IRAP: cos’è, come funziona e quali differenze con IRPEF?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

IRPEF grava sui redditi delle persone fisiche con aliquote 23%-33%-43%; IRAP si applica, dal 2022, solo a società ed enti. In regime forfettario paghi l’imposta sostitutiva (15% o 5%) e non versi IRPEF né IRAP.

  • Aliquote IRPEF 2026 per scaglioni: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000.
  • IRAP dovuta solo da società di persone, società di capitali ed enti (D.Lgs. 446/1997; esclusione persone fisiche dal 2022, L. 234/2021).
  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% (5% start-up), niente IRPEF, addizionali e IRAP (L. 190/2014, e successive modifiche).

Approfondimento

IRPEF: cos’è e su quali redditi si applica

L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Colpisce i redditi da lavoro dipendente, pensione, autonomo, impresa individuale, fabbricati e altri redditi. Il riferimento generale è il TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi, Decreto del Presidente della Repubblica 917/1986.

L’IRPEF è progressiva per scaglioni. Questo significa che applichi percentuali diverse a parti diverse del reddito. Non applichi l’aliquota più alta a tutto il reddito, ma solo alla parte che ricade nello scaglione.

Le detrazioni riducono l’imposta lorda. Riguardano spese e situazioni personali (lavoro dipendente, pensioni, carichi di famiglia, oneri detraibili). Le addizionali regionali e comunali si sommano all’IRPEF e variano per territorio.

Aliquote e calcolo IRPEF 2026

Per il 2026 gli scaglioni sono tre: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. La riduzione al 33% sul secondo scaglione semplifica il calcolo rispetto al 2025. La base normativa discende dalla Legge di Bilancio 2026 e dalle modifiche al TUIR.

Esempio rapido: con un reddito complessivo di 40.000 euro, versi il 23% su 28.000 e il 33% sui restanti 12.000. Poi applichi detrazioni e addizionali. Il risultato è l’IRPEF netta da pagare o da cui scalare ritenute e acconti.

Il “principio di cassa” si applica ai redditi di lavoro autonomo e al regime forfettario. Tassi ciò che incassi nell’anno. Il “principio di competenza” regola, invece, le imprese in contabilità ordinaria: rilevi ricavi e costi quando maturano, non quando si incassano o pagano.

IRAP: chi la paga dal 2022 e come funziona

L’IRAP è l’imposta regionale sulle attività produttive. La disciplina è nel Decreto Legislativo 446/1997. Dal 1° gennaio 2022, per effetto della Legge 234/2021, le persone fisiche che esercitano attività d’impresa o arti e professioni non sono più soggetti IRAP.

L’IRAP resta dovuta da società di persone (SNC, SAS), società di capitali (SRL, SPA), enti commerciali e alcuni enti del Terzo Settore che svolgono attività commerciale. L’aliquota base è definita dalla legge statale, con facoltà alle Regioni di modularla per settore e territorio. Le delibere regionali sono pubblicate presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La base imponibile IRAP non coincide con l’utile civilistico. Per molte attività si parte dal valore della produzione netta. Voci come costo del lavoro hanno regole specifiche. La normativa di dettaglio è articolata: verifica sempre le delibere regionali e i provvedimenti attuativi.

Regime forfettario: quando sostituisce IRPEF e IRAP

Il regime forfettario è un regime agevolato per persone fisiche titolari di partita IVA. La norma base è la Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89, aggiornata da leggi successive (tra cui L. 145/2018 e L. 197/2022). Il limite di ricavi/compensi è pari a 85.000 euro annui.

In forfettario versi un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito determinato in modo forfettario. Il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi. Il coefficiente varia per codice attività. Poi sottrai i contributi previdenziali versati nell’anno.

Se rispetti i requisiti “start-up”, l’imposta sostitutiva scende al 5% per i primi cinque anni. L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale e IRAP. Restano dovuti i contributi previdenziali. Dal 2023 è previsto il fuoriuscita immediata se superi 100.000 euro di ricavi/compensi nell’anno.

Addizionali, acconti e saldi: cosa devi sapere

Le addizionali IRPEF regionali e comunali si calcolano sul reddito imponibile IRPEF al netto delle deduzioni. Le Regioni e i Comuni deliberano aliquote e scaglioni entro i limiti fissati dalla legge statale (D.Lgs. 68/2011 e normative collegate; per l’addizionale comunale rileva anche il D.Lgs. 360/1998).

I versamenti seguono di norma due momenti: saldo dell’anno precedente e acconto dell’anno in corso. Il saldo e la prima rata di acconto cadono, di regola, a fine giugno; la seconda rata di acconto a fine novembre. I versamenti si eseguono con modello F24, secondo il D.Lgs. 241/1997.

Gli acconti si possono calcolare con metodo storico (sulla base dell’ultima imposta dovuta) o con metodo previsionale, se prevedi un reddito più basso. Il previsionale va usato con prudenza per evitare sanzioni e interessi. In caso di errori puoi ricorrere al ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997).

IRPEF, IRES e IRAP: differenze per ditte e società

Le ditte individuali e i professionisti versano l’IRPEF in base al proprio reddito. Se in forfettario, versano l’imposta sostitutiva. Non versano IRAP dal 2022. La base normativa è nel TUIR e nelle leggi di bilancio recenti.

Le società di persone non pagano IRES. Applicano la “trasparenza fiscale”: il reddito si imputa ai soci che lo tassano con l’IRPEF personale. La società, però, paga l’IRAP se dovuta secondo il D.Lgs. 446/1997.

Le società di capitali (SRL, SPA) pagano l’IRES sul proprio reddito d’impresa. Inoltre, versano l’IRAP se dovuta. I soci persone fisiche pagano l’IRPEF sui dividendi distribuiti, secondo le regole vigenti del TUIR e dei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

1) Sei una persona fisica con partita IVA? Se sì, verifica il regime fiscale.

2) Se sei in regime forfettario: versi imposta sostitutiva (15% o 5%). Non versi IRPEF, addizionali e IRAP.

3) Se sei in regime ordinario o semplificato: versi IRPEF a scaglioni 2026. Non versi IRAP dal 2022 se sei persona fisica.

4) Sei una società di persone? L’utile va ai soci con IRPEF. La società versa IRAP se dovuta.

5) Sei una società di capitali o un ente commerciale? Versi IRES e, di norma, IRAP. I soci tassano eventuali dividendi con IRPEF.

6) In ogni caso: calcola saldo e acconti. Tieni conto delle addizionali IRPEF e delle delibere regionali IRAP.

Tabella scenari, imposte, basi e scadenze

Scenario Imposte sul reddito 2026 Aliquote/Criteri IRAP dovuta Base imponibile sintetica Scadenze tipiche
Persona fisica in regime forfettario Imposta sostitutiva 15% (5% start-up per 5 anni se requisiti) No (sostituita dall’imposta) Ricavi x coefficiente redditività – contributi Saldo e acconti a giugno/novembre con F24
Ditta individuale in semplificata IRPEF + addizionali 23%-33%-43% per scaglioni No (dal 2022) Reddito per cassa, deduzioni e detrazioni TUIR Saldo e acconti a giugno/novembre; eventuale rateazione
Professionista in ordinario IRPEF + addizionali 23%-33%-43% per scaglioni No (dal 2022) Compensi incassati – costi inerenti – contributi F24 saldo/acconti; ritenute d’acconto da scomputare
Società di persone (SNC/SAS) IRPEF in capo ai soci (trasparenza) + IRAP in capo alla società IRPEF soci per scaglioni 23%-33%-43%; IRAP secondo Regione Sì Reddito imputato ai soci; IRAP su valore produzione F24 per IRAP società; soci versano IRPEF saldo/acconti
Società di capitali (SRL/SPA) IRES in capo alla società + IRAP; IRPEF sui dividendi ai soci IRES secondo TUIR; IRAP per delibera regionale; IRPEF dividendi secondo TUIR Sì Utile d’impresa per IRES; valore produzione per IRAP F24 per IRES/IRAP; soci tassano dividendi quando distribuiti
Ente Terzo Settore con attività commerciale IRES su attività commerciale + IRAP se applicabile Regole ETS e fiscali speciali; IRAP regionale Di norma sì, se attività commerciale Proventi commerciali netti secondo disciplina ETS F24 saldo/acconti secondo calendario ordinario
Forfettario oltre 100.000 euro nell’anno Uscita immediata dal forfettario Applicazione ordinaria da superamento soglia No per persone fisiche anche in ordinario Reddito ordinario da quel momento Ricalcolo acconti; comunicazioni in dichiarazione

FAQ

1) Come si calcola l’IRPEF 2026, passo per passo, con un esempio numerico completo?

Il calcolo procede così: definisci il reddito complessivo (somma dei redditi TUIR). Applichi deduzioni spettanti (esempio: contributi previdenziali). Ottieni il reddito imponibile. Calcoli l’imposta lorda per scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000. Sottrai le detrazioni (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo, familiari a carico, oneri detraibili). Ottieni l’imposta netta. Sommi addizionali regionali e comunali. Sottrai ritenute subite e acconti versati. La differenza è il saldo da pagare o il credito. Esempio semplificato: reddito imponibile 40.000 euro. IRPEF lorda: 23% di 28.000 = 6.440; 33% di 12.000 = 3.960; totale 10.400. Se hai 1.200 euro di detrazioni e 800 di addizionali, l’imposta netta diventa 10.400 – 1.200 + 800 = 10.000. Se hai ritenute/ acconti per 8.000, versi 2.000 come saldo. Riferimenti: TUIR (DPR 917/1986) e Legge di Bilancio 2026 per scaglioni; addizionali secondo D.Lgs. 68/2011 e D.Lgs. 360/1998.

2) Chi è esente da IRAP dal 2022 e ci sono casi particolari che richiedono attenzione?

Dal 1° gennaio 2022 le persone fisiche con partita IVA (imprese individuali e professionisti) non sono più soggette a IRAP. Lo ha previsto la Legge 234/2021 (Bilancio 2022) modificando il D.Lgs. 446/1997. Restano soggetti IRAP le società di persone, le società di capitali, gli enti commerciali e, in generale, gli enti che svolgono attività di tipo commerciale. Attenzione ai casi particolari: stabili organizzazioni di soggetti esteri; enti che svolgono sia attività istituzionale sia commerciale; attività sanitarie e finanziarie con regole specifiche. Le Regioni possono fissare aliquote diverse per settori e introdurre agevolazioni. Verifica sempre le delibere regionali pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e la disciplina settoriale contenuta nel D.Lgs. 446/1997.

3) Come funziona il regime forfettario nel 2026: requisiti, uscite e vantaggi reali?

Il regime forfettario si applica a persone fisiche con ricavi/compensi non superiori a 85.000 euro. Devi rispettare le cause di esclusione previste dalla Legge 190/2014 (per esempio partecipazioni di controllo in SRL con attività riconducibili, lavoro dipendente prevalente senza cessazione, regimi speciali IVA). Il reddito imponibile si calcola moltiplicando i ricavi/compensi per il coefficiente di redditività del tuo codice attività e sottraendo i contributi previdenziali. L’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “start-up” (assenza di attività recente simile, nessuna prosecuzione di rapporti di lavoro dipendente prevalenti, ecc.). Dal 2023, se superi 100.000 euro nell’anno, esci subito dal regime e applichi l’ordinario dal superamento. Vantaggi: tassazione semplice, niente IRPEF a scaglioni né addizionali né IRAP, adempimenti leggeri. Limiti: impossibilità di dedurre costi analitici, niente detrazione IVA, attenzione alla gestione dei ricavi a cavallo d’anno. Fonti: L. 190/2014 e successive modifiche, provvedimenti Agenzia delle Entrate, portale Normattiva.

4) In una società, chi paga cosa tra IRPEF, IRES e IRAP? E come vengono tassati i soci?

Nelle società di persone (SNC, SAS) non esiste IRES: il reddito societario si “trasferisce” ai soci in proporzione alle quote, che lo tassano con l’IRPEF personale. La società paga però l’IRAP, se applicabile, sul valore della produzione. Nelle società di capitali (SRL, SPA) la società paga l’IRES sul proprio reddito d’impresa e, di norma, l’IRAP. I soci persone fisiche tassano i dividendi quando vengono distribuiti, secondo la disciplina del TUIR e le aliquote vigenti sui redditi di capitale. Le ritenute sui dividendi e le eventuali imposte sostitutive seguono regole precise dettate da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Ricorda: la tassazione dei soci è separata nel tempo rispetto a quella della società. Fonti: TUIR (DPR 917/1986), D.Lgs. 446/1997 per l’IRAP, documenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate.

5) Quali sono le scadenze e come gestire acconti, rateazioni e possibili errori senza sanzioni pesanti?

Il calendario ordinario prevede saldo e primo acconto a fine giugno e secondo acconto a fine novembre. Può esserci la possibilità di versare entro 30 giorni con lieve maggiorazione. Puoi rateizzare i versamenti secondo le regole del D.Lgs. 241/1997. Gli acconti si determinano con metodo storico (percentuale dell’imposta dell’anno precedente) o con metodo previsionale (se stimi un’imposta più bassa nell’anno). Se scegli il previsionale e versi meno del dovuto, potresti pagare sanzioni e interessi. In caso di dimenticanze o insufficienze, puoi utilizzare il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997), che riduce le sanzioni in base alla tempestività della regolarizzazione. Conserva sempre la documentazione e verifica i codici tributo corretti nel modello F24. Le istruzioni aggiornate sono disponibili presso l’Agenzia delle Entrate e le norme consultabili su Normattiva.

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