Mettersi in proprio: 10 buoni motivi per scegliere la libera professione

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Alzi la mano chi non ha mai sentito un amico, un parente o un ex collega lamentarsi a causa della mancanza di lavoro! È vero: nel 2021, con la crisi economica e la conseguente disoccupazione che dilaga, trovare un buon impiego non è per nulla facile. Ma non è questo il momento di scoraggiarsi! “Aiutati che il ciel ti aiuta”: recita un famoso detto popolare. In situazioni del genere, quindi, è necessario aguzzare l’ingegno, fiutare ogni opportunità ed essere pronti a compiere scelte coraggiose: trasferirsi, reinventarsi professionalmente, oppure mettersi in proprio!

Hai inviato il tuo curriculum in lungo e in largo? Hai compilato più volte la sezione “Lavora Con Noi” delle maggiori aziende del tuo settore, ma non sei mai stato ricontattato per un colloquio? Hai un impiego fisso che, da tempo, non ti regala più soddisfazioni (né a livello economico, né personale)? Allora è giunto il momento di cambiare rotta!

Mettersi in proprio è una decisione difficile: inutile girarci intorno. E non è neppure una soluzione “universale” che può andare bene in tutte le occasioni. Del resto, la libera professione, così come l’imprenditoria, richiede certe attitudini personali o, per dirla in termini tecnici, delle particolari skills. Inoltre, a seconda del progetto di business, potrebbe servire un capitale minimo di partenza, per dotarti dello stretto necessario e cominciare presto a lavorare.

Infine, non dimentichiamo che occorrono requisiti specifici in base al settore e alla legislazione di riferimento: pensiamo, per esempio, alla qualifica professionale per estetiste, onicotecniche, make-up artistparrucchieri, ad abilitazione e iscrizione all’Albo per la professione medica, giuridica, ingegneristica, ecc., al diploma di laurea per infermieri, logopedisti, dietisti, ecc., ma anche ai requisiti di sicurezza per gli esercizi aperti al pubblico.

Mettersi in proprio: il coraggio di “gettarsi”

Investire il proprio denaro in un’attività, inventare un lavoro “da zero”, trovare nuovi clienti: quella di mettersi in proprio è una decisione che attira e, al tempo stesso, spaventa per via delle numerose incertezze che, inevitabilmente, la accompagnano.

Andrà bene? Riuscirò a riprendere il denaro speso? Questa attività sarà in grado di garantirmi un futuro?

Non dimentichiamo, poi, che molte persone, soprattutto quelle più giovani ed inesperte, sopravvalutano sia le incombenze burocratiche, sia le spese iniziali da affrontare per intraprendere il cammino del lavoro autonomo..

Oggi, infatti, con un pizzico di intelligenza – e con l’aiuto di servizi digitali innovativi come Fiscozen – è possibile rendere la gestione delle incombenze fiscali, amministrative, ecc. molto più agevole, rapida e, soprattutto, economicamente sostenibile.

A volte, dunque, è importante saper mettere un freno alle preoccupazioni e cercare di “pensare positivo”. Mettersi in proprio, infatti, non comporta soltanto aspetti spiacevoli, ma anche tanti vantaggi da non sottovalutare. Non dimenticare, poi, che spesso è meglio un passo nel vuoto rispetto ad una situazione stagnante!

Dunque, da un punto di vista pratico, quali sono i pro (e gli eventuali contro) del mettersi in proprio?

Puoi trasformare una passione in un lavoro

Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita – Confucio

Ok, nella vita reale è un po’ più complicato “trasformare una passione in un lavoro”. Complicato, però, non vuol dire impossibile! Conoscerai di sicuro delle persone che hanno scelto di dedicarsi ai propri interessi, facendone a tutti gli effetti un’attività di successo: un laboratorio di fotografia, uno studio grafico, una compagnia teatrale.

Pertanto, se coltivi una passione da anni, e quindi conosci bene il settore, perché non approfittarne?

Oggi, grazie al web, è tutto più semplice: potresti ritrovarti a vendere le tue opere o a prestare le tue competenze a committenti che vivono dall’altra parte del globo!

Hai un orario di lavoro più flessibile

C’è chi preferisce una vita fatta di routine, con scadenze ed orari fissi, e chi brama la libertà più assoluta. Mettersi in proprio è una via di mezzo: non dovrai stare in ufficio per otto ore al giorno, timbrando il tuo badge all’entrata e all’uscita, ma avrai comunque degli impegni da rispettare (altrimenti, addio clientela!).

Tuttavia, uno degli aspetti positivi del lavoro autonomo è proprio la possibilità di gestire in libertà gli orari, senza turni imposti dal “capo”. Ciò significa che potrai organizzare la tua vita con maggiore flessibilità, adattando i tempi di lavoro alle esigenze della famiglia (e ritagliandoti, all’occorrenza, qualche momento di relax).

Attenzione, però: l’autonomia è un’arma a doppio taglio e la capacità di autogestire il proprio lavoro è una dote che non tutti posseggono. La tentazione di spegnere il computer e darsi al “cazzeggio” sarà grande, ma dovrai resistere e portare a termine i tuoi progetti entro i tempi stabiliti. Talvolta lavorando anche più di un impiegato!

Puoi avere maggiore controllo sui tuoi guadagni

Quando apri un negozio o gestisci uno studio professionale sei tu che stabilisci le tariffe da applicare per un prodotto o un servizio. Che si tratti di una tinta ai capelli, di un massaggio o di una consulenza giuridica, puoi dare il giusto valore al tuo lavoro, cosa che non accade quando percepisci uno stipendio fisso, che non tiene conto delle singole prestazioni, né della mole di impegno. Con il passare del tempo potrai alzare via via i prezzi, adattandoli alla tua esperienza: insomma, pensa alla soddisfazione di veder crescere gli incassi e, contestualmente, anche il tuo prestigio!

Puoi dedicarti a professioni nuove e stimolanti

In altri articoli abbiamo già parlato delle attività che sono venute alla luce negli ultimi dieci, venti o trent’anni, come nel caso del social media manager, del travel blogger o degli influencer, che devono la popolarità al mondo del web.

Buona parte dei giovani che scelgono di mettersi in proprio lo fa per dedicarsi a lavori che, ancora oggi, non hanno un vero e proprio statuto. Basti pensare al copywriter, colui che redige i testi che leggi in Rete, nelle newsletter o negli annunci pubblicitari; al webmaster, specializzato invece nell’ambito della programmazione, o alle numerosissime attività che hanno a che fare con il commercio online.

Insomma, sempre più spesso mettersi in proprio significa creare una professione ex novo, investendo sulla propria formazione e cercando di “far fruttare” le proprie capacità. Si tratta, dunque, di un modo tutto nuovo di lavorare, molto diverso – e, a nostro avviso, più stimolante! – rispetto ad un impiego fisso di stampo tradizionale.

Le spese sono più basse del previsto

Fisco, Partita IVA, dichiarazione dei redditi, tasse: sono tutte espressioni che getterebbero nel panico anche l’aspirante businessman più intraprendente! 

Come dicevamo, però, oggi vi sono varie soluzioni che permettono di ridurre sia il carico di impegni ed incombenze burocratiche, sia i costi da sostenere.

Aprire Partita IVA con un consulente online, nel caso dei professionisti, è completamente gratuito; mentre, per artigiani e commercianti, la spesa complessiva da preventivare è di soli 200 euro + IVA. Dal punto di vista fiscale, poi, è possibile aderire al regime forfettario. Il quale, rispetto al regime ordinario, prevede soltanto il pagamento di un’imposta sostitutiva, la cui aliquota è fissa – pari al 15% – e si applica sul reddito imponibile.

Per la gestione della Partita IVA, invece, esistono servizi online – tra cui, appunto, Fiscozen – ideati apposta per venire incontro alle esigenze dei giovani imprenditori e dei freelance. Dunque, se hai intenzione di metterti in proprio con un’attività tutta tua, compila il form e prenota gratis una consulenza con uno dei nostri professionisti!

Puoi gestire il lavoro con maggiore autonomia

Questo punto riprende, in parte, il secondo della lista. L’autonomia, difatti, non riguarda soltanto l’orario di lavoro, quanto l’intera gestione dell’attività. 

Cosa vuol dire?

Che sarai tu ad organizzare, giorno dopo giorno, la scaletta delle cose da fare e delle persone da incontrare, lasciando che sia la tua professione ad adattarsi a te e alle tue esigenze – e non il contrario!

Se, per una persona abitudinaria che ama la stabilità di un impiego in ufficio, questo aspetto può causare un certo disorientamento, per gli altri si trasforma in uno stimolo ad operare con maggiore creatività!

Puoi scegliere i tuoi collaboratori

Chi lavora come dipendente presso un’azienda, una cooperativa o un ente pubblico difficilmente può dire la sua riguardo ai colleghi. Il risultato? Spesso si è costretti a condividere il proprio tempo con persone che si distaccano parecchio dal proprio modo di lavorare (e, in senso generale, di affrontare la vita e le difficoltà quotidiane). 

Cosa che, in molti casi, genera stress e tensioni!

Mettersi in proprio, al contrario, significa poter scegliere liberamente il proprio team di collaboratori: potrai selezionare i colleghi in base alla tua attitudine personale e mettere su un gruppo di specialisti con i quali sentirti pienamente a tuo agio.

È ormai acclarato che, in un ambiente lavorativo sereno, il rendimento cresce in maniera esponenziale!

Puoi lavorare dove preferisci

Buona parte delle nuove professioni non richiede una sede fissa. Basti pensare a tutti quei lavori che si svolgono “da remoto”, per i quali è sufficiente una postazione con computer e connessione ad Internet. Ciò significa che puoi “portare con te” il lavoro in qualsiasi luogo, senza il timore di dover ricominciare, ogni volta, tutto da capo.

Potrai approfittarne per trascorrere un periodo all’estero ed imparare una nuova lingua (senza dover interrompere la tua attività), e sarà molto più semplice conciliare studio e lavoro, soprattutto grazie all’aiuto della tecnologia.

Naturalmente, quanto detto vale soltanto per alcuni settori. Se decidi di avviare un punto vendita, un ristorante o uno studio dentistico, ad esempio, non è facile spostarti da un giorno all’altro. Tuttavia, anche in questo caso, sei meno vincolato rispetto alla tua sede e, ovunque deciderai di trasferirti, potrai mettere a frutto le tue esperienze.

Puoi godere di sussidi e svolgere due lavori

C’è chi pensa che, per mettersi in proprio ed aprire Partita IVA, sia necessario lasciare il proprio impiego o rinunciare ad eventuali sussidi, come nel caso dell’indennità di disoccupazione (ovvero della Naspi)

Non è affatto così: la legge prevede la possibilità di avviare un’attività autonoma anche per chi ha già un posto fisso (a meno che non vi siano particolari incompatibilità o conflitti di interesse), così come per gli ex dipendenti.

Anzi, in quest’ultimo caso, se percepisci l’indennità di disoccupazione, puoi richiedere la liquidazione anticipata e fruire dell’intera somma (la stessa che avresti percepito nel corso dei mesi) in un’unica soluzione. Infine, puoi utilizzarla come “incentivo” per l’acquisto di mezzi, apparecchiature, oppure per la tua formazione o per altri scopi.

Vuoi saperne di più? Trovi maggiori informazioni in questo post.

Una vita di incertezze o… di opportunità?

Riguardo al lavoro, esistono due punti di vista diversi e, sotto certi aspetti, opposti: c’è chi ricerca la sicurezza del posto fisso e chi, al contrario, preferisce costruire, giorno dopo giorno, la sua professione. Difficile dire chi ha ragione! È inutile negarlo: mettersi in proprio comporta parecchie insidie poiché, a differenza di un dipendente, il lavoratore autonomo non ha la certezza di ricevere il suo stipendio ogni mese.

La sua retribuzione, infatti, oscilla in base alla mole di lavoro, con il rischio di incassare meno per brevi o lunghi periodi (e talvolta, addirittura, di andare in perdita).

Tutto ciò, a prima vista, può dare luogo ad un senso di incertezza. Provando a guardare la situazione da un’altra prospettiva, però, mettersi in proprio può rivelarsi una grande opportunità di crescita, sia personale che professionale. Vedere crescere gradualmente il prestigio dell’attività, raggiungere gli obiettivi, dare vita ad un business redditizio: sono le soddisfazioni che la libera professione ed il mondo del business offrono a chi sceglie di impegnarsi con passione ed intraprendenza.

Mettersi in proprio: le conclusioni

Come tutte le scelte difficili, anche quella di mettersi in proprio comporta una serie di pro e contro. Il consiglio? Farsi affiancare da figure competenti, valutare accuratamente gli aspetti più complessi ed evitare decisioni affrettate.

Per eventuali dubbi in materia fiscale, ad esempio, c’è Fiscozen che, con il suo team di esperti, è in grado di fornire assistenza in tempo reale. Richiedere una consulenza è un ottimo modo per chiarire ogni perplessità ed intraprendere la strada verso il lavoro autonomo in maniera quanto più lucida, serena e consapevole!

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