Cancellazione da Inarcassa: come si fa e cosa succede?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per non pagare Inarcassa devi cessare l’attività o uscire/sospendere l’albo; in alternativa, se sei iscritto ad altra previdenza obbligatoria, vieni cancellato dall’iscrizione ma resti tenuto al 4% integrativo.

  • L’obbligo Inarcassa nasce se sei iscritto all’albo, eserciti con Partita IVA e non hai altra previdenza obbligatoria attiva.
  • Se passi a un’altra previdenza obbligatoria, ti cancellano dall’iscrizione, ma resti tenuto al contributo integrativo del 4% sulle fatture professionali.
  • Puoi ridurre il minimo integrativo a un terzo se rispetti requisiti anagrafici, anzianità e reddito previsti dal Regolamento Inarcassa.

Cos’è Inarcassa e quando scatta l’obbligo contributivo

Inarcassa è la cassa di previdenza dei liberi professionisti ingegneri e architetti. Gestisce pensioni e tutele accessorie.

È un ente privatizzato. Lo prevede il decreto legislativo 509 del 1994. Le regole generali sulla previdenza sono nella legge 335 del 1995.

Le condizioni di iscrizione e contribuzione sono nel Regolamento Generale di Previdenza di Inarcassa. Il testo è deliberato dall’ente e approvato dai Ministeri vigilanti.

Requisiti per l’iscrizione obbligatoria

L’iscrizione è obbligatoria quando ricorrono insieme questi elementi:

  • sei iscritto all’albo degli Ingegneri o degli Architetti;
  • eserciti la professione in modo abituale, con Partita IVA attiva;
  • non sei già iscritto a un’altra forma di previdenza obbligatoria per attività lavorativa prevalente (ad esempio INPS Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti o un’altra cassa ordinistica).

Il principio è di esclusività. Se per l’attività prevalente versi a un’altra gestione obbligatoria, l’iscrizione Inarcassa non è dovuta. Questa impostazione discende dal Regolamento Inarcassa e dai principi della legge 335 del 1995.

Quali contributi paga un iscritto Inarcassa

L’iscritto ordinario versa tre voci principali:

  • contributo soggettivo: una percentuale sul reddito professionale. Il reddito è quello da lavoro autonomo ex articolo 53 del TUIR. È previsto anche un minimo annuo;
  • contributo integrativo: pari al 4% da applicare sulle fatture. Esiste un minimo annuo. Il 4% si espone in fattura come rivalsa;
  • contributo per maternità/paternità: importo fisso annuale, stabilito con delibera.

Aliquote e minimi cambiano nel tempo. Sono fissati dalle delibere Inarcassa e dal Regolamento. Consulta le norme su Normattiva per i principi generali. Verifica gli atti ufficiali Inarcassa per gli importi aggiornati.

Come evitare di pagare Inarcassa: le tre strade legali

1) Chiudere la Partita IVA e cessare l’attività

Se non eserciti più la professione, chiudi la Partita IVA. Così non sei più tenuto ai contributi Inarcassa.

Con la cessazione perdi anche l’accredito dei contributi futuri per la pensione e le tutele della cassa. Restano acquisiti i contributi già versati. Potrai cumularli o totalizzarli secondo le regole di legge.

Riferimenti utili: legge 335 del 1995 per cumulo e ricongiunzione. Decreto legislativo 42 del 2006 per la totalizzazione. Il Ministero del Lavoro pubblica indicazioni su cumulo e totalizzazione. Trovi le fonti su Normattiva e sui portali istituzionali.

2) Dimettersi o sospendersi dall’albo

Se lasci o sospendi l’albo, cade il requisito professionale. Quindi non devi più iscriverti a Inarcassa.

La cancellazione o sospensione dall’albo comporta la perdita delle tutele collegate alla cassa. Anche in questo caso restano salvi i contributi già maturati.

L’ordinamento delle professioni è disciplinato dal D.P.R. 137 del 2012. Le procedure pratiche sono gestite dagli Ordini provinciali.

3) Iscriverti a un’altra forma di previdenza obbligatoria

Se lavori come dipendente o parasubordinato con iscrizione obbligatoria a INPS, o entri in un’altra cassa professionale, l’iscrizione Inarcassa viene meno. Questo perché l’altra forma è prevalente e obbligatoria.

In questo scenario Inarcassa dispone la cancellazione dall’iscrizione previdenziale. Tuttavia, se continui a svolgere anche attività professionale tipica, devi versare il contributo integrativo del 4% sulle fatture.

Questa regola è prevista dal Regolamento Inarcassa sul contributo integrativo. Resta dovuto a prescindere dalla posizione previdenziale, quando emetti fatture per prestazioni tipiche dell’ingegnere o dell’architetto.

Pagare meno Inarcassa quando non puoi evitarla

Riduzione a un terzo del contributo integrativo minimo

Se non puoi evitare la cassa, puoi comunque ridurre i versamenti minimi. Il Regolamento Inarcassa prevede la riduzione del minimo del contributo integrativo a un terzo se rispettati requisiti precisi:

  • età inferiore a 35 anni;
  • anzianità di iscrizione a Inarcassa inferiore a 5 anni;
  • reddito professionale inferiore alla media degli iscritti nel biennio di riferimento.

Gli importi esatti cambiano ogni anno con delibera. Contano anche le finestre temporali per fare domanda. Verifica sempre il Regolamento e le circolari Inarcassa più recenti.

Altre agevolazioni e sospensioni

Oltre alla riduzione del minimo integrativo, Inarcassa può prevedere agevolazioni sul contributo soggettivo minimo per neo-iscritti, e misure in caso di maternità/paternità, malattia grave o eventi eccezionali.

La cornice legale di tutele per il lavoro autonomo è nella legge 81 del 2017. Le condizioni operative, però, sono dettagliate nel Regolamento Inarcassa e nelle sue delibere attuative.

Le agevolazioni non eliminano i contributi percentuali dovuti sull’effettivo reddito. Agiscono di norma sui minimi o sulle scadenze.

Fatturato basso o zero: cosa cambia

Se resti iscritto a Inarcassa, i minimi sono dovuti anche con fatturato basso. Il contributo soggettivo minimo e il minimo integrativo non dipendono dall’incasso dell’anno.

Con fatturato zero paghi i minimi, salvo agevolazioni concesse dall’ente. Questa è la ragione per cui, se l’attività si ferma, conviene valutare la chiusura della Partita IVA o la sospensione dall’albo.

Il principio dei minimi è consolidato nel Regolamento Inarcassa. Verifica ogni anno le delibere su importi e condizioni.

Procedura operativa di cancellazione da Inarcassa

Come presentare la domanda online

Puoi cancellarti con procedura online sul portale dei servizi Inarcassa. Segui questo percorso:

  • accedi all’area riservata;
  • vai in “Domande e certificati”;
  • scegli “Domande”;
  • compila il modulo di cancellazione.

Nel modulo indichi la motivazione e la data dell’evento:

  • data di iscrizione ad altra gestione previdenziale obbligatoria, se sei diventato dipendente o simile;
  • data di chiusura della Partita IVA, se hai cessato l’attività;
  • data di dimissioni o sospensione dall’albo, se hai agito sull’iscrizione ordinistica.

Alleghi la documentazione di supporto. Esempi: ricevuta di chiusura della Partita IVA, attestazione dell’Ordine, certificazione di iscrizione INPS.

Decorrenza, importi già emessi, sanzioni

La decorrenza di norma segue la data dell’evento dichiarato, se documentato. Se dichiari in ritardo, l’ente può applicare i contributi fino alla data evento, pro-rata secondo Regolamento.

Se hai rate già emesse (MAV o pagoPA), verifichi con l’ente cosa resta dovuto. Le somme non dovute vengono ricalcolate.

In caso di pagamenti tardivi si applicano sanzioni e interessi come da Regolamento sanzioni dell’ente. È possibile chiedere piani di dilazione. Le basi generali su sanzioni e riscossione sono rintracciabili nelle fonti su Normattiva e nelle delibere Inarcassa.

Regola decisionale rapida

Se vuoi capire in 60 secondi cosa fare

  • Hai Partita IVA attiva, sei all’albo e non hai altra previdenza obbligatoria? Devi restare in Inarcassa e pagare contributi minimi e percentuali.
  • Non eserciti più? Chiudi la Partita IVA e chiedi la cancellazione. Non paghi più Inarcassa da quella data in poi.
  • Rimani all’albo ma inizi un lavoro dipendente o un’attività con altra previdenza obbligatoria? Chiedi la cancellazione da Inarcassa. Continui a versare solo il 4% integrativo sulle fatture da ingegnere/architetto, se ne emetti.
  • Hai fatturato molto basso ma resti iscritto? Valuta le agevolazioni. Se non bastano, considera cessazione o sospensione dall’albo per evitare i minimi.
  • Vuoi rientrare in Inarcassa in futuro? Potrai farlo. Dovrai ripetere l’iscrizione da capo, secondo il Regolamento vigente.

Riferimenti normativi e istituzionali

Fonti da consultare per conferme ufficiali

  • Decreto legislativo 509 del 1994: privatizzazione delle casse professionali (portale Normattiva).
  • Legge 335 del 1995: principi di previdenza obbligatoria, cumulo e coordinamento tra gestioni (portale Normattiva).
  • Decreto legislativo 42 del 2006 e legge 232 del 2016: totalizzazione e cumulo gratuito dei periodi assicurativi (portale Normattiva).
  • D.P.R. 137 del 2012: ordinamento professioni regolamentate e iscrizione agli albi (portale Normattiva).
  • Regolamento Generale di Previdenza e Statuto Inarcassa: iscrizione, contributi, agevolazioni, sanzioni (atti ufficiali dell’ente).
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: circolari e note di vigilanza sulle casse privatizzate.

Tabella scenari, requisiti, contributi e tempistiche

Scenario Requisiti/Azioni Cosa paghi Tempistiche e come fare
Chiudi la Partita IVA Cessazione attività professionale; comunicazione all’Agenzia delle Entrate; domanda di cancellazione a Inarcassa Niente contributi futuri; restano dovuti quelli maturati fino alla data di cessazione Decorre dalla data di cessazione indicata e documentata; invia domanda online “Domande e certificati”
Dimissioni o sospensione dall’albo Provvedimento dell’Ordine; eventuale aggiornamento dell’attività fiscale Niente contributi futuri; ricalcolo pro-rata fino alla data del provvedimento Cancellazione automatica o su richiesta, allegando attestazione dell’Ordine; decorrenza dalla data del provvedimento
Diventi dipendente o ti iscrivi ad altra previdenza obbligatoria Iscrizione INPS o altra cassa per lavoro prevalente; domanda di cancellazione Inarcassa Solo 4% integrativo sulle fatture per prestazioni tipiche, se continui a fatturare Decorre dalla data di iscrizione all’altra gestione; indica la data nella domanda online e allega prova
Resti iscritto ma hai fatturato basso/zero Mantieni albo e Partita IVA; chiedi agevolazioni disponibili Minimi soggettivo e integrativo dovuti; possibile riduzione come da Regolamento Domande entro i termini fissati dall’ente; allega i dati reddituali richiesti
Vuoi rientrare in Inarcassa Riprendi attività abituale; albo attivo; assenza di altra previdenza prevalente Contributi ordinari dall’iscrizione; eventuali minimi in base all’anno Nuova iscrizione tramite portale; decorrenza dalla data evento dichiarata e ammessa

FAQ

Se mi iscrivo come dipendente a INPS ma continuo a fare qualche fattura da ingegnere, devo ancora qualcosa a Inarcassa?

Sì. In presenza di altra previdenza obbligatoria prevalente non sei più iscritto a Inarcassa. Però, quando emetti fatture per prestazioni tipiche della professione, resta dovuto il contributo integrativo del 4%. Lo esponi in fattura come rivalsa. Lo versi a Inarcassa con le scadenze previste. Non versi invece il contributo soggettivo, perché l’iscrizione previdenziale non è attiva. Questa regola è nel Regolamento Inarcassa sul contributo integrativo ed è coerente con i principi della legge 335 del 1995.

Posso evitare Inarcassa fatturando le stesse prestazioni con un codice ATECO “generico” e versando alla Gestione Separata INPS?

No, non è una scelta libera. Conta la natura della prestazione, non il codice ATECO. Se la prestazione è tipica dell’ingegnere o dell’architetto, l’attività è ordinistica. In presenza di albo e Partita IVA, si applicano le regole Inarcassa. Se hai un’altra previdenza obbligatoria per l’attività prevalente, vieni cancellato dall’iscrizione, ma l’integrativo del 4% resta dovuto sulle fatture delle prestazioni tipiche. L’uso di codici “impropri” espone a controlli incrociati tra Agenzia delle Entrate, Ordini e casse.

Se sospendo l’albo per un anno, mi sospendono anche i contributi minimi Inarcassa?

Sì, perché senza albo cade il presupposto dell’iscrizione. Dopo la sospensione non sei più tenuto ai contributi Inarcassa dalla data del provvedimento. Attenzione alle decorrenze. Se la sospensione decorre da maggio, i contributi maturati fino ad aprile restano dovuti pro-rata. Quando riprenderai l’albo e l’attività abituale, con assenza di altra previdenza, dovrai iscriverti di nuovo a Inarcassa.

Con il regime forfettario pago meno Inarcassa?

Il regime forfettario semplifica tasse e IVA. Non cambia però le regole previdenziali della cassa. Continui a versare il contributo soggettivo percentuale con eventuale minimo, il contributo integrativo del 4% e il contributo di maternità/paternità. Alcune agevolazioni sui minimi possono spettare per giovani o per condizioni specifiche, secondo Regolamento. Ma il solo regime fiscale forfettario non riduce automaticamente i contributi Inarcassa.

Ho anni di contributi Inarcassa e poi passo a INPS come dipendente: perdo quanto versato?

No. I contributi già accreditati restano nel tuo montante. Potrai utilizzare gli strumenti previsti per sommare i periodi in gestioni diverse. Le principali strade sono cumulo, totalizzazione o ricongiunzione. Le basi normative sono nella legge 335 del 1995, nel decreto legislativo 42 del 2006 e nelle norme sul cumulo gratuito introdotte dalla legge 232 del 2016. La scelta migliore dipende da importi, periodi e obiettivi pensionistici. Valuta pro e contro con un esperto, perché ogni istituto ha regole e effetti diversi sull’importo finale.

Errori frequenti da evitare

Lasciare la Partita IVA aperta senza fatturare

Se mantieni Partita IVA e albo, l’iscrizione Inarcassa resta obbligatoria e i minimi sono dovuti. Con fatturato zero paghi comunque i minimi, salvo agevolazioni concesse.

Non comunicare tempestivamente il cambio di previdenza

Se diventi dipendente o passi a un’altra cassa e non presenti la cancellazione, Inarcassa può chiedere i contributi maturati fino alla comunicazione. Comunica subito l’evento, allegando la documentazione.

Emettere fatture tipiche senza applicare il 4% integrativo

Se non sei più iscritto a Inarcassa ma fatturi prestazioni tipiche, devi applicare e versare il 4% integrativo. L’omissione comporta sanzioni e interessi secondo Regolamento.

Confondere agevolazioni con esoneri totali

Le riduzioni agiscono di solito sui minimi o sulle scadenze. Non cancellano la contribuzione dovuta sui redditi effettivi. Leggi bene requisiti e limiti temporali nel Regolamento.

Checklist operativa

Prima di decidere

  • Verifica se hai i tre requisiti di iscrizione obbligatoria: albo, Partita IVA, assenza di altra previdenza obbligatoria.
  • Stima i minimi e la contribuzione percentuale sull’utile previsto.
  • Controlla se puoi accedere a riduzioni (ad esempio minimo integrativo a un terzo).

Se vuoi uscire da Inarcassa

  • Valuta la cessazione della Partita IVA o la sospensione/cancellazione dall’albo.
  • Se passi a un’altra previdenza obbligatoria, prepara la prova di iscrizione.
  • Invia la domanda di cancellazione su “Domande e certificati” indicando la data evento e allegando i documenti.

Dopo la cancellazione

  • Conferma la decorrenza con l’ente e verifica eventuali ricalcoli.
  • Se fatturi prestazioni tipiche, applica il 4% integrativo e versa secondo le scadenze.
  • Conserva la documentazione per eventuali controlli incrociati.

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