Per il controllo della Partita IVA nel VIES, l’archivio europeo dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), usa il servizio della Commissione europea: scegli lo Stato, inserisci il numero e avvia la verifica. Con esito “valido” fatturi a quel cliente senza IVA italiana. Se è “non valido”, applichi l’IVA italiana o, se il numero è tuo, chiedi l’iscrizione all’Agenzia delle Entrate.
- Il VIES ti dice se un’impresa è abilitata alle operazioni intracomunitarie B2B, cioè tra imprese di Paesi diversi dell’Unione Europea (UE). Senza abilitazione non c’è non imponibilità IVA.
- In Italia l’iscrizione al VIES si chiede all’Agenzia delle Entrate e vale subito. Dopo, l’Agenzia fa i suoi controlli.
- Se il numero è “non valido”, applichi l’IVA italiana. Se hai già sbagliato, correggi con le procedure previste.
Cos’è il VIES e perché è decisivo per vendere/acquistare in UE
VIES significa “VAT Information Exchange System”, dove VAT (Value Added Tax) è il nome inglese dell’IVA. Ti conferma se un’impresa è abilitata alle operazioni intracomunitarie B2B, cioè agli acquisti e alle vendite tra imprese di due Paesi UE. Lo gestisce la Commissione europea e prende i dati dalle banche dati nazionali.
Se la Partita IVA del tuo cliente risulta “valida” nel VIES, puoi applicare la non imponibilità IVA alle cessioni intracomunitarie di beni e ai servizi B2B in UE. Non imponibile significa che in fattura non addebiti l’IVA italiana: la paga il cliente nel suo Paese. È il principio di tassazione nel Paese di destinazione. Se ti serve un ripasso su come funziona il numero che usi per questi scambi, leggi la guida sulla Partita IVA intracomunitaria.
Non ti serve conoscere le norme a memoria: ti basta sapere cosa controllare prima di fatturare. Se vuoi approfondire, le regole sul VIES stanno nella Direttiva 2006/112/CE, nel Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011, nel D.L. 331/1993 (artt. 38–41 e 50) e nel decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 633/1972 (artt. 7-ter, 17, 35).
Dal 1° gennaio 2027 cambiano i riferimenti, non le regole di fondo. Le norme del D.L. 331/1993 sulle cessioni intracomunitarie confluiscono nel Testo unico IVA, il D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10, come indica Normattiva per l’art. 41 del D.L. 331/1993. Fino al 31 dicembre 2026 restano in vigore gli articoli citati qui.
Come verificare una Partita IVA nel VIES, passo per passo
La procedura pratica
Usa il servizio VIES della Commissione europea. Ti servono due dati: lo Stato membro che ha rilasciato il numero e il numero di Partita IVA del cliente o del fornitore. Se il cliente è francese, tedesco o spagnolo, chiedigli il numero esatto e scegli il suo Paese dall’elenco.
- Seleziona lo Stato membro.
- Inserisci il numero di Partita IVA senza la sigla del Paese davanti e senza spazi né punti.
- Invia la richiesta e leggi l’esito.
Il sistema restituisce: “valido” o “non valido”. In alcuni Paesi vedi anche denominazione e indirizzo. In altri solo la validità.
Conserva lo “ID richiesta”, cioè il codice identificativo della consultazione, insieme all’esito. Salvalo in PDF e archivialo con la pratica o con la fattura: è la tua prova di aver controllato.
Il VIES copre solo i numeri rilasciati dagli Stati membri dell’Unione europea. Per un cliente fuori dall’UE segui la guida sul controllo della Partita IVA extracomunitaria.
Esiti particolari e come gestirli
Se compare “servizio non disponibile”, riprova più tardi. Secondo la pagina Your Europe della Commissione europea sul controllo VIES, succede quando le banche dati nazionali sono in aggiornamento. In alternativa usa il servizio nazionale, se il Paese ne ha uno.
Un esito “non valido” può voler dire tre cose: il numero non esiste, non è attivato per le operazioni intracomunitarie oppure la registrazione non è completa. Se è il tuo numero e fai operazioni UE, devi abilitarti. Se è il numero del cliente, non puoi usare la non imponibilità: applica l’IVA italiana o chiedi un numero alternativo.
Controllo Partita IVA VIES sul sito dell’Agenzia delle Entrate: come funziona
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate non fai il controllo VIES: il servizio Verifica partita IVA dell’Agenzia delle Entrate controlla solo le Partite IVA italiane. Per i numeri degli altri Paesi UE ti rimanda al servizio “Controllo partite IVA comunitarie (VIES)” della Commissione europea.
Il servizio italiano è gratuito e ti dice tre cose su un numero italiano: se è valido, se è attivo o cessato e a chi è intestato. È utile quando un fornitore italiano ti manda la prima fattura o quando vuoi controllare la tua posizione.
Le due verifiche rispondono a domande diverse. La Verifica partita IVA ti dice se il numero esiste ed è attivo in Italia. Il VIES ti dice se quel numero è abilitato agli scambi con gli altri Paesi UE. Un numero italiano può essere attivo e non comparire nel VIES: succede quando il titolare non ha mai chiesto l’iscrizione.
Se vuoi sapere cosa trovi esattamente nel portale italiano, leggi la guida sul portale di verifica della Partita IVA. Per il tuo numero, invece, puoi anche verificare se la tua Partita IVA risulta attiva sui servizi dell’Agenzia delle Entrate.
Iscrizione al VIES in Italia: chi deve farla e come
Quando l’iscrizione è necessaria
Devi iscriverti al VIES se fai, o pensi di fare, operazioni intracomunitarie B2B come soggetto passivo IVA. Parliamo di vendite di beni a clienti UE con Partita IVA, di acquisti intracomunitari di beni e dei servizi B2B soggetti alla regola generale, cioè quelli tassati nel Paese del cliente.
Il “soggetto passivo” è chi esercita un’attività d’impresa, arte o professione. Anche chi è nel regime forfettario è un soggetto passivo, anche se in Italia non addebita IVA in fattura.
La base normativa e le modalità
Chiedi l’iscrizione all’Agenzia delle Entrate quando apri la Partita IVA, con il modello di apertura: AA9/12 se sei una ditta individuale o un professionista, AA7/10 se sei una società. Oppure puoi chiederla dopo, con i servizi telematici. Le regole le fissano l’art. 35 del DPR 633/1972 e il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 dicembre 2014. Se devi ancora fare la richiesta, trovi i passaggi nella guida su come abilitare la Partita IVA al VIES.
L’Agenzia delle Entrate include il numero nel VIES immediatamente, appena riceve l’opzione. Il vecchio termine di 30 giorni per negare l’abilitazione non esiste più: l’art. 35 del DPR 633/1972, modificato dal D.Lgs. 175/2014, prevede l’inclusione immediata, come conferma l’Agenzia delle Entrate nella scheda sull’inclusione nell’archivio VIES. Dopo l’inclusione, l’Agenzia fa riscontri automatizzati sul rischio e controlli formali sugli elenchi riepilogativi, i modelli Intrastat che riassumono le tue operazioni intracomunitarie. La propagazione ai sistemi VIES degli altri Stati può richiedere 24–72 ore.
Se non presenti alcun elenco riepilogativo per quattro trimestri consecutivi, l’Agenzia ti esclude dal VIES. Prima ti invia una comunicazione e l’esclusione scatta dal sessantesimo giorno successivo, secondo la stessa scheda dell’Agenzia. Se ricominci a lavorare con l’estero, ripresenti la richiesta.
Cosa fare se il numero è “non valido” nel VIES
Se è il numero del tuo cliente UE
Per le vendite di beni: senza un numero “valido” del cliente, non puoi applicare la non imponibilità intra-UE. Emetti fattura con IVA italiana e versa l’imposta in Italia, come prevede l’art. 41 del D.L. 331/1993 sulle condizioni della cessione intracomunitaria.
Per la maggior parte dei servizi che fai a un’impresa UE, cioè quelli tassati nel Paese del cliente: se il cliente non risulta valido nel VIES, trattalo come un privato e applica l’IVA italiana. Fanno eccezione i servizi con regole speciali. La regola sta nell’art. 7-ter del DPR 633/1972 e nel Regolamento (UE) n. 282/2011.
Se il cliente insiste di essere registrato, chiedigli di controllare con l’amministrazione fiscale del suo Paese: è quella che gestisce i dati che il VIES mostra. Per le cause più comuni, leggi la guida su cosa vuol dire una Partita IVA non valida per le operazioni UE.
Se è il tuo numero (operi dall’Italia)
Se fatturi o ricevi fatture da imprese UE e non risulti nel VIES, chiedi subito l’iscrizione all’Agenzia delle Entrate. Nel frattempo emetti le fatture con le regole interne, senza non imponibilità e senza inversione contabile, il meccanismo con cui l’IVA la versa chi riceve la fattura.
Se hai applicato per errore la non imponibilità, correggi con una nota di variazione, cioè un documento che modifica la fattura già emessa, e con il versamento dell’IVA. Poi usa il ravvedimento operoso: è la regolarizzazione spontanea che ti permette di pagare sanzioni ridotte.
Sanzioni e rischi
Se applichi male l’IVA o salti una comunicazione, rischi una sanzione. Per le violazioni formali l’art. 11 del D.Lgs. 471/1997 prevede in molti casi una sanzione da 250 a 2.000 euro. Se non hai versato anche l’imposta, paghi in più sanzioni proporzionali e interessi.
Con il ravvedimento operoso le sanzioni si riducono, tanto più quanto prima regolarizzi. Versi l’IVA dovuta e le sanzioni ridotte con il modello F24, seguendo le istruzioni ufficiali. Queste norme valgono fino al 31 dicembre 2026: dal 1° gennaio 2027 le sanzioni passano al Testo unico delle sanzioni tributarie, il D.Lgs. 173/2024, come riporta Normattiva per l’art. 11 del D.Lgs. 471/1997.
Regola decisionale rapida
La bussola operativa in 6 passaggi
1) Verifica sempre il numero nel VIES prima di fatturare. Salva l’esito.
2) Se il cliente UE è “valido”: per i beni applica la non imponibilità intra-UE (D.L. 331/1993 art. 41). Per i servizi B2B con regola generale non applichi l’IVA italiana (DPR 633/1972 art. 7-ter): il cliente la versa nel suo Paese con il reverse charge, cioè l’inversione contabile.
3) Se il cliente UE è “non valido”: tratta l’operazione come domestica o B2C, cioè verso un consumatore finale. Applica l’IVA italiana, salvo eccezioni sul luogo di tassazione.
4) Se tu non sei nel VIES ma fai o farai operazioni UE: chiedi subito l’iscrizione all’Agenzia delle Entrate. Aspetta che il tuo numero risulti “valido” prima di applicare la non imponibilità.
5) Se hai sbagliato: emetti una nota di variazione, regolarizza l’IVA e usa il ravvedimento operoso.
6) Per gli acquisti intra-UE: se sei nel VIES, integri la fattura estera, cioè aggiungi tu l’IVA italiana alla fattura del fornitore, e la versi in Italia. Se non lo sei, il fornitore può addebitarti la sua IVA o rifiutare l’operazione.
Fatturazione elettronica e adempimenti 2026
Documenti e flussi con SDI
Le operazioni con l’estero le comunichi tramite il Sistema di Interscambio (SDI), la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che riceve e smista le fatture elettroniche. Usa i tipi documento: TD17 per servizi ricevuti dall’estero, TD18 per acquisti intracomunitari di beni, TD19 per casi particolari di reverse charge.
Per le vendite intracomunitarie emetti fattura elettronica con natura N3.2 (cessioni intra-UE di beni non imponibili) o con la natura giusta per i servizi. Inserisci il numero VIES del cliente.
Rispetta i termini di trasmissione allo SDI. Per i beni conserva le prove di trasporto: la lettera di vettura internazionale CMR, il documento di trasporto (DDT) e le dichiarazioni del cliente.
Casi particolari: forfettari, enti, marketplace
Regime forfettario
Il regime forfettario è un regime agevolato: in Italia non addebiti IVA e paghi un’imposta sostitutiva. Se lavori con clienti o fornitori UE, puoi e spesso devi abilitarti al VIES.
Per le vendite B2B intra-UE usi la non imponibilità solo se sei nel VIES e il cliente è “valido”. Per gli acquisti intra-UE potresti dover integrare la fattura e versare l’IVA, senza poterla detrarre. Se non sai se il tuo caso rientra qui, parlane con il tuo commercialista.
Enti non commerciali e stabili organizzazioni
Se gestisci un ente non commerciale con Partita IVA, o che svolge anche attività commerciali, controlla di essere abilitato al VIES prima di operare con l’estero. La stabile organizzazione in Italia di un’impresa estera, cioè una sua sede fissa che lavora qui, ha bisogno di una sua abilitazione se fa operazioni UE.
Marketplace e OSS/IOSS
OSS/IOSS servono per vendite B2C in UE. Non sostituiscono il VIES per il B2B. OSS sta per One Stop Shop e IOSS per Import One Stop Shop: sono gli sportelli unici per dichiarare l’IVA sulle vendite a privati di altri Paesi. Se fai B2B intra-UE, resta valido il controllo VIES con le regole ordinarie.
Prove, controlli e archiviazione
Come dimostrare la buona fede
Conserva l’esito VIES con data e ID richiesta. Per le vendite di beni conserva anche le prove della spedizione fuori dall’Italia. Per i servizi documenta il contratto e la qualifica del cliente come soggetto passivo.
Queste prove ti aiutano in caso di controlli. Ripeti la verifica vicino alla data della fattura, soprattutto con i clienti occasionali. Con i clienti abituali ripetila a intervalli regolari, per esempio ogni trimestre.
Come rimediare: errori tipici e soluzioni
Hai fatturato senza IVA ma il cliente era “non valido”
Emetti una nota di debito, cioè un documento che aggiunge alla fattura l’IVA che mancava, e versa l’imposta dovuta. Valuta il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.
Hai acquistato da UE senza integrare
Registra l’integrazione in ritardo. Versa l’IVA con le sanzioni ridotte del ravvedimento. Se serve, allinea anche le comunicazioni allo SDI con i documenti TD17 o TD18 inviati in ritardo.
La tabella riassume i casi più frequenti: per ognuno trovi cosa deve risultare nel VIES, cosa fare in fattura e quando farlo.
| Scenario | Requisiti VIES | Azione fiscale e documentale | Tempistiche operative |
|---|---|---|---|
| Cessione di beni B2B Italia → UE | Fornitore e cliente “validi” nel VIES | Fattura non imponibile art. 41 D.L. 331/1993; indicazione numero VIES cliente; prove di trasporto | Verifica VIES prima della fattura; invio e-fattura entro termini SDI; archiviazione prove |
| Prestazione di servizi B2B regola generale | Cliente UE “valido” nel VIES | Nessuna IVA italiana; indicazione inversione contabile; conservare contratto o ordine | Verifica VIES prima della fattura; invio e-fattura tempestivo |
| Cliente UE “non valido” nel VIES | Nessuna abilitazione del cliente | Tratta come B2C o domestica; applica IVA italiana salvo eccezioni di luogo di tassazione | Verifica VIES e salvataggio dell’esito; fattura con IVA immediata |
| Acquisto intracomunitario di beni | Acquirente italiano iscritto al VIES | Integrazione fattura estera; IVA versata in Italia con reverse charge; TD18 allo SDI | Registrazione entro i termini IVA; trasmissione SDI secondo scadenze |
| Fornitore UE ti addebita la sua IVA | Assenza VIES tuo o loro | Chiarisci lo status VIES; chiedi nota di credito e nuova fattura, o rimborso IVA estero se applicabile | Entro il periodo IVA corrente; tempi esteri variabili |
| Hai applicato non imponibilità senza requisiti | Mancava validità VIES o prove | Nota di variazione, versamento IVA, ravvedimento operoso | Prima possibile; sanzioni ridotte se ravvedi presto |
Non ti preoccupare se il tuo caso non rientra in questi schemi. Se hai dubbi, ne parliamo insieme.
FAQ
Posso cercare una Partita IVA estera partendo dal nome dell’azienda?
No, il controllo VIES parte sempre dal numero: il modulo ti chiede lo Stato e il numero di Partita IVA, non il nome dell’azienda. Chiedi questi dati direttamente al cliente o al fornitore, oppure cercali sulle sue fatture. Quando hai il numero, fai la verifica e salva l’esito con l’ID richiesta.
Sono in regime forfettario: devo iscrivermi al VIES?
Sì, se fai o pensi di fare operazioni intracomunitarie B2B. Il regime forfettario non ti toglie lo status di soggetto passivo. Se fai solo vendite B2C con OSS/IOSS, l’abilitazione VIES può non servire, ma verifica bene i confini della tua attività con il tuo commercialista. Ti basta essere nel VIES prima della prima operazione con l’estero.
Il VIES segna “non valido” ma il cliente insiste di essere registrato. Che faccio?
Chiedi un documento ufficiale con la sua Partita IVA e la denominazione corretta. Ripeti la verifica scegliendo lo Stato giusto e togliendo spazi e punti. Puoi anche chiedere al cliente un certificato della sua autorità fiscale. Finché l’esito non è “valido”, fattura con IVA italiana. Quando lo status è confermato, puoi emettere nota di credito e nuova fattura.
Quanto tempo serve per l’abilitazione VIES e quando posso iniziare a fatturare senza IVA?
L’Agenzia delle Entrate ti include nel VIES subito dopo la richiesta: il vecchio termine di 30 giorni per il diniego non c’è più. La propagazione agli altri sistemi UE può richiedere 24–72 ore. Aspetta che il tuo numero risulti “valido” prima di fatturare senza IVA. Se hai fretta, concorda una consegna differita: così controlli il VIES prima della fattura.
Quali sono le sanzioni se opero in UE senza iscrizione VIES o con verifiche mancanti?
Dipende dalla violazione. Se hai applicato la non imponibilità senza requisiti, paghi l’IVA non versata con sanzioni e interessi. Per le violazioni formali l’art. 11 del D.Lgs. 471/1997 prevede da 250 a 2.000 euro. Con il ravvedimento operoso, previsto dal D.Lgs. 472/1997 art. 13, riduci gli importi se regolarizzi presto.
