F24 semplificato: cos’è, differenze con l’ordinario e come si paga?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il modello F24 semplificato serve per pagare imposte erariali e locali con un unico modulo A4. È alternativo all’F24 ordinario in molti casi, ma ci sono regole precise su quando usarlo e come pagarlo.

  • Base normativa: D.Lgs. 241/1997 (versamenti e compensazioni), Provvedimento Agenzia delle Entrate 21 giugno 2013 (approvazione F24 semplificato), D.L. 223/2006 e D.L. 66/2014 (obblighi telematici).
  • Uso tipico: IRPEF e imposta sostitutiva, addizionali, IMU e altri tributi locali; non per INPS/INAIL, accise o pagamenti con elementi identificativi particolari.
  • Pagamento: titolari di Partita IVA sempre online; privati possono usare il cartaceo solo senza compensazioni e fino a 1.000 euro.

Cos’è l’F24 semplificato e quando si usa

Definizione operativa

L’F24 semplificato è un modulo unico, in formato A4, per versare imposte e tributi. È pensato per operazioni frequenti e meno complesse.

Permette di compilare righe multiple e scegliere la “sezione” del tributo. Le sezioni principali sono ER (Erario), RG (Regioni) ed EL (Enti locali).

Non è un modulo “minore”. Ha valore pieno come l’F24 ordinario. Cambia solo la struttura grafica e i campi disponibili.

Fonti normative e prassi

La gestione dei versamenti unificati e delle compensazioni avviene secondo il D.Lgs. 241/1997. È il testo cardine, consultabile su Normattiva.

L’F24 semplificato è stato approvato dall’Agenzia delle Entrate con Provvedimento del 21 giugno 2013. Le istruzioni ufficiali sono pubbliche sui documenti dell’Agenzia.

Gli obblighi di invio telematico dipendono dal D.L. 223/2006, convertito in L. 248/2006, e dal D.L. 66/2014. Le regole sulla compensazione telematica sono state ampliate dal D.L. 124/2019, convertito in L. 157/2019.

Differenze con F24 ordinario e altri modelli

L’F24 ordinario ha sezioni dedicate a Erario, INPS, Regioni, Enti locali, e altri enti. È lungo tre pagine. Serve quando occorrono quei blocchi specifici.

L’F24 semplificato è un foglio unico. Va bene per imposte erariali, regionali e locali. Non ha la sezione INPS/INAIL.

Esistono anche l’F24 Accise (per accise e monopoli), e l’F24 ELIDE (per pagamenti con elementi identificativi, come imposta di registro e locazioni). Usa questi modelli quando le istruzioni ufficiali lo richiedono.

Come si compila l’F24 semplificato

Dati anagrafici e riferimenti

Inserisci codice fiscale, cognome e nome, o denominazione se sei un’impresa. Aggiungi domicilio fiscale e, se necessario, codice atto o ufficio.

Se paghi per conto di altri, indica i dati del soggetto a cui si riferisce il tributo. In caso di erede o tutore, compila anche l’apposita casella.

Per i soggetti non residenti, indica lo Stato estero e usa il codice fiscale italiano se disponibile. In alternativa, compila secondo le istruzioni dell’Agenzia.

Sezioni ER, RG, EL e campi a sfondo grigio

Nella colonna “Sezione” scrivi la sigla corretta: ER per Erario, RG per Regioni, EL per Enti locali. Ogni riga accetta un’unica sezione.

Compila poi il codice tributo, il codice ente (per EL), l’anno di riferimento, l’importo a debito o a credito. Usa sempre due decimali, ad esempio 71,00.

Per IMU compila i campi a sfondo grigio: acconto/saldo, numero immobili, detrazione, rateazione. La TASI è abolita dal 2020 (L. 160/2019); la TARI si versa secondo le regole comunali, spesso con F24 precompilato o pagoPA.

Codici tributo tipici e errori da evitare

Codici frequenti: 4034-4033 per IRPEF saldo e primo acconto, 4035 per secondo acconto; 3912-3918-3925 e simili per IMU a seconda del tipo immobile e quota.

Verifica sempre il codice tributo sul documento dell’ente o sulle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Un codice errato sposta il pagamento sull’imposta sbagliata.

Attento all’anno di riferimento. Per saldi usa l’anno d’imposta, per acconti l’anno corrente. Controlla che la sezione corrisponda al tributo.

Come si paga l’F24 semplificato

Con o senza Partita IVA: cosa cambia

Se hai Partita IVA devi pagare solo online. Lo dice il D.L. 223/2006. Non puoi presentare l’F24 cartaceo agli sportelli.

Se non hai Partita IVA puoi usare il cartaceo solo quando non compensi crediti e l’importo a debito è fino a 1.000 euro. Oltre, serve il telematico.

Se l’F24 è a saldo zero o contiene compensazioni, devi usare i servizi telematici dell’Agenzia o un intermediario abilitato. Vale per tutti.

Canali telematici disponibili

Puoi pagare attraverso:

  • Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline/Cassetto fiscale). Obbligatori in caso di compensazione e saldo zero.
  • Internet banking della tua banca o di Poste, se consentito dalle regole. Non usarli con saldo zero o compensazioni soggette a vincolo.
  • Un intermediario abilitato (commercialista, CAF). Opera con delega e responsabilità professionale.

Con i servizi telematici ottieni la “ricevuta” o quietanza elettronica. Conservala. Vale come prova del versamento.

Compensazione e saldo zero

La compensazione orizzontale segue l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Puoi usare crediti per pagare altri debiti fiscali e contributivi.

Se usi la compensazione, l’F24 deve transitare dai servizi telematici dell’Agenzia o tramite intermediario. È previsto dal D.L. 124/2019.

Con saldo zero non puoi usare il cartaceo. Se sbagli canale, la banca o l’Agenzia scarta il pagamento.

Scadenze, rateazioni e ravvedimento

Scadenze ricorrenti

IRPEF e imposta sostitutiva: saldo e primo acconto al 30 giugno; secondo acconto al 30 novembre. Slitta al primo giorno lavorativo se festivo.

IMU: acconto entro il 16 giugno; saldo entro il 16 dicembre. Le delibere comunali possono aggiornare aliquote e detrazioni.

TARI: il Comune stabilisce importi e scadenze. Spesso invia un F24 precompilato o un avviso pagoPA. Segui il calendario locale.

Rateizzare correttamente

Puoi rateizzare molti debiti da dichiarazione secondo l’art. 20 del D.Lgs. 241/1997. La prima rata scade con il saldo.

Le rate successive scadono di mese in mese, con interessi legali pro rata. Indica in F24 il numero di rata, ad esempio 0206 per la seconda di sei.

Non tutte le imposte locali sono rateizzabili liberamente. Verifica le regole comunali e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Ravvedimento operoso

Se salti la scadenza, puoi rimediare con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997). Paghi imposta, interessi legali e sanzione ridotta.

La riduzione dipende dal ritardo: entro 14 giorni, entro 30 giorni, entro 90 giorni, entro l’anno, oltre l’anno. Ogni fascia ha percentuali diverse.

Usa i codici tributo dedicati alle sanzioni e agli interessi. Calcola gli interessi con il tasso legale vigente nel periodo.

Regola decisionale rapida

Quale modello, quale canale, quali campi

Se devi pagare IRPEF, addizionali, imposta sostitutiva o IMU/TARI, valuta l’F24 semplificato. Se devi versare INPS/INAIL, usa l’F24 ordinario.

Se il pagamento richiede elementi identificativi (esempio: imposta di registro su locazioni), usa l’F24 ELIDE. Se riguardi accise, usa l’F24 Accise.

Se hai Partita IVA, paga sempre online. Se non ce l’hai e paghi senza compensare, puoi usare il cartaceo fino a 1.000 euro.

Se compensi crediti o il saldo è zero, usa i servizi telematici dell’Agenzia o un intermediario. Non usare sportello o solo home banking.

Controlla sempre: codice tributo, sezione (ER/RG/EL), anno di riferimento, campi grigi per IMU, e numero rate se rateizzi.

Casi particolari e controlli

Contributi INPS e premi INAIL

I contributi INPS e i premi INAIL richiedono campi specifici non presenti nell’F24 semplificato. Usa quindi l’F24 ordinario.

Le istruzioni operative sono pubblicate dall’INPS e dall’INAIL. Le troverai anche richiamate dalle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Per i datori di lavoro domestico si usano di norma avvisi e canali dedicati, non l’F24 semplificato.

F24 ELIDE e imposta di registro

Per registrazioni e tributi che richiedono elementi identificativi dell’atto, serve l’F24 ELIDE. È il caso di imposta di registro e locazioni.

Compila i codici atto e gli estremi richiesti. Senza questi dati, il pagamento non “aggancia” l’atto corretto.

La base normativa è nel D.Lgs. 241/1997 e nei provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Scarti, errori e quietanza

Se il pagamento viene scartato, verifica il messaggio di errore. Di solito riguarda codice tributo, sezione, anno o canale non consentito.

Correggi e ripresenta l’F24. Se la scadenza è superata, valuta il ravvedimento operoso con sanzione ridotta.

Conserva la quietanza telematica o la ricevuta di sportello. È la prova legale del pagamento.

Scenario Modello da usare Canale di pagamento Campi/documenti chiave Scadenze/Tempistiche
Privato senza Partita IVA paga IMU prima casa “di lusso” o seconda casa F24 semplificato Cartaceo se importo ≤ 1.000 euro e senza compensazioni; altrimenti telematico Sezione EL, codice tributo IMU corretto, codice Comune, anno d’imposta, campi grigi IMU 16 giugno acconto; 16 dicembre saldo (Legge 160/2019)
Professionista in regime forfettario versa imposta sostitutiva F24 semplificato Telematico obbligatorio (Partita IVA) Sezione ER, codice tributo imposta sostitutiva, anno, rateazione se prevista Saldo/1° acconto 30 giugno; 2° acconto 30 novembre
Persona fisica compensa credito IRPEF con addizionale regionale F24 semplificato Telematico tramite servizi Agenzia Entrate o intermediario Sezione ER e RG su righe distinte, importi a debito/credito, anno, indicazione compensazione Alla scadenza della dichiarazione; compensazione ex art. 17 D.Lgs. 241/1997
Artigiano versa contributi INPS fissi F24 ordinario Telematico obbligatorio (Partita IVA) Sezione INPS, matricola, causale contributo, periodo di riferimento Secondo scadenze INPS trimestrali
Locazione: imposta di registro prima annualità F24 ELIDE Telematico consigliato; cartaceo ammesso se senza compensazioni e consentito Codice ufficio, codice atto/contratto, codice tributo registro, estremi contratto 30 giorni dalla stipula o decorrenza
Privato senza Partita IVA paga TARI con F24 ricevuto dal Comune F24 semplificato (precompilato) Cartaceo o telematico, secondo istruzioni comunali Sezione EL, codici tributo TARI del Comune, codice ente, importo per rata Scadenze fissate dal regolamento comunale
Compensazione massiva con saldo zero F24 semplificato o ordinario a seconda dei tributi Solo servizi telematici Agenzia Entrate o intermediario abilitato Importi a debito/credito, anno, indicazione “saldo zero”, corretta sezione per ogni riga Entro la scadenza originaria; ricevuta telematica come prova

FAQ

Che differenza pratica c’è tra F24 semplificato e F24 ordinario?

L’F24 ordinario contiene sezioni specifiche per Erario, Regioni, Enti locali, INPS e altri enti. Serve quando devi indicare dati contributivi o campi non presenti nel semplificato. L’F24 semplificato è un A4 con righe ripetibili e una colonna “Sezione” dove scrivi ER, RG o EL. È ideale per IRPEF, imposta sostitutiva, addizionali e tributi locali come IMU. Non usare il semplificato se devi versare INPS/INAIL, accise, o pagamenti che richiedono elementi identificativi di atti. In questi casi scegli l’ordinario, l’F24 Accise o l’F24 ELIDE secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Quando sono obbligato a pagare l’F24 solo online?

Se hai Partita IVA, sempre. Lo prevede il D.L. 223/2006. Se non hai Partita IVA, devi comunque pagare online quando presenti un F24 a saldo zero o con compensazioni. Inoltre, se l’importo a debito supera 1.000 euro e non ci sono compensazioni, non puoi usare il cartaceo. In questi casi usa i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato. In assenza di compensazioni e per importi fino a 1.000 euro, il privato può ancora pagare allo sportello bancario o postale, ma conviene conservare con cura la ricevuta di quietanza.

Come compilo i campi a sfondo grigio per l’IMU nell’F24 semplificato?

Compila la casella “acconto” o “saldo”, indica il numero degli immobili, inserisci l’eventuale detrazione (ad esempio per abitazione principale quando dovuta) e la rateazione. Scegli il codice tributo IMU corretto in base al tipo di immobile e alla quota (comune o stato, dove previsto). Scrivi il codice del Comune esattamente come indicato nella delibera. Metti l’anno d’imposta preciso. Se hai più immobili, usa più righe. Tieni a portata di mano la delibera comunale e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per evitare errori di codifica.

Posso compensare crediti fiscali con l’F24 semplificato? Quali vincoli ci sono?

Sì, la compensazione orizzontale è ammessa dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e vale anche con l’F24 semplificato. Se usi crediti per pagare altri debiti, devi presentare l’F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato. Il canale home banking non è sufficiente nei casi soggetti a questo vincolo, soprattutto quando l’F24 chiude a saldo zero. Verifica sempre che il credito sia disponibile e utilizzabile, e rispetta eventuali limiti o controlli preventivi previsti da norme e prassi dell’Agenzia, richiamate nelle risoluzioni e circolari ufficiali.

Se sbaglio codice tributo o anno, posso correggere senza sanzioni?

Dipende dal tipo di errore. Se l’errore non incide su imposta e scadenza (ad esempio codice tributo scambiato ma stesso importo e annualità), puoi chiedere la riliquidazione o l’imputazione corretta all’ente competente, seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate o del Comune. Se invece hai versato in ritardo o un’imposta diversa, devi usare il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) e pagare sanzione ridotta e interessi legali. In tutti i casi conserva la quietanza. Agisci presto: più aspetti, più aumentano sanzioni e interessi, e diventa più complesso correggere l’imputazione.

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