Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Puoi pagare l’F24 online dall’Agenzia delle Entrate o dall’home banking. Con compensazioni o partita IVA è obbligatorio il canale telematico AE. Compila solo le sezioni rilevanti: anagrafica, tributo, anno, importo, rateazione.
- Obbligo telematico: F24 con compensazioni, F24 a saldo zero, importi superiori a 1.000 euro e tutti i titolari di partita IVA.
- Campi chiave: codice tributo, sezione (Erario/INPS/IMU/Regioni), anno di riferimento, importi a debito/credito, rateazione/mese di riferimento.
- Scadenze principali 2026: saldo/acconti IRPEF e imposta sostitutiva 30 giugno e 30 novembre; IVA periodica il 16; IMU 16 giugno e 16 dicembre; ravvedimento operoso sempre possibile.
Cos’è il modello F24 e su quali norme si basa
Il modello F24 è il modulo unico per versare imposte, tributi e contributi. Si usa per IRPEF, IVA, imposta sostitutiva, INPS, IMU, addizionali e altro. Riunisce in un solo pagamento diverse voci.
La base legale è il D.Lgs. n. 241/1997. L’articolo 17 disciplina la compensazione, cioè l’uso dei crediti per pagare altri debiti. Regole operative e tracciati arrivano da provvedimenti e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Le modalità di pagamento telematico derivano, tra l’altro, dal D.L. 66/2014, art. 11, e da successivi provvedimenti dell’Agenzia. Per imposte e basi imponibili vanno considerate anche il D.P.R. 917/1986 (TUIR) per l’IRPEF e il D.P.R. 633/1972 per l’IVA.
Per sanzioni e ravvedimento operoso si applica il D.Lgs. 472/1997, art. 13. Le norme sono consultabili sui portali istituzionali: Normattiva, Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Dove si paga l’F24: canali disponibili
Canale telematico dell’Agenzia delle Entrate
È il canale ufficiale. Accedi all’area riservata con SPID o CIE. Usa i servizi F24 Web o F24 Online. Inserisci i dati, scegli l’addebito su conto e ricevi la ricevuta telematica.
Per usare l’addebito, registra l’IBAN di un conto a te intestato. La quietanza di pagamento arriva nell’area riservata. Conserva la ricevuta per eventuali controlli.
Home banking
Puoi pagare l’F24 dall’area riservata del tuo istituto. Seleziona la sezione F24, compila i campi e conferma. La banca addebita il conto e rilascia la ricevuta.
Attenzione: con compensazioni, saldo zero o se hai partita IVA, molte banche non accettano il pagamento. In questi casi usa il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate.
Sportello bancario o ufficio postale (solo in casi limitati)
Chi non ha partita IVA e non compensa crediti può pagare allo sportello, di norma per importi non superiori a 1.000 euro. Le condizioni discendono dal D.L. 66/2014 e atti attuativi.
Consiglio pratico: verifica sempre con l’ente che incassa e con il tuo intermediario. Le procedure interne possono variare.
Regola decisionale rapida
Seleziona in 30 secondi il canale giusto
- Hai partita IVA? Sì → usa sempre il canale telematico AE. No → vai al punto successivo.
- Stai compensando crediti (importi in colonna a credito)? Sì → canale telematico AE obbligatorio. No → vai al punto successivo.
- Il saldo è zero (debiti uguali ai crediti)? Sì → canale telematico AE obbligatorio. No → vai al punto successivo.
- L’importo da versare è superiore a 1.000 euro? Sì → canale telematico (AE o home banking). No → se non hai partita IVA puoi anche pagare allo sportello.
Eccezioni: alcuni tributi locali impongono codici specifici o canali tracciati. Controlla sempre le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e del Comune per IMU e addizionali.
Come si compila l’F24: sezioni e campi
Sezione anagrafica
Inserisci codice fiscale e, se ce l’hai, partita IVA. Indica il domicilio fiscale, cioè il Comune collegato al tuo codice fiscale. Compila i campi del dichiarante e, se serve, del coobbligato.
Il “coobbligato” è chi risponde insieme a te del pagamento. Serve in casi particolari, ad esempio per accertamenti con adesione o successioni.
Sezione Erario
La usi per IRPEF, IVA, imposta sostitutiva, addizionali, ritenute e altri tributi statali. Compila così: codice tributo, rateazione/mese di riferimento, anno di riferimento, importo a debito, importo a credito se compensi.
Esempi utili:
- IRPEF saldo: codici della famiglia 4001 e seguenti; acconti: 4033 (prima rata), 4034 (seconda o unica). Anno di riferimento: l’anno d’imposta.
- IVA mensile: 6001-6012 (mese di riferimento). IVA trimestrale: 6031-6034. Saldo annuale: 6099.
- Imposta sostitutiva forfettari: codici dedicati all’imposta sostitutiva; indica saldo e acconto secondo le istruzioni dell’Agenzia.
- Cedolare secca: codici 1840-1842 e successivi per saldo e acconti.
Aliquote IRPEF 2026: fino a 28.000 euro 23%; da 28.001 a 50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%. Queste aliquote si applicano per il calcolo del saldo e degli acconti, secondo TUIR e Legge di Bilancio 2026.
Sezione INPS
Qui versi i contributi previdenziali. I “contributi” sono i versamenti dovuti per la pensione e la tutela assicurativa.
Esempi:
- Gestione separata: indica il codice sede e il codice causale (come “CXX” secondo istruzioni INPS), periodo da mese a mese e importo.
- Artigiani e commercianti: acconti e saldi con codici causali specifici. Rateazioni secondo il piano annuale INPS.
Le basi contributive e le scadenze seguono le circolari INPS e le norme del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Regioni, IMU e altri tributi locali
Per IMU e addizionali locali usa le sezioni dedicate. L’“IMU” è l’imposta sugli immobili. Indica codice ente/codice catastale del Comune, codice tributo IMU, anno, acconto o saldo.
Esempi IMU: 3912 (abitazione diversa dalla principale), 3918 (altri fabbricati), 3916 (aree fabbricabili), 3925 (interessi) e 3926 (sanzioni). Segui il regolamento del tuo Comune.
Compensazioni: quando e come
La “compensazione” consente di usare i crediti per pagare altri debiti. È disciplinata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e da provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Regole chiave:
- Usa sempre il canale telematico AE per F24 con crediti in compensazione.
- Alcuni crediti richiedono la presentazione preventiva della dichiarazione o del modello di comunicazione.
- Se il credito è inesistente o non spettante, si applicano sanzioni pesanti. In caso di dubbi, usa il credito in misura prudente e conserva la documentazione.
Scadenze 2026, rate e ravvedimento
Scadenze principali
- IRPEF e imposta sostitutiva: saldo e primo acconto entro 30 giugno; secondo acconto entro 30 novembre.
- IVA periodica: il 16 del mese successivo (mensili) o il 16 del secondo mese successivo al trimestre (trimestrali ordinari), salvo addizionale 1%.
- INPS: acconti e saldi secondo il calendario annuale; contributi mensili per dipendenti il 16 del mese successivo.
- IMU: acconto 16 giugno, saldo 16 dicembre.
Le eventuali proroghe vengono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e dal MEF. Verifica sempre le comunicazioni istituzionali.
Rateazione
Molti versamenti si possono rateizzare. La “rateazione” è la divisione del debito in più pagamenti mensili. Indica il numero di rata nel campo “rateazione”.
Interessi di rateazione si calcolano sul tasso legale pro tempore vigente, fissato con decreto del MEF. Riporta gli importi separati per ogni rata.
Ravvedimento operoso
Se paghi in ritardo, puoi rimediare con il “ravvedimento operoso” (D.Lgs. 472/1997, art. 13). Versi imposta, interessi legali e sanzione ridotta, che aumenta col trascorrere del tempo.
Compila l’F24 con i codici per imposta, sanzioni e interessi. Indica l’anno corretto e la causale prevista dalle istruzioni AE. Conserva le quietanze.
Passi pratici per pagare online dall’Agenzia delle Entrate
Preparazione
Recupera: IBAN, codice fiscale/partita IVA, codici tributo, anno, importi, eventuali crediti. Tieni a portata il prospetto di calcolo o la dichiarazione.
Accesso e compilazione
- Accedi con SPID o CIE all’area riservata dell’Agenzia.
- Apri il servizio F24 Web o F24 Online.
- Inserisci i dati anagrafici, poi compila solo le sezioni utili (Erario, INPS, IMU, Regioni).
- Verifica il saldo. Se usi compensazioni, controlla che i crediti risultino disponibili.
- Seleziona l’addebito su conto, conferma e scarica la ricevuta.
Salva la quietanza e il dettaglio dei tributi versati. Serviranno per quadrature contabili e controlli.
| Scenario | Sezioni/Codici tipici | Canale obbligatorio/consigliato | Tempistiche e note |
|---|---|---|---|
| Professionista in forfettario (saldo e acconto imposta sostitutiva + INPS Gestione separata) | Erario: codici imposta sostitutiva (saldo/acconti); INPS: causale Gestione separata con periodo | Agenzia delle Entrate telematico consigliato; home banking possibile senza compensazioni | 30 giugno e 30 novembre; rate con interessi legali; conservare ricevute AE |
| Impresa con IVA mensile e compensazione di credito IVA | Erario: 6001-6012; credito IVA in colonna a credito e debiti compensati | Agenzia delle Entrate telematico obbligatorio (compensazione) | Versamento il 16 del mese; credito utilizzabile dopo presentazione dichiarazione o comunicazioni richieste |
| Privato che paga IMU seconda casa | IMU: 3918, 3925 (interessi), 3926 (sanzioni); codice Comune | Home banking o sportello se senza partita IVA e senza compensazioni | Acconto 16 giugno, saldo 16 dicembre; aliquote e detrazioni secondo il Comune |
| Sostituto d’imposta con ritenute dipendenti | Erario: serie 1001-1004 e affini per ritenute lavoro dipendente/autonomo | Agenzia Entrate telematico consigliato; per partita IVA di fatto obbligo telematico | Versamento il 16 del mese successivo; attenzione a ravvedimento in caso di ritardo |
| Contribuente che regolarizza IRPEF con ravvedimento | Erario: imposta (4001 ecc.), sanzioni e interessi con codici dedicati | Agenzia delle Entrate telematico consigliato per calcoli tracciati | Ravvedimento sempre possibile; sanzione cresce nel tempo; interessi al tasso legale MEF |
| Artigiano con contributi fissi e percentuali INPS | INPS: causali artigiani/commercianti; rate trimestrali | Home banking o AE; per partita IVA usare preferibilmente AE | Scadenze trimestrali; possibilità di rate se previsto dal piano INPS |
FAQ
Come scelgo il codice tributo corretto e dove lo trovo?
Il codice tributo identifica esattamente che cosa stai pagando. Evita errori: un codice sbagliato sposta il versamento su un tributo diverso e può generare cartelle o sanzioni. I codici ufficiali sono nelle risoluzioni e tabelle dell’Agenzia delle Entrate. Puoi consultarli nei documenti pubblicati dall’Agenzia o sulle istruzioni del modello F24. Per esempio, i codici 6001-6012 servono per l’IVA mensile, mentre 6099 è il saldo annuale. Per IMU i codici cambiano a seconda dell’immobile (come 3918 per altri fabbricati). Se hai dubbi, controlla sempre sulle istruzioni aggiornate dell’Agenzia e, quando possibile, verifica sulla tua dichiarazione o sul prospetto di liquidazione. In mancanza di certezza, sospendi l’invio e chiarisci prima: correggere dopo è più complicato.
Posso compensare un credito con qualunque debito? Ci sono limiti?
La compensazione segue regole precise fissate dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. In linea generale puoi usare crediti fiscali per pagare altri debiti fiscali o contributivi, ma esistono limiti, blocchi e adempimenti preventivi. Alcuni crediti sono “orizzontali” (utilizzabili contro altri tributi), altri “verticali” (solo stessa imposta). Spesso serve avere presentato prima la dichiarazione da cui emerge il credito. In certi casi occorrono visti di conformità o limiti d’importo. Se il credito è inesistente o non spettante, scattano sanzioni rilevanti e interessi. Con compensazioni presenti, l’F24 va trasmesso obbligatoriamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia. Prima di compensare, verifica capienza, documentazione e eventuali blocchi normativi vigenti per specifici crediti (IVA, imposte dirette, INPS, ecc.).
Ho sbagliato a compilare un F24: posso annullarlo o correggerlo?
Se hai disposto l’addebito per una data futura sul canale dell’Agenzia, puoi chiedere l’annullamento entro i termini indicati nelle istruzioni del servizio F24 Web/Online. Superato quel termine o se hai già pagato, non esiste un “annulla e sostituisci” automatico. In questi casi si procede con istanza di rimborso o compensazione del versato con un nuovo F24, a seconda dell’errore. Per errori formali (codice tributo, anno) può bastare un’istanza di correzione all’ufficio competente, allegando la quietanza. Per somme non dovute, si chiede rimborso secondo l’art. 38 del D.P.R. 602/1973 o si compensa se la normativa lo consente. Conserva la ricevuta telematica e spiega in modo chiaro l’errore commesso. Rivolgiti all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio.
Quali sono le aliquote IRPEF 2026 e come incidono su saldo e acconti?
Per il 2026 le aliquote IRPEF risultano così strutturate: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Queste aliquote servono per calcolare il saldo dell’anno e gli acconti dell’anno successivo, secondo le regole del TUIR e gli atti della Legge di Bilancio 2026. Gli acconti, di norma, si calcolano sul metodo storico: prendi l’imposta netta dell’anno precedente e applichi le percentuali di acconto previste. Se prevedi un reddito più basso, puoi ridurre l’acconto (“metodo previsionale”), ma se sbagli al ribasso paghi interessi e sanzioni. Inserisci in F24 i codici corretti per saldo e acconti e l’anno d’imposta di riferimento. Verifica sempre eventuali crediti disponibili da usare in compensazione.
Quando conviene usare il ravvedimento operoso e come si compila l’F24?
Conviene ravvederti appena scopri l’errore o il ritardo. Prima paghi, meno sanzione versi. Il D.Lgs. 472/1997, art. 13, prevede sanzioni ridotte in base al tempo trascorso (giorni, mesi, oltre l’anno). Per compilare l’F24 inserisci: codice tributo dell’imposta dovuta, poi i codici specifici per sanzioni e interessi, indicando lo stesso anno dell’imposta. Calcola gli interessi al tasso legale fissato dal MEF per il periodo di ritardo. Se hai anche crediti disponibili, valuta se usarli in compensazione, ricordando l’obbligo del canale telematico. Conserva la quietanza e un prospetto di calcolo chiaro: servirà in caso di controlli o per future quadrature.
