Modello AP26: come puoi autocertificare il tuo reddito?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il modello AP26 INPS serve ad autocertificare i redditi d’impresa dei titolari di ditta individuale, soprattutto pensionati, per ricostituzioni pensionistiche e prestazioni collegate al reddito, secondo le regole di INPS e DPR 445/2000.

  • Destinatari: titolari di ditta individuale iscritti a INPS Artigiani o Commercianti; spesso pensionati che continuano l’attività.
  • Finalità: comunicare il reddito d’impresa per ricostituzioni, integrazioni, maggiorazioni e supplemento di pensione (richiedibile, di norma, ogni 5 anni).
  • Compilazione: reddito determinato per regime ordinario o forfettario; invio tramite MyINPS o Patronato; responsabilità penale ex DPR 445/2000.

Che cos’è il modello AP26 INPS e a cosa serve davvero

AP26 è un modulo INPS di autocertificazione dedicato ai redditi d’impresa prodotti da una ditta individuale. Lo usi quando INPS deve ricalcolare la pensione o verificare prestazioni collegate al reddito.

Il riferimento giuridico per l’autocertificazione è il DPR 445/2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa). Significa che dichiari sotto tua responsabilità civile e penale. INPS usa i dati per aggiornare importi e diritti.

AP26 è distinto dalla dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate. Qui comunichi a INPS il reddito d’impresa rilevante per prestazioni previdenziali. È utile specie ai pensionati con ditta individuale in attività.

Chi deve usare AP26: casi tipici e confini

AP26 riguarda le ditte individuali iscritte alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS. Parliamo di attività come commercio, ristorazione, bar, alberghi, acconciatori, estetisti, tatuatori, installatori, manutentori, edilizia leggera, giardinaggio.

Se operi come ditta individuale in e-commerce rientri nella stessa logica. Stesso discorso se svolgi un’attività d’impresa con locali, attrezzature, dipendenti o collaboratori.

Se invece sei un professionista senza ditta (solo Partita IVA con Gestione Separata), di norma non rientri in AP26 perché i tuoi redditi sono “di lavoro autonomo” e non “d’impresa”. In quel caso INPS adotta canali e moduli diversi per le comunicazioni reddituali.

Come si calcola il reddito da indicare in AP26

Regime ordinario: definizione e base

Nel regime ordinario il reddito d’impresa si calcola con il principio di competenza fiscale, ma per la pensione conta il reddito imponibile effettivo. In pratica, parti dai ricavi e sottrai costi deducibili e contributi previdenziali dovuti.

Ai fini IRPEF 2026 si applicano le aliquote per scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Queste regole derivano dai decreti attuativi della legge delega fiscale 111/2023 e dalla Legge di Bilancio 2026, consultabili su Normattiva e sito Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’IVA resta dovuta secondo il regime contabile scelto. Ai fini INPS, invece, conta il reddito d’impresa su cui calcolare i contributi artigiani/commercianti.

Regime forfettario: definizione e base

Nel forfettario il reddito non è dato dalle spese effettive. Si calcola con un coefficiente di redditività per codice ATECO. Esempio: se il coefficiente è 67%, si tassa solo il 67% degli incassi.

Paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Puoi scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di legge. Non applichi l’IVA in fattura. Queste regole derivano dalla legge 190/2014 e successive modifiche, oltre che dai decreti della riforma fiscale 2023-2026.

In AP26 indichi il reddito imponibile forfettario risultante. Ricorda che i contributi previdenziali pagati riducono il reddito su cui calcolare l’imposta sostitutiva.

Contributi INPS Artigiani/Commercianti: fissi e percentuali

Nelle gestioni Artigiani e Commercianti paghi contributi sul minimale, con 4 rate trimestrali. INPS aggiorna ogni anno minimale, massimale e importi. Verifica sempre le circolari annuali INPS.

Se superi il minimale di reddito (valore aggiornato annualmente da INPS), versi contributi anche sulla quota eccedente, con aliquote intorno al 24% per gli artigiani e al 24,28% per i commercianti. Le aliquote esatte e gli scaglioni sono indicati nelle circolari INPS di inizio anno.

AP26 richiede il reddito d’impresa. INPS usa poi i tuoi versamenti per calcolare la contribuzione accreditata e gli effetti previdenziali.

Quando presentare AP26: ricostituzioni, prestazioni e supplemento

Ci sono tre grandi usi pratici di AP26 per chi ha una ditta individuale e, spesso, una pensione:

  • Ricostituzione pensionistica: quando il tuo reddito cambia e incide su integrazioni al minimo o maggiorazioni sociali. Base giuridica: articoli sulle pensioni integrate al minimo e verifiche reddituali nell’ordinamento previdenziale; circolari INPS consultabili sul portale INPS.
  • Prestazioni collegate al reddito: INPS controlla periodicamente con campagne RED. AP26 è utile se devi attestare redditi d’impresa non presenti nel precompilato o in banca dati entrate.
  • Supplemento di pensione: se continui a versare contributi dopo la pensione, puoi chiedere un supplemento. Base giuridica: decreto legislativo 503/1992, articolo 7, e per artigiani/commercianti la legge 233/1990; circolari INPS di indirizzo.

Sul supplemento, la regola generale è: puoi richiederlo dopo 5 anni dalla decorrenza della pensione o dall’ultimo supplemento. Per molte gestioni vale questa cadenza quinquennale. La decorrenza è dal primo giorno del mese successivo alla domanda.

Se hai una pensione anticipata soggetta a limiti di cumulabilità con redditi da lavoro, le regole sono diverse. In alcuni casi la pensione è incumulabile con i redditi d’impresa fino a specifiche soglie. Verifica le norme vigenti su INPS e Normattiva per le misure di anticipo in corso.

Regola decisionale rapida

Se/Allora: nessi logici per non sbagliare

  • Se sei pensionato e hai una ditta individuale attiva, allora verifica ogni anno se la tua pensione include integrazioni o maggiorazioni legate al reddito: potresti dover inviare AP26 su richiesta o in autotutela.
  • Se hai versato contributi dopo la decorrenza della pensione, allora valuta il supplemento di pensione: di norma puoi chiederlo ogni 5 anni con base normativa nel d.lgs. 503/1992.
  • Se apri o chiudi la ditta durante l’anno, allora comunica tempestivamente a INPS per evitare indebiti o sospensioni: usa AP26 o i servizi di ricostituzione redditi.
  • Se sei in forfettario, allora calcola il reddito imponibile con il coefficiente ATECO e indica l’importo netto al lordo delle regole contributive previste.
  • Se hai una pensione anticipata con limiti di cumulo, allora prima di emettere fatture verifica la normativa specifica: AP26 non supera i divieti di cumulo.

Procedura operativa: come si compila e come si invia

Passi pratici di compilazione

  • Raccogli i dati: periodo d’imposta, regimi fiscale e previdenziale, contributi versati, ricavi e costi (o coefficiente forfettario).
  • Compila i quadri anagrafici: codice fiscale, Partita IVA, iscrizione INPS (artigiano/commerciante), indirizzi di contatto.
  • Indica il reddito d’impresa: imponibile fiscale determinato per legge, distinguendo eventuali redditi misti o periodi infrannuali.
  • Segnala eventi particolari: avvio, sospensione, cessazione, passaggio di regime, fusioni di conti.
  • Sottoscrivi come dichiarazione sostitutiva ex DPR 445/2000: allega documento d’identità valido.

Canali di invio e tempi

  • MyINPS: accedi con SPID/CIE/CNS, sezione Prestazioni pensionistiche e comunicazioni reddituali. Carica AP26 con gli allegati richiesti.
  • Patronato: può inviare per tuo conto e verificare le ricevute di protocollo.
  • Sportello INPS: solo quando previsto; preferito il canale telematico.

Per le ricostituzioni reddituali, invia dopo aver definito la dichiarazione dei redditi fiscale dell’anno precedente. Per il supplemento, presenta domanda quando maturi il quinquennio. INPS riliquida dal mese successivo.

Documenti da allegare e da conservare

  • Documento d’identità e tessera sanitaria.
  • Visura o certificato di attribuzione Partita IVA; iscrizione alla Gestione Artigiani/Commercianti.
  • Prospetti contabili: registri, bilancino, dichiarazione dei redditi, F24 contributivi.
  • Eventuali provvedimenti di avvio/sospensione/cessazione attività.

Errori comuni da evitare

  • Indicare il fatturato invece del reddito imponibile: sono cose diverse.
  • Dimenticare i contributi ai fini del calcolo dell’imponibile in ordinario o della deduzione in forfettario.
  • Confondere AP26 con il modello RED: scopi diversi, platee diverse.
  • Trascurare i limiti di cumulo sulle pensioni anticipate: rischi sospensioni e recuperi.
  • Non aggiornare INPS dopo una cessazione: si generano indebiti da restituire.

Fiscalità 2026 in breve: IRPEF, IVA e imposta sostitutiva

IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. La riforma discende dai decreti attuativi della legge delega 111/2023 e dalla Legge di Bilancio 2026, consultabili su Normattiva.

IVA: nel regime ordinario applichi l’IVA secondo aliquota di settore. Nel forfettario non addebiti IVA. Le regole derivano dal DPR 633/1972 e successive modifiche e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Imposta sostitutiva: 15% standard, 5% start-up per 5 anni se rispetti requisiti. Fonti: legge 190/2014, modifiche successive e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi INPS artigiani/commercianti: fissi su minimale e percentuali sull’eccedenza. Importi e aliquote sono fissati annualmente da INPS in circolare (consulta il sito INPS).

Fonti normative utili

DPR 445/2000 sulle dichiarazioni sostitutive (Normattiva). Decreto legislativo 503/1992, articolo 7, sul supplemento di pensione (Normattiva). Legge 233/1990 sulle gestioni speciali artigiani e commercianti (Normattiva). Legge 111/2023, delega fiscale, e relative attuazioni su IRPEF 2026 (Ministero dell’Economia e delle Finanze). DPR 633/1972 per l’IVA (Normattiva). Circolari annuali INPS su minimali e aliquote contributive (portale INPS). Documentazione del Ministero del Lavoro per inquadramenti previdenziali.

Scenario Chi deve presentare Quando presentare Dati richiesti principali Effetto atteso
Pensionato artigiano/commerciante con ditta attiva Titolare ditta individuale con pensione di vecchiaia Alla variazione del reddito; per supplemento dopo 5 anni Reddito d’impresa imponibile, contributi versati, periodi di attività Ricostituzione importi e, se spettante, supplemento di pensione
Pensione con integrazione al minimo o maggiorazioni Titolare ditta individuale con prestazioni collegate al reddito Su richiesta INPS (campagna RED) o in autotutela Reddito d’impresa dell’anno, eventuali altri redditi del nucleo Conferma, aumento o riduzione dell’integrazione/maggiorazione
Forfettario con ditta individuale Artigiano/commerciante in regime forfettario Dopo la chiusura dell’anno fiscale, quando il reddito è definitivo Incassi, coefficiente ATECO, contributi dedotti Allineamento dati INPS a imponibile forfettario effettivo
Anticipata con limiti di cumulo Pensionato con misura anticipata soggetta a incumulabilità Prima di avviare fatturazioni; comunque alla variazione reddituale Reddito previsto e reale, periodi, tipologia attività Verifica cumulabilità; prevenzione di sospensioni e recuperi
Cessazione attività Titolare che chiude la ditta individuale Subito dopo la cessazione Data cessazione, redditi maturati nell’anno, contributi finali Stop verifiche d’impresa; ricalcolo prestazioni e contributi

FAQ: domande frequenti sul modello AP26

1) Che differenza c’è tra AP26, RED e la dichiarazione dei redditi?

AP26 è un’autocertificazione a INPS del reddito d’impresa della tua ditta individuale. Serve per ricalcolare pensioni e prestazioni previdenziali. È basato sul DPR 445/2000, quindi rispondi penalmente in caso di dichiarazioni false.

Il modello RED è una campagna di acquisizione redditi che INPS invia a chi percepisce prestazioni collegate al reddito. Con RED dichiari l’insieme dei redditi rilevanti. Se hai redditi d’impresa, AP26 è lo strumento specifico per dettagliare e documentare questi importi.

La dichiarazione dei redditi, invece, è un adempimento fiscale verso l’Agenzia delle Entrate. Qui calcoli imposte, addizionali e acconti. I dati fiscali possono dialogare con INPS, ma la responsabilità di aggiornare INPS con il reddito d’impresa tramite AP26 o canali equivalenti resta tua.

2) Sono pensionato e continuo a lavorare in ditta individuale: ogni quanto posso chiedere l’aumento della pensione?

Se versi contributi dopo la pensione, puoi chiedere il supplemento di pensione. La regola generale prevede la richiesta ogni 5 anni dalla decorrenza della pensione o dall’ultimo supplemento. La base normativa è nel decreto legislativo 503/1992, articolo 7, e nella legge 233/1990 per le gestioni speciali.

Il supplemento decorre dal mese successivo alla domanda. Non si applica automaticamente. Devi presentare istanza a INPS. Usa AP26 per autocertificare il reddito d’impresa e allega la documentazione richiesta. Verifica sempre eventuali particolarità della tua gestione previdenziale nelle circolari INPS aggiornate.

3) In forfettario cosa devo indicare esattamente in AP26?

Indichi il reddito imponibile forfettario. Parti dagli incassi annuali e applica il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. Sottrai i contributi previdenziali deducibili. Ottieni così l’imponibile su cui calcoli l’imposta sostitutiva (5% o 15%).

AP26 vuole il reddito d’impresa imponibile finale, non il fatturato. Prepara i prospetti di calcolo con registro incassi/pagamenti, certificazioni contributive e, se disponibile, la dichiarazione fiscale finale. In caso di controlli, INPS può chiedere chiarimenti. La base giuridica è nelle norme sul regime forfettario (legge 190/2014 e s.m.i.) e nei principi di verifica reddituale delle prestazioni previdenziali.

4) Cosa succede se sbaglio a compilare AP26 o se emergono differenze con i dati fiscali?

Se l’errore è materiale, presenta subito una rettifica tramite MyINPS o Patronato. INPS ricalcolerà le prestazioni. Se nel frattempo ha pagato importi non dovuti, può chiederti la restituzione con eventuali interessi.

Se l’errore è sostanziale o doloso, scattano le sanzioni degli articoli 75 e 76 del DPR 445/2000. Oltre al recupero delle somme, puoi incorrere in responsabilità penale. Per questo conserva sempre documenti contabili e ricevute. In caso di ispezione, dimostrano la correttezza della tua autocertificazione.

5) Ho una pensione anticipata soggetta a limiti di cumulo: AP26 mi consente comunque di fatturare?

AP26 non supera i limiti di legge. Alcune pensioni anticipate sono incumulabili con i redditi da lavoro, anche autonomo, salvo piccole franchigie. In questi casi, se fatturi, rischi sospensione o recupero della pensione per i mesi interessati.

Prima di riattivare la tua ditta o emettere fatture, verifica sul portale INPS e su Normattiva le regole della tua misura anticipata. Le norme cambiano con leggi di bilancio e decreti. Se la tua pensione è pienamente cumulabile (ad esempio vecchiaia), allora puoi proseguire l’attività e usare AP26 per gli adempimenti reddituali connessi.

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