Avviare un’attività: come fare e quali informazioni servono?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire la Partita IVA scegli il codice ATECO corretto, il regime fiscale (forfettario o ordinario) e la cassa previdenziale. Definisci anche l’attività prevalente per capire se aprire come professionista o ditta individuale.

  • Codice ATECO: determina imposte, contributi e adempimenti. La scelta va motivata e documentata, specie per attività digitali non “tipizzate”.
  • Regime fiscale: forfettario fino a 85.000 euro; ordinario con IRPEF 2026 a tre scaglioni (23%, 33%, 43%). IVA e contabilità diverse.
  • Previdenza: Gestione separata INPS (aliquota 26,07% nel 2026), artigiani/commercianti con contributi fissi + percentuali, o casse professionali.

Codice ATECO: perché conta e come sceglierlo nel 2026

Il codice ATECO è una sequenza di 6 cifre. Identifica in modo univoco cosa fai. Da qui derivano regime IVA, coefficienti del forfettario, INPS e spesso i requisiti autorizzativi.

ATECO è basato sulla classificazione ISTAT “ATECO 2007”. È ancora il riferimento principale nel 2026. Per lavori nuovi o digitali non sempre esiste un codice “perfetto”. In questi casi si usa il codice più vicino per contenuto economico.

Fonti utili per inquadramento: Normattiva per le norme fiscali (DPR 633/1972 per IVA; DPR 917/1986, TUIR), documenti ISTAT su ATECO 2007, visure e prassi della Camera di Commercio. Evita scelte casuali: incidono su imposte e contributi.

Effetti fiscali e contributivi del codice ATECO

Se scegli il forfettario, il codice ATECO assegna il coefficiente di redditività. È la percentuale con cui trasformi gli incassi in imponibile. Esempio: servizi professionali n.c.a. spesso hanno 78%.

In ordinario, l’ATECO incide su studi di settore storici e ISA attuali, sui registri IVA e, in certi casi, su aliquote INPS. Per artigiani e commercianti determina l’iscrizione in Camera di Commercio.

Anche gli obblighi amministrativi cambiano: per attività artigianali/commerciali puoi dover presentare SCIA al SUAP. Base normativa: DPR 160/2010 (SUAP) e L. 241/1990 art. 19, con D.Lgs. 222/2016 (cd. “SCIA 2”).

Professioni digitali: come inquadrare correttamente

Influencer, content creator, social media manager e consulenti digitali spesso rientrano in voci residuali. Esempio comune: “consulenza aziendale n.c.a.” o “altri servizi di informazione”. Si motiva la scelta descrivendo le prestazioni nei contratti e nelle fatture.

Se vendi anche beni (merchandising) oltre ai servizi, valuta un secondo ATECO per il commercio. L’attività prevalente guida forma giuridica e adempimenti. Se il commercio prevale, servirà ditta individuale e iscrizione al Registro Imprese.

Consiglio operativo: elenca cosa farai per almeno l’80% del tempo e del fatturato previsto. Trova il codice che meglio descrive queste prestazioni. Conserva la tua analisi come supporto in caso di controlli.

Regimi fiscali nel 2026: forfettario vs ordinario

Regime forfettario: quando conviene e come funziona

Il regime forfettario è un regime semplificato con imposta sostitutiva. Paghi il 15%. Paghi il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “nuove attività”. Riferimento: L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 e successive modifiche.

Requisito di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro nell’anno precedente. Se superi 100.000 euro durante l’anno, scatti fuori subito dall’anno in corso. Torni all’IVA e al regime ordinario dal momento del superamento.

Base imponibile: applichi il coefficiente di redditività ai ricavi. Poi sottrai i contributi previdenziali versati. Sull’importo residuo applichi 15% o 5%. Non deduci le spese analitiche. Questo è il cuore del forfettario.

Esempio: social media manager con 35.000 euro di incassi, coefficiente 78%, contributi 5.000 euro. Imponibile: 35.000 x 78% – 5.000 = 22.300. Imposta 15%: 3.345 euro (o 5%: 1.115 euro).

IVA: non addebiti IVA in fattura, né detrai quella sugli acquisti. Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti dal 2024 in poi. Base normativa: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Regime ordinario: come funziona nel 2026

Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni sui redditi al netto dei costi. Usi il principio di cassa se sei in contabilità semplificata. Significa: tassazione su incassi e pagamenti effettivi. Riferimenti: TUIR (DPR 917/1986) e art. 66 per imprese minori.

Scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Sono previste detrazioni personali e deduzioni. L’IRPEF si applica sul reddito complessivo.

IVA: addebiti l’IVA ai clienti e detrai l’IVA sugli acquisti. Generi liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale IVA. Base normativa: DPR 633/1972.

Quando conviene l’ordinario? Se hai molti costi deducibili, investimenti importanti o se superi stabilmente l’85.000 euro. Conviene anche se hai attività con forte IVA a credito.

Contributi previdenziali: quale cassa scegliere

Gestione separata INPS

Per professioni senza cassa dedicata usi la Gestione separata INPS. L’aliquota per i professionisti senza altra tutela nel 2026 è pari al 26,07%. La conferma arriva dalle circolari INPS pubblicate ogni anno.

La base contributiva è il reddito professionale. Applichi il principio di cassa: incassi meno costi in ordinario; reddito forfettario in regime forfettario. I contributi sono deducibili dal reddito.

Versamenti con F24 alle scadenze fiscali. Per chi ha anche lavoro dipendente si applicano regole di cumulo e tetti. Fonti: circolari INPS e L. 335/1995 (riforma pensioni).

Artigiani e commercianti INPS

Se sei artigiano o commerciante ti iscrivi alla gestione relativa. Paghi contributi fissi in 4 rate l’anno. Nel 2026 l’importo annuo medio è circa 4.500 euro. È dovuto anche se fatturi poco o nulla.

Oltre una soglia di reddito (18.808 euro nel 2026) versi anche contributi percentuali sulla parte che supera la soglia. Aliquote intorno al 24%. Sull’eccedenza oltre 56.224 euro l’aliquota sale al 25% circa. Valori confermati ogni anno da circolari INPS.

I contributi si deducono fiscalmente. Questo riduce l’imponibile IRPEF o forfettario.

Casse professionali ordinistiche

Se appartieni a un Ordine con cassa (avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, notai, medici, ecc.), ti iscrivi alla tua cassa. Ogni cassa ha regole, aliquote e scadenze proprie.

Di solito si pagano minimi obbligatori più contributi a percentuale sul reddito. Verifica regolamenti e delibere sul sito istituzionale della cassa. Fonti: statuti e regolamenti delle casse, consultabili anche tramite Normattiva per i riferimenti di legge istitutivi.

Attenzione a contributi soggettivi, integrativi e maternità. Le regole variano molto tra casse.

Attività prevalente e modalità di apertura

L’attività prevalente è quella che genera più ricavi e impegna più tempo. Determina la procedura di apertura e gli adempimenti.

Se l’attività è intellettuale (copywriter, consulente, architetto), apri come libero professionista. Presenti il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Ottieni la Partita IVA e ti iscrivi alla cassa corretta.

Se l’attività è artigianale o commerciale (parrucchiere, e-commerce), apri una ditta individuale. Usi la pratica ComUnica verso Camera di Commercio. Se serve, presenti SCIA al SUAP del Comune. Base normativa: D.P.C.M. 6 maggio 2009 (ComUnica) e DPR 160/2010 (SUAP).

Regola decisionale rapida

Come scegliere in 5 mosse con nessi logici chiari

1) Descrivi il servizio principale. Se è consulenza o prestazione intellettuale, orientati al profilo professionista. Se vendi beni o produci, orientati a impresa.

2) Mappa le attività secondarie. Se il commercio supera il 30-40% atteso del fatturato, considera prevalente il lato impresa. Prevedi secondo ATECO se serve.

3) Stima i ricavi. Se sotto 85.000 euro e con poche spese, il forfettario tende a essere conveniente. Se hai spese alte, valuta ordinario.

4) Identifica la previdenza. Se hai Ordine, segui la tua cassa. Se no, professionista in Gestione separata; se impresa, artigiani/commercianti.

5) Verifica vincoli e cause ostative. Per forfettario controlla requisiti della L. 190/2014. Per impresa verifica SCIA e requisiti professionali/igienico-sanitari se applicabili.

Adempimenti 2026: cosa non dimenticare

Fattura elettronica e imposta di bollo

La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA. La base è il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti attuativi. Anche nel forfettario si usa la e-fattura.

Bollo: 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. In elettronico si versa in modo virtuale nei tempi fissati dall’Agenzia delle Entrate. Riferimenti: decreti MEF sul bollo digitale.

Conservazione digitale a norma: usa sistemi conformi, conserva per 10 anni. La responsabilità è tua anche se usi software terzi.

PEC, INAD e metodi di pagamento

Attiva e mantieni la PEC. Iscrizione a INAD per domicilio digitale. Questo rende più rapide le notifiche. Tratta la PEC come un cassetto postale legale.

Per pagamenti, usa canali tracciabili. Bonifici, carte, POS. Obbligo POS per tutti i soggetti che vendono beni o servizi. Fonte: norme su pagamenti elettronici pubblicate su Normattiva.

F24 per imposte e contributi. Conserva quietanze e saldi bancari. Servono per controlli e per la contabilità.

Esempi pratici: tre profili tipo

Influencer con servizi di promozione

ATECO: consulenza o servizi pubblicitari affini. Forfettario con coefficiente tipico 78% se professionista. Previdenza: Gestione separata INPS. Fatturazione elettronica con bollo quando dovuto.

Se aggiungi vendita di merchandising, inserisci ATECO commercio. Valuta prevalenza. Se il commercio prevale, ditta individuale e iscrizione al Registro Imprese.

Attenzione alle collaborazioni con estero. Applica regole territoriali IVA del DPR 633/1972. Per servizi a soggetti UE/extra-UE verifica il luogo di imposizione.

Parrucchiere che apre il salone

ATECO artigiano. Ditta individuale con ComUnica. SCIA al SUAP e requisiti igienico-sanitari locali. Previdenza: INPS artigiani (fissi + percentuali).

Regime fiscale: valuta forfettario se costi contenuti. Se investi molto in attrezzature e locali, l’ordinario può convenire per dedurre i costi e detrarre IVA.

Corrispettivi telematici con registratore. Scontrini elettronici e invio giornaliero all’Agenzia delle Entrate. Fonte: D.Lgs. 127/2015.

Architetto libero professionista

ATECO specifico per architetti. Libero professionista con AA9/12. Cassa previdenziale dedicata (Inarcassa) con regole proprie.

Regime: forfettario se ricavi sotto 85.000 euro e spese limitate. In ordinario deduci collaborazioni, software, strumenti e detrai IVA.

IRAP di solito non dovuta se manca autonoma organizzazione. Base: D.Lgs. 446/1997 e giurisprudenza. Valuta caso per caso.

Scenario Requisiti principali Adempimenti iniziali Tempistiche realistiche
Professionista digitale (influencer/SMM) ATECO coerente con servizi; ricavi stimati < 85.000 per forfettario; Gestione separata INPS AA9/12; scelta regime; attiva e-fattura; PEC/INAD Partita IVA in 1-2 giorni; INPS in 3-5 giorni; operativo in 1 settimana
Parrucchiere (artigiano) Laboratorio/idoneità locali; iscrizione artigiani; attrezzature a norma ComUnica; SCIA SUAP; registratore telematico; INPS artigiani 7-20 giorni per SUAP; 1-3 giorni per P.IVA; apertura effettiva in 2-4 settimane
E-commerce (commerciante) ATECO commercio online; politica resi e privacy; corrispettivi telematici ComUnica; eventuale SCIA; registratore o fattura; scelta regime IVA 5-15 giorni complessivi; tempi variabili per logistica e gateway
Architetto (ordinistico) Iscrizione Albo; Cassa professionale; eventuale polizza RC AA9/12; iscrizione alla Cassa; fatturazione elettronica 2-7 giorni per asset fiscali; operativo in meno di 1 settimana
Consulente aziendale (forfettario) ATECO consulenza; requisiti L. 190/2014; ricavi previsti < 85.000 AA9/12; scelta forfettario; PEC e firma digitale 1-2 giorni per P.IVA; 3-5 giorni per set-up strumenti

FAQ

Come scelgo il codice ATECO se la mia attività è “ibrida” tra servizi digitali e vendita di prodotti?

Parti dalla prevalenza. Stima ricavi e tempo dedicato a servizi e prodotti. Se i servizi pesano di più, scegli un ATECO professionale coerente e aggiungi un secondo ATECO per il commercio se necessario. Se la vendita di prodotti diventa prevalente, apri come ditta individuale con ComUnica e iscrizione al Registro Imprese. Prevedi anche SCIA al SUAP se vendi al dettaglio con locali fisici. Ricorda che la scelta dell’ATECO influenza il coefficiente del forfettario, l’INPS e gli adempimenti IVA. Conserva un documento interno con la tua analisi di prevalenza, i contratti tipo e le tipologie di operazioni. È utile in caso di verifica. Fonti di contesto: DPR 633/1972 (IVA), DPR 917/1986 (TUIR), DPR 160/2010 (SUAP) e D.P.C.M. 6 maggio 2009 (ComUnica), consultabili su Normattiva.

Forfettario o ordinario nel 2026: qual è più conveniente se ho 60.000 euro di incassi e 25.000 euro di costi?

Valuta numeri alla mano. In forfettario ipotizziamo coefficiente 78%: imponibile = 60.000 x 78% = 46.800. Se versi, ad esempio, 12.000 euro di contributi, imponibile fiscale = 34.800. Imposta al 15% = 5.220. In ordinario il reddito sarebbe 35.000 (60.000 – 25.000) prima dei contributi. Su 35.000 applichi IRPEF a scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 e 33% sulla parte 28.001-35.000; poi consideri detrazioni e addizionali. Hai anche IVA: detrai l’IVA sui 25.000 di costi e versi quella sulle vendite. Se i tuoi 25.000 di costi hanno IVA detraibile elevata e se puoi sfruttare deduzioni e detrazioni, l’ordinario può essere più vicino o migliore del forfettario. Se, invece, molti costi non sono deducibili o non hanno IVA (es. compensi a professionisti in forfettario, rimborsi chilometrici), il forfettario potrebbe restare competitivo. Confronta sempre simulazioni complete includendo contributi, addizionali e IVA. Fonti normative: L. 190/2014 (forfettario), DPR 917/1986 (IRPEF), DPR 633/1972 (IVA).

Posso avere un lavoro dipendente e aprire la Partita IVA? Cosa cambia per forfettario e contributi?

Sì, è possibile. Verifica però eventuali clausole contrattuali che limitano la concorrenza. Per il forfettario serve rispettare le cause ostative della L. 190/2014. In particolare, attenzione ai rapporti con l’ex datore di lavoro: se fatturi prevalentemente allo stesso soggetto per cui lavoravi come dipendente, puoi perdere l’accesso al regime. Sul fronte contributivo, se svolgi attività professionale senza cassa, versi in Gestione separata INPS sull’utile professionale. Se sei anche dipendente, i contributi da lavoro subordinato non si compensano con quelli della Partita IVA, ma valgono per il cumulo ai fini pensionistici secondo le regole INPS (L. 335/1995 e circolari annuali). Fiscalmente, il reddito da lavoro dipendente e quello autonomo si sommano per l’IRPEF in ordinario. Nel forfettario l’imposta è sostitutiva, ma il reddito contribuisce a determinare soglie e benefici collegati al reddito complessivo in altre misure.

Quanto pago di INPS come artigiano con 30.000 euro di reddito nel 2026?

Paghi contributi fissi annui, indicativamente 4.500 euro nel 2026, in 4 rate. Poi calcoli i contributi percentuali sul reddito che supera 18.808 euro. Con 30.000 euro, l’eccedenza è circa 11.192 euro. Applichi l’aliquota intorno al 24%: contributi variabili circa 2.686 euro. Totale stimato: 4.500 + 2.686 = 7.186 euro. Se superi 56.224 euro di reddito, sull’ulteriore eccedenza l’aliquota sale intorno al 25% fino al massimale. Le percentuali e soglie esatte sono definite ogni anno dalle circolari INPS. Tutti i contributi sono deducibili. Questo riduce l’imponibile fiscale sia in ordinario sia in forfettario.

Come cambio codice ATECO o regime fiscale dopo l’apertura? Ci sono tempi e vincoli?

Per cambiare o aggiungere un ATECO: se sei professionista, presenti dichiarazione di variazione dati all’Agenzia delle Entrate. Se sei ditta individuale, aggiorni anche il Registro Imprese via ComUnica e, se serve, il SUAP per SCIA. Il cambio decorre dalla data indicata. Per cambiare regime fiscale: il passaggio da forfettario a ordinario può essere volontario a inizio anno con comportamento concludente e comunicazione in dichiarazione IVA/REDDITI. L’uscita obbligatoria scatta se superi le soglie (85.000 o 100.000 euro per l’uscita immediata). Il rientro nel forfettario è possibile dall’anno successivo se torni in possesso dei requisiti. Riferimenti: L. 190/2014 per il forfettario, DPR 633/1972 e provvedimenti dell’Agenzia per gli aspetti IVA, D.P.C.M. 6 maggio 2009 per ComUnica. Pianifica i cambi a fine esercizio per ridurre complessità contabile e IVA salvo necessità.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.