Dichiarare i soldi che guadagni su Onlyfans: come farlo?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

I guadagni su OnlyFans si dichiarano come redditi prodotti in Italia: occasionali (senza Partita IVA) o abituali (con Partita IVA). Si versano imposte e contributi secondo il regime scelto e le regole INPS/IVA.

  • Attività occasionale: redditi diversi da indicare in dichiarazione; contributi INPS solo oltre 5.000 euro annui di compensi.
  • Attività abituale: apertura Partita IVA, scelta del regime (forfettario o ordinario), fatturazione elettronica e contributi INPS.
  • Piattaforma estera: in genere fattura B2B al gestore con regole IVA per operazioni verso non residenti.

Inquadramento dell’attività: quando è occasionale e quando serve la Partita IVA

L’attività è occasionale se è sporadica e senza organizzazione stabile. In questo caso parliamo di “redditi diversi”. È la categoria residuale prevista dall’articolo 67 del TUIR (DPR 917/1986).

Se invece crei contenuti con continuità, hai un’organizzazione minima e obiettivi economici, l’attività è abituale. Serve la Partita IVA. L’obbligo di apertura discende dall’articolo 35 del DPR 633/1972 e dalle regole generali sull’impresa e il lavoro autonomo (articolo 53 TUIR).

Non esiste una soglia di euro che separa occasionale e abituale. Conta come lavori: frequenza, promozione, strumenti usati, presenza stabile sulla piattaforma. Se pubblichi spesso e monetizzi con abbonamenti o pay-per-view, di solito sei abituale.

Il nodo dei 5.000 euro

La soglia di 5.000 euro riguarda i contributi INPS per le prestazioni occasionali. Oltre tale importo annuo di compensi, scattano i contributi alla Gestione Separata INPS sulla parte eccedente. Non è un “liberi tutti” fiscale sotto i 5.000 euro.

Se l’attività è abituale, devi aprire Partita IVA anche con importi bassi. Questo principio è ribadito dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Regimi fiscali e imposte: come si calcolano

Regime forfettario

Il “regime forfettario” è un regime semplificato con imposta sostitutiva al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti di start-up. La base imponibile non è l’incasso intero, ma una quota fissa, detta “coefficiente di redditività”.

La disciplina è nella Legge 190/2014, articoli 1 commi 54-89, come modificata dalle Leggi di Bilancio successive. Il limite di ricavi/compensi per accedere e restare nel forfettario è 85.000 euro annui, come da Legge 197/2022.

I contributi previdenziali versati nell’anno si sottraggono alla base imponibile prima di applicare il 5% o il 15%. L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF e addizionali regionali e comunali.

Regime ordinario

Nel regime ordinario il reddito si calcola in modo analitico: incassi meno costi inerenti. Per i professionisti vale il principio di cassa. Significa che contano gli importi incassati e pagati nell’anno.

Sul reddito imponibile si applicano gli scaglioni IRPEF vigenti e le addizionali regionale e comunale. Gli scaglioni sono stabiliti ogni anno con Legge di Bilancio e decreti MEF (consulta il TUIR e gli atti pubblicati su Normattiva e Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Coefficienti e codici ATECO tipici

Nel forfettario il coefficiente varia per attività. Per i creator OnlyFans i codici ATECO più usati ricadono in due famiglie:

  • Attività professionali (ad esempio 74.90.99 “Altre attività professionali nca”): coefficiente 78% (tassi stabiliti dall’Allegato 4 della Legge 190/2014).
  • Attività artistiche e di intrattenimento/servizi (ad esempio 90.01.09 “Altre rappresentazioni artistiche” o codici servizi alla persona pertinenti): spesso coefficiente 67%.

La scelta del codice ATECO incide su coefficiente, INPS di riferimento e prassi di fatturazione. Va valutata sul caso concreto, considerando il tipo di contenuto e il modello di monetizzazione.

Contributi previdenziali: quale gestione INPS e aliquote

Gestione Separata INPS

Se operi come professionista senza cassa ordinistica, versi i contributi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota ordinaria per soggetti non pensionati e non assicurati altrove è intorno al 26% (negli ultimi anni, 26,07%).

L’aliquota è fissata ogni anno con apposita circolare INPS. Verifica sempre la circolare INPS dell’anno di imposta. I contributi si calcolano sul reddito imponibile ai fini previdenziali (nel forfettario: ricavi x coefficiente − contributi; nell’ordinario: incassi − costi deducibili).

È possibile addebitare in fattura una rivalsa del 4% al committente. Non è obbligatoria. Con consumatori finali è spesso inapplicata; con piattaforme estere B2B può essere prevista contrattualmente.

Lavoratori dello spettacolo (ex ENPALS)

Se l’attività rientra tra le attività artistiche dello spettacolo, l’inquadramento può avvenire nel Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo. Le aliquote e le modalità di versamento sono specifiche.

La competenza è INPS – Gestione Spettacolo e Sport. Per scegliere correttamente occorre valutare natura della performance, contratto e codice ATECO. Riferimenti normativi: disciplina previdenziale dello spettacolo e circolari INPS di settore.

IVA e fatturazione con piattaforme digitali

Molte piattaforme estere che vendono contenuti digitali a consumatori UE agiscono come “fornitore presunto” per l’IVA. Riscossione dell’IVA verso il cliente finale e adempimenti OSS sono quindi gestiti dalla piattaforma.

Il creator di norma emette fattura al gestore della piattaforma per la sua prestazione. Si tratta di un’operazione B2B verso soggetto estero. Si applicano le regole territoriali IVA degli articoli 7-ter e seguenti del DPR 633/1972.

In pratica: niente IVA italiana in fattura, ma si indicano le diciture di non imponibilità o inversione contabile, a seconda del paese del committente. Per i forfettari, resta l’esclusione da IVA e l’obbligo di marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro.

La fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA. La base normativa è nel DL 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Per controparti estere si usa il canale SDI con codice convenzionale, oppure si gestiscono i documenti integrativi (tipi documento TD17/TD01 secondo prassi AdE).

Applica il principio di cassa: la competenza del reddito segue l’incasso dei payout dalla piattaforma. Conserva estratti conto, rendiconti e note commissioni per dimostrare date e importi.

Dichiarazioni, scadenze e versamenti

Senza Partita IVA e con attività occasionale, dichiari i proventi come “redditi diversi”. Puoi usare il Modello 730 o il Modello Redditi PF. La tassazione è IRPEF progressiva.

Con Partita IVA, usi il Modello Redditi PF con quadri professionali. Calcoli anche acconti e saldi per imposta sostitutiva (se forfettario) o IRPEF (se ordinario), e i contributi INPS. Gli acconti si versano in due rate: giugno/luglio e novembre.

Scadenze generali: saldo e primo acconto entro fine giugno (con eventuale differimento a luglio), secondo acconto a fine novembre. Il Modello 730 ordinariamente entro fine settembre. Le date precise sono fissate annualmente da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e dal DPR 322/1998.

Regola decisionale rapida

Se pubblichi saltuariamente, non promuovi l’attività e non hai organizzazione: redditi diversi, nessuna Partita IVA. Tieni traccia degli incassi e dei documenti della piattaforma.

Se pubblichi con regolarità, monetizzi con abbonamenti e offri contenuti a pagamento: apri Partita IVA. Valuta il forfettario se stai sotto 85.000 euro e rispetti i requisiti.

Se la tua è una vera performance artistica continuativa: valuta codice ATECO artistico e possibile iscrizione alla gestione spettacolo INPS.

Fatturi al gestore estero della piattaforma. Applica le regole IVA per i servizi B2B transfrontalieri. Emetti e-fattura nei termini. Apponi bollo quando serve.

Calcola i contributi INPS nella gestione corretta. Deduci i contributi nel forfettario prima dell’imposta sostitutiva. Conserva rendiconti e contratti.

Esempi numerici di calcolo

Forfettario con coefficiente 67%

Incassi annui: 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi INPS ipotizzati 26%: 5.226 euro. Base per imposta sostitutiva: 20.100 − 5.226 = 14.874 euro. Imposta 5% (start-up): 744 euro.

Totale contributi + imposta: circa 5.970 euro. Ricorda: l’aliquota INPS esatta dipende dalla circolare dell’anno.

Forfettario con coefficiente 78%

Incassi annui: 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 78% = 23.400 euro. Contributi INPS 26%: 6.084 euro. Base imposta sostitutiva: 17.316 euro. Imposta 15%: 2.597 euro. Totale: circa 8.681 euro.

Regime ordinario

Incassi annui: 30.000 euro. Costi deducibili documentati: 8.000 euro. Reddito imponibile: 22.000 euro. Contributi INPS 26%: 5.720 euro. Base IRPEF: 16.280 euro. Aliquote e detrazioni si applicano secondo normativa vigente.

Questi esempi sono semplificazioni. Aggiungi addizionali, detrazioni e acconti secondo le regole in vigore.

Controlli, errori frequenti e sanzioni

Principali errori: usare il 730 quando si ha Partita IVA; non conservare i report della piattaforma; dimenticare marca da bollo; sbagliare gestione INPS; confondere occasionalità con ricavi bassi.

Sanzioni: per omessa fatturazione o IVA si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997. Per ritardi nei versamenti imposte e contributi si applicano sanzioni e interessi. Il ravvedimento operoso permette di ridurre le sanzioni se agisci in fretta.

Fonti normative utili: TUIR (DPR 917/1986), IVA (DPR 633/1972), Legge 190/2014 sul forfettario, Leggi di Bilancio recenti, DPR 322/1998 su dichiarazioni, circolari INPS su aliquote, documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate. Consulta i testi ufficiali su Normattiva, INPS, MEF e Agenzia delle Entrate.

Scenario Requisiti Imposte e contributi Documenti e tempistiche
Occasionale senza Partita IVA Prestazioni sporadiche, senza organizzazione stabile. Nessuna promozione continuativa. IRPEF progressiva su “redditi diversi”. INPS Gestione Separata sulla quota eccedente 5.000 euro di compensi annui. Ricevuta non fiscale. Dichiarazione con 730 o Redditi PF. Versamenti saldo e acconti secondo scadenze annuali.
Professionista in forfettario (coeff. 67%) Ricavi entro 85.000 euro e requisiti Legge 190/2014. Codice ATECO in area servizi/artistico. Imposta sostitutiva 5% o 15% sulla quota forfettaria. Contributi INPS Gestione Separata. Niente addizionali IRPEF. E-fattura a piattaforma estera senza IVA. Marca da bollo se dovuta. Imposta e contributi: saldo/1° acconto a giugno-luglio, 2° acconto a novembre.
Professionista in forfettario (coeff. 78%) Ricavi entro 85.000 euro. Codice ATECO in area professionale tecnica. Imposta sostitutiva su quota al 78%. Contributi INPS Gestione Separata. Possibile rivalsa 4% in B2B. E-fattura SDI. Diciture non imponibilità estero. Conservazione report incassi OnlyFans. Scadenze ordinarie dichiarative.
Regime ordinario Scelta volontaria o superamento limiti/requisiti forfettario. IRPEF a scaglioni + addizionali su reddito analitico. Contributi INPS Gestione Separata o Spettacolo. Registrazione costi e ricavi per cassa. Liquidazioni IVA se dovute. Dichiarazioni e versamenti secondo DPR 322/1998.

FAQ

1) Guadagno poco e in modo saltuario: devo aprire la Partita IVA o posso usare il 730?

Se l’attività è davvero saltuaria e senza organizzazione, puoi trattarla come occasionale. In questo caso dichiari i proventi come “redditi diversi” nella dichiarazione dei redditi. Puoi usare il Modello 730 se compatibile con la tua situazione (ad esempio se hai anche redditi di lavoro dipendente o pensione e non hai Partita IVA). In alternativa, usa il Modello Redditi Persone Fisiche. Ricorda che la natura occasionale non dipende dall’importo ma da come lavori. Se pubblichi con costanza, interagisci con gli abbonati, pianifichi uscite e investi in strumenti, la tua è attività abituale: serve Partita IVA. Per i contributi INPS, nelle prestazioni occasionali scattano in Gestione Separata solo sulla parte che eccede 5.000 euro di compensi annui complessivi. Sotto tale soglia non versi contributi, ma l’imposta sul reddito si paga comunque perché i proventi vanno dichiarati.

2) Qual è il codice ATECO più corretto per chi crea contenuti su OnlyFans? Cambia la tassazione nel forfettario?

Dipende dal taglio dell’attività. Se la prestazione è principalmente artistica o di intrattenimento, molti scelgono codici dell’area 90 (attività creative, artistiche e di intrattenimento). Se invece la prestazione è professionale non ordinistica, si usano codici della sezione M (attività professionali, scientifiche e tecniche), come 74.90.99. La scelta incide sul coefficiente di redditività del forfettario. Le attività professionali hanno in genere coefficiente 78%. Alcune attività artistiche o di servizi hanno coefficiente 67%. A parità di incassi, un coefficiente più basso riduce la base imponibile e quindi l’imposta sostitutiva. Non scegliere il codice solo per cercare l’aliquota più favorevole. Deve rispecchiare l’attività reale. La base normativa è la Legge 190/2014 con i suoi allegati sui coefficienti, reperibile su Normattiva. Verifica anche la corretta gestione previdenziale: un codice orientato allo spettacolo può portare alla Gestione Spettacolo INPS; un codice professionale porta alla Gestione Separata.

3) Devo applicare l’IVA sugli abbonamenti venduti agli utenti? Come fatturo a una piattaforma estera?

Nell’ecosistema delle piattaforme digitali che vendono contenuti a consumatori, spesso il marketplace è considerato fornitore presunto ai fini IVA. Raccoglie l’IVA dal cliente finale e gestisce i regimi OSS. Il creator, quindi, non addebita IVA al consumatore. Di norma emette fattura al gestore della piattaforma per la sua prestazione di servizi. Trattandosi di B2B transfrontaliero, si applicano le regole di territorialità del DPR 633/1972 (articoli 7-ter e seguenti). La fattura non riporta IVA italiana e contiene le diciture di non imponibilità o inversione contabile in base alla sede del committente. Se sei nel forfettario, resti fuori campo IVA a prescindere e applichi la marca da bollo oltre 77,47 euro a documento. La fattura è elettronica via SDI, come previsto dal DL 36/2022 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Conserva i report della piattaforma che mostrano importi lordi, commissioni, IVA applicata al cliente e netti pagati a te. Servono per quadrature e per rispettare il principio di cassa.

4) Come si calcolano concretamente imposte e contributi nel forfettario? Quali acconti devo pagare?

Passi tipici: 1) somma tutti gli incassi dell’anno; 2) applica il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO per ottenere il reddito forfettario; 3) sottrai i contributi INPS versati nell’anno: ottieni la base imponibile fiscale; 4) applica l’imposta sostitutiva (5% per i primi cinque anni se hai i requisiti di start-up previsti dalla Legge 190/2014; altrimenti 15%). I contributi INPS si calcolano sul reddito imponibile previdenziale, che nel forfettario coincide con il reddito forfettario al netto dei soli contributi eventualmente già considerati; l’aliquota è quella della Gestione Separata INPS per il tuo profilo, stabilita ogni anno da circolare INPS. Per gli acconti, vale la regola generale: paghi acconti sia per l’imposta sostitutiva sia per i contributi, divisi in due rate (prima a giugno-luglio con il saldo, seconda a novembre), calcolati sul dovuto dell’anno precedente. Gli acconti si scomputano poi nel saldo dell’anno successivo. Ricorda che l’imposta sostitutiva elimina IRPEF e addizionali, ma non elimina i contributi INPS né l’eventuale imposta di bollo sulle fatture.

5) Come tratto mance, regali, contenuti pay-per-view e valute estere? Cosa devo conservare per un eventuale controllo?

Mance e regali ricevuti tramite piattaforma sono componenti positivi di reddito, al pari degli abbonamenti. Vanno conteggiati negli incassi ai fini fiscali. I contenuti pay-per-view seguono la stessa logica. Se la piattaforma paga in valuta estera, converti gli incassi in euro alla data di incasso secondo i cambi pubblicati ufficialmente (MEF/Banca d’Italia). Il principio di cassa richiede di considerare quando ricevi materialmente i fondi (data del payout). Conserva: rendiconti periodici della piattaforma (movimenti, commissioni, IVA sul cliente), estratti conto bancari o del wallet, eventuali fatture o note di addebito della piattaforma per le commissioni, contratti e termini di servizio accettati, copie delle e-fatture inviate tramite SDI con le corrette diciture IVA. In caso di controllo, questi documenti dimostrano la formazione del reddito, le date di incasso, le commissioni trattenute e la corretta applicazione delle regole IVA e previdenziali. Le sanzioni per omessa fatturazione o errori dichiarativi sono nel D.Lgs. 471/1997; il ravvedimento operoso consente di ridurle se intervieni spontaneamente.

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