Lavorare come freelance: come si fa e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare da freelance serve la Partita IVA: professione intellettuale con AA9/12 e cassa/INPS; attività artigiana o commerciale con ComUnica, INPS Artigiani/Commercianti, INAIL e spesso SCIA. Costi tipici 0–600€.

  • Individua correttamente la natura: professione intellettuale (art. 2222 c.c.) o impresa artigiana/commerciale (art. 2082 c.c.; L. 443/1985; D.Lgs. 114/1998).
  • Percorso amministrativo: AA9/12 all’Agenzia delle Entrate per professionisti; ComUnica, Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS e spesso SCIA per imprese.
  • Scelta fiscale: regime forfettario (limite ricavi attualmente 85.000 €/anno) o contabilità semplificata/ordinaria; e-fattura obbligatoria per tutti dal 2024.

Come classificare l’attività: professione intellettuale o impresa

Prima di aprire la Partita IVA serve capire “chi sei” giuridicamente. La distinzione regge su norme precise e non su etichette di mercato.

Professione intellettuale: svolgi un’attività prevalentemente personale, senza un’organizzazione rilevante di mezzi e persone, e vendi prestazioni di lavoro autonomo. Riferimenti: art. 2222 codice civile e, per le professioni ordinistiche, D.P.R. 137/2012. Esempi: ingegnere, consulente, copywriter che lavora da solo.

Impresa artigiana o commerciale: organizzi fattori produttivi (beni, attrezzature, personale) con lo scopo di produzione o scambio di beni/servizi (art. 2082 c.c.). L’artigiano è definito dalla L. 443/1985 e si iscrive all’Albo Artigiani; il commerciante è regolato, tra l’altro, dal D.Lgs. 114/1998. Esempi: imbianchino, e-commerce, laboratorio di sartoria.

Il caso “ibrido”: social media manager

Se curi strategia e contenuti senza gestire direttamente il budget pubblicitario del cliente, l’attività è spesso qualificata come professione intellettuale. Se gestisci e spendi il budget del cliente per advertising, prevale l’organizzazione commerciale del servizio.

La scelta del codice ATECO deve riflettere la sostanza dell’attività. Consulta le descrizioni ufficiali dei codici ATECO dell’Agenzia delle Entrate/ISTAT e le definizioni di impresa e lavoro autonomo nel codice civile. In caso di dubbi documenta il perimetro dei servizi nel contratto col cliente.

Percorso amministrativo per professioni intellettuali

Per i professionisti senza impresa si usa il modello AA9/12 per dichiarare l’inizio attività (art. 35 del D.P.R. 633/1972). Lo invii entro 30 giorni dall’avvio effettivo dei lavori. Puoi presentarlo online tramite intermediario abilitato o presso l’Agenzia delle Entrate.

Dopo l’apertura, scegli la previdenza corretta. Se appartieni a un ordine con cassa professionale, ti iscrivi alla relativa cassa (riferimenti: D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996). Se non esiste cassa specifica, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995). Le aliquote si aggiornano ogni anno con circolari INPS.

Per la fatturazione usa sempre il Sistema di Interscambio: la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari dal 2024 (D.L. 36/2022, convertito in L. 79/2022). Servono PEC per ricevere comunicazioni e un software per le e-fatture. La PEC è fortemente consigliata anche se non sei iscritto ad albi.

Strumenti pratici

Ottieni un indirizzo PEC e, se possibile, una firma digitale. Predisponi un modello di lettera d’incarico e privacy (Regolamento UE 2016/679). Se tratti dati sensibili del cliente, valuta il ruolo di responsabile o titolare del trattamento e aggiorna i registri.

Percorso amministrativo per artigiani e commercianti

L’impresa individuale si apre con la Comunicazione Unica (ComUnica) al Registro delle Imprese. La ComUnica, istituita dal D.L. 7/2007 (conv. L. 40/2007) e regolata dal D.P.C.M. 6 maggio 2009, permette in un’unica pratica: apertura Partita IVA, iscrizione Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS Artigiani/Commercianti e, se dovuta, INAIL.

Molte attività richiedono la SCIA al SUAP del Comune per iniziare subito dopo la presentazione (art. 19 L. 241/1990; D.P.R. 160/2010; D.Lgs. 222/2016 – Tabella A). La SCIA è spesso necessaria se hai un laboratorio, un negozio o un locale aperto al pubblico.

Per presentare ComUnica e SCIA servono PEC e firma digitale. Dopo l’iscrizione, l’INPS attribuisce la posizione contributiva nella Gestione Artigiani o Commercianti, con contributi fissi minimi e percentuale sull’eccedenza. Le tariffe INAIL seguono il Testo Unico sugli infortuni (D.P.R. 1124/1965) e variano per rischio.

Attenzione ai requisiti artigiani

L’imprenditore artigiano deve partecipare personalmente al lavoro e rispettare i limiti sul numero di dipendenti previsti dalla L. 443/1985. Se non rispetti i requisiti, potresti essere qualificato come impresa commerciale, con effetti su contributi e adempimenti.

Regimi fiscali e contabili aggiornati al 2026

Regime forfettario: è quello più usato per chi inizia. Si applica se i ricavi/compensi dell’anno precedente non superano 85.000 euro, con imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti d’avvio. Riferimento: art. 1, commi 54–89, L. 190/2014 e successive modifiche.

Cause ostative tipiche: partecipazioni in società di persone/associazioni, controllo in S.r.l. con attività riconducibile, spese per lavoro dipendente e collaboratori oltre il limite vigente, cessioni prevalentemente a ex datore di lavoro nei periodi indicati (verifica l’art. 1, comma 57, L. 190/2014 e s.m.i.). In caso di superamento dei 100.000 euro di ricavi/compensi nell’anno, la fuoriuscita può essere immediata in base alle norme vigenti.

Se non rientri nel forfettario, passi alla contabilità semplificata o ordinaria. I professionisti in semplificata seguono il principio di cassa (incassi e pagamenti effettivi; art. 54 TUIR). Le imprese minori applicano il regime di cassa per cassa/registri (L. 232/2016). L’ordinaria usa il principio di competenza e richiede scritture più strutturate.

IVA, fatture e imposta di bollo

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e versi l’imposta sostitutiva sul reddito calcolato con il coefficiente di redditività del codice ATECO. Applichi l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Tutti emettono fattura elettronica via SdI.

Contributi previdenziali e coperture

Professioni ordinistiche: versano alla propria cassa (D.Lgs. 509/1994 e 103/1996). Ogni cassa definisce minimi, aliquote e scadenze, con regole diverse su soglie e riduzioni per i neo-iscritti. Consulta il regolamento della tua cassa e le delibere annuali.

Professioni senza cassa: versano alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995). L’aliquota è fissata annualmente con circolare INPS e può prevedere riduzioni o maggiorazioni per maternità, malattia e invalidità.

Artigiani e commercianti: pagano contributi fissi minimi più una percentuale sul reddito eccedente il minimale. Importi e aliquote variano ogni anno con le circolari INPS. Se apri a metà anno, i minimi si riproporzionano.

INAIL: obbligatoria per molte attività artigiane e per chi ha rischio infortuni. Il premio dipende da tariffa e retribuzione convenzionale. Verifica il tuo inquadramento secondo il D.P.R. 1124/1965 e i piani tariffari vigenti.

Costi, tempistiche e strumenti

Professionista intellettuale: apertura Partita IVA gratuita se compili da solo l’AA9/12. Un intermediario può chiedere circa 150–250 euro per la pratica. La posizione previdenziale non ha costi d’iscrizione, ma iniziano i contributi.

Artigiano o commerciante: diritti e bolli per ComUnica/Registro Imprese e, se dovuta, SCIA e diritti SUAP. In media 150–250 euro di oneri amministrativi. Se deleghi tutto, aggiungi circa 250–350 euro professionali. Totale tipico 0–600 euro.

Tempistiche: Partita IVA per professionisti in 1–2 giorni lavorativi. ComUnica di solito in 2–5 giorni. La SCIA abilita all’avvio immediato, ma restano possibili controlli entro i termini di legge (L. 241/1990).

Checklist operativa

  • Definisci la natura dell’attività e il codice ATECO coerente.
  • Scegli il regime fiscale (forfettario o altro) in base ai requisiti.
  • Prepara PEC, firma digitale e documenti d’identità.
  • Presenta AA9/12 (professionista) o ComUnica + SCIA (impresa).
  • Iscriviti a cassa professionale o INPS (Gestione Separata/Artigiani/Commercianti).
  • Attiva fatturazione elettronica, bollo virtuale e conservazione digitale.

Regola decisionale rapida

Decidi in 60 secondi

Rispondi sì/no alle domande. Segui il primo “sì” che incontri.

  • Usi principalmente il tuo lavoro personale, senza dipendenti e senza una struttura rilevante di mezzi? Sì → Sei un professionista: AA9/12 + cassa/INPS.
  • Produci beni o scambi beni/servizi con organizzazione di mezzi o personale? Sì → Sei un’impresa individuale: ComUnica + Registro Imprese/Albo Artigiani + INPS + INAIL + spesso SCIA.
  • Gestisci e spendi il budget advertising dei clienti? Sì spesso → Tendenza verso impresa commerciale; No → Tendenza verso professione intellettuale.
  • Apri un laboratorio/negozio o locale aperto al pubblico? Sì → Impresa con SCIA al SUAP.

Dopo la natura, scegli il regime fiscale. Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e rispetti le cause di accesso, valuta il forfettario. Altrimenti, contabilità semplificata o ordinaria. Verifica sempre su Normattiva: art. 35 D.P.R. 633/1972; L. 190/2014; L. 443/1985; D.Lgs. 114/1998; D.P.R. 160/2010; D.Lgs. 222/2016; L. 335/1995; D.P.R. 1124/1965; circolari INPS/INAIL e portale del Ministero del Lavoro.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario Adempimenti obbligatori Previdenza/Assicurazioni Tempistiche e costi indicativi
Professionista con Albo/Cassa (es. ingegnere) AA9/12; eventuale iscrizione Albo; fatturazione elettronica; scelta regime fiscale Cassa professionale (D.Lgs. 509/1994, 103/1996); niente INAIL salvo casi particolari 1–2 giorni; costi apertura 0–250€; contributi minimi/aliquote secondo regolamento cassa
Professionista senza Albo (es. consulente digitale) AA9/12; fatturazione elettronica; eventuale comunicazione attività al Comune se richiesta Gestione Separata INPS (L. 335/1995); INAIL non dovuta di norma 1–2 giorni; costi apertura 0–250€; aliquota Gestione Separata aggiornata ogni anno
Artigiano (es. imbianchino, sartoria) ComUnica; iscrizione Albo Artigiani; INPS; INAIL; SCIA se laboratorio/locale INPS Artigiani; INAIL obbligatoria (D.P.R. 1124/1965) 2–5 giorni; oneri 150–250€ + 250–350€ se assistenza; contributi fissi + percentuale
Commerciante (es. e-commerce, negozio) ComUnica; Registro Imprese; INPS; eventuale INAIL; SCIA al SUAP INPS Commercianti; INAIL se dovuta in base al rischio 2–5 giorni; oneri 150–250€ + 250–350€ se assistenza; contributi fissi + percentuale

FAQ

1) Posso iniziare con prestazioni occasionali senza aprire la Partita IVA?

Le prestazioni occasionali sono lecite solo se l’attività non è abituale e manca una vera organizzazione. La definizione sta nell’art. 2222 del codice civile: lavori in autonomia, senza vincolo di subordinazione, in modo sporadico. Non esiste una soglia di ricavi che da sola “autorizza” a restare senza Partita IVA. Il famoso limite dei 5.000 euro riguarda i contributi alla Gestione Separata INPS oltre tale importo, non l’obbligo di Partita IVA. Se l’attività diventa abituale, anche con ricavi bassi, scatta l’obbligo di aprire la Partita IVA (art. 35 D.P.R. 633/1972). Verifica sempre la sostanza: un cliente fisso, continuità di incarichi o presenza di un listino prezzi sono indizi di abitualità. In caso di dubbio, meglio aprire la Partita IVA e, se possibile, usufruire del regime forfettario per partire con costi fiscali leggeri.

2) Come scelgo il codice ATECO giusto se faccio “un po’ di tutto” nel digitale?

Il codice ATECO deve riflettere l’attività prevalente, non l’elenco completo di micro-servizi. Parti dal contratto-tipo e dalle tue fatture attese: se offri consulenza e contenuti, spesso rientri nei codici delle attività professionali. Se gestisci campagne con budget del cliente, tendi verso codici pubblicitari/commerciali. Consulta le descrizioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate/ISTAT e incrocia con le definizioni di impresa (art. 2082 c.c.) e lavoro autonomo (art. 2222 c.c.). Se due codici ti sembrano equivalenti, scegli quello con coefficiente di redditività adeguato e coerenza rispetto ai requisiti del regime forfettario. Ricorda: puoi aggiungere o variare il codice ATECO in seguito con un’istanza all’Agenzia delle Entrate o con pratica al Registro Imprese, secondo i casi.

3) Posso aprire la Partita IVA se sono anche dipendente? E il forfettario è compatibile?

Sì, puoi avere contemporaneamente un lavoro dipendente e la Partita IVA. Valuta però orari e eventuali clausole di esclusiva nel contratto di lavoro. La compatibilità col forfettario dipende da specifiche cause ostative: ad esempio, se fatturi prevalentemente al tuo attuale o recente ex datore di lavoro, potresti non poter accedere o potresti decadere dal regime (verifica l’art. 1, comma 57, L. 190/2014 e successive modifiche). Inoltre, il reddito di lavoro dipendente incide sul calcolo dell’IRPEF complessiva solo se esci dal forfettario; nel forfettario l’imposta sulla Partita IVA resta sostitutiva. Previdenza: continuerai a versare i contributi come dipendente e, per l’attività autonoma, alla cassa competente o all’INPS (Gestione Separata, Artigiani o Commercianti), senza sovrapposizioni sulle stesse ore ma con posizioni distinte.

4) Nel regime forfettario posso dedurre spese? Come funziona il coefficiente di redditività?

Nel forfettario non deduci le singole spese, tranne i contributi previdenziali effettivamente versati. Il reddito si calcola applicando al totale dei compensi/ricavi un coefficiente di redditività legato al codice ATECO; questo coefficiente “sostituisce” la deduzione analitica dei costi. Sull’importo risultante paghi l’imposta sostitutiva (15% o 5% per startup, se rispetti i requisiti). Non addebiti l’IVA in fattura e applichi il bollo da 2 euro se la fattura supera 77,47 euro. Se prevedi costi elevati e costanti (personale, attrezzature, canoni), valuta la contabilità semplificata o ordinaria, dove l’IVA è detraibile e i costi sono deducibili secondo le regole ordinarie del TUIR.

5) Fatturazione elettronica e corrispettivi: cosa devo fare nel 2026?

Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, tramite Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate (D.L. 36/2022, conv. L. 79/2022). Devi usare un software o un servizio che generi XML, apponga il bollo virtuale quando serve e conservi digitalmente le fatture nei termini di legge. Se vendi al dettaglio o gestisci un e-commerce B2C, potresti emettere corrispettivi telematici invece delle fatture per ogni vendita, salvo richiesta del cliente. In tal caso serve un registratore telematico o un servizio web RT; i dati vanno inviati giornalmente all’Agenzia delle Entrate. Per attività miste, definisci procedure chiare: fattura elettronica per B2B/B2G e corrispettivi per B2C, salvo eccezioni. Conserva sempre le ricevute di invio SdI e i file di esito. In caso di errori, emetti nota di credito o fattura sostitutiva secondo le regole IVA vigenti.

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