Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per fatturare la parcella da architetto inserisci intestazione, compenso e Inarcassa 4%. Forfettario: niente IVA e ritenuta, bollo sopra 77,47 euro. Ordinario: IVA 22% e ritenuta se il cliente ha partita IVA.
- Regime forfettario: niente IVA e ritenuta; indicazioni di legge obbligatorie in fattura; bollo da 2 euro oltre 77,47 euro; Inarcassa 4%.
- Regime ordinario: IVA 22% sulla base imponibile; ritenuta d’acconto 20% se il cliente è sostituto d’imposta; Inarcassa 4% sempre.
- Fattura elettronica obbligatoria via SDI per tutti; tempi di emissione e bollo virtuale gestiti con scadenze trimestrali.
Fattura dell’architetto: cosa deve contenere sempre
La fattura è il documento fiscale che descrive la prestazione, l’importo e le imposte. Serve a farti pagare e a versare correttamente tasse e contributi.
I dati obbligatori sono stabiliti dall’art. 21 del DPR 633/1972. Indica data, numero progressivo, i tuoi dati fiscali e quelli del cliente, descrizione chiara della prestazione, importi e natura IVA.
Se sei iscritto a Inarcassa, aggiungi il contributo integrativo del 4% sul compenso. Questo è previsto dallo Statuto Inarcassa. Lo addebiti al cliente come rivalsa.
La fattura è elettronica per tutti, inclusi i forfettari. Lo prevede il DL 36/2022, art. 18, poi esteso integralmente dal 1° gennaio 2024 (Legge 197/2022). La invii al Sistema di Interscambio (SDI), come spiega la guida sulla fatturazione elettronica per gli architetti.
Intestazione, numerazione e canale di invio
Usa una numerazione progressiva che non si ripete nell’anno. Inserisci partita IVA o codice fiscale tuo e del cliente. Per l’invio via SDI indica codice destinatario o PEC.
Descrizione della prestazione
Scrivi cosa hai fatto con parole semplici. Esempio: “Progetto preliminare ristrutturazione, immobile via Rossi 10, Milano, incarico del 15/06/2026”. Se la prestazione riguarda un immobile, indicalo.
Quando emettere la fattura
Per i servizi professionali l’IVA si applica al momento dell’incasso (art. 6, DPR 633/1972). Emetti la fattura alla data del pagamento o entro 12 giorni dall’operazione.
Per più prestazioni nello stesso mese puoi emettere una fattura riepilogativa entro il 15 del mese successivo, se hai idonea documentazione interna. Mantieni coerenza nelle date.
Regime forfettario: voci, diciture e calcoli
Il regime forfettario è un regime semplificato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro (art. 1, commi 54‑89, Legge 190/2014; modifiche Legge 208/2015, Legge 145/2018 e Legge 197/2022). Oltre 100.000 euro scatta l’uscita immediata.
Nel forfettario non applichi l’IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Applichi un’imposta sostitutiva sul reddito calcolato con un coefficiente di redditività. L’aliquota è 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti di start‑up. Le stesse regole valgono per altre professioni: vedi come compilare la parcella di un avvocato in regime forfettario.
Voci obbligatorie in fattura nel forfettario
- Compenso pattuito.
- Contributo integrativo Inarcassa 4% calcolato sul compenso.
- Marca da bollo da 2 euro se il totale documento è pari o superiore a 77,47 euro (DPR 642/1972 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sul bollo virtuale).
- Totale fattura.
- Dicitura IVA: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54‑89, Legge 190/2014, come modificata da Legge 208/2015 e Legge 145/2018”.
- Dicitura ritenuta: “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge 190/2014”.
Esempio numerico forfettario
Compenso 1.000 euro; Inarcassa 4% = 40 euro; bollo 2 euro; totale 1.042 euro. Nessuna IVA e nessuna ritenuta. L’importo Inarcassa concorre ai ricavi; i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito.
Regime ordinario: B2B con ritenuta e B2C senza ritenuta
Nel regime ordinario applichi l’IVA e deduci costi reali. Versi l’IRPEF sul reddito netto. Usi il principio di cassa per i compensi professionali (art. 54 TUIR) e l’IVA all’incasso (art. 6, DPR 633/1972).
Voci obbligatorie in fattura nel regime ordinario
- Compenso pattuito.
- Contributo integrativo Inarcassa 4% sul compenso (concorre alla base imponibile IVA).
- IVA 22% sulla base imponibile (compenso + 4%).
- Ritenuta d’acconto 20% se il cliente è sostituto d’imposta con partita IVA (art. 25, DPR 600/1973). Niente ritenuta se il cliente è un privato.
- Totale fattura da pagare.
Esempi numerici ordinario
Cliente con partita IVA (B2B): compenso 1.000; Inarcassa 40; base IVA 1.040; IVA 22% = 228,80; ritenuta 20% su 1.000 = 200; totale da pagare 1.068,80. L’esempio semplificato spesso usa 220 di IVA su 1.000; tecnicamente l’IVA si calcola anche sulla rivalsa 4%.
Cliente privato (B2C): compenso 1.000; Inarcassa 40; IVA 228,80; nessuna ritenuta; totale 1.268,80.
Pubbliche amministrazioni e split payment
Con le PA può valere la scissione dei pagamenti (split payment) ex art. 17‑ter DPR 633/1972. Emmetti fattura con IVA esposta ma la PA versa l’IVA allo Stato. Rimane la ritenuta se dovuta.
Clienti esteri e territorialità IVA per i servizi di architettura
La regola generale per i servizi B2B è il paese del committente (art. 7‑ter, DPR 633/1972). Per i servizi connessi a immobili conta dove si trova l’immobile (art. 7‑quater).
Tre casi tipici
- B2B UE, servizio non legato a immobile: fattura senza IVA, natura “fuori campo IVA art. 7‑ter”, indica la partita IVA UE del cliente. L’IVA si assolve nel paese del cliente.
- B2B extra‑UE, servizio non legato a immobile: fattura fuori campo IVA art. 7‑ter. Conserva le prove della residenza estera del cliente.
- Servizio legato a immobile: se l’immobile è in Italia, applichi l’IVA italiana anche a cliente estero; se l’immobile è all’estero, la prestazione è fuori campo in Italia.
Imposta di bollo sulle fatture senza IVA
La marca da bollo si applica alle fatture senza IVA o con operazioni esenti o non soggette, quando il totale documento è pari o superiore a 77,47 euro (DPR 642/1972).
Nelle e‑fatture il bollo è virtuale. Lo indichi in fattura e versi l’imposta con addebito periodico dall’Agenzia delle Entrate. Le scadenze sono trimestrali: 31 maggio, 31 agosto, 30 novembre, ultimo giorno di febbraio. Sono previste soglie di rinvio automatico secondo i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Sulle fatture con IVA non si applica bollo. Sulle fatture in forfettario e su quelle fuori campo o esenti, sì.
Contributi Inarcassa: cosa entra in fattura e cosa deduci
Il contributo integrativo 4% lo addebiti sempre in fattura. Entra nella base IVA nel regime ordinario. Non sostituisce i contributi minimi e il contributo soggettivo.
I contributi obbligatori versati a Inarcassa (soggettivo e maternità) sono deducibili dal reddito. La deduzione segue le regole dell’anno di pagamento. Riferimento: TUIR e indicazioni del Ministero del Lavoro.
Regola decisionale rapida
Se… allora…
- Se sei in regime forfettario, allora non applichi l’IVA e non subisci ritenuta. Inserisci rivalsa Inarcassa 4% e bollo da 2 euro se superi 77,47 euro.
- Se sei in regime ordinario e il cliente ha partita IVA italiana, allora applichi IVA 22%, rivalsa Inarcassa 4% e ritenuta 20% sulla sola parcella.
- Se il cliente è un privato, allora niente ritenuta. Resta IVA 22% e rivalsa 4%.
- Se il cliente è estero B2B e il servizio non riguarda un immobile in Italia, allora fattura senza IVA con riferimento all’art. 7‑ter.
- Se la prestazione è legata a un immobile, allora verifica dove si trova l’immobile e segui l’art. 7‑quater.
Errori comuni e come evitarli
IVA calcolata male sulla rivalsa 4%
Nell’ordinario l’IVA si calcola su compenso più 4%. Evita di calcolare l’IVA solo sul compenso. Verifica il totale prima di inviare.
Ritenuta d’acconto applicata ai forfettari
Nel forfettario la ritenuta non si applica. Inserisci la dicitura di legge. Il cliente non deve operare la trattenuta.
Bollo dimenticato nelle fatture senza IVA
Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, inserisci il bollo. Con e‑fattura lo gestisci in modo virtuale e paghi con le scadenze indicate.
Descrizione prestazione troppo generica
Scrivi sempre cosa hai fatto, dove e quando. Una descrizione chiara riduce contestazioni e aiuta in caso di controlli.
Fonti normative utili da consultare
DPR 633/1972 (art. 21 fattura; art. 6 momento impositivo; art. 7‑ter e 7‑quater territorialità). DPR 642/1972 (imposta di bollo). DPR 600/1973 (art. 25 ritenute). TUIR, art. 54 (principio di cassa). DL 36/2022, art. 18 (fatturazione elettronica). Legge 190/2014 e successive modifiche (regime forfettario). Statuto Inarcassa. Portale Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro.
| Scenario cliente | Regime fiscale architetto | Voci obbligatorie in fattura | Note operative e diciture | Tempistiche/versamenti |
|---|---|---|---|---|
| Privato italiano (B2C) | Forfettario | Compenso; Inarcassa 4%; bollo 2€ se ≥77,47€; totale | Dicitura IVA: art. 1, commi 54‑89, L. 190/2014; dicitura no ritenuta (c. 67) | Invio SDI entro 12 giorni; bollo virtuale con scadenze trimestrali |
| Impresa italiana (B2B) | Forfettario | Compenso; Inarcassa 4%; bollo 2€ se ≥77,47€; totale | Niente IVA e niente ritenuta; indicazioni di legge come sopra | Invio SDI; incasso secondo accordi; nessuna liquidazione IVA |
| Impresa italiana (B2B) | Ordinario | Compenso; Inarcassa 4%; IVA 22%; ritenuta 20% (su compenso); totale | Riferimento art. 25 DPR 600/1973; IVA anche sulla rivalsa 4% | Fattura all’incasso; liquidazioni IVA periodiche; ritenuta versata dal cliente |
| Privato italiano (B2C) | Ordinario | Compenso; Inarcassa 4%; IVA 22%; totale | Nessuna ritenuta; niente bollo perché c’è IVA | Fattura all’incasso; liquidazioni IVA periodiche |
| Cliente UE B2B (servizio non legato a immobile) | Forfettario o Ordinario | Compenso; Inarcassa 4%; eventuale bollo se dovuto | Fuori campo IVA art. 7‑ter; indica VAT ID del cliente; note su inversione contabile | Invio SDI transfrontaliero; conservare prove della soggettività passiva del cliente |
| Servizio legato a immobile in Italia (cliente estero) | Ordinario | Compenso; Inarcassa 4%; IVA 22%; totale | Territorialità art. 7‑quater; può servire rappresentante fiscale del cliente | Liquidazioni IVA; verifiche anagrafiche del cliente estero |
FAQ
Come calcolo correttamente l’IVA quando applico la rivalsa Inarcassa del 4%?
Nell’ordinario l’IVA si calcola sulla base imponibile che comprende compenso e rivalsa 4%. Esempio: compenso 1.000, rivalsa 40. Base IVA 1.040. IVA 22% = 228,80. Somma l’IVA agli importi imponibili. Se il cliente è sostituto d’imposta, calcola poi la ritenuta 20% solo sul compenso di 1.000, non sulla rivalsa né sull’IVA. Nel forfettario non applichi l’IVA e la rivalsa resta al 4%. Riferimenti: art. 21 e art. 13 DPR 633/1972; Statuto Inarcassa.
Quali diciture devo inserire in fattura se sono in regime forfettario?
Inserisci due frasi. La prima per l’IVA: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54‑89, Legge 190/2014, come modificata da Legge 208/2015 e Legge 145/2018”. La seconda per la ritenuta: “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge 190/2014”. Ricorda il bollo da 2 euro se il totale documento è pari o superiore a 77,47 euro. Indica anche la rivalsa Inarcassa 4%. Conserva le ricevute del pagamento del bollo virtuale. Fonti: Normattiva, Agenzia delle Entrate, Statuto Inarcassa.
Quando devo emettere la fattura: alla prestazione o all’incasso?
Per i professionisti vale il principio dell’incasso. L’IVA diventa esigibile quando ricevi il pagamento (art. 6 DPR 633/1972). Puoi emettere la fattura il giorno dell’incasso o entro 12 giorni dall’operazione. Se hai più prestazioni nel mese, puoi fare una fattura riepilogativa entro il 15 del mese successivo se hai documenti interni che giustificano il riepilogo. Per l’IRPEF il reddito segue il principio di cassa (art. 54 TUIR). Allinea sempre la documentazione bancaria con le fatture emesse.
Come gestisco le prestazioni di architettura per un immobile situato all’estero?
Per i servizi legati a un immobile conta il luogo dell’immobile (art. 7‑quater DPR 633/1972). Se l’immobile è all’estero, la prestazione è fuori campo IVA in Italia. Emetti fattura senza IVA con dicitura di non territorialità e, in molti paesi, il committente assolve l’IVA locale. Verifica se devi identificarti ai fini IVA nel paese dell’immobile o nominare un rappresentante fiscale. Indica sempre nell’anagrafica il paese del cliente e riferimenti dell’immobile nella descrizione. Conserva contratti, incarichi e scambi email come prova. Consulta Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate per i casi transfrontalieri.
Come funziona l’imposta di bollo sulle e‑fatture senza IVA e quando la pago?
Nelle fatture senza IVA o esenti e con importo pari o superiore a 77,47 euro devi applicare il bollo da 2 euro (DPR 642/1972). Nelle e‑fatture il bollo è virtuale: selezioni l’opzione in compilazione. L’Agenzia delle Entrate calcola trimestralmente l’importo dovuto e lo rende disponibile nell’area riservata. Paghi di norma entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre (31 maggio, 31 agosto, 30 novembre, fine febbraio). Sono previste soglie per il rinvio automatico dei primi versamenti se gli importi sono contenuti. Verifica sempre le scadenze aggiornate nelle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate.
