Fattura elettronica in regime forfettario: quali strumenti servono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In regime forfettario devi emettere e inviare sempre la fattura elettronica via SDI, senza IVA, con bollo se dovuto. Puoi usare Fatture e Corrispettivi, software/app dell’Agenzia o servizi terzi.

  • Obbligo e-fattura: esteso a tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024 (DL 36/2022, convertito in legge). Esclusione solo per fatture con dati sanitari verso privati.
  • Compilazione: natura IVA N2.2, dicitura L. 190/2014, codice destinatario corretto, bollo da 2 euro se > 77,47 euro.
  • Strumenti: portale Fatture e Corrispettivi, software AE, app Fatturae, o gestionali terzi con invio e conservazione a norma.

Panoramica normativa e obblighi 2026

Dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA, inclusi i forfettari. La base è nel D.Lgs. 127/2015 e nella Legge 205/2017, con estensione ai forfettari prevista dal DL 36/2022. Puoi verificare i testi su Normattiva.

La fattura elettronica si trasmette al Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate, con la procedura per inviare la fattura elettronica. Il formato è XML secondo le Specifiche Tecniche approvate con Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Il flusso sostituisce la fattura cartacea.

Resta l’esclusione per le fatture che contengono dati sanitari verso persone fisiche. Il divieto deriva dall’art. 10-bis del DL 119/2018 e dai provvedimenti del Garante Privacy. Per il 2026 la conferma permane. I sanitari usano i canali del Sistema Tessera Sanitaria e non inviano e-fatture al SDI per tali prestazioni.

Per la Pubblica Amministrazione si applicano le regole del DM 55/2013 sulla FatturaPA. Vanno indicati i campi specifici come CUP e CIG quando richiesti dal capitolato.

Strumenti disponibili per la fatturazione elettronica

1) Portale Fatture e Corrispettivi (Agenzia delle Entrate)

È il servizio online gratuito nell’area riservata. Puoi predisporre, inviare e consultare le fatture. È utile se emetti poche fatture e non hai esigenze avanzate.

Pro: gratuito, sempre aggiornato, conservazione attivabile. Contro: interfaccia essenziale, anagrafiche basiche, automazioni limitate.

2) Software gratuito dell’Agenzia per PC

Genera il file XML conforme. Puoi salvare e poi inviare via PEC o caricando su Fatture e Corrispettivi. È utile offline o per chi preferisce controllo sul file.

Pro: controllo sul tracciato. Contro: passaggi manuali, rischio errori di invio, archiviazione da gestire.

3) App Fatturae

App ufficiale gratuita per smartphone. Consente emissione rapida. È adatta a professionisti in mobilità.

Pro: immediatezza. Contro: limitata per funzioni avanzate, gestione massiva complessa.

4) Gestionali e servizi terzi

Soluzioni come quelle offerte dai provider di settore permettono dashboard intuitive, anagrafiche clienti, invio e ricezione via canale accreditato SDI e conservazione a norma. Spesso includono calcolo automatico del bollo e scadenze.

Pro: automazioni, riduzione errori, report e analisi. Contro: costo abbonamento.

Come si compila la fattura elettronica in regime forfettario

Dati obbligatori generali

  • Anagrafica: tuoi dati e del cliente (Partita IVA e/o CF).
  • Data e numero progressivo della fattura.
  • Descrizione dell’operazione con quantità, prezzo e imponibile.
  • Codice destinatario SDI o PEC del cliente quando previsto.

Specifiche per il forfettario

  • Natura IVA: N2.2 (operazioni non soggette ad IVA – altri casi). Eviti aliquota e imposta.
  • Dicitura normativa: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge 190/2014”. La Legge 190/2014 regola il regime forfettario.
  • Ritenute: in forfettario non si subiscono ritenute d’acconto. Inserisci la dicitura che esonera il sostituto d’imposta secondo l’art. 1, comma 67, Legge 190/2014.
  • Bollo da 2 euro: si applica se l’importo del documento supera 77,47 euro ed è operazione non soggetta ad IVA. Nel tracciato indichi l’assolvimento “virtuale”. L’Agenzia addebita trimestralmente l’imposta.
  • Contributi: puoi inserire contributo integrativo della Cassa professionale se previsto dallo Statuto dell’Ordine. La rivalsa INPS gestione separata è facoltativa; non genera IVA.

Codici tipo documento più usati

  • TD01 fattura immediata: il più comune per prestazioni professionali e vendite.
  • TD24/TD25 per differita con DDT o scontrino elettronico, se applicabile.
  • TD04 nota di credito in caso di storno o reso.

Codici destinatario, casi particolari e PA

Codice destinatario SDI

  • B2B/B2G in Italia: codice alfanumerico di 7 caratteri fornito dal cliente o dal suo intermediario.
  • Consumatore finale senza Partita IVA: usa 0000000. Fornisci una copia di cortesia al cliente (PDF o stampa).
  • Cliente estero (UE o extra-UE): usa XXXXXXX. Il file transita su SDI ma non viene recapitato all’estero; invia copia di cortesia al cliente.

Pubbliche Amministrazioni

Indica sempre il Codice Univoco Ufficio (CUU) di 6 caratteri. Puoi recuperarlo sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). Inserisci CIG e CUP quando richiesti.

Sanitari e privacy

I soggetti che emettono fatture con dati sanitari verso privati non devono inviare e-fatture al SDI. La base è nell’art. 10-bis del DL 119/2018 e nei provvedimenti del Garante Privacy. Per il 2026 la regola resta valida. Per PA o per operazioni senza dati sanitari, valutare caso per caso.

Tempistiche, notifiche e scarti

Quando emettere e inviare

  • Fattura immediata: trasmetti entro 12 giorni dalla data dell’operazione, come previsto dall’art. 21 del DPR 633/1972 (termini aggiornati dal DL 119/2018).
  • Fattura differita: entro il 15 del mese successivo, richiamando i DDT o i documenti equipollenti.

Cosa succede dopo l’invio

  • SDI controlla il file. Se tutto è corretto, recapita e rilascia “ricevuta di consegna”.
  • Se non consegna (ad esempio PEC piena), rilascia “impossibilità di recapito”. La fattura è comunque emessa.
  • Se rileva errori formali o dati errati, scarta la fattura. In caso di scarto, la fattura si considera non emessa.

Come rimediare a uno scarto

Correggi i dati e rinvia un nuovo file con stesso numero e data, se possibile entro cinque giorni. In alternativa, emetti un nuovo numero e conserva evidenza dello scarto e del nuovo invio. Usa il ravvedimento operoso se superi i termini (art. 13 D.Lgs. 472/1997).

Conservazione e imposta di bollo

Conservazione digitale a norma

Devi conservare le fatture per 10 anni. Il riferimento è l’art. 2220 del Codice Civile e le Linee guida AgID per la conservazione. L’Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di conservazione se lo attivi nell’area riservata. Anche i gestionali terzi offrono conservazione conforme.

Bollo su e-fatture

Per documenti non assoggettati ad IVA sopra 77,47 euro si applica il bollo da 2 euro. Imposti il flag nel tracciato e puoi addebitarlo al cliente in fattura. L’Agenzia calcola il totale trimestrale e lo rende disponibile in area riservata. Le scadenze di pagamento sono, di norma, l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre (31 maggio, 30 settembre, 30 novembre, 28/29 febbraio), come da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate successivi al DM 17 giugno 2014.

Sanzioni e controlli

Se ometti o ritardi l’emissione/trasmissione senza IVA esposta, si applica l’art. 6 del D.Lgs. 471/1997: sanzione da 250 a 2.000 euro. Puoi ridurre con ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) pagando spontaneamente una sanzione ridotta in base al ritardo.

Per errori che non incidono sulla corretta liquidazione delle imposte, è possibile la non punibilità o la sanzione minima. Documenta sempre gli errori e le correzioni effettuate.

Regola decisionale rapida

Quale canale uso e cosa scrivo in fattura?

  • Hai Partita IVA? Sì → emetti sempre fattura elettronica via SDI. No → non emetti fattura elettronica.
  • Il cliente è PA? Sì → usa CUU da IPA, indica CUP/CIG se richiesti, natura N2.2, dicitura L. 190/2014. No → vai al punto successivo.
  • Il cliente è in Italia con Partita IVA? Sì → usa il suo codice destinatario a 7 caratteri, natura N2.2, dicitura L. 190/2014.
  • Il cliente è un privato italiano senza Partita IVA? Sì → usa 0000000 e invia copia di cortesia; valuta bollo se dovuto.
  • Il cliente è estero? Sì → usa XXXXXXX; invia copia di cortesia; per vendite indica natura N2.2. Gestisci separatamente gli adempimenti fiscali extra-IVA se previsti.
  • La fattura supera 77,47 euro ed è senza IVA? Sì → attiva il bollo virtuale e addebitane l’importo.
  • Prestazione sanitaria a privato? Sì → non inviare e-fattura a SDI; usa i canali del Sistema Tessera Sanitaria.
Scenario Codice destinatario / Dati chiave Requisiti di compilazione Tempistiche e note operative
Cliente con Partita IVA italiana (B2B) Codice a 7 caratteri del cliente Natura N2.2, dicitura L. 190/2014; no ritenute; bollo se > 77,47 euro Invio entro 12 giorni; conserva 10 anni; copia di cortesia facoltativa
Consumatore finale italiano (B2C) 0000000; opzionale PEC del cliente Natura N2.2; dicitura L. 190/2014; bollo se > 77,47 euro Invia copia di cortesia; la fattura è disponibile nell’area riservata del cliente
Cliente estero (UE/extra-UE) XXXXXXX Natura N2.2; valuta estera ammessa con totale in euro se richiesto dal contratto; copia di cortesia Invio via SDI; valuta adempimenti extra-IVA; nessun recapito automatico estero
Pubblica Amministrazione (B2G) CUU a 6 caratteri da IPA; CIG/CUP se previsti Natura N2.2; dicitura L. 190/2014; bollo se dovuto Termini da contratto; rispetto regole DM 55/2013; pagamento spesso su piattaforme dedicate
Prestazioni sanitarie a privati Non si usa SDI Emissione secondo regole privacy; trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria se dovuta Divieto e-fattura confermato per il 2026; verifiche Garante Privacy
Fattura differita con DDT Codice destinatario come da cliente Richiama DDT; usa TD24/TD25 se applicabile; natura N2.2 Emetti entro il 15 del mese successivo; conserva DDT a supporto

FAQ

1) Come emetto la mia prima fattura elettronica in forfettario passo per passo?

Prima accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e attiva, se vuoi, la conservazione. Poi apri Fatture e Corrispettivi o il gestionale scelto. Inserisci i tuoi dati, quelli del cliente e il numero progressivo. Descrivi bene l’operazione. Nel blocco IVA seleziona natura N2.2 e non impostare aliquote. Aggiungi la dicitura “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge 190/2014”. Se il documento supera 77,47 euro e non c’è IVA, spunta il bollo virtuale e, se vuoi, addebitalo al cliente. Inserisci il codice destinatario: 7 caratteri per aziende italiane, 0000000 per privati, XXXXXXX per esteri, CUU per PA. Controlla i totali, salva e invia al SDI. Verifica la ricevuta di consegna o di messa a disposizione. Invia al cliente una copia di cortesia se è un privato o se è estero. Conserva la ricevuta e la fattura per 10 anni.

2) Ho sbagliato codice destinatario o l’SDI ha scartato la fattura: cosa faccio?

Se il codice destinatario è errato ma il SDI non scarta, potresti ricevere “impossibilità di recapito”. La fattura è emessa. Avvisa il cliente e inviagli copia di cortesia. Se invece ricevi “notifica di scarto”, la fattura è come non emessa. Controlla il motivo: errori su Partita IVA/CF, progressivo duplicato, aliquote incoerenti, campi obbligatori mancanti. Correggi e rinvia un nuovo file. Se puoi, mantieni numero e data originali entro tempi brevi; altrimenti emetti un nuovo numero e conserva lo scarto come prova dell’errore. Se superi i termini dei 12 giorni, valuta il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni (art. 13 D.Lgs. 472/1997). In futuro, memorizza le anagrafiche e abilita i controlli automatici del gestionale.

3) Come gestisco l’imposta di bollo sulle e-fatture e quando si paga?

Il bollo da 2 euro si applica ai documenti non soggetti ad IVA oltre 77,47 euro. Nel tracciato XML indichi l’assolvimento in modo virtuale e, se desideri, lo addebiti al cliente in una riga dedicata. L’Agenzia delle Entrate calcola l’importo dovuto per trimestre e lo rende disponibile nella tua area riservata. Le scadenze sono in genere l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre (31 maggio per il primo, 30 settembre per il secondo, 30 novembre per il terzo, 28/29 febbraio per il quarto), secondo i provvedimenti attuativi successivi al DM 17 giugno 2014. Puoi pagare con addebito diretto, F24 o canali telematici. Se paghi in ritardo, applica il ravvedimento operoso con sanzioni e interessi ridotti. Conserva le ricevute dei pagamenti per i controlli.

4) Un forfettario deve indicare ritenute, contributi o altre voci in fattura?

Il forfettario non subisce ritenute d’acconto. Inserisci una dicitura di esonero basata sull’art. 1, comma 67, Legge 190/2014, così il cliente non trattiene nulla. Se sei iscritto a una Cassa professionale con contributo integrativo, puoi addebitarlo in fattura secondo lo Statuto dell’Ordine (per esempio 4%). Non genera IVA e va incluso nel totale. Se sei in Gestione Separata, la rivalsa del 4% è facoltativa; valuta il contratto e le prassi del settore. Ricorda che tutte queste voci non cambiano la natura IVA N2.2 del documento. Se imponi il bollo, indicane l’addebito al cliente e il flag nel blocco bollo del tracciato. In caso di nota di credito, usa TD04 e storna correttamente anche contributi e bollo, se applicato per errore.

5) Come conservo le e-fatture e cosa controllano in verifica?

Devi conservare il file XML originale e le ricevute SDI per 10 anni, come da art. 2220 del Codice Civile e Linee guida AgID. Puoi aderire al servizio gratuito di conservazione dell’Agenzia delle Entrate dall’area riservata, oppure usare un conservatore accreditato. Organizza per anno e progressivo. In verifica, l’ufficio chiede: corrispondenza tra fatture e incassi, corretto uso dei codici natura, presenza delle diciture di legge, gestione del bollo, prova della trasmissione via SDI, eventuali note di credito a rettifica. Per i forfettari, verificano anche il rispetto dei limiti e delle condizioni del regime stabiliti dalla Legge 190/2014. Mantieni riconciliazioni bancarie e contratti. In caso di errori formali senza impatto fiscale, segnala spontaneamente e valuta l’uso del ravvedimento per chiudere la posizione con sanzioni ridotte.

Riferimenti utili

Per i testi normativi consulta: D.Lgs. 127/2015; Legge 205/2017, art. 1 commi 909-916; DL 36/2022 e legge di conversione; Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89; DPR 633/1972, art. 21; DM 55/2013 sulla FatturaPA; Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulle Specifiche Tecniche e sul bollo; D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997 per sanzioni e ravvedimento. Per la privacy sanitaria, verifica l’art. 10-bis del DL 119/2018 e i provvedimenti del Garante Privacy. Usa i portali dell’Agenzia delle Entrate per Fatture e Corrispettivi e, per la PA, l’Indice IPA. I testi ufficiali sono reperibili sui siti istituzionali e su Normattiva.

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