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Modello Unico: come compilare e presentare la dichiarazione dei redditi?

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Presentare la dichiarazione dei redditi è solo uno dei tanti obblighi riguardanti i lavoratori autonomi con Partita IVA: ogni anno, infatti, l’Agenzia delle Entrate richiede loro di comunicare gli incassi fatturati e, per alcuni regimi fiscali, le spese aziendali, mediante un modello telematico noto come Modello Redditi Persone Fisiche, ex Modello Unico.

Il Modello Unico è lo strumento utilizzato dalle persone fisiche – tra le quali troviamo, appunto, le Partite IVA individuali, ossia professionisti, artigiani e commercianti – sia per trasmettere la dichiarazione dei redditi di lavoro autonomo, sia per altri tipi di dichiarazioni che, per svariate ragioni, non possono essere inviate con il Modello 730.

Difatti, in particolari casi, il Modello Redditi PF (ex Modello Unico) diviene necessario anche per le dichiarazioni effettuate da cittadini privati e da alcune categorie di lavoratori subordinati. Nel nostro articolo, comunque, ci concentreremo soprattutto sugli adempimenti relativi ai freelancer e alle ditte individuali, analizzando le modalità per compilare e trasmettere il modello all’Agenzia delle Entrate, le scadenze da rispettare e i servizi fruibili online.

Ecco, dunque, tutto ciò che devi sapere sul Modello Unico per essere sempre al passo con i tuoi “compiti”!

Cos’è il Modello Unico?

Il Modello Unico è il modello generalmente adottato per le dichiarazioni delle persone fisiche ed è ritenuto il più completo e versatile tra i vari moduli esistenti. Lo si utilizza principalmente per la dichiarazione dei redditi d’impresa e/o di lavoro autonomo delle Partite IVA, nonché in tutti quei casi in cui non è possibile ricorrere al Modello 730.

A partire dal 2008, il Modello Unico prende il nome di Modello Redditi Persone Fisiche.

Inoltre, per la maggior parte delle operazioni, il Modello Redditi PF (ex Modello Unico) va ormai consegnato unicamente in formato digitale. È disponibile, proprio a tale scopo, anche la versione precompilata con i dati precedentemente forniti dall’utente e con le informazioni fiscali reperibili dalle passate dichiarazioni.

Chi deve presentare dichiarazione con Modello Unico?

I lavoratori autonomi con Partita IVA – come anticipato – non sono gli unici contribuenti chiamati a presentare la dichiarazione annuale attraverso il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Modello Unico).

Ecco elencati, infatti, alcune categorie interessate da tale obbligo:

  • Soggetti che, nell’anno d’imposta precedente, hanno percepito:
    • Redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione
    • Redditi “diversi” non dichiarabili con il Modello 730
    • Plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o non qualificate in società residenti in Paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati all’interno di mercati regolamentati
    • Redditi provenienti da “trust”, in qualità di beneficiario
  • Soggetti che, nell’anno precedente e/o in quello attualmente in corso:
    • Risiedono in un Paese estero
    • Devono presentare una o più delle seguenti dichiarazioni:
      • IVA
      • IRAP
      • Modello 770 (ordinario e/o semplificato)
      • Dichiarazioni per conto di contribuenti deceduti

Tornando agli adempimenti connessi alle Partite IVA, vogliamo sottolineare che la presentazione della dichiarazione dei redditi, da effettuarsi con Modello Unico, è un passaggio obbligatorio anche nei regimi fiscali cosiddetti “agevolati”, come il regime dei minimi o il nuovo regime forfettario, sebbene con modalità di compilazione peculiari.

Modello Unico o Modello 730: quale scegliere?

Modello Redditi PF (ex Modello Unico) e Modello 730, ad una persona che ha poca familiarità con questo genere di adempimenti, possono apparire quasi identici. Chiaramente, però, non è così: il primo, infatti, presenta una struttura più complessa ed articolata, che lo rende idoneo ad un maggior numero di casi di applicazione.

Dunque, alla luce di quanto abbiamo detto, su quali elementi si basa la scelta tra Modello Unico e Modello 730 per la dichiarazione dei redditi? Scopriamo insieme in quali casi si utilizza il primo o il secondo modello.

  • Modello 730 → Dichiarazioni dei redditi di lavoro dipendente, dichiarazioni di pensionati, soci di cooperative, cariche pubbliche e lavoratori occasionali (ovvero senza Partita IVA).
  • Modello Unico → Dichiarazioni delle Partite IVA individuali (imprese e professionisti), dichiarazioni IVA / IRAP / 770, soggetti residenti all’estero, “redditi diversi”.

Qual è la struttura del Modello Redditi PF 2020?

Giunti a questo punto, è il momento di affrontare la questione più complessa della nostra guida, ovvero la compilazione del Modello Unico (o, meglio, dell’ultima versione chiamata Modello Redditi PF).

Partiamo quindi dall’analisi della struttura del Modello Redditi Persone Fisiche 2020.

Il modello è composto dai tre seguenti fascicoli:

Fascicolo 1

Il primo fascicolo, la cui compilazione è obbligatoria per tutti i contribuenti, include:

  • Frontespizio, suddiviso in tre facciate, dove troviamo i dati identificativi del dichiarante, l’informativa sulla privacy, la residenza anagrafica, il domicilio fiscale ed altre informazioni sulla tipologia di dichiarazione.
  • Prospetto dei familiari a carico e quadri: RA (redditi dei terreni), RB (redditi dei fabbricati), RC (redditi di lavoro dipendente e assimilati), RP (oneri e spese), RN (calcolo dell’IRPEF), RV (addizionali all’IRPEF), CR (crediti d’imposta), RX (compensazioni e rimborsi) e CS (contributo di solidarietà).

Fascicolo 2

Il secondo fascicolo del Modello Redditi PF (ex Modello Unico) contiene:

  • Quadri per la dichiarazione dei contributi previdenziali ed assistenziali e di altri redditi percepiti dai contribuenti non obbligati alla tenuta di scritture contabili.
  • Quadri RW (investimenti all’estero) e AC (amministratori di condominio).
  • Istruzioni per le dichiarazioni dei soggetti residenti all’estero.

Fascicolo 3

Nel terzo ed ultimo fascicolo, invece, si trovano:

  • Quadri per la dichiarazione di altri redditi percepiti dai contribuenti obbligati alla tenuta di scritture contabili.
  • Istruzioni per la compilazione della dichiarazione IVA.

Una volta esaminata la struttura interna del Modello Unico, possiamo finalmente scoprire quali sezioni vanno riempite o meno nelle dichiarazioni dei lavoratori autonomi con Partita IVA assoggettati al regime forfettario.

Dichiarazione dei redditi nel regime forfettario

Come probabilmente già saprai, il regime forfettario è un regime fiscale che offre non poche agevolazioni a livello di tasse, oneri e burocrazia. Oltre a consentire un netto risparmio sulle imposte, che si riducono fino al 15% del reddito imponibile (e, in certi casi, addirittura al 5% per i primi cinque anni di attività), questo regime elimina, infatti, buona parte degli adempimenti altrimenti obbligatori: dalla registrazione delle fatture all’uso obbligatorio della fattura elettronica, dagli studi di settore alla presentazione di dichiarazioni IVA, esterometro, spesometro, ecc..

Si riducono, pertanto, anche i costi “generali” della Partita IVA, specie per quel che concerne l’assistenza fiscale.

Rimane invariato, invece, l’onere di predisporre e trasmettere, con frequenza annuale, la dichiarazione dei redditi con Modello Unico. I contribuenti forfettari, quindi, devono riempire unicamente il primo fascicolo (obbligatorio per tutti i dichiaranti) e, ove occorre, trascrivere nel secondo fascicolo le informazioni qui elencate:

  • Crediti di imposta;
  • Ritenute;
  • Eccedenze da dichiarazioni precedenti.

Il terzo fascicolo, infine, non va compilato per i seguenti motivi: il regime forfettario prevede, tra le tante agevolazioni, l’esonero dalla tenuta di scritture contabili (ricordiamo, infatti, che le spese deducibili – contributi a parte – dipendono dal coefficiente di redditività) e, soprattutto, la franchigia IVA per tutte le operazioni.

Come compilare la dichiarazione dei redditi nel regime forfettario?

La dichiarazione con Modello Redditi PF (ex Modello Unico), per i contribuenti che hanno scelto di assoggettarsi al regime forfettario, si basa su due elementi centrali, che meritano un punto di approfondimento a parte.

Parliamo, quindi, del principio di cassa, che stabilisce quali voci debbano essere inserite nel Modello Unico, e delle modalità con cui, tenendo conto del coefficiente di redditività, si calcolano reddito imponibile e spese deducibili.

Cos’è il principio di cassa?

Il principio di cassa vuole che ciascuna dichiarazione contenga esclusivamente i ricavi e compensi incassati nell’anno di riferimento. Lo stesso vale per tutte le altre informazioni, come le spese aziendali, i contributi previdenziali versati, ecc.. Pertanto, ad esempio, nel Modello Unico relativo all’anno 2019, dovrai inserire solo le fatture incassate nel periodo che intercorre dal 01 gennaio al 31 dicembre 2019, a prescindere dalla data di emissione.

Come calcolare il reddito imponibile?

Come suggerito dal nome di questo regime – forfettario, appunto –  per ottenere il reddito imponibile (cioè la parte di ricavi e compensi sottoposta alla tassazione) e. prima di esso, la quota da dedurre per le spese, si utilizza un sistema di calcolo su base fissa (o meglio: forfettaria), e non il metodo analitico. Lo strumento centrale della procedura, quindi, si chiama “coefficiente di redditività”: una percentuale che dipende dal Codice ATECO associato alla Partita IVA e che si applica sulla totalità delle fatture incassate nel periodo preso in esame. Infine, sottraendo l’importo versato nell’anno precedente per i contributi previdenziali, sempre interamente deducibili, si ottiene il reddito imponibile.

Troppo complicato? Facciamo un piccolo esempio per rendere più facile la comprensione.

Carlotta ha 29 anni e collabora, in qualità di fotografa freelance, con un importante studio italiano. La sua Partita IVA presenta il Codice ATECO “74.20.19 – Attività di riprese fotografiche”, che a sua volta prevede un coefficiente di redditività pari al 78% e una deduzione pari al 22% per le spese lavorative. Carlotta ha scelto di assoggettarsi al regime forfettario e, nell’annualità che stiamo esaminando, ha incassato fatture per un totale di 20.000 euro.

Facciamo, quindi, due conti:

Totale fatture: 20.000 euro
Reddito lordo: 15.600 euro (coeff. 78%)
Spese dedotte: 4.400 euro (22%)

Dal reddito lordo – 15.600 euro – si deducono, come unica voce inserita analiticamente, i contributi previdenziali versati lo scorso anno (ad esempio, 2.000 euro). Al termine, quindi, il reddito imponibile di Carlotta equivale a 13.600 euro (ovvero 15.600 euro – 2.000 euro di contributi), importo su si calcola l’imposta sostitutiva con aliquota al 15% o al 5%. Quindi, la cifra da corrispondere al fisco è pari, rispettivamente, a 2.040 o a 680 euro.

Come presentare il Modello Unico?

Per inviare la dichiarazione con il nuovo Modello Redditi PF o ex Modello Unico, i contribuenti possono scegliere tra affidare il compito ad un professionista e provare a fare tutto in prima persona. Ecco i passaggi da seguire:

  1. Scaricare il software dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione del Modello Redditi PF.
  2. Compilare il modello con il software apposito scaricato.
  3. Controllare il Modello Unico e, se corretto, salvare in formato telematico.
  4. Scaricare e configurare lo strumento “Desktop telematico”. Accedere con le credenziali – non SPID – per inviare il modello e salvare la ricevuta.
  5. Compilare in autonomia il Modello F24 per effettuare il pagamento

In alternativa al Modello Unico – ripetiamo – è disponibile la cosiddetta “dichiarazione precompilata”. Questa modalità permette di inserire automaticamente nel software tutti i dati tracciati dall’Agenzia: certificazioni uniche, spese sanitarie.

Ad ogni modo, se sei alle prime armi e hai ancora poca familiarità con questo genere di adempimenti, o se non hai tempo da dedicare alla burocrazia, la soluzione migliore rimane sempre affidarsi ad un esperto. Temi di spendere cifre esagerate? Niente paura: oggi c’è Fiscozen! A soli 299 euro + IVA/anno, ti offriamo assistenza per tutto ciò che concerne la tua Partita IVA: fatture elettroniche illimitate, monitoraggio entrate e uscite, previsione imposte e contributi, dichiarazione dei redditi con Modello Unico/Redditi PF, predisposizione F24 e molto, molto altro!

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