Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La fattura certifica vendita o prestazione, avvia IVA e imposte, e, se elettronica, passa dallo SDI. Deve riportare dati delle parti, descrizione, prezzi, imposte/ritenute, bollo quando dovuto, termini e modalità di pagamento.
- Elementi obbligatori secondo articolo 21 del DPR 633/1972: data, numero, parti, descrizione, imponibile, aliquota/IVA o natura, eventuale ritenuta, bollo e condizioni di pagamento.
- Tempi: fattura immediata entro 12 giorni dall’operazione; differita entro il 15 del mese successivo con DDT.
- Dal 2024 obbligo generalizzato di fattura elettronica via Sistema di Interscambio; sanzioni D.Lgs. 471/1997 per errori o ritardi.
Cos’è la fattura e perché è centrale per fisco e contabilità
La fattura è il documento che prova una cessione di beni o un servizio. Segna il diritto al pagamento del prezzo. È anche la base per calcolare imposte e contributi.
Con la fattura il venditore registra il ricavo. Il compratore, se impresa o professionista, registra il costo. In regime IVA la fattura attiva l’imposta a debito e, per il cliente, l’IVA a credito.
Nel sistema elettronico italiano la fattura passa dallo SDI. Lo SDI controlla il file e lo recapita al destinatario. L’Agenzia delle Entrate riceve i dati in tempo reale.
La fattura consente di monitorare ricavi e costi. Aiuta nelle previsioni di cassa. Riduce rischi di contestazioni in sede di controllo.
Norme di riferimento: DPR 633/1972 per IVA; DPR 600/1973 per ritenute; D.Lgs. 127/2015 per fattura elettronica; Codice civile articolo 2220 per conservazione.
Quadro normativo aggiornato al 2026
Le fonti principali da conoscere
Articolo 21 del DPR 633/1972 (Normattiva): definisce cosa deve contenere una fattura e quando si emette. L’articolo 6 dello stesso DPR regola il momento di effettuazione dell’operazione.
D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate: disciplinano fattura elettronica, Sistema di Interscambio e codici tipo documento (TD). Le Leggi di Bilancio 2023 e 2024 hanno esteso l’obbligo ai contribuenti minori, inclusi i forfettari.
DPR 600/1973, articolo 25: regola la ritenuta d’acconto sui compensi dei professionisti. DPR 642/1972, tariffa, articolo 6 e DM 17 giugno 2014: imposta di bollo su fatture non soggette a IVA.
D.Lgs. 471/1997, articolo 6: sanzioni per omissioni, errori e ritardi nella fatturazione e nella trasmissione allo SDI. DM 55/2013: fattura verso Pubbliche Amministrazioni.
Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e articolo 2220 c.c.: conservazione digitale per 10 anni. Fonti consultabili tramite Normattiva e documentazione Agenzia delle Entrate.
Elementi obbligatori della fattura: come compilarli senza errori
Dati delle parti e numerazione
Indica data e numero progressivo. La numerazione deve essere continua per anno e serie. Inserisci nome o denominazione, indirizzo e partita IVA o codice fiscale di entrambe le parti.
Per fattura elettronica, serve il codice destinatario o la PEC del cliente. Per l’estero usa il codice convenzionale “XXXXXXX”. Per PA occorrono CIG/CUP quando richiesti.
Descrizione, quantità e prezzi
Descrivi bene bene o servizio. Indica quantità, unità di misura, prezzo unitario e sconti. La chiarezza riduce contestazioni e resi.
IVA, natura e riferimenti normativi
Applica l’aliquota corretta: 22% ordinaria, 10% o 5% ridotte, 4% super-ridotta. Se l’operazione è non imponibile, esente, esclusa o fuori campo, indica la “natura” e la norma.
Esempi: non imponibile per esportazioni (articolo 8 DPR 633/1972), esente per prestazioni sanitarie (articolo 10), fuori campo per spese anticipate in nome e per conto (articolo 15).
Ritenuta d’acconto e contributi di cassa
Per professionisti soggetti a ritenuta, il cliente trattiene il 20% sull’imponibile IRPEF. La base non include l’IVA e le spese escluse per legge. Indica la ritenuta con segno meno.
Se sei iscritto a una Cassa professionale, puoi addebitare il contributo integrativo. Verifica se concorre alla base della ritenuta secondo il regolamento della tua Cassa.
Imposta di bollo e condizioni di pagamento
Se la fattura è non assoggettata a IVA e supera 77,47 euro, applica il bollo di 2 euro. Nelle e-fatture, il versamento è trimestrale tramite F24 predisposto.
Indica termini e modalità di pagamento. Aggiungi IBAN, eventuali penali per ritardo e sconti per pagamento anticipato. Questo accelera l’incasso e riduce insoluti.
Tipologie di fattura e tempi di emissione
Immediata, differita, acconti e semplificata
Fattura immediata: emetti entro 12 giorni dalla consegna o dal completamento del servizio. La data operazione resta quella di effettuazione IVA (articolo 6 DPR 633/1972).
Fattura differita: emetti entro il 15 del mese successivo. Serve DDT o documento equipollente. Raggruppa più consegne dello stesso mese.
Acconti: emetti fattura per l’anticipo (codice TD02 in e-fattura). Il saldo conterrà il richiamo degli acconti. Così l’IVA segue l’incasso dell’acconto.
Fattura semplificata: per importi fino a 400 euro. Permette dati ridotti. Non usarla per operazioni intracomunitarie o dove la norma non lo consente.
Operazioni particolari: reverse charge e split payment
Reverse charge interno: articolo 17 DPR 633/1972. Il debitore d’imposta è il cliente. Usa i codici TD16–TD19 secondo il caso.
Split payment verso PA e altri enti: articolo 17-ter DPR 633/1972. Emetti fattura con IVA esposta, ma l’ente versa l’IVA direttamente all’Erario.
Calcolo pratico: imponibile, IVA, ritenuta, bollo
Schema di calcolo passo-passo
1) Prezzo unitario x quantità = imponibile lordo. 2) Applica sconti. 3) Calcola IVA su imponibile netto. 4) Applica ritenuta se dovuta, fuori dall’IVA. 5) Aggiungi bollo se necessario.
Esempio semplice: imponibile 1.000 euro, IVA 22% = 220. Ritenuta 20% su 1.000 = 200. Totale da pagare: 1.000 + 220 − 200 = 1.020 euro. Bollo se non c’è IVA.
Controlla sempre deroghe previste dai regolamenti delle Casse. In alcuni casi il contributo integrativo non rientra nella base della ritenuta.
Fattura elettronica via SDI: flusso, controlli e conservazione
Trasmissione e ricevute
Prepara il file XML con il tracciato FatturaPA. Inserisci codice destinatario o PEC. Invia allo SDI. Ricevi ricevuta di consegna o di scarto.
Se lo SDI scarta, la fattura è come non emessa. Correggi e rinvia entro i termini. Conserva la documentazione delle ricevute.
Copia di cortesia e recapito
Puoi inviare una copia PDF per cortesia. Non sostituisce la fattura elettronica. La validità fiscale è legata al transito e all’accettazione dello SDI.
Conservazione digitale
Conserva le fatture per 10 anni. Usa un sistema a norma del Codice dell’Amministrazione Digitale. L’Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito su adesione.
Operazioni con l’estero
Per clienti esteri, emetti e invia facoltativamente via SDI con “XXXXXXX”. Trasmetti i dati delle operazioni transfrontaliere tramite SDI, secondo le specifiche vigenti. Derivano dal D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi.
Regola decisionale rapida
Se… allora… per decidere subito che fare
Se vendi a soggetto IVA in Italia, emetti e-fattura TD01 via SDI con codice destinatario. Applica l’IVA o indica il regime di non imponibilità con norma.
Se vendi a consumatore finale italiano, emetti e-fattura via SDI. Puoi inviare una copia PDF per il cliente. Gestisci correttamente il codice destinatario “0000000”.
Se vendi alla PA, usa formato FatturaPA con riferimenti CIG/CUP. Applica split payment quando previsto. Inserisci codice ufficio.
Se vendi a soggetto UE con inversione contabile, emetti fattura senza IVA e indica “reverse charge” con articolo 196 della Direttiva IVA recepito. Verifica iscrizione VIES del cliente.
Se sei in regime forfettario, emetti e-fattura senza IVA e senza ritenuta. Inserisci la dicitura di franchigia ex Legge 190/2014. Applica bollo quando dovuto.
Errori frequenti e come evitarli
Numerazione e date
Errore: salti di numerazione o date incoerenti. Soluzione: definisci serie per anno e registro. Verifica la data di effettuazione IVA e la data di emissione.
Aliquota e natura IVA
Errore: aliquota errata o natura senza riferimento normativo. Soluzione: controlla l’articolo di legge. Inserisci il codice natura corretto e la norma di supporto.
Ritenuta e contributo integrativo
Errore: base ritenuta calcolata male. Soluzione: escludi IVA e spese fuori campo. Verifica le regole della tua Cassa per il contributo integrativo.
Dati SDI e recapito
Errore: codice destinatario o PEC sbagliati. Soluzione: chiedi conferma al cliente. In mancanza, usa “0000000” per B2B/B2C Italia e “XXXXXXX” per estero.
Bollo elettronico
Errore: dimenticare il bollo sulle operazioni senza IVA sopra 77,47 euro. Soluzione: attiva controllo automatico e versa trimestralmente con F24 predisposto.
Impatto fiscale: IVA, imposte dirette e contributi
IVA e liquidazioni
La fattura determina IVA a debito. Contribuisce alla liquidazione periodica. Reverse charge e split payment spostano il debito d’imposta.
Imposte dirette e principio di cassa/competenza
I professionisti tassano per cassa. Le imprese per competenza. I forfettari applicano il coefficiente di redditività sul fatturato, con imposta sostitutiva.
La fattura incide anche sui contributi previdenziali. Per gestione separata o artigiani/commercianti, la base è il reddito imponibile ai fini previdenziali.
| Scenario | Documento ed elementi chiave | Invio e tempistiche | Note fiscali e rischi sanzionatori |
|---|---|---|---|
| B2B Italia (regime ordinario) | Fattura TD01 con dati completi, aliquota IVA o natura, riferimenti normativi, termini di pagamento | Via SDI. Immediata entro 12 giorni; differita entro 15 del mese successivo con DDT | IVA a debito; sanzioni art. 6 D.Lgs. 471/1997 per ritardi o errori (90–180% IVA; 250–2.000 se senza IVA) |
| B2C Italia | Fattura TD01; per scontrino/ricevuta elettronica verifica obblighi; copia di cortesia al cliente | Via SDI con codice “0000000” se mancano dati; stessi termini di emissione | Nessun credito IVA per il cliente; attenzione a bollo se operazione senza IVA sopra 77,47 euro |
| Pubblica Amministrazione | Formato FatturaPA; CIG/CUP se richiesti; split payment quando previsto | Via SDI all’ufficio PA; termini contrattuali e normativi | IVA esposta ma versata dalla PA; rigidi controlli di formato DM 55/2013 |
| Cliente estero UE/ExtraUE | Fattura senza IVA con riferimento normativo; indicare “reverse charge” quando applicabile | Trasmissione dati operazioni transfrontaliere via SDI; uso “XXXXXXX” in e-fattura | Verifica VIES per UE; prove di uscita per esportazioni; sanzioni per omessa comunicazione |
| Professionista con ritenuta | Fattura con imponibile, IVA se dovuta, ritenuta 20%, eventuale contributo integrativo | Via SDI secondo termini; il cliente versa la ritenuta | Base ritenuta esclusa IVA; riferimento articolo 25 DPR 600/1973 |
| Regime forfettario | Fattura senza IVA, senza ritenuta; dicitura franchigia ex Legge 190/2014; bollo se dovuto | Via SDI obbligatoria dal 2024; stessi termini | Niente IVA né ritenuta; attenzione a soglie e cause di esclusione dal regime |
FAQ
Come numerare le fatture nel 2026 senza incorrere in contestazioni?
Usa una numerazione progressiva per anno solare e, se serve, una serie alfanumerica. Esempio: 2026/A-0001, 2026/A-0002. La progressione non deve avere salti ingiustificati. Puoi usare più serie per sedi o attività diverse. Mantieni traccia nel registro IVA vendite o nel gestionale. Alla chiusura dell’anno, la numerazione può ripartire da 1 con una nuova serie o mantenere la continuità. Se sbagli, non riutilizzare numeri. Emetti una nota di variazione per correggere gli importi o annulla con storno completo se la fattura è errata e non registrata dal cliente. Conserva la documentazione delle ricevute SDI per dimostrare la sequenza effettiva.
Quando indicare “natura” al posto dell’IVA e quali riferimenti normativi usare?
Usa la natura quando non addebiti l’IVA. Esempi tipici: operazioni non imponibili (esportazioni: articolo 8 DPR 633/1972), esenti (sanitarie: articolo 10), non soggette (fuori campo articolo 2 o 3), escluse dalla base imponibile (spese anticipate ex articolo 15). Inserisci anche la causale testuale che cita la norma. Nel tracciato e-fattura scegli il codice natura coerente (esempio N3.1 per non imponibili, N4 per esenti, N2.2 per non soggette). Se applichi il reverse charge, indicalo in chiaro e richiama l’articolo 17 DPR 633/1972. Per cessioni intracomunitarie di beni, indica che l’operazione è non imponibile ai sensi dell’articolo 41 del DL 331/1993, con verifica VIES del cliente. L’esattezza della natura evita rilievi e sanzioni per errata applicazione dell’imposta.
Come gestire acconti e saldi in modo corretto, anche in e-fattura?
Quando incassi un acconto, emetti una fattura di acconto. In e-fattura usa il codice TD02. L’IVA diventa esigibile con l’incasso dell’acconto. Alla consegna o al completamento del servizio, emetti la fattura di saldo (TD01). Richiama i numeri e le date delle fatture di acconto. Indica la base imponibile residua su cui calcolare IVA e, se dovuta, ritenuta. Per i professionisti con ritenuta, applica la ritenuta anche sull’acconto, perché rileva fiscalmente. In caso di annullamento dell’ordine, emetti nota di credito (TD04) per stornare l’acconto e neutralizzare IVA e ritenuta. Conserva le ricevute SDI e la documentazione contrattuale per dimostrare la sequenza corretta in caso di controllo.
Come fatturare clienti esteri UE ed extra UE rispettando IVA e adempimenti?
Per servizi generici a soggetti passivi UE, la regola base è la tassazione nel Paese del cliente (articolo 7-ter DPR 633/1972). Emetti fattura senza IVA con dicitura “reverse charge”. Verifica l’iscrizione VIES del cliente. Per cessioni intracomunitarie di beni, l’operazione è non imponibile se rispetti i requisiti di spedizione e prova di uscita. Indica l’articolo 41 DL 331/1993. Presenta eventuali Intrastat. Per clienti extra UE, servizi generici sono fuori campo in Italia se utilizzati fuori dal territorio; cita l’articolo 7-ter. Per esportazioni di beni, l’operazione è non imponibile articolo 8, con prove di uscita doganale. Trasmetti i dati delle operazioni transfrontaliere via SDI, secondo le specifiche vigenti derivate dal D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Usa “XXXXXXX” come codice destinatario se emetti e-fattura verso estero. Conserva prove logistiche e contrattuali.
Cosa fare se ho sbagliato una fattura: correzione, note di credito e sanzioni?
Se lo SDI ha scartato la fattura, è come non emessa: correggi e rinvia entro i termini. Se la fattura è stata accettata ma contiene errori d’importo o di imposta, emetti una nota di credito (TD04) per stornare tutto o in parte. Se l’errore riguarda solo dati descrittivi non fiscali, puoi emettere una nota di variazione non imponibile con riferimento all’originale, oppure, nei casi minori, accordarti sul riaddebito corretto. Per IVA esposta in più, la nota di credito ti consente di rettificare l’imposta. Per IVA in meno, integra con una nota di debito se consentito, oppure emetti una fattura integrativa. Le sanzioni per fatturazione tardiva o errata seguono l’articolo 6 del D.Lgs. 471/1997: dal 90% al 180% dell’IVA relativa; se l’operazione non comporta IVA, da 250 a 2.000 euro. La tempestività della correzione e la tracciabilità degli scambi con il cliente riducono i rischi.
