Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Aprire una Partita IVA da commerciante costa circa 150-200 euro più SCIA (250-1.000 euro). Poi sostieni ogni anno diritto camerale (56 euro), INPS Commercianti (4.611,64 euro fissi + variabili) e imposte (forfettario 5%/15% o IRPEF).
- Iscrizione con ComUnica: Registro Imprese/CCIAA, Agenzia Entrate (IVA), INPS Gestione Commercianti. SCIA al SUAP del Comune secondo DPR 160/2010.
- Contributi INPS 2026: fissi 4.611,64 euro; variabili 24,48% oltre 18.808 euro e 25,48% oltre 56.224 euro (circolari INPS annuali; Legge 335/1995).
- Regimi fiscali: forfettario (L. 190/2014 e s.m.i., soglia 85.000 euro; imposta 15% o 5% start-up) o ordinario IVA/IRPEF (TUIR, art. 11).
Chi è il commerciante e quando serve la Partita IVA
Il commerciante è l’imprenditore che produce o scambia beni o servizi in modo organizzato e abituale. Lo dice l’articolo 2082 del Codice Civile.
Se vendi in modo continuativo, con una minima organizzazione (magazzino, sito, canali di vendita), rientri nell’impresa commerciale. Devi aprire Partita IVA e iscriverti al Registro Imprese.
L’IVA si applica secondo il DPR 633/1972. Se scegli il regime forfettario, l’IVA non si applica e non si detrae. In ordinario, versi e detrai l’IVA seguendo le regole generali.
Iter di apertura: pratiche e costi
Passaggi obbligatori
Con la pratica ComUnica invii in un colpo solo iscrizione al Registro Imprese/CCIAA, apertura posizione IVA all’Agenzia delle Entrate e iscrizione all’INPS Gestione Commercianti. ComUnica è la via telematica standard.
Devi attivare PEC e firma digitale per firmare e inviare i moduli. La PEC è la “raccomandata digitale” prevista dal CAD.
Per iniziare devi inviare la SCIA al SUAP del Comune sede dell’attività, come stabilisce il DPR 160/2010. La SCIA abilita subito, salvo controlli successivi. Per alimentari serve anche la notifica sanitaria all’ASL (Reg. CE 852/2004, D.Lgs. 193/2007).
Costi di apertura tipici 2026
I costi iniziali sono contenuti ma obbligatori. Considera la tua città e la complessità dell’attività per stimare con precisione.
- Iscrizione alla Camera di Commercio: circa 100 euro.
- Diritti di segreteria CCIAA: 18 euro.
- Imposta di bollo per iscrizione: 17,50 euro (DPR 642/1972).
- SCIA al SUAP: tra 250 e 1.000 euro, variabile per Comune e per onorario dell’intermediario.
Se apri un negozio fisico, aggiungi i costi per il registratore telematico e, se serve, per sicurezza sul lavoro e SCIA antincendio. Se vendi online, puoi ridurre l’investimento iniziale.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario: come funziona
È il regime agevolato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro annui (Legge 190/2014 e aggiornamenti in Normattiva). Applichi una percentuale fissa, detta coefficiente di redditività, ai ricavi. Per il commercio è generalmente il 40%.
Il risultato è il reddito imponibile. Su questo paghi l’imposta sostitutiva al 15%. Se rispetti i requisiti per nuova attività, paghi il 5% per i primi 5 anni. In forfettario non applichi IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti.
Il forfettario segue il principio di cassa. Significa che contano gli incassi effettivi, non le fatture emesse e non incassate. I costi reali non si deducono, tranne i contributi previdenziali.
Regime ordinario: quando conviene
In ordinario applichi l’IVA alle vendite e detrai l’IVA sugli acquisti. Determini il reddito con il principio di competenza (articolo 109 TUIR). Deduci i costi reali inerenti e ammortizzi i beni strumentali.
L’IRPEF 2026 si calcola per scaglioni (TUIR, articolo 11, come modificato dalle ultime leggi di bilancio): 23%, 35% e 43%. Si aggiungono addizionali regionali e comunali. Potresti versare anche l’IRAP se ricorrono i presupposti (D.Lgs. 446/1997).
Conviene se hai investimenti importanti, margini bassi e molti costi deducibili. O se superi la soglia del forfettario.
Contributi INPS Commercianti 2026
Quota fissa e quota variabile
I commercianti versano contributi alla Gestione INPS Commercianti. La base normativa è nella Legge 335/1995 e nelle circolari INPS annuali. Nel 2026 i contributi fissi sono 4.611,64 euro.
Sopra il minimale di reddito (18.808 euro) applichi contributi variabili. L’aliquota è 24,48% fino al primo scaglione e 25,48% oltre i 56.224 euro. Attenzione al massimale di reddito imponibile previdenziale annuo.
Se sei nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (Legge 190/2014, comma 77). Riduci il costo, ma maturi meno contributi pensionistici. Valuta bene l’effetto sulla pensione.
Adempimenti 2026: cosa fare ogni mese e ogni anno
Fattura elettronica e corrispettivi telematici
La fattura elettronica è ormai generalizzata anche per i forfettari (provvedimenti Agenzia delle Entrate e D.Lgs. 127/2015). Emetti le fatture in formato XML e le invii allo SDI.
Se vendi al dettaglio emetti documento commerciale con registratore telematico e invii i corrispettivi giornalieri. Verifica la tua attività e attivati con il tecnico fiscale.
Sulle fatture senza IVA con importo superiore a 77,47 euro applichi l’imposta di bollo da 2 euro (DPR 642/1972). L’Agenzia calcola trimestralmente e ti addebita l’importo da versare.
Dichiarazioni e scadenze
In forfettario presenti il Modello Redditi PF e versi l’imposta sostitutiva con acconti e saldo. In ordinario presenti anche LIPE e dichiarazione IVA. Valuta obblighi INTRASTAT per operazioni UE.
Il diritto camerale annuale si paga ogni anno alla CCIAA (importi stabiliti con decreto MIMIT). L’iscrizione al Registro Imprese resta attiva fino a cessazione.
I contributi fissi INPS si pagano in quattro rate durante l’anno. Gli acconti e saldi si versano con F24 alle scadenze fiscali ordinarie.
Regola decisionale rapida
Hai dubbi tra forfettario e ordinario? Segui questi nessi logici semplici e concreti.
- Se prevedi ricavi entro 85.000 euro, hai pochi costi e margini buoni, allora forfettario. Paghi imposta 15% (o 5% start-up). Gestione semplice. Niente IVA.
- Se compri merci con tanta IVA e margini ridotti, allora ordinario. Recuperi l’IVA, deduci i costi reali e preservi il margine.
- Se investi molto nel primo anno (arredi, attrezzature), allora ordinario. Ammortizzi i beni e detrai l’IVA.
- Se superi o rischi di superare 85.000 euro, allora ordinario. Eviti uscite e rientri nel regime a metà anno.
- Se vuoi abbattere i contributi, allora valuta forfettario con riduzione INPS 35%. Ricorda: minori versamenti pensionistici oggi significano minore pensione domani.
Esempio pratico 2026: e-commerce in forfettario
Jessica gestisce un e-commerce da due anni. È nel forfettario con imposta al 5% perché è una nuova iniziativa. Nell’anno incassa 60.000 euro. Coefficiente di redditività commercio: 40%.
Calcolo del reddito imponibile: 60.000 x 40% = 24.000 euro. Deduce i contributi versati l’anno prima: 3.000 euro. Base imponibile: 21.000 euro.
Imposta sostitutiva: 21.000 x 5% = 1.050 euro. Contributi INPS fissi: 4.611,64 euro. Contributi variabili: (21.000 – 18.808) x 24,48% = 536,60 euro.
Altri costi annuali: diritto camerale 56 euro. Servizio contabile 700 euro. Totale costi fiscali e previdenziali 2026: 1.050 + 4.611,64 + 536,60 + 56 + 700 = 6.954,24 euro.
Questo esempio ipotizza il forfettario e non considera eventuali riduzioni INPS del 35%. Se Jessica chiedesse la riduzione, pagherebbe meno contributi ma maturerebbe meno pensione.
Norme di riferimento essenziali
Le basi da conoscere per stare tranquilli
Codice Civile, articolo 2082, definisce l’imprenditore commerciale. Il DPR 633/1972 disciplina l’IVA. Il DPR 642/1972 regola l’imposta di bollo.
La Legge 190/2014 istituisce il regime forfettario. Le successive leggi di bilancio ne hanno aggiornato requisiti e soglie. Il TUIR, articolo 11, regola gli scaglioni IRPEF.
La Legge 335/1995 e le circolari INPS fissano i contributi dei commercianti. Il DPR 160/2010 regola il SUAP e la SCIA. Per alimentari valgono il Regolamento CE 852/2004 e il D.Lgs. 193/2007.
| Scenario | Adempimenti chiave | Costi tipici 2026 | Tempistiche realistiche |
|---|---|---|---|
| Negozio al dettaglio non alimentare (locale fisico) | ComUnica (CCIAA, IVA, INPS); SCIA SUAP; registratore telematico; PEC e firma digitale | Iscrizione/diritti/bollo ~135 euro; SCIA 250-800 euro; RT 300-800 euro; diritto camerale 56 euro; INPS 4.611,64 euro + variabili | 7-15 giorni per ComUnica; SCIA immediata; RT in 3-5 giorni lavorativi |
| E-commerce puro (solo online) | ComUnica; SCIA per commercio elettronico; PEC e firma; fattura elettronica; privacy e condizioni di vendita | Iscrizione/diritti/bollo ~135 euro; SCIA 250-600 euro; diritto camerale 56 euro; INPS 4.611,64 euro + variabili | 5-10 giorni per ComUnica; SCIA immediata; sito operativo quando pronti i contenuti legali |
| Commercio alimentare (negozio o laboratorio) | ComUnica; SCIA SUAP; notifica sanitaria ASL; HACCP; eventuali pratiche antincendio | Iscrizione/diritti/bollo ~135 euro; SCIA 300-1.000 euro; corsi HACCP 50-150 euro; diritto camerale 56 euro; INPS come sopra | 10-20 giorni per pratiche; SCIA immediata; ASL può fare controlli successivi |
| Vendita ambulante su suolo pubblico | ComUnica; SCIA/Autorizzazione commercio su aree pubbliche; eventuale concessione posteggio; RT portatile | Iscrizione/diritti/bollo ~135 euro; autorizzazione 100-400 euro; concessione variabile; RT 300-800 euro; INPS come sopra | 15-30 giorni secondo Comune e bandi; SCIA immediata se itinerante |
| Commercio all’ingrosso | ComUnica; SCIA SUAP; verifiche locali/magazzino; adempimenti IVA più strutturati | Iscrizione/diritti/bollo ~135 euro; SCIA 250-800 euro; eventuali adeguamenti locali; diritto camerale 56 euro; INPS come sopra | 10-20 giorni per assetto iniziale; SCIA immediata |
FAQ
Serve sempre la SCIA per il commercio elettronico? Cosa contiene e dove si invia?
Sì, per il commercio elettronico destinato al consumatore finale serve la SCIA per commercio al dettaglio via internet. Si presenta al SUAP del Comune della sede legale o dell’unità locale. Lo impongono il D.Lgs. 114/1998 e il DPR 160/2010. La SCIA segnala l’inizio attività e ha effetto immediato. Indichi dati del titolare, sede, codice ATECO e descrizione del sito. Allega documento d’identità e ricevuta di versamento dei diritti. Se vendi anche prodotti alimentari online, aggiungi la notifica sanitaria all’ASL come previsto dal Reg. CE 852/2004 e dal D.Lgs. 193/2007. Ricorda anche gli obblighi informativi al consumatore previsti dal D.Lgs. 70/2003 e dal Codice del Consumo.
Come si calcolano e quando si pagano i contributi INPS Commercianti nel 2026?
Paghi una quota fissa e una variabile. La quota fissa 2026 è 4.611,64 euro e si riferisce al minimale di reddito. La quota variabile scatta sulla parte di reddito oltre 18.808 euro: 24,48% fino a 56.224 euro e 25,48% oltre. Queste percentuali si aggiornano con le circolari INPS di anno in anno. I contributi fissi si versano in quattro rate durante l’anno con modello F24. La parte variabile si paga con acconti e saldo, insieme alle imposte, sulla base del reddito dell’anno precedente. Se aderisci alla riduzione del 35% per il forfettario, versi meno, ma maturi minori contributi pensionistici. Valuta anche il massimale di reddito imponibile previdenziale.
Posso iniziare a vendere subito dopo la SCIA o devo attendere un’autorizzazione?
La SCIA ha effetto immediato. Puoi iniziare a vendere dal giorno della presentazione, salvo controlli successivi. Questo vale per la maggior parte delle attività commerciali, come prevede il DPR 160/2010. Attenzione alle eccezioni: per alimenti e bevande servono i requisiti igienico-sanitari e la notifica all’ASL (Reg. CE 852/2004). Per somministrazione di alimenti e bevande possono servire ulteriori requisiti professionali e urbanistici stabiliti da leggi regionali. Se operi su suolo pubblico, ti serve anche l’autorizzazione per il posteggio o l’itineranza. In sintesi: con la SCIA regolare e i requisiti di settore puoi iniziare subito, ma conserva copia della pratica e delle ricevute per eventuali controlli.
Come funziona l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture elettroniche dei forfettari?
Se emetti una fattura senza IVA superiore a 77,47 euro, applichi il bollo da 2 euro. Nelle e-fatture inserisci l’apposito campo “assolvimento bollo”. Il versamento è trimestrale. L’Agenzia delle Entrate calcola l’importo dovuto sulla base delle fatture transitate nello SDI e rende disponibile il debito nel cassetto fiscale. Puoi pagare con addebito diretto o F24. La base giuridica è il DPR 642/1972 e i successivi decreti del Ministero dell’Economia sull’assolvimento virtuale. Se dimentichi il bollo, si applicano sanzioni e interessi. Controlla sempre il riepilogo nel portale Fatture e Corrispettivi.
Quali costi posso dedurre in ordinario rispetto al forfettario? E come incide l’IVA?
Nel forfettario non deduci i costi reali. Applichi il coefficiente di redditività ai ricavi e deduci solo i contributi previdenziali pagati. Non applichi l’IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti. È un regime semplice, ma poco flessibile se hai tanti costi. Nell’ordinario deduci i costi inerenti seguendo il principio di competenza (articolo 109 TUIR). Ammortizzi i beni strumentali e puoi gestire rimanenze e magazzino. Applichi l’IVA sulle vendite e detrai l’IVA sugli acquisti, secondo il DPR 633/1972. Questo aiuta molto se compri merce o attrezzature con tanta IVA. La scelta del regime cambia l’imposizione e il cash flow. Simula i due scenari prima di decidere.
