Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Aprire e gestire una Partita IVA in regime ordinario costa tra contributi (INPS o Cassa), imposte IRPEF e IVA, oneri CCIAA/INAIL e servizi (PEC/firma), con differenze rilevanti tra libero professionista e ditta individuale.
- Previdenza: Cassa di categoria se iscritto ad Albo; Gestione separata INPS al 26,07% se senza Cassa; artigiani/commercianti con contributi fissi + percentuali eccedenze.
- Imposte: IRPEF progressiva 23%–33%–43% (2026) più addizionali; IVA ordinaria 22% con liquidazioni e dichiarazioni; acconti e saldi con F24.
- Apertura: AA9/12 per professionisti; ComUnica per ditte individuali (bollo 17,50 €, segreteria 18 €, diritto camerale 53–120 €). Obbligo PEC e firma digitale.
Che cosa significa “regime ordinario” nel 2026
Regime ordinario significa che non applichi il regime forfettario. Quindi calcoli imposte e contributi sul reddito reale, non su una percentuale forfettaria.
Per i professionisti il reddito si determina a cassa. Significa: consideri incassi e pagamenti effettivi dell’anno.
Per ditte individuali in semplificata si usa la cassa “allargata”. In pratica rilevi incassi, pagamenti e alcune scritture minime. La contabilità ordinaria “piena” si applica per opzione o se superi soglie.
L’IVA segue le regole del DPR 633/1972. L’IRPEF segue il TUIR (DPR 917/1986). Gli adempimenti principali sono nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle norme reperibili su Normattiva.
Apertura: libero professionista o ditta individuale
Libero professionista (senza impresa)
L’apertura è gratuita. Usi il modello AA9/12. Lo invii all’Agenzia delle Entrate online, per raccomandata, o allo sportello.
Scegli il codice ATECO (identifica l’attività). Indichi il regime contabile e la periodicità IVA. Comunichi l’indirizzo PEC.
Se sei iscritto a un Albo, ti registri anche alla Cassa professionale. Se non hai Cassa, ti iscrivi alla Gestione separata INPS.
Ditta individuale (impresa artigiana o commerciale)
Usi la pratica telematica ComUnica al Registro Imprese. Con un invio apri Partita IVA, iscrizione CCIAA e INPS, e, se serve, INAIL.
Costi iniziali tipici CCIAA: imposta di bollo 17,50 €, diritti di segreteria 18 €, diritto camerale 53–120 € in base alla sezione del Registro Imprese.
Molte attività richiedono la SCIA allo Sportello Unico (SUAP) del Comune. Serve prima di iniziare. Verifica requisiti professionali, locali e sicurezza sul lavoro.
Contributi previdenziali 2026
Professionisti con Cassa
Se l’Ordine ha una Cassa (esempio tipico: avvocati, ingegneri, architetti), segui il regolamento della tua Cassa. Le Casse prevedono minimi fissi e contributi sul reddito, oltre a un contributo integrativo in fattura.
Importi e aliquote variano per Cassa. Consulta il regolamento aggiornato e le delibere annuali. Le fonti sono gli atti delle Casse e le norme di settore disponibili su Normattiva.
Professionisti senza Cassa: Gestione separata INPS
Aliquota 2026: 26,07% sull’imponibile. L’imponibile è il reddito professionale al netto dei costi deducibili.
Non ci sono contributi minimi fissi. Paghi in proporzione al reddito. Calcoli acconti e saldo insieme all’IRPEF, con modello F24.
La Gestione separata è disciplinata dalle norme INPS e dalla legge istitutiva. Le circolari INPS annuali fissano l’aliquota e chiariscono la base imponibile.
Ditta individuale: artigiani e commercianti (Gestioni speciali INPS)
Contributi 2026 per artigiani: 4.521,36 € fissi annui. Oltre 18.808,00 € di imponibile, aliquota 24% sull’eccedenza. Sopra 56.224,00 €, aliquota 25% sulla quota eccedente.
Contributi 2026 per commercianti: 4.611,64 € fissi annui. Oltre 18.808,00 € di imponibile, aliquota 24,48% sull’eccedenza. Sopra 56.224,00 €, aliquota 25,48% sulla quota eccedente.
I contributi fissi si pagano in quattro rate. Le percentuali e le soglie sono stabilite annualmente da INPS con circolare. La base normativa è nelle leggi previdenziali consultabili su Normattiva e nelle istruzioni INPS.
INAIL: quando serve
Se svolgi attività artigiane o con rischio infortunistico, devi aprire la posizione INAIL. Il premio dipende da lavorazioni, retribuzioni convenzionali e rischiosità.
L’obbligo deriva dal Testo Unico INAIL e dal D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza. Verifica nella classificazione tariffaria INAIL la voce applicabile alla tua attività.
Imposte 2026 nel regime ordinario
IRPEF progressiva e addizionali
Gli scaglioni 2026 sono a tre aliquote:
- 23% fino a 28.000 €.
- 33% da 28.001 € a 50.000 €.
- 43% oltre 50.000 €.
Si applicano anche addizionali regionale e comunale. Le aliquote sono deliberate da Regione e Comune. Controlla gli atti locali prima dei calcoli.
I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili. Quindi riducono l’imponibile IRPEF. Questo vale per Casse, Gestione separata e gestioni artigiani/commercianti.
Ritenute d’acconto per i professionisti
Se fatturi a sostituti d’imposta, applichi ritenuta del 20%. Questa è un anticipo IRPEF. La trovi nel CUD/Certificazione Unica del cliente e la scomputi in dichiarazione.
Se hai Cassa con contributo integrativo in fattura, verifica se concorre al reddito o se resta fuori. Dipende dal regolamento della Cassa.
IVA: aliquote, liquidazioni e dichiarazioni
Aliquota ordinaria 22%. Esistono aliquote ridotte per beni/servizi specifici. La disciplina è nel DPR 633/1972 e nelle direttive IVA recepite.
Liquidazioni mensili o trimestrali. Versi entro il giorno 16 del mese successivo. A fine anno presenti la dichiarazione IVA.
La fattura elettronica è obbligatoria. Anche per operazioni estere invii il tracciato elettronico. Le regole attuative sono nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Acconti e saldi
IRPEF e contributi: saldo anno precedente e primo acconto entro 30 giugno. Secondo acconto entro 30 novembre. Puoi rateizzare con interessi legali.
Acconto IVA di dicembre se dovuto. Si calcola con metodo storico, previsionale o analitico. Versi entro il 27 dicembre.
Costi amministrativi, strumenti e consulenza
PEC e firma digitale sono indispensabili. I pacchetti base partono da circa 35 € l’anno. Servono per invii telematici e firma dei file.
Per la ditta individuale paghi ogni anno il diritto camerale. L’importo dipende dalla sezione e dalla provincia della CCIAA.
Servizi di consulenza fiscale e software di fatturazione hanno canoni variabili. Non sono imposti dalla legge, ma riducono errori e sanzioni.
Scadenze e adempimenti chiave
F24 IVA il 16 del mese (o del trimestre successivo per trimestrali). LIPE trimestrali nei termini fissati dall’Agenzia delle Entrate.
Dichiarazione IVA annuale entro i termini stabiliti (in genere entro fine aprile). Dichiarazione Redditi PF entro la scadenza telematica di fine anno.
INPS: contributi fissi in quattro rate per artigiani/commercianti. Gestione separata con saldo e acconti insieme a IRPEF. INAIL: autoliquidazione secondo calendario.
Regola decisionale rapida
Come scegliere tra configurazioni e stimare i costi
- Se sei iscritto a un Albo con Cassa: apri come libero professionista. Contributi alla Cassa. Niente CCIAA, salvo attività miste d’impresa. IVA e IRPEF come sopra.
- Se non hai Cassa e fai consulenza/servizi professionali: apri come libero professionista. Iscriviti alla Gestione separata INPS (26,07%). Nessun contributo minimo fisso.
- Se vendi beni o produci beni/servizi tipici d’impresa: ditta individuale. Iscrizione CCIAA, contributi fissi INPS e, spesso, INAIL. Metti in conto costi iniziali ComUnica e oneri annui CCIAA.
- Reddito previsto basso e incerto: meglio evitare contributi fissi. Tendi verso libero professionista senza Cassa (se attività lo consente).
- Reddito previsto medio-alto stabile in attività d’impresa: ditta individuale ok. I contributi fissi pesano meno in percentuale. Valuta deducibilità e marginalità.
Fonti normative e prassi da consultare
Normattiva per leggi e decreti vigenti (DPR 917/1986 TUIR; DPR 633/1972 IVA; L. 212/2000 Statuto del contribuente; D.Lgs. 81/2015 e normativa sul lavoro autonomo).
Agenzia delle Entrate per modelli (AA9/12), provvedimenti su fatturazione elettronica, scadenze dichiarative e prassi IVA/IRPEF.
INPS per circolari annuali su aliquote Gestione separata e Gestione artigiani/commercianti, modalità di calcolo e versamento.
INAIL per obblighi di assicurazione, tariffe e autoliquidazione.
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per inquadramenti e chiarimenti sul lavoro autonomo, sicurezza e adempimenti correlati.
| Scenario | Cosa devi fare | Costi fissi 2026 | Tempistiche iniziali/ricorrenti |
|---|---|---|---|
| Libero professionista con Cassa | AA9/12; iscrizione alla Cassa; PEC e firma; e-fattura; IVA e IRPEF | Minimi Cassa secondo regolamento; PEC/firma da ~35 € | Apertura immediata; contributi Cassa con acconti/saldi; IVA mensile/trimestrale; Redditi a fine anno |
| Libero professionista senza Cassa | AA9/12; iscrizione Gestione separata INPS; PEC e firma; e-fattura; IVA e IRPEF | Nessun minimo INPS; PEC/firma da ~35 € | Iscrizione INPS subito; saldo/acconti IRPEF+INPS a giugno/novembre; IVA periodica |
| Ditta individuale commerciante | ComUnica; CCIAA; INPS commercianti; eventuale INAIL; PEC/firma; e-fattura | Bollo 17,50 €; segreteria 18 €; diritto camerale 53–120 €; INPS fisso 4.611,64 € | Iscrizioni in pochi giorni; contributi fissi in 4 rate; diritto camerale annuale; IVA periodica |
| Ditta individuale artigiana | ComUnica; CCIAA; INPS artigiani; INAIL se dovuto; PEC/firma; e-fattura | Bollo 17,50 €; segreteria 18 €; diritto camerale 53–120 €; INPS fisso 4.521,36 € | Iscrizioni in pochi giorni; contributi fissi in 4 rate; INAIL secondo tariffa; IVA periodica |
FAQ
Quali sono i costi complessivi annui tipici per un professionista senza Cassa nel regime ordinario?
I costi fissi sono minimi: PEC e firma digitale da circa 35 € l’anno. Non hai contributi INPS minimi. Paghi il 26,07% del reddito imponibile alla Gestione separata. Su questo reddito applichi l’IRPEF a scaglioni (23%, 33%, 43%) più addizionali regionali e comunali. Devi aggiungere l’IVA incassata e versata periodicamente, che però non è un costo se scarichi l’IVA a credito sugli acquisti. Altri costi frequenti: software di fatturazione, eventuale commercialista, polizza RC professionale se richiesta dall’Ordine o dal committente. Per una stima realistica costruisci un budget: ricavi previsti, costi deducibili, contributi INPS deducibili e imposte. Le istruzioni e le basi normative sono nei documenti di Agenzia delle Entrate e INPS e consultabili su Normattiva per i riferimenti primari.
Quanto incidono i contributi fissi INPS per una ditta individuale con reddito basso nel 2026?
Incidono molto. Un artigiano paga 4.521,36 € anche se incassa poco. Un commerciante paga 4.611,64 €. Se il reddito imponibile resta sotto 18.808,00 €, non scattano le aliquote percentuali sulle eccedenze. Ma i minimi restano dovuti. Questo rende la ditta individuale meno flessibile quando i ricavi sono irregolari o bassi. La controparte è una copertura previdenziale più prevedibile. Le regole sono fissate da INPS ogni anno con circolare, su base legislativa reperibile su Normattiva. Valuta quindi la forma “libero professionista senza Cassa” se l’attività lo consente e il reddito è incerto.
Come funzionano gli acconti e come evitare di versare più del dovuto?
Gli acconti IRPEF e contributivi si calcolano con il metodo storico o previsionale. Con lo storico usi l’imposta dell’anno prima. Con il previsionale stimi il 2026 e versi in base alla previsione. Se prevedi un calo di reddito, il previsionale aiuta il cash flow. Ma se sbagli in difetto, paghi interessi e sanzioni per insufficiente versamento. Puoi rateizzare i pagamenti da giugno con interessi legali. Per l’IVA di dicembre esiste un acconto calcolato con metodi storico, previsionale o analitico. Le basi normative sono nel TUIR per imposte dirette, nel DPR 633/1972 per IVA e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Valuta la simulazione infra-annuale per scegliere il metodo corretto.
Quali adempimenti IVA e contabili devo rispettare nel regime ordinario?
Devi emettere fatture elettroniche per tutte le operazioni, comprese quelle con l’estero tramite tracciati telematici. Devi registrare fatture emesse e ricevute, liquidare l’IVA mensile o trimestrale e versarla entro il 16. Devi inviare le comunicazioni delle liquidazioni periodiche (LIPE) e presentare la dichiarazione IVA annuale. Se svolgi operazioni intracomunitarie, applichi le regole su cessioni e acquisti UE. Per la contabilità: professionisti tengono registri IVA e prospetti di incassi e pagamenti; ditte in semplificata applicano la cassa allargata; chi opta per l’ordinaria tiene scritture complete. Le fonti sono il DPR 633/1972, i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e le guide istituzionali disponibili sui portali pubblici.
Quando conviene il regime forfettario e perché qui non lo tratti?
Conviene se rispetti i limiti di ricavi e requisiti previsti dalla legge e se la tua struttura costi è bassa. Il forfettario usa un coefficiente di redditività, una imposta sostitutiva e aliquote previdenziali eventualmente agevolate. Qui non lo trattiamo perché la guida è dedicata al regime ordinario. Le regole del forfettario sono in leggi finanziarie recenti e atti dell’Agenzia delle Entrate, consultabili su Normattiva e documentazione istituzionale. Se sei in dubbio, confronta con numeri alla mano: nel forfettario non deduci i costi reali; nell’ordinario deduci i costi effettivi e l’IVA sugli acquisti. La scelta dipende da margini, investimenti e tipo di clientela.
