Scadenze pagamento INPS in Partita IVA: quali sono e quanto si paga?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Scadenze contributi INPS Partita IVA: 16/05, 20/08, 16/11, 16/02 per i fissi artigiani/commercianti; 30/06 saldo e primo acconto e 30/11 secondo acconto per variabili e Gestione separata.

  • I contributi si calcolano sul reddito imponibile. Aliquote, minimali e massimali sono fissati ogni anno da Circolari INPS.
  • Saldo al 30 giugno sull’anno precedente; acconti sull’anno in corso (di norma in due rate: 30 giugno e 30 novembre).
  • Deducibilità integrale dei contributi. Possibile riduzione del 35% dei fissi per forfettari artigiani/commercianti su domanda.

Quadro generale: chi paga, su cosa e quando

In Partita IVA i contributi INPS dipendono dall’inquadramento.

Se sei un libero professionista senza Cassa dedicata versi alla Gestione separata. È il fondo INPS per professionisti senza albo con Cassa autonoma.

Se hai una ditta individuale artigiana o commerciale versi alla Gestione artigiani e commercianti. Qui esistono contributi fissi trimestrali e contributi a percentuale sopra una certa soglia di reddito (minimale).

Se appartieni a un Ordine con Cassa autonoma (per esempio avvocati, architetti, medici) non versi all’INPS per l’attività professionale. Segui le regole della tua Cassa.

Fonti normative di riferimento

Le scadenze e le regole principali derivano da: D.P.R. 435/2001, art. 17 (termini saldo e acconti imposte e contributi); L. 212/2000 (Statuto del contribuente, proroga al primo giorno lavorativo); D.Lgs. 241/1997 (versamenti con F24 e compensazioni); L. 233/1990 (artigiani e commercianti: basi di calcolo, minimale e massimale); L. 388/2000, art. 116 (sanzioni e interessi INPS); L. 190/2014 e successive per il regime forfettario e la riduzione contributiva; Circolari INPS annuali su aliquote, minimali e massimali per Gestione separata e per artigiani/commercianti. Puoi verificare i testi su Normattiva e sui siti INPS e del Ministero del Lavoro.

Calendario scadenze 2026

Liberi professionisti in Gestione separata

Paghi insieme alle imposte sui redditi.

Entro il 30 giugno versi il saldo dei contributi dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso. Il 30 novembre versi il secondo acconto. Se il giorno cade di sabato o festivo, paghi il primo giorno lavorativo dopo.

Puoi rateizzare il saldo e il primo acconto da giugno, con interessi legali. Le rate vanno comunque chiuse entro novembre. Le regole di rateazione sono quelle fiscali, richiamate dal D.P.R. 435/2001.

Ditte individuali artigiani e commercianti

Paghi i contributi fissi a scadenze trimestrali: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo.

Se superi il minimale di reddito, paghi anche contributi a percentuale sulla parte che eccede. Questi si versano come i tributi: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto il 30 novembre.

Se opti per la riduzione del 35% (regime forfettario), la riduzione si applica solo ai contributi fissi. I contributi a percentuale non si riducono.

Quanto paghi: regole, formule, esempi pratici

Che cosa significa “reddito imponibile”

È la base su cui applichi le aliquote previdenziali.

In regime ordinario è il reddito di lavoro autonomo o d’impresa: ricavi meno costi deducibili. In parole semplici: ciò che ti resta dopo le spese ammesse.

In regime forfettario la legge non guarda le spese reali. Applica un coefficiente di redditività ai ricavi. Il risultato è il reddito. Da questo sottrai i contributi previdenziali pagati, perché sono deducibili.

Gestione separata (professionisti senza Cassa)

L’aliquota della Gestione separata viene fissata ogni anno da una Circolare INPS. Varia in base alla tua situazione (con o senza altra tutela previdenziale). Trovi aliquota, minimale e massimale nella Circolare “Aliquote contributive Gestione separata” pubblicata a inizio anno.

Calcolo semplice: Contributo dovuto = Reddito imponibile × Aliquota INPS. Il contributo è dovuto fino al massimale. Sotto il minimale si applicano regole particolari che l’INPS chiarisce ogni anno in circolare.

Acconti: di regola sono pari all’80% dei contributi dovuti per l’anno precedente, divisi in due rate uguali (30 giugno e 30 novembre). Il saldo si paga il 30 giugno dell’anno successivo. Verifica sempre la percentuale di acconto nella Circolare INPS dell’anno.

Artigiani e commercianti (ditte individuali)

Le norme principali sono nella L. 233/1990 e nelle circolari INPS annuali su minimali e massimali.

Contributi fissi: si calcolano su un “reddito minimale” fissato dall’INPS ogni anno. Paghi quattro rate trimestrali alle scadenze indicate. Gli importi 2026 sono pubblicati nella circolare di inizio anno. Gli importi 2024, a titolo di esempio operativo, erano nell’ordine di qualche migliaio di euro l’anno per artigiani e commercianti.

Contributi a percentuale: se il tuo reddito supera il minimale, paghi una percentuale sulla parte eccedente. L’aliquota base e l’eventuale aliquota maggiorata sopra una seconda soglia (fascia successiva) sono definite annualmente. Per esempio, nelle ultime annualità le aliquote base per artigiani e commercianti si sono attestate intorno al 24-25% con lievi differenze tra categorie e scaglioni.

Acconti: per i contributi a percentuale versi acconti calcolati di norma in misura pari all’80% dell’importo dovuto per l’anno precedente, in due rate (30 giugno e 30 novembre). Il saldo si paga il 30 giugno dell’anno successivo. Le percentuali esatte sono confermate ogni anno dall’INPS.

Deduzione dei contributi e impatto fiscale

I contributi previdenziali sono deducibili al 100% dal reddito. Significa che riducono la base su cui calcoli le imposte.

Nel forfettario deduci i contributi dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Nell’ordinario li porti in deduzione nel quadro reddituale. Questo abbassa l’IRPEF e le addizionali.

Attenzione alla sequenza: prima stimi il reddito, poi calcoli i contributi, poi ricalcoli il reddito deducendo i contributi, e ottieni il valore fiscale definitivo.

Regola decisionale rapida

Se sei professionista senza Cassa: versi in Gestione separata. Scadenze: 30 giugno saldo+primo acconto, 30 novembre secondo acconto. Calcolo: reddito imponibile × aliquota INPS pubblicata per l’anno. Acconto di regola all’80% del contributo dell’anno precedente.

Se sei artigiano o commerciante: versi fissi trimestrali (16/05, 20/08, 16/11, 16/02) e, se superi il minimale, anche contributi a percentuale con scadenze 30/06 e 30/11. Se sei in forfettario e hai fatto domanda, puoi ridurre del 35% solo i fissi.

Se hai Cassa professionale: non versi all’INPS per quell’attività. Segui calendario e regole della tua Cassa.

Se inizi o chiudi a metà anno: versi i fissi pro‑rata nei mesi di attività. I contributi a percentuale e in Gestione separata si commisurano al reddito effettivo dell’anno.

Se hai anche un lavoro dipendente o altra tutela: in Gestione separata può applicarsi l’aliquota ridotta stabilita annualmente dalla circolare INPS. Verifica il tuo caso specifico.

Adempimenti pratici: F24, rate, compensazioni

Come si paga

Si paga con modello F24. Per la Gestione separata usi la sezione INPS con le causali contributo specifiche (indicate ogni anno nelle istruzioni INPS). Per artigiani e commercianti indichi la matricola INPS della posizione e i periodi di riferimento.

Puoi rateizzare saldo e primo acconto di giugno. Le rate seguono il calendario fiscale e includono interessi legali. Trovi i tassi e le scadenze nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle circolari annuali INPS.

Puoi compensare crediti e debiti nel modello F24 secondo le regole del D.Lgs. 241/1997. Usa con cautela: servono i presupposti e, talvolta, il visto di conformità.

Ritardi, sanzioni e regolarizzazioni

Per versamenti tardivi l’INPS applica sanzioni e interessi ai sensi dell’art. 116 L. 388/2000. L’importo varia in base al ritardo e allo strumento usato per regolarizzarsi.

Puoi sanare presto con il cosiddetto ravvedimento, rispettando le regole fiscali per gli F24 e le specifiche disposizioni INPS. Prima paghi, meno sanzioni maturano.

In caso di eventi eccezionali (per esempio calamità), possono esserci sospensioni dei termini con successivi piani di recupero. Verifica sempre i messaggi e le circolari INPS e i provvedimenti del Ministero del Lavoro.

Tabella di sintesi operativa 2026

Scenario Base imponibile e aliquote Scadenze 2026 Acconti e saldo
Professionista senza Cassa (Gestione separata) Reddito professionale (ordinario) o reddito forfettario al netto dei contributi; aliquota INPS come da Circolare annuale (differenziata per tutela) 30 giugno: saldo anno N-1 + 1° acconto anno N; 30 novembre: 2° acconto anno N Acconti in genere pari all’80% dell’anno precedente, in 2 rate uguali; saldo a giugno anno successivo
Ditta individuale artigiana Fissi su minimale INPS; oltre il minimale contributi a percentuale con aliquota base e, sopra la seconda fascia, aliquota maggiorata (da circolare annuale) Fissi: 16/05, 20/08, 16/11, 16/02; Percentuali: 30/06 saldo+1° acconto, 30/11 2° acconto Acconti percentuali di norma all’80% dell’anno precedente; saldo a giugno. Fissi senza acconti (paghi le 4 rate)
Ditta individuale commerciale Fissi su minimale INPS; oltre il minimale contributi a percentuale con aliquote definite annualmente e scaglioni Fissi: 16/05, 20/08, 16/11, 16/02; Percentuali: 30/06 saldo+1° acconto, 30/11 2° acconto Acconti percentuali di norma all’80% dell’anno precedente; saldo a giugno. Fissi senza acconti (paghi le 4 rate)
Artigiano/Commerciante in forfettario con riduzione 35% fissi Fissi ridotti del 35% su domanda; percentuali oltre minimale non ridotte; reddito forfettario secondo coefficiente Fissi ridotti: 16/05, 20/08, 16/11, 16/02; Percentuali: 30/06, 30/11 Stesse regole di acconto/saldo dei contributi a percentuale; deduzione integrale dei contributi versati

FAQ: domande frequenti e casi reali

Come calcolo in pratica il primo acconto dei contributi se ho cambiato molto il fatturato?

La regola generale, richiamata dalle circolari INPS annuali, imposta l’acconto sui contributi dovuti per l’anno precedente (di norma all’80%). Se prevedi un reddito molto più basso, puoi ridurre l’acconto in autoliquidazione. È lecito, ma serve prudenza. Un acconto troppo basso genera un saldo più alto e, se sbagli la stima, può far maturare interessi. Procedura operativa: stimi il reddito 2026, ricalcoli i contributi teorici 2026 con le aliquote dell’anno, confronti con l’acconto standard (80%). Se il dato prudenziale è più basso, versi l’importo ridotto. Conserva i calcoli. In caso di controllo, dimostri la ragionevolezza della stima. Base normativa: D.P.R. 435/2001 per saldo/acconti; circolari INPS per percentuali e istruzioni.

Sono in regime forfettario: come incidono i contributi sul mio reddito e sull’imposta sostitutiva?

Nel forfettario il reddito non nasce da ricavi meno costi reali. Si ottiene applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Subito dopo, sottrai i contributi previdenziali effettivamente versati. Questo abbassa il reddito su cui calcoli l’imposta sostitutiva. Esempio semplice: ricavi 30.000 euro, coefficiente 78% = 23.400. Contributi versati 3.000. Reddito imponibile imposta sostitutiva: 20.400. L’imposta si calcola su 20.400, non su 23.400. Norme: L. 190/2014 per il forfettario; D.Lgs. 241/1997 per versamenti; circolari INPS per contributi. Se sei artigiano/commerciante puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi. Ricorda che la riduzione vale solo sui fissi, non sui contributi a percentuale oltre il minimale.

Ho aperto la Partita IVA a metà anno: pago i contributi fissi interi o proporzionati?

Per artigiani e commercianti i contributi fissi si pagano pro‑rata mensile in base ai mesi di effettiva iscrizione alla gestione. Se ti iscrivi a luglio, paghi i fissi per i mesi da luglio a dicembre. L’INPS espone gli importi e le rate nel cassetto previdenziale. I contributi a percentuale oltre il minimale si calcolano comunque sul reddito annuo prodotto, anche se l’attività è iniziata a metà anno. Per la Gestione separata non esistono contributi fissi: versi solo a percentuale sul reddito maturato. Fonti: L. 233/1990 e circolari INPS annuali su minimali e pro‑rata; istruzioni INPS per il Cassetto previdenziale.

Ho un lavoro dipendente e la Partita IVA: come cambiano i contributi INPS?

Se sei dipendente e svolgi anche attività autonoma in Gestione separata, l’aliquota previdenziale può essere ridotta perché hai già tutela pensionistica altrove. La percentuale esatta è fissata ogni anno dalla Circolare “Aliquote contributive Gestione separata”. Il calcolo resta lo stesso: reddito imponibile per l’aliquota ridotta fino al massimale. Se invece hai una ditta individuale artigiana o commerciale, l’obbligo dei contributi fissi resta, anche se sei dipendente. Potresti però non dover versare i contributi a percentuale se il reddito d’impresa non supera il minimale. Verifica sempre minimali, massimali e aliquote dell’anno nelle circolari INPS e, in caso di dubbi, chiedi il dettaglio alla sede INPS tramite Cassetto previdenziale. Norme di riferimento: L. 233/1990 e circolari INPS aliquote Gestione separata.

Ho saltato una scadenza: cosa rischio e come mi metto in regola?

Il mancato o tardivo versamento genera sanzioni e interessi. La base è l’art. 116 della L. 388/2000, che disciplina le sanzioni civili in materia previdenziale. Se regolarizzi spontaneamente in tempi brevi, i costi sono più bassi rispetto a un recupero coattivo. Azioni pratiche: accedi al Cassetto previdenziale, verifica il debito e i bollettini aggiornati, calcola gli interessi indicati dall’INPS e versa con F24. Se l’omissione riguarda importi da dichiarazione dei redditi (saldo o acconti), puoi usare anche gli strumenti di ravvedimento previsti dalle norme fiscali, con i limiti applicabili ai contributi INPS. Conserva le ricevute e, se necessario, invia una comunicazione all’INPS tramite i canali telematici. In presenza di gravi difficoltà potresti valutare la rateazione secondo i piani previsti dall’INPS. Fonti: L. 388/2000 art. 116; D.Lgs. 241/1997 per F24; istruzioni e messaggi INPS aggiornati.

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