INPS artigiani: quanto si paga e come calcolarlo?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Un artigiano con Partita IVA versa all’INPS una quota fissa (minimale) più una percentuale sul reddito che supera il minimale. L’aliquota ordinaria è il 24%. In forfettario puoi chiedere la riduzione dei contributi del 35%.

  • I contributi si dividono in fissi (minimale annuo, a rate) e variabili (24% sull’eccedenza; +1% oltre il secondo scaglione).
  • Il reddito previdenziale è quello d’impresa ai fini IRPEF; in forfettario si usa il coefficiente di redditività.
  • Scadenze: fissi in 4 rate (maggio, agosto, novembre, febbraio); eccedenza a saldo e acconti con il calendario imposte.

Chi paga e come funziona la Gestione Artigiani INPS

Gli artigiani con impresa individuale o società di persone versano alla Gestione IVS Artigiani. Si tratta dell’assicurazione per pensione e prestazioni collegate.

L’iscrizione nasce con l’avvio attività presso il Registro Imprese e l’apertura della posizione INPS. Vale per titolare e per i familiari coadiuvanti o coadiutori, se partecipano al lavoro.

Base giuridica e prassi

Il perimetro della contribuzione discende dalla Legge 335/1995 (riforma pensionistica) e dalla Legge 662/1996 per aliquote e finanziamento. Ogni anno l’INPS pubblica una circolare sulle “Aliquote contributive per artigiani e commercianti” con minimale, massimale e scaglioni. Il quadro fiscale del forfettario deriva dalla Legge 190/2014, mentre le istruzioni su riduzione contributiva sono state chiarite da circolari e messaggi INPS del 2015 e successivi. Le norme sono consultabili su Normattiva e sul portale INPS; aspetti lavoristici sono spiegati anche dal Ministero del Lavoro.

Contributi fissi vs contributi variabili

Contributi fissi (o “sul minimale”): importo annuo uguale per tutti gli iscritti, calcolato applicando l’aliquota alla soglia di reddito minimale. Si paga anche con reddito zero. È ripartito in quattro rate trimestrali.

Contributi variabili (o “sull’eccedenza”): si aggiungono se il reddito supera il minimale. L’aliquota ordinaria per artigiani è il 24%. Sulla quota che supera il secondo scaglione si applica un’addizionale dell’1%.

Come si calcola l’imponibile previdenziale

Definizione semplice

Imponibile previdenziale: è la base su cui calcoli i contributi. In ordinario è il reddito d’impresa (ricavi meno costi deducibili, al netto di eventuali agevolazioni). In forfettario è il totale degli incassi moltiplicato per il coefficiente di redditività del tuo ATECO (per i lavori edili specializzati è spesso l’86%).

Attenzione: l’INPS guarda il reddito “fiscale” dichiarato, non gli incassi di cassa del singolo mese. Per questo il conguaglio avviene con il calendario delle imposte.

Minimale, scaglioni e massimale

Ogni anno l’INPS fissa:

  • Minimale di reddito: sotto questo valore paghi solo i contributi fissi.
  • Primo scaglione: la parte sopra il minimale fino a una soglia paga il 24%.
  • Secondo scaglione: la parte che supera anche la seconda soglia paga il 25% (24% + addizionale 1%).
  • Massimale di reddito: oltre non versi altro per IVS perché hai raggiunto il tetto pensionabile dell’anno.

I valori puntuali sono indicati nella circolare INPS annuale per artigiani e commercianti. In agosto 2026 resta valida la logica appena descritta; usa i numeri ufficiali dell’anno per i tuoi calcoli operativi.

Calcolo contributi 2026: formula ed esempi pratici

La formula

Quota fissa annua = Aliquota IVS artigiani x minimales di reddito pubblicato dall’INPS.

Quota variabile =

  • 24% sulla parte di reddito che supera il minimale e rientra nel primo scaglione;
  • 25% sulla parte che supera il secondo scaglione.

Riduzione forfettario: se opti per il regime contributivo agevolato, riduci del 35% sia i fissi sia i variabili.

Esempi numerici didattici con valori-tipo 2026

Per capire gli ordini di grandezza, usiamo valori-tipo spesso riscontrati negli ultimi esercizi e coerenti con la struttura 2026. Sostituisci sempre con i numeri ufficiali della tua circolare 2026.

  • Minimale di reddito: 18.808 euro.
  • Secondo scaglione: 56.224 euro.
  • Aliquota artigiani: 24% (25% oltre il secondo scaglione).
  • Contributi fissi annui: 4.521,36 euro, in 4 rate uguali.

Esempio A — reddito 0 euro (nessuna eccedenza): versi solo 4.521,36 euro in quattro rate.

Esempio B — reddito imponibile 20.000 euro: versi 4.521,36 euro fissi + 24% sull’eccedenza (20.000 − 18.808 = 1.192). Quota variabile = 286,08 euro. Totale anno = 4.807,44 euro.

Esempio C — reddito imponibile 60.000 euro:

  • Quota fino al primo scaglione: 56.224 − 18.808 = 37.416 euro a 24% = 8.979,84 euro;
  • Quota oltre secondo scaglione: 60.000 − 56.224 = 3.776 euro a 25% = 944,00 euro;
  • Variabile totale: 9.923,84 euro; Totale con fissi: 14.445,20 euro.

Esempio D — regime forfettario, incassi 35.000 euro, coefficiente 86% (muratore): reddito previdenziale = 35.000 x 86% = 30.100 euro. Eccedenza = 30.100 − 18.808 = 11.292 euro. Variabile = 11.292 x 24% = 2.710,08 euro. Totale ordinario = 4.521,36 + 2.710,08 = 7.231,44 euro. Se richiedi la riduzione del 35%: 7.231,44 x 65% = 4.700,44 euro.

Nota: i numeri sono esempi. Per dichiarazioni e versamenti usa sempre i dati ufficiali INPS dell’anno e i conteggi del tuo intermediario abilitato.

Riduzione del 35% per chi è in forfettario

Chi può richiederla e come

Se applichi il regime forfettario, puoi optare per la riduzione del 35% dei contributi dovuti alla Gestione Artigiani. Vale sia sulla quota fissa sia sulla quota variabile. L’opzione si chiede all’INPS, di norma con modalità telematica, e si applica dal mese di decorrenza dell’autorizzazione.

Riferimenti: Legge 190/2014 sul regime forfettario; istruzioni operative INPS del 2015 e seguenti. Le fonti sono consultabili su Normattiva e sul portale INPS.

Effetti su pensione e copertura

La riduzione taglia l’onere, ma riduce anche il montante contributivo accreditato. Per maturare l’anno intero ai fini pensionistici devi raggiungere la soglia di accredito annuale. Se, con reddito basso e riduzione, non raggiungi la soglia, l’anno può valere in mesi proporzionali.

Tradotto: risparmi oggi, ma potresti accumulare meno pensione. Valuta con simulazioni sulla tua storia assicurativa.

Scadenze e modalità di versamento

Rate dei contributi fissi

I contributi fissi si pagano in quattro rate uguali, con scadenze ordinarie: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo. Se la data cade in giorno festivo o di sabato, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile.

Saldo e acconti della quota variabile

La quota sull’eccedenza si versa con il calendario delle imposte:

  • Saldo dell’anno X entro fine giugno dell’anno X+1 (eventuale maggiorazione per differimento secondo legge).
  • Acconti per l’anno in corso in due rate: giugno e novembre, calcolati in base al metodo storico o previsionale.

Si paga con modello F24, sezione INPS, causale “AF” (artigiani), indicando codice sede, matricola e periodo di riferimento. Le istruzioni sono nelle circolari e risoluzioni annuali dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Dal dato di reddito alla cifra da versare: i passaggi logici

  • Stimare il reddito 2026: in ordinario usa il tuo conto economico; in forfettario applica il coefficiente al totale incassi.
  • Confrontare con il minimale: se il reddito stimato è inferiore o uguale al minimale INPS, versi solo i fissi.
  • Calcolare l’eccedenza: se superi il minimale, applica il 24% fino al secondo scaglione; oltre, applica il 25%.
  • Verificare la riduzione 35%: se sei in forfettario e hai optato, riduci del 35% il totale contributivo.
  • Controllare il massimale: se il reddito supera il massimale, ferma il calcolo al tetto indicato dall’INPS.
  • Programmare i versamenti: fissi a rate trimestrali; variabili a saldo e acconti con il calendario imposte.
  • Inizio attività in corso d’anno: riproporziona i fissi per i mesi effettivi; la quota variabile segue il reddito annuo.

Fonti e riferimenti da conoscere

Perché le cifre cambiano ogni anno

Aliquote, minimale, scaglioni e massimale sono aggiornati ogni anno dall’INPS con una circolare dedicata a “Aliquote contributive di artigiani e commercianti”. Le basi normative principali sono la Legge 335/1995 e la Legge 662/1996. Il regime forfettario e la riduzione del 35% sono disciplinati dalla Legge 190/2014 e atti interpretativi dell’INPS. Consulta i testi su Normattiva, il portale INPS e le pagine informative del Ministero del Lavoro per gli aspetti assicurativi.

Scenario Requisiti/Presupposti Metodo di calcolo Importi 2026 (esempio didattico) Tempistiche di versamento
Reddito 0 euro Iscritto Gestione Artigiani; nessun reddito imponibile Solo quota fissa sul minimale Fissi: 4.521,36 euro; Variabile: 0 4 rate: 16/05, 20/08, 16/11, 16/02 (anno successivo)
Reddito 20.000 euro Reddito sopra il minimale ma sotto il secondo scaglione Fissi + 24% su (20.000 − 18.808) Fissi: 4.521,36; Variabile: 286,08; Totale: 4.807,44 Fissi a rate; Variabile a saldo (giugno anno successivo) e acconti
Reddito 60.000 euro Reddito oltre il secondo scaglione Fissi + 24% fino a 56.224 − 18.808; 25% oltre 56.224 Fissi: 4.521,36; Variabile: 9.923,84; Totale: 14.445,20 Fissi a rate; Saldo e acconti con calendario imposte (giugno/novembre)
Forfettario incassi 35.000 euro (muratore, 86%) con riduzione Regime forfettario; opzione riduzione 35% accolta dall’INPS Reddito = incassi x 86%; calcolo ordinario; poi −35% su totale Totale lordo: 7.231,44; Totale netto con riduzione: 4.700,44 Fissi a rate ridotte; Variabile ridotta a saldo e acconti

FAQ: domande frequenti di artigiani sull’INPS 2026

Se non fatturo nulla nel 2026, devo comunque pagare l’INPS?

Sì. La quota fissa (minimale) è dovuta a prescindere dal fatturato e dal reddito. È il prezzo dell’assicurazione pensionistica obbligatoria, definita per legge. Paghi in quattro rate trimestrali. Solo la quota variabile non si applica, perché non superi il minimale. Questa regola deriva dalla struttura di finanziamento della Gestione Artigiani prevista dalla Legge 335/1995 e dettagliata annualmente nelle circolari INPS. L’eventuale sospensione o cessazione dell’attività è l’unico modo per non maturare la quota dei mesi successivi: in quel caso l’INPS ricalcola i fissi pro-rata sui mesi di effettiva attività nell’anno.

Ho aperto la Partita IVA a luglio: i contributi fissi si riducono?

Sì. I contributi fissi si calcolano pro-rata mensile. Se l’attività decorre da luglio, paghi i fissi per 6 mesi (luglio–dicembre). L’INPS riporta questa regola nelle istruzioni di iscrizione e nelle circolari aliquote annuali per artigiani e commercianti. La quota variabile, invece, segue il reddito complessivo dell’anno (luglio–dicembre per il primo esercizio). Resta fermo il calendario di versamento: le rate fisse entrano nelle scadenze standard; saldo e acconti della variabile si pagano insieme alle imposte. Se chiudi entro l’anno, il ricalcolo copre solo i mesi effettivi di attività.

Ho anche un lavoro dipendente full-time: posso evitare i contributi fissi da artigiano?

No. La doppia contribuzione non esonera dall’iscrizione e dai contributi della Gestione Artigiani se svolgi attività artigianale abituale e prevalente. Il fatto di essere dipendente non ti libera automaticamente dalla gestione obbligatoria dell’impresa artigiana. La giurisprudenza e la prassi INPS richiedono di verificare l’abitualità e la prevalenza dell’attività d’impresa. Se l’INPS riconosce la non abitualità o la non prevalenza, può escludere l’obbligo, ma si tratta di casi specifici e documentati. In via ordinaria, versi i fissi e, se superi il minimale, anche la quota variabile. Per certezze, fai una verifica preventiva presso INPS o tramite consulente del lavoro.

I contributi INPS sono deducibili dalle imposte? Come incide la riduzione del 35%?

Sì. I contributi previdenziali obbligatori versati all’INPS sono integralmente deducibili dal reddito ai fini IRPEF, sia in ordinario sia in forfettario. La deduzione riduce l’imponibile fiscale, non l’imponibile previdenziale, e quindi non altera il calcolo della quota variabile. Se utilizzi la riduzione del 35% in forfettario, deduci quanto effettivamente versato (cioè l’importo già ridotto). Questo principio discende dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi e dalle istruzioni al Modello Redditi pubblicate annualmente dall’Agenzia delle Entrate. Ricorda: la deduzione fiscale non cambia i mesi accreditati ai fini pensionistici, che dipendono da soglie previdenziali definite dall’INPS.

C’è un tetto massimo di reddito su cui pago i contributi? E cosa succede se lo supero?

Sì. Ogni anno l’INPS indica un massimale di reddito imponibile per la Gestione Artigiani. Oltre tale soglia non versi ulteriori contributi IVS, perché hai raggiunto il limite pensionabile dell’anno. Fino a quel tetto, paghi i fissi e la variabile secondo scaglioni (24% e 25% sulla parte eccedente). Il massimale tutela anche l’equilibrio tra contributi e prestazioni future. Il valore cambia ogni anno in base agli indici ISTAT e a parametri di legge, come previsto dalla Legge 335/1995. Controlla la circolare INPS di agosto–settembre 2026 per i valori aggiornati e pianifica i tuoi acconti per evitare conguagli pesanti a saldo.

Come verifico i valori esatti (minimale, scaglioni, massimale) del 2026?

Consulta la circolare INPS annuale su “Aliquote contributive artigiani e commercianti”, pubblicata sul portale INPS nella sezione Circolari e Messaggi. Per il quadro normativo di base, usa il portale Normattiva (Legge 335/1995 e Legge 662/1996). Per aspetti assicurativi-lavoristici, fai riferimento anche alle guide del Ministero del Lavoro. Le istruzioni fiscali per il regime forfettario e i coefficienti di redditività sono riportate nelle istruzioni del Modello Redditi dell’Agenzia delle Entrate. Incrocia sempre le fonti prima dei versamenti, perché gli importi sono indicizzati ogni anno.

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