Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Per pagare tasse e contributi con F24: compila la dichiarazione dei redditi, calcola imponibile e imposta/contributi in base al regime fiscale e versa saldo/acconti alle scadenze, usando eventuali crediti in compensazione.
- Base normativa: D.Lgs. 241/1997 (F24 e compensazioni), DPR 917/1986 (TUIR, IRPEF), Legge 190/2014 (regime forfettario), circolari INPS annuali (aliquote e minimali).
- Scadenze chiave: saldo e primo acconto entro 30 giugno; secondo acconto entro 30 novembre; INPS artigiani/commercianti in 4 rate trimestrali.
- Gestione contributi: casse professionali autonome; Gestione Separata INPS per professionisti senza cassa; Gestione Artigiani/Commercianti con fissi e variabili.
Che cos’è il modello F24 e perché parte dalla dichiarazione
Il modello F24 è il modulo unico per versare imposte, contributi e tributi locali. Sta nel D.Lgs. 241/1997. Permette anche la compensazione tra debiti e crediti fiscali.
Prima di versare, devi fare la dichiarazione dei redditi. Con quel documento comunichi allo Stato i tuoi incassi e i tuoi costi. È previsto dal DPR 322/1998.
La dichiarazione definisce la base imponibile. Da lì nascono saldo e acconti di imposte e contributi. Questi flussi si pagano con F24 telematico, tramite servizi dell’Agenzia delle Entrate o del tuo intermediario.
Come si calcola l’imponibile: ordinario e forfettario
Regime ordinario: IRPEF a scaglioni e metodo di determinazione del reddito
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito imponibile. Il TUIR (DPR 917/1986) disciplina redditi e deduzioni. Lo Stato aggiorna le aliquote con la Legge di Bilancio.
Scenario 2026: scaglioni IRPEF 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Applichi le aliquote per quote di reddito, in modo progressivo.
Come si forma l’imponibile? Dipende dall’attività e dal regime contabile. Con il principio di cassa (incassi-spese pagate) per professionisti; con il principio di competenza (ricavi-costi maturati) nell’ordinario per imprese; con la cassa “rafforzata” nel semplificato per imprese minori. In ogni caso, sottrai i contributi previdenziali deducibili.
Esempio numerico in ordinario
Incassi annui 90.000 euro, costi 15.000 euro, contributi versati l’anno scorso 5.000 euro. Imponibile: 90.000 – 15.000 – 5.000 = 70.000 euro. Applichi gli scaglioni 2026 e le detrazioni spettanti.
Regime forfettario: imposta sostitutiva semplice
Il regime forfettario è regolato dalla Legge 190/2014 (commi 54-89) e successive modifiche. È per chi ha ricavi/compensi annui non superiori al limite vigente (soglia stabilita dalla legge di bilancio). Applica un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività.
Come si calcola? Moltiplichi i compensi per il coefficiente di redditività legato al tuo codice ATECO. Quel prodotto è il “reddito forfettario”. Poi togli i contributi previdenziali deducibili. Sulla base residua applichi l’aliquota del 15% o del 5%.
Esempio: coefficienti 78%, incassi 30.000 euro, contributi 3.000 euro. Reddito: 30.000 x 78% = 23.400 euro. Imponibile: 23.400 – 3.000 = 20.400 euro. Imposta: 15% o 5% su 20.400 euro.
Contributi previdenziali: quale gestione e quanto si paga
Professionisti con cassa autonoma
Alcune professioni hanno una cassa privata (D.Lgs. 509/1994 e 103/1996). Ogni cassa definisce minimi, contributi soggettivi, integrativi e di maternità. Consulta il regolamento della tua cassa e le delibere annuali. Paghi con F24 o canali dedicati della cassa.
Professionisti senza cassa: Gestione Separata INPS
Se non hai una cassa, vai in Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026 per i professionisti senza altra tutela obbligatoria è pari al 26,07% (dato dalle circolari INPS annuali). Si calcola sul reddito netto fiscale. Non c’è minimale fisso. Paghi con F24 insieme a saldo e acconti imposte.
Artigiani e Commercianti
Per imprese individuali artigiane o commerciali l’iscrizione è alle gestioni INPS dedicate. Paghi due componenti:
- Contributi fissi indicizzati ogni anno dall’INPS. Valori 2026 in linea con gli importi dell’ultimo biennio (circa 4.521,36 euro artigiani e 4.611,64 euro commercianti). Si versano in 4 rate l’anno, a prescindere dall’utile.
- Contributi variabili oltre il minimale di reddito (circa 18.808 euro). Aliquote indicative: 24% artigiani, 24,48% commercianti. Si applicano sulla quota di reddito che supera il minimale.
Se aderisci al forfettario e sei artigiano/commerciante puoi chiedere la riduzione contributiva del 35% prevista dalla Legge 190/2014, se in possesso dei requisiti e previa domanda nei termini INPS.
Acconti, saldo, rate e interessi: il calendario 2026
Saldo e acconti imposte
Il saldo IRPEF (o imposta sostitutiva per forfettari) e il primo acconto sono dovuti entro il 30 giugno. È possibile pagare entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, secondo il DPR 435/2001.
Il secondo acconto si paga entro il 30 novembre. L’acconto di norma è pari al 100% dell’imposta netta dell’anno precedente, suddiviso in due rate: 40% a giugno/luglio e 60% a novembre, salvo esoneri per importi modesti.
INPS artigiani e commercianti
I contributi fissi si versano in 4 rate. Tipicamente a metà maggio, fine agosto, metà novembre e metà febbraio dell’anno successivo. Le scadenze esatte sono definite ogni anno dall’INPS con circolare.
I contributi eccedenti il minimale si pagano come saldo e acconti insieme alle imposte. Si calcolano sul reddito d’impresa dichiarato.
Gestione Separata
Il saldo e gli acconti della Gestione Separata seguono le stesse scadenze dell’IRPEF. Si versa tramite F24 sezione INPS, con i codici causale previsti dalla circolare annuale.
Compensazioni, controlli e limiti di utilizzo dei crediti
Compensazione orizzontale in F24
La compensazione tra debiti e crediti tributari e contributivi è regolata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Puoi usare crediti IRPEF, IVA, INPS, addizionali e tributi locali per ridurre i versamenti dovuti.
Le regole operative cambiano in base al tipo di credito. Per crediti IVA oltre determinati limiti, serve visto di conformità e invio tramite canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per molti crediti d’imposta e per i crediti da imposte sui redditi oltre soglie fissate dal legislatore, l’utilizzo è consentito dopo l’invio della dichiarazione e, in alcuni casi, con visto di conformità.
Esistono controlli preventivi e blocchi dei modelli F24 con compensazioni “a rischio”, introdotti da normative anti-frodi (interventi successivi al D.L. 124/2019). Verifica sempre istruzioni e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate aggiornate.
Regola decisionale rapida
Scegli il percorso e minimizza gli errori
- Hai una Partita IVA? Individua il regime: forfettario se rispetti i requisiti di ricavi e cause ostative; altrimenti ordinario/semplificato.
- Determina la base imponibile: per forfettario usa coefficiente di redditività; per ordinario applica cassa/competenza secondo il tuo regime contabile.
- Calcola i contributi: cassa professionale, Gestione Separata (26,07% 2026) o Artigiani/Commercianti (fissi + variabili). Verifica agevolazioni.
- Applica deduzioni e detrazioni: sottrai i contributi previdenziali; considera detrazioni per carichi e oneri ammessi dal TUIR.
- Stima saldo e acconti: usa l’imposta netta dell’anno precedente come base; verifica eventuale esonero acconti se l’importo è basso.
- Valuta compensazioni: controlla crediti disponibili e requisiti per il loro utilizzo secondo l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997.
- Versa con F24 telematico: rispetta le scadenze (30 giugno/30 luglio e 30 novembre; rate dove ammesso; trimestri INPS).
- Conserva documenti: tieni i giustificativi per controlli. Le norme di accertamento sono nel DPR 600/1973.
Esempi pratici e note operative
Professionista in forfettario con Gestione Separata
Incassi 40.000 euro, coefficiente 78%. Reddito forfettario: 31.200 euro. Contributi stimati 26,07% su 31.200: 8.144, e deducibili. Imponibile fiscale: 31.200 – 8.144 = 23.056 euro. Imposta al 15%: 3.458,4 euro. Versi saldo e acconti alle scadenze IRPEF; i contributi con F24 sezione INPS.
Commerciante in semplificato
Utile 32.000 euro. Contributi fissi 2026 4.611,64 euro. Minimali coperti, resta la parte variabile se superi il minimale di reddito. L’IRPEF si calcola a scaglioni sul reddito al netto dei contributi. I fissi li versi in 4 rate, il variabile con saldo/acconti.
Compensazione di crediti
Hai credito IRPEF da dichiarazione per 1.200 euro e devi pagare INPS Gestione Separata per 900 euro. Compensi in F24 900 euro e ti restano 300 euro da usare su altri debiti. Ricorda l’obbligo di invio telematico e le regole di visto ove richiesto.
Riferimenti normativi essenziali
Dove trovare le regole ufficiali
- D.Lgs. 241/1997: versamenti unitari e compensazioni (consulta il testo su Normattiva).
- DPR 917/1986 (TUIR): determinazione del reddito, deduzioni e detrazioni (su Normattiva).
- DPR 322/1998: dichiarazioni fiscali (su Normattiva).
- Legge 190/2014: regime forfettario e riduzione contributiva artigiani/commercianti (su Normattiva).
- Circolari e messaggi INPS annuali: aliquote Gestione Separata, minimali e massimali artigiani/commercianti (sito INPS e Ministero del Lavoro).
- Provvedimenti e risoluzioni Agenzia delle Entrate: codici tributo F24, regole su compensazioni e controlli (sito dell’Agenzia delle Entrate).
| Scenario | Requisiti/Regole di calcolo | Contributi previdenziali | Scadenze e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Professionista forfettario | Imposta sostitutiva 15% (5% startup 5 anni). Imponibile = incassi x coefficiente – contributi | Gestione Separata INPS 26,07% su reddito netto; nessun minimale | Saldo/1° acconto entro 30 giugno (o 30 luglio +0,40%); 2° acconto 30 novembre |
| Professionista ordinario | IRPEF progressiva (23%-33%-43%). Imponibile a cassa; deduzione contributi | Cassa professionale secondo regolamento, oppure Gestione Separata 26,07% | Versamenti con F24 alle scadenze IRPEF; cassa con scadenze proprie |
| Artigiano/commerciante semplificato | IRPEF su reddito d’impresa; deduzione contributi. Possibile riduzione contributiva 35% se forfettario | Fissi annui (circa 4.5k) + variabili su reddito eccedente 18.808 euro | Fissi in 4 rate (mag, ago, nov, feb); variabili con saldo/acconti imposte |
| Compensazione crediti | Art. 17 D.Lgs. 241/1997; limiti e visto di conformità in base al credito | Compensabili in F24 con debiti INPS e tributi | Utilizzo dopo presentazione dichiarazione; F24 telematico con controlli preventivi |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra principio di cassa e principio di competenza?
Con il principio di cassa contano gli incassi e i pagamenti effettuati nell’anno. Quindi fatture emesse ma non incassate non entrano nel reddito. È la regola tipica dei professionisti e delle imprese minori in semplificato-cassa. Con il principio di competenza contano ricavi e costi maturati, anche se non incassati o pagati. È lo standard dell’ordinario per le imprese. La differenza impatta su imponibile, acconti e tempi di deduzione dei costi. In anni con incassi irregolari, la cassa attenua gli sbalzi di imposta; la competenza è più “contabile” e segue la maturazione economica. Il TUIR e il DPR 600/1973 fissano i criteri, mentre la Legge di Bilancio 2017 ha reso strutturale la cassa per i semplificati.
Come si calcolano gli acconti e quando posso ridurli senza sanzioni?
Gli acconti derivano dall’imposta netta dell’anno precedente. Di norma versi il 100%, in due rate: 40% a giugno/luglio e 60% a novembre. Se prevedi un reddito più basso, puoi ridurre gli acconti. Ma serve prudenza: se a saldo risulta che hai versato meno del dovuto, pagherai sanzioni e interessi. Per evitare sanzioni, usa un metodo “previsionale” prudente e verifica l’andamento dell’anno. Il DPR 435/2001 disciplina termini e maggiorazioni. In presenza di cause di esonero (importi minimi di acconto), non versi nulla. Tieni aggiornati i conteggi a metà anno per decidere con dati reali.
Sono nel forfettario: posso detrarre le spese e l’IVA sui costi?
No. Nel forfettario non deduci i costi reali, perché il regime usa un reddito “forfettario” calcolato con il coefficiente di redditività. Fanno eccezione i contributi previdenziali, che sono deducibili dal reddito forfettario. L’IVA non si applica sulle fatture emesse e non è detraibile su quelle ricevute. È la logica semplificata della Legge 190/2014: meno contabilità, un imponibile standard e un’imposta sostitutiva unica. Valuta però il tuo margine: se hai molti costi veri o investimenti, l’ordinario potrebbe essere più conveniente nonostante la maggiore complessità.
Come funzionano i contributi INPS per artigiani e commercianti e perché pago anche se non guadagno?
Paghi contributi fissi per coprire le tutele previdenziali minime. Sono dovuti indipendentemente dall’utile e si versano in 4 rate annue. Se il reddito supera il minimale, scatta anche la quota variabile percentuale sul surplus. Questo meccanismo garantisce una copertura contributiva di base e una componente proporzionale al reddito effettivo. Gli importi e le aliquote sono aggiornati dalle circolari INPS ogni anno, con riferimenti al minimale e al massimale. Se aderisci al forfettario, puoi chiedere la riduzione contributiva del 35% prevista dalla Legge 190/2014, ma la riduzione abbassa anche i futuri diritti pensionistici, quindi valuta l’impatto di lungo periodo.
Quando posso compensare i crediti in F24 e quali sono i rischi più comuni?
Puoi compensare quando il credito è certo, liquido ed esigibile e, per molte imposte, dopo aver presentato la dichiarazione da cui emerge il credito. La compensazione segue l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Alcuni crediti superate soglie richiedono visto di conformità, e l’invio deve avvenire tramite canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. I rischi più comuni sono: usare crediti non ancora “maturati”; superare i limiti annui; sbagliare i codici tributo o la sezione dell’F24; non rispettare i controlli preventivi che possono scartare l’F24. In caso di scarto, il debito resta e maturano sanzioni e interessi. Per evitare problemi, verifica le istruzioni aggiornate dell’Agenzia e, se necessario, richiedi il visto di conformità a un professionista abilitato.
