente per sanzioni e interessi. Puoi rateizzare alle condizioni fissate dall’Agenzia delle Entrate, con interessi di rateazione. Conserva quietanze e calcoli: servono per il Quadro RR della dichiarazione dei redditi.
IRPEF o imposta sostitutiva: come si coordinano con i contributi?
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF per scaglioni 23%–33%–43% (2026). I contributi previdenziali sono interamente deducibili dal reddito complessivo, quindi riducono l’IRPEF. Nel regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva al 15% o al 5% nei primi 5 anni se hai i requisiti di start-up. Anche qui i contributi si deducono integralmente dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta. Questo doppio effetto è importante: i contributi non solo costruiscono la pensione, ma abbassano anche le tasse. Le basi normative sono nel TUIR (art. 10 e art. 54) e nella Legge 190/2014; le aliquote IRPEF e le date di pagamento sono fissate dalle Leggi di Bilancio e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
