Lavoratore autonomo: chi è e quali sono i suoi obblighi

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Lavoratore autonomo

Chi è il lavoratore autonomo 

Il lavoratore autonomo è un professionista, un artigiano o un commerciante che ha scelto di svolgere la sua attività e  sviluppare i propri progetti in autonomia aprendo una Partita IVA.

Tipologie di lavoratore autonomo 

I lavoratori autonomi possono essere classificati in diverse tipologie:

  • Professionista iscritto ad un albo e avente una cassa previdenziale privata 
  • Professionista sprovvisti di albo professionale, iscritti alla gestione separata INPS
  • Ditte individuali artigiane o commerciali 
  • Lavoratori autonomi occasionali

Professionisti iscritti ad un albo 

Sono tutti quei professionisti, come ad esempio gli avvocati, gli ingegneri, i medici, che esercitano una professione che richiede obbligatoriamente l’iscrizione ad un albo professionale per essere svolta.

Questi professionisti devono versare i propri contributi  alla cassa previdenziale privata della propria categoria professionale.

Professionisti sprovvisti di albo professionale 

Alcune professioni, come il fotografo, il web designer o il grafico, sono sprovviste di un albo professionale di riferimento né di una cassa previdenziale dedicata. 

Per questa categoria di professionisti, è stata istituita dall’INPS la gestione separata, una specifica cassa previdenziale alla quale versare i contributi previdenziali.

Ditta individuale

I lavoratori autonomi che esercitano un’attività artigianale o commerciale devono aprire una ditta individuale che comporta, oltre l’apertura di una Partita IVA, anche l’apertura di una posizione presso la camera di commercio. Questi lavoratori autonomi devono versare i contributi previdenziali alla gestione Artigiani o Commercianti dell’INPS.

Lavoratore autonomo occasionale   

Per lo svolgimento di un’attività di lavoro autonomo non è sempre necessaria la Partita IVA. Seguendo determinate regole, che vedremo di seguito, è possibile esercitare in modo occasionale determinate prestazioni autonome.  

L’attività in questione  deve avere requisiti di occasionalità e non continuità non deve esserci alcun alcun tipo di coordinamento organizzativo da parte di chi ha commissionato il lavoro non può riguardare un’attività che già viene svolta in modo professionale non può trattarsi di e-commerce perché si configura come attività abituale e continuativa.

Una delle caratteristiche più limitanti della prestazione occasionale è il divieto di fare pubblicità alla propria attività quindi non sarà possibile pubblicare annunci pubblicitari, avere una pagina Facebook o un sito internet.

3 step per aprire un’attività di lavoro autonomo

Di seguito abbiamo individuato i passaggi più importanti da effettuare per l’apertura della tua attività di lavoro autonomo 

Scelta del codice ATECO

La prima cosa che devi decidere per aprire Partita IVA come lavoratore autonomo è il codice ATECO da adottare. 

Questa fase è fondamentale non solo perché questo elemento viene comunicato all’agenzia delle entrate nel momento in cui si apre la Partita IVA ma anche perché, nel caso in cui aderirai al regime forfettario,  determinerà quale sarà il tuo coefficiente di redditività che influisce sul calcolo delle tasse.

Ditta o professionista

E’ importante identificare la tipologia della tua attività perché l’appartenenza all’una o all’altra tipologia comporterà adempimenti diversi per l’apertura della partita IVA.

Pratica di apertura della Partita IVA

Se vuoi intraprendere un’attività di tipo professionale la pratica di apertura della Partita IVA si concretizza nella sola compilazione ed invio all’agenzia delle entrate del modulo AA9/12 di dichiarazione di inizio attività 

Per quanto riguarda le attività di tipo Artigianale e Commerciale oltre all’apertura della Partita IVA dovrai effettuare anche la registrazione alla Camera di Commercio, all’INAIL e alla Gestione INPS artigiani e commercianti, il tutto tramite un unico modulo chiamato Comunica. Inoltre per alcune attività, come l’ecommerce, è richiesto di effettuare la pratica SCIA (segnalazione certificata inizio attività)  presso il proprio comune.

Costi fissi e variabili del lavoro autonomo 

Se vuoi avviare un’attività di lavoro autonomo devi conoscere i costi fissi e i costi variabili che ne derivano.

E’ possibile individuare i costi fissi in tutte quelle spese che non sono influenzati dall’andamento dell’attività di lavoro:

  • costo del commercialista o del servizio di consulenza fiscale
  • costo di iscrizione alla Camera di Commercio da sostenere una sola volta all’atto di registrazione
  • diritto camerale annuale da versare ogni anno in misura fissa
  • gli ultimi due punti sono da considerarsi solo in caso di apertura di una ditta individuale

I costi variabili sono tutti quei costi che cambiano al variare dell’andamento dei guadagni derivanti dall’attività di lavoro autonomo. In particolare i costi variabili possono essere individuati in

  • importo delle tasse
  • contributi previdenziali

Entrambi sono calcolati in misura percentuale e quindi variano al variare dell’importo incassato.

Per darti una misura di riferimento considera che le tasse e i contributi, in regime forfettario, influiscono in genere tra il 25% e il 30%.

Conoscere tutte le caratteristiche,le tipologie e i costi  che caratterizzano il lavoro autonomo è molto importante prima di iniziare una nuova attività.

Rivolgersi ad un professionista del settore aiuta ad evitare errori e le conseguenti sanzioni o controlli da parte dell’agenzia delle entrate.

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