IAD – Impresa Alimentare Domestica: come aprire, quanto costa [2022]

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IAD

Cos’è un’impresa alimentare domestica (IAD)

Se hai una spiccata passione per la cucina e vuoi trasformare questo hobby in una vera e propria attività imprenditoriale da svolgere tra le mura di casa tua allora l’apertura di una IAD è quello che fa per te. 

 IAD è l’acronimo di impresa alimentare domestica, consistente nell’attività artigianale che permette la preparazione di alimenti presso il proprio domicilio, che possono essere venduti a privati e ad altre imprese, ma senza alcun tipo di somministrazione.

La definizione di impresa alimentare domestica è la traduzione dall’inglese da quella che è denominata come Home Food. Questa tipologia di attività è nata all’estero ed è stata importata in Italia grazie alla regolamentazione Europea risalente al 2004, che il nostro paese ha recepito permettendo questo tipo di attività. Tale regolamento europeo rimane l’unico riferimento normativo per l’attività della IAD. 

3 vantaggi e 3 svantaggi di aprire una IAD

I principali vantaggi possono essere riassunti nei seguenti punti:

Lavorare sfruttando la propria passione 

L’aspetto migliore di aprire una IAD riguarda la trasformazione della propria passione in un vero lavoro. Potrai sviluppare quello che era un hobby diventando imprenditore di te stesso e potendo svolgere l’attività che più ti piace guadagnando, direttamente dalla tua abitazione.

Investimenti ridotti

La IAD è caratterizzata dal vantaggio di dover affrontare degli investimenti iniziali ridotti. La possibilità di poter svolgere l’attività tra le mura domestiche, permette di evitare costi derivanti dall’affitto di un locale e di sfruttare tutte le utenze domestiche che sono già attivate nella propria abitazione, con la differenza di consumo aggiuntivo che sarà coperta dal guadagno. 

Fare della propria casa il proprio luogo di lavoro 

La possibilità di lavorare nella propria abitazione evitando spostamenti, abbinata alla libertà organizzativa del lavoro autonomo, crea una serie di vantaggi apprezzabili in particolar modo dalle mamme e i papà, che in questo modo possono gestire meglio anche i propri impegni come genitori.

I principali svantaggi possono essere riepilogati nei seguenti punti:

Rischio dell’attività di lavoro autonomo

Come tutte le attività di lavoro autonomo, anche la IAD comporta l’assunzione del rischio d’impresa. Ciò vuol dire che tutti i tuoi guadagni saranno condizionati dall’andamento dell’attività intrapresa.

Gestione dei costi e capacità imprenditoriali

Per aprire una IAD non è sufficiente saper cucinare bene, bisogna anche possedere delle capacità imprenditoriali che consistono nella gestione dei costi, nella scelta delle materie prime e nella capacità di gestire i rapporti con i fornitori.  

Molte regole da seguire in un ambiente domestico

La gestione di una IAD comporta il rispetto di regole igienico sanitarie, da seguire rigidamente, per la corretta conservazione e preparazione dei cibi. Considerando che l’attività si svolge in un ambiente casalingo e quindi con un duplice utilizzo,  l’impegno a rispettare queste regole è ancora più oneroso. 

Aprire una Partita IVA per l’avvio di una IAD

In questo paragrafo vediamo gli step da affrontare per poter iniziare la tua attività. 

Verifica dei requisiti 

Per prima cosa è importante verificare che la tua abitazione abbia tutti i requisiti per poter ospitare una IAD e che tu abbia gli attestati necessari per poterla gestire.

L’abitazione in cui svolgerai la tua attività di impresa alimentare domestica dovrà avere dei requisiti ben precisi, stabiliti dall’ASL. La mancanza di questi requisiti, comporta la non idoneità a svolgere l’attività all’interno della tua abitazione. 

Vediamo quali sono i principali: 

  • L’abitazione deve avere un bagno, un antibagno e una cucina abitabile
  • La cucina deve essere dotata di piani di lavoro in acciaio, che possano essere facilmente igienizzabili 
  • E’ necessario l’utilizzo di frigorifero e congelatore a temperatura controllata 
  • I prodotti destinati alla preparazione del cibo per la IAD devono essere etichettati e conservati in luoghi diversi rispetto a quelli utilizzati per il consumo domestico
  • L’abitazione nel quale svolgerai l’attività di IAD deve risultare come il luogo in cui hai la tua residenza 

E’ importante la presenza di tutti questi requisiti per poter avere l’ok dell’ASL, che risulta essenziale per l’apertura dell’attività. 

Altro requisito fondamentale è il possesso da parte del titolare dell’attestato HACCP, che si ottiene dopo aver frequentato il relativo corso necessario per imparare come devono essere trattati e conservati gli alimenti da vendere.

Apertura della partita IVA e Ditta Individuale

Una volta verificati i requisiti, è il momento di identificare il codice ATECO e  aprire la Partita IVA, al quale seguirà l’apertura della ditta individuale di tipo artigianale. 

L’apertura della ditta individuale, la comunicazione ad INPS e INAIL e la comunicazione di inizio attività al comune (SCIA) vengono effettuate tramite il modello Comunica.

Ottenere l’autorizzazione dall’ASL di competenza

L’autorizzazione dell’ASL di competenza definisce il completamento della fase amministrativa relativa all’apertura. 

Non avendo una normativa di riferimento, la pratica di apertura della IAD può risultare più complessa rispetto alle altre attività economiche. 

Per questo ti consigliamo di rivolgerti a professionisti con esperienza nel settore. Fiscozen è in grado di supportarti in tutto l’iter di apertura della ditta individuale e ti garantisce il supporto di un consulente dedicato per aiutarti a comprendere meglio il mondo della partita IVA.  

Come scegliere il codice ATECO corretto per la tua IAD

La scelta del codice  ATECO è l’elemento tramite il quale viene identificata la tua attività tra tutte quelle previste dall’Agenzia delle Entrate

Il codice ATECO ricopre un ruolo fondamentale soprattutto nel caso in cui hai deciso di adottare il regime fiscale forfettario in quanto, come vedremo nel prossimo capitolo, ad ogni codice ATECO corrisponde un Coefficiente di Redditività che definisce quanto è la somma da considerare come costo e quella da considerare come base per il calcolo delle tasse. 

Nel caso della IAD, il codice ATECO che si adatta maggiormente è il 10.89.09 che si riferisce alla vendita di altri prodotti alimentari NCA e al quale corrisponde un coefficiente di redditività del 40%. 

IAD: risparmiare tasse in regime forfettario 

Il Regime Forfettario è il regime fiscale che meglio si adatta alle nuove attività, in quanto è stato istituito proprio per agevolare l’apertura di nuove partite IVA  e supportare le attività già in essere con guadagni entro i 65.000€. 

Il regime forfettario prevede l’applicazione di una tassazione agevolata al 5% per le nuove attività (per i primi 5 anni) e del 15% per le attività già in essere.

La particolarità che contraddistingue questo regime fiscale, consiste nell’utilizzo di un parametro chiamato Coefficiente di Redditività che, come abbiamo visto nel precedente paragrafo, cambia in base al codice ATECO, permettendo di identificare i costi legati all’attività in modo forfettario, 

L’impresa alimentare domestica prevede un Coefficiente di Redditività pari al 40%. Ciò vuol dire che i costi legati all’attività sono considerati forfettariamente al 60% del totale incassato, indipendentemente che siano stati effettivamente sostenuti o meno.

Tutto ciò considerato, l’adozione del regime forfettario permette di avere un considerevole risparmio a livello di tasse.

Come incidono i contributi previdenziali sui tuoi guadagni

I contributi previdenziali rappresentano quella somma di denaro che versi all’ente previdenziale, per fare in modo che tu possa avere una pensione, quando avrai terminato la tua attività lavorativa. 

Essendo un’attività di tipo artigianale, l’ente previdenziale di competenza a cui versare i contributi sarà l’INPS, ed in particolare la Gestione Artigiani. 

L’INPS prevede che i titolari di una ditta artigiana debbano versare annualmente, in 4 rate trimestrali, contributi minimi dell’ammontare di 3.905,44€ e il 24% sull’eccedenza rispetto al minimale di 16.243€. 

Ad esempio considerando un reddito lordo di 20.000€, l’eccedenza è di 3.757€ (20.000-16.243), su questo importo viene calcolato il 24%. Quindi i contributi da pagare sull’eccedenza sono pari a 901,68 (3.757*24%). 

Anche nel caso dei contributi previdenziali, l’adozione del regime forfettario influisce sulla riduzione dei costi permettendo, tramite specifica richiesta, una riduzione del 35% sui contributi da pagare (sia fissi che variabili). 

Essendo caratterizzati come costo fisso, è molto importante considerare i contributi da versare, perché vanno ad incidere direttamente, anche se l’attività dovesse produrre reddito zero.    

Costi fissi e variabili da affrontare 

A completamento dell’analisi fatta fino ad ora, è necessario considerare quali sono i costi  fissi e variabili da affrontare nell’apertura e nella gestione di una IAD. 

I principali costi fissi si possono individuare nelle seguenti voci di spesa:

  • Spese relative al consulente, per valutare l’adeguatezza dei locali domestici per lo svolgimento dell’attività
  • Pratica di apertura della Partita IVA e comunicazione agli enti competenti
  • Spese di registrazione all’albo Artigiani 
  • Rinnovo annuale dei diritti camerali 
  • Costo del commercialista
  • Contributi previdenziali fissi annuali 

I principali costi variabili si possono individuare nelle seguenti voci di spesa:

  • Acquisto delle materie prime e dei materiali di lavoro 
  • Versamento delle tasse 
  • Eventuale versamento di contributi sull’eccedenza del minimale

Se hai ancora dei dubbi sull’apertura della IAD, approfitta della consulenza gratuita offerta da Fiscozen. Potrai risolvere tutti i tuoi dubbi parlando con un consulente che analizzerà nello specifico la tua situazione consigliandoti la soluzione migliore da adottare per il tuo nuovo business.

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