Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA in regime forfettario scegli il codice ATECO, verifica i requisiti di accesso, presenta AA9/12 (o ComUnica per ditte individuali) e imposta fatturazione elettronica; costi iniziali da 0 a 300€ circa.
- Requisito principale: ricavi/compensi entro 85.000 euro annui, cause di esclusione verificate ai sensi della Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89.
- Professionista: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate; ditta individuale: ComUnica con iscrizione INPS/Registro Imprese e, se previsto, SCIA al SUAP.
- Imposta sostitutiva 15% (5% startup) sul reddito forfetario al netto dei contributi; fattura elettronica obbligatoria e marca da bollo sopra 77,47 euro.
Cos’è il regime forfettario e perché conviene
Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per persone fisiche con Partita IVA. Riduce adempimenti e applica un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IVA.
Si basa su un reddito “forfetario”. Lo ottieni applicando al totale incassato un coefficiente di redditività. Il coefficiente dipende dal codice ATECO. È un numero percentuale che stima i costi.
L’imposta è del 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti startup. Le regole sono nella Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche.
Requisiti e limiti aggiornati
Plafond ricavi/compensi: 85.000 euro per anno solare. Questo è il tetto da non superare. È stato aggiornato dalla Legge 197/2022 e rimane la soglia di riferimento nel 2026.
Uscita immediata se superi 100.000 euro in corso d’anno. Scatta l’IVA dal momento del superamento. È la regola introdotta dalla Legge 197/2022.
Cause di esclusione: partecipazioni in società di persone/associazioni, o controllo in SRL con attività riconducibile; utilizzo di regimi IVA speciali; non residenti (salvo eccezioni UE/SEE con almeno il 75% del reddito in Italia). Base normativa su Normattiva.
Scelta del codice ATECO e coefficiente di redditività
Il codice ATECO classifica l’attività. Guida gli obblighi e il coefficiente. Esempio: servizi professionali, commercio al dettaglio, artigianato.
Il coefficiente di redditività è la quota di ricavi che diventa reddito tassabile. Varia per settore. Per i servizi professionali è più alto rispetto al commercio, perché si presume meno costi.
La scelta corretta del codice ATECO evita errori su imposte e contributi. Verifica la descrizione dell’attività e, se necessario, aggiungi codici secondari.
Principio di cassa nel forfettario
Il principio di cassa significa che contano gli incassi reali. Se emetti una fattura a dicembre e incassi a gennaio, rileva l’anno dell’incasso, non dell’emissione.
Questo principio vale sia per i ricavi sia per i contributi deducibili. Paghi meno imposta se versi contributi nello stesso anno in cui incassi.
La gestione di incassi e pagamenti diventa strategica. Pianifica le scadenze per ottimizzare cassa e imposte.
Come aprire la Partita IVA: professionista vs ditta individuale
La procedura cambia a seconda del lavoro. Se offri servizi intellettuali, apri come libero professionista. Se produci o vendi beni, o svolgi attività artigianale o commerciale, apri una ditta individuale.
Entrambe le forme permettono il regime forfettario, se rispetti i requisiti. Cambiano gli adempimenti iniziali e previdenziali.
Ecco le due strade operative, con tempistiche e costi tipici nel 2026.
Libero professionista: modello AA9/12
Compila il modello AA9/12 e invialo all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online con credenziali SPID tramite i servizi telematici dell’Agenzia.
Nel modello inserisci dati anagrafici, domicilio fiscale, codici ATECO e opzione forfettario. L’apertura è gratuita se la fai tu. La protocollazione è immediata o in pochi giorni.
Valuta se iscriverti a una cassa professionale privata. Se non esiste una cassa per la tua attività, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Le regole previdenziali sono sul portale INPS.
Ditta individuale: ComUnica, Registro Imprese e SCIA
Per ditta individuale serve la pratica ComUnica verso Registro Imprese. Con un’unica pratica apri Partita IVA, iscrivi l’impresa, comunichi a INPS e INAIL, e invii la SCIA se obbligatoria, per cui è utile sapere in anticipo quali documenti servono per aprire un’attività commerciale.
Occorrono PEC e firma digitale. La PEC è la “raccomandata” digitale. La firma digitale certifica i documenti. I pacchetti base costano tipicamente 30-60 euro per PEC e 25-70 euro per firma.
La SCIA si invia al SUAP del Comune. Serve per attività soggette a segnalazione certificata, secondo il D.Lgs. 222/2016. I diritti comunali variano: spesso tra 0 e 200 euro.
Imposte e contributi nel regime forfettario
L’imposta sostitutiva è del 15%. Diventa 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “startup”. Requisiti principali: non avere svolto attività analoga nei tre anni precedenti e non proseguire la stessa attività da lavoro dipendente o autonomo con lo stesso datore o committente, salvo praticantato.
Il reddito forfetario si calcola su incassi annui moltiplicati per il coefficiente di redditività del codice ATECO. Dal reddito puoi dedurre i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nell’anno.
Non applichi IVA in fattura. Inserisci l’annotazione prevista dall’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014. Di norma non subisci ritenuta d’acconto. Applichi la marca da bollo da 2 euro per fatture senza IVA oltre 77,47 euro.
Fatturazione elettronica e adempimenti ricorrenti
La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. L’estensione è stata completata dal 1° gennaio 2024, in attuazione del D.Lgs. 127/2015 e norme successive.
Emetti e conservi le fatture via Sistema di Interscambio. Se fai operazioni con l’estero, usi il documento TD17/18/19 per integrazioni/autofatture, se applicabile.
Devi tenere un registro incassi e pagamenti per controllo interno. Non hai registri IVA, esterometro e liquidazioni IVA periodiche.
Contributi previdenziali: come funzionano e quanto prevedere
Professionisti senza cassa: iscrizione alla Gestione Separata INPS. L’aliquota viene definita ogni anno da INPS con circolare. Negli ultimi anni è stata nell’ordine del 25-27% su reddito imponibile previdenziale.
Artigiani e commercianti: iscrizione alla Gestione IVS INPS. Paghi contributi fissi minimi su un reddito minimale e contributi a percentuale sulla quota eccedente. Le aliquote sono pubblicate da INPS ogni anno.
Riduzione del 35% dei contributi INPS per forfettari artigiani/commercianti su domanda. È una facoltà prevista da legge. Riduce i versamenti ma anche le prestazioni future.
Redditi da lavoro dipendente e altre compatibilità
Se hai anche un lavoro dipendente, puoi aprire il forfettario. Verifica però la causa di esclusione sui redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 euro annui, salvo cessazione del rapporto. La regola è nella Legge 190/2014.
Partecipazioni societarie: non puoi aderire se partecipi a società di persone o se controlli una SRL con attività riconducibile alla tua. Verifica sempre l’assetto societario prima di aprire.
Residenza: se non sei residente, puoi accedere solo in casi particolari UE/SEE e se produci in Italia almeno il 75% del reddito. La base normativa è consultabile su Normattiva.
Costi di apertura e tempi
Libero professionista: apertura AA9/12 gratuita. Se ti affidi a un professionista per la pratica, i compensi di mercato vanno in genere da 200 a 600 euro a seconda della complessità.
Ditta individuale: PEC e firma digitale 55-130 euro in totale. Diritti e bolli per Registro Imprese e SCIA variabili: in molte Camere di Commercio si stimano 50-150 euro; SUAP tra 0 e 200 euro.
Tempistiche: AA9/12 in 1-3 giorni. ComUnica e SCIA in 3-10 giorni lavorativi, salvo richieste integrazioni del SUAP o dell’Ufficio Registro Imprese.
Regola decisionale rapida
Se vendi beni o svolgi attività manuali ricorrenti, scegli ditta individuale. Ti serviranno Registro Imprese, INPS artigiani/commercianti e, spesso, SCIA.
Se offri servizi intellettuali senza struttura, scegli libero professionista. Apri con AA9/12 e iscriviti a cassa professionale o Gestione Separata.
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro, valuta il forfettario. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, l’IVA scatta subito e esci dal regime.
Se hai un rapporto di lavoro dipendente oltre 30.000 euro annui e ancora attivo, verifica la causa di esclusione prima di optare per il forfettario.
Se sei artigiano o commerciante e vuoi contenere i contributi, considera la riduzione INPS del 35%, consapevole dell’effetto su pensione e tutele.
Riferimenti normativi essenziali
Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89; modifiche intervenute con Legge 208/2015, Legge 145/2018 e Legge 197/2022. Testi consultabili su Normattiva.
Fatturazione elettronica: Decreto Legislativo 127/2015 e successive estensioni. Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in provvedimenti e risposte a interpello.
SCIA e procedimenti amministrativi: Decreto Legislativo 222/2016. Sportello Unico per le Attività Produttive come canale unico.
Contributi previdenziali: circolari INPS pubblicate annualmente; per artigiani/commercianti Gestione IVS, per professionisti senza cassa Gestione Separata. Indicazioni sul sito INPS e Ministero del Lavoro.
Registro Imprese e diritto annuale: provvedimenti e decreti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy; istruzioni sul portale delle Camere di Commercio.
Simulazione del calcolo: esempio operativo
Supponiamo un consulente con 40.000 euro incassati. Coefficiente 78% (valore tipico dei servizi professionali). Reddito forfetario: 31.200 euro.
Se versa 5.000 euro di contributi nell’anno, il reddito imponibile fiscale scende a 26.200 euro. Imposta 15%: 3.930 euro. Con aliquota 5%: 1.310 euro.
Per un commerciante con 60.000 euro di incassi e coefficiente 40%, reddito forfetario 24.000 euro. Contributi IVS incidono in parte come fissi più percentuale sul reddito eccedente, poi si applica l’imposta.
Scadenze tipiche
Imposte e contributi si versano con il modello F24. Acconti e saldi seguono il calendario IRPEF: saldo e primo acconto a giugno-luglio; secondo acconto a novembre.
Contributi fissi IVS si pagano in quattro rate trimestrali. Contributi a percentuale e Gestione Separata si versano con saldo e acconti.
La marca da bollo sulle fatture elettroniche si versa periodicamente secondo le scadenze dell’Agenzia delle Entrate.
Tabella scenari, adempimenti, costi e tempi
| Scenario | Adempimenti di apertura | Iscrizione previdenziale | Costi iniziali tipici | Tempistiche stimate | Libero professionista (servizi intellettuali) | Modello AA9/12; scelta ATECO; opzione forfettario; attivazione fatturazione elettronica | Cassa professionale se esiste; altrimenti Gestione Separata INPS | 0€ se fai da solo; 200-600€ se assistito | 1-3 giorni per attribuzione P.IVA; e-fattura attiva subito | Ditta individuale artigiana | PEC e firma digitale; ComUnica Registro Imprese; INPS IVS; INAIL; SCIA al SUAP se richiesta | INPS Artigiani (contributi fissi + percentuale); possibile riduzione 35% | PEC+firma 55-130€; diritti/bolli 50-150€; SUAP 0-200€ | 3-10 giorni; avvio immediato con SCIA presentata | Ditta individuale commerciante (anche e-commerce) | PEC e firma digitale; ComUnica; iscrizione INPS IVS; eventuale SCIA/comunicazione e-commerce | INPS Commercianti (contributi fissi + percentuale); possibile riduzione 35% | PEC+firma 55-130€; diritti/bolli 50-150€; SUAP 0-200€ | 3-10 giorni; per e-commerce tempi SUAP/Comunicazione variabili | Professionista con lavoro dipendente attivo | AA9/12; verifica cause di esclusione (30.000€ redditi dipendenti); opzione forfettario | Cassa o Gestione Separata; nessun obbligo INPS IVS | 0€ se fai da solo; consulenza 200-600€ per valutazioni | 1-3 giorni; verifica requisiti prima dell’invio |
|---|
FAQ
Quali sono le cause di esclusione dal regime forfettario che verifico prima di aprire?
Verifica prima di tutto il limite di ricavi/compensi a 85.000 euro nell’anno precedente. Controlla poi le partecipazioni: non devi essere socio di società di persone o associazioni professionali. Non devi controllare (direttamente o indirettamente) una SRL che svolge attività riconducibile alla tua, salvo che la SRL sia in trasparenza e tu non svolga attività riconducibile. Accerta di non applicare regimi IVA speciali (come agricoltura speciale, agenzie di viaggio e altri). Se sei non residente, puoi rientrare solo se risiedi in UE/SEE collaborativo e produci in Italia almeno il 75% del reddito. Infine, se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro e il rapporto è ancora in essere, il forfettario potrebbe non essere applicabile. Tutte queste regole derivano dalla Legge 190/2014 e successive modifiche, consultabili su Normattiva e documentazione dell’Agenzia delle Entrate.
Quanto pago di INPS nel forfettario e come posso stimarlo senza sbagliare?
Se sei professionista senza cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota viene stabilita ogni anno da INPS con circolare: negli ultimi anni si è attestata circa tra il 25% e il 27% del reddito imponibile previdenziale. Se sei artigiano o commerciante, versi contributi fissi minimi su un reddito minimale (importi aggiornati annualmente da INPS) più una percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale. Puoi chiedere la riduzione del 35% se sei in forfettario, ma la riduzione impatta anche su pensione e tutele. Per stimare, parti da una previsione di incasso annuo, applica il coefficiente ATECO per ottenere il reddito forfetario, considera i minimi o l’aliquota di gestione, e calcola l’imposta sostitutiva sul residuo al netto dei contributi. Ricorda che i contributi versati nell’anno sono deducibili dal reddito forfetario.
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari nel 2026? Come si gestisce il bollo?
Sì. L’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso progressivamente fino a includere tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024. Nel 2026 l’obbligo è pienamente in vigore. Emetti le fatture in formato XML e le invii tramite il Sistema di Interscambio. Per le fatture senza IVA con importo superiore a 77,47 euro, assoggetti il documento all’imposta di bollo da 2 euro. Il bollo si “applica” virtualmente indicando l’assolvimento in fattura elettronica. L’Agenzia delle Entrate calcola il dovuto e rende disponibile il pagamento periodico, che versi con F24 o addebito, entro le scadenze fissate annualmente dai provvedimenti dell’Agenzia.
Posso passare dal forfettario al regime ordinario e viceversa? Quali sono i tempi e le implicazioni?
Sì. Puoi uscire dal forfettario in modo naturale se superi i limiti o per opzione. L’opzione per il regime ordinario si esercita in dichiarazione o con comportamento concludente dall’inizio dell’anno (ad esempio iniziando ad applicare IVA e registri). L’opzione vincola per almeno un triennio, salvo modifica consentita dalla normativa IVA e dalle regole dell’Agenzia delle Entrate. Il rientro nel forfettario è possibile se, in un anno successivo, torni a rispettare i requisiti e non ricorrono cause di esclusione. Attenzione ai passaggi: quando esci dal forfettario devi adeguarti a IVA, registri, liquidazioni, esterometro e ritenute. Se rientri, smetti gli adempimenti IVA e torni al regime semplificato, ma mantieni la fatturazione elettronica obbligatoria. Valuta sempre l’impatto su cassa, margini e contributi prima della scelta.
Quali costi concreti devo mettere a budget nei primi 12 mesi e quali errori evitare all’inizio?
Budget minimo per professionista: apertura AA9/12 a costo zero; software di fatturazione elettronica (da 0 a 150 euro annui a seconda delle funzionalità), eventuale firma digitale per pratiche e registri, e marca da bollo per le fatture oltre soglia. Budget per ditta individuale: PEC 30-60 euro, firma digitale 25-70 euro, diritti e bolli per Registro Imprese 50-150 euro, SUAP 0-200 euro. Aggiungi il diritto annuale camerale, definito ogni anno dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e il contributo INPS (rate trimestrali per IVS; acconti/saldi per Gestione Separata). Errori da evitare: scegliere un codice ATECO troppo generico o non coerente, dimenticare la SCIA quando necessaria, sottostimare i contributi, incassare molto a fine anno senza pianificare acconti, e non controllare la causa di esclusione legata al lavoro dipendente. Consulta sempre le fonti istituzionali: Agenzia delle Entrate per il fisco, INPS per la previdenza, SUAP e Camera di Commercio per gli adempimenti amministrativi.
