Parcella architetto: cos’è e come si calcola

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parcella architetto

Cos’è la parcella e a cosa serve 

La parcella dell’architetto è il documento di fatturazione, che viene emesso al termine di una prestazione, e tramite il quale l’architetto richiede il pagamento del proprio compenso al cliente.

Con parcella, si intende la fattura emessa da un professionista. Non c’è dunque alcuna differenza tra parcella e fattura, in quanto si tratta solo di un modo diverso di chiamare lo stesso tipo di documento.

Gli elementi obbligatori della parcella dell’architetto

La parcella di un architetto deve contenere determinati elementi obbligatori.

Data di emissione e numero fattura

Nell’intestazione della parcella devono essere indicati:

  • la data di emissione 
  • Il numero progressivo, che identifica in modo univoco ogni singola parcella

Dati dell’emittente e del destinatario:

La parcella deve riportare dati identificativi dell’architetto e del cliente a cui è intestata. 

 

In particolare, i dati richiesti sono i seguenti: 

 

  • Cognome e nome o denominazione
  • Indirizzo
  • Partita IVA o codice fiscale (in caso di cliente persona fisica) 
  • Coordinate bancarie alle quali effettuare il pagamento

Descrizione della prestazione e relativo onorario 

In questa sezione, considerata come la parte principale della parcella, l’architetto inserisce la descrizione della sua prestazione e il relativo onorario, ovvero il compenso richiesto. 

E’ importante compilare accuratamente questa parte per consentire al cliente di capire esattamente per quali prestazioni è stata emessa la parcella.

Spese Documentate

E’ possibile addebitare al cliente le spese documentate, anticipate per portare al termine la prestazione richiesta.

Le spese documentate sono escluse dalla base imponibile. Non sono quindi considerate ai fini del calcolo di contributo integrativo, IVA e ritenuta d’acconto.

Rimborso spese e oneri accessori

L’architetto ha la facoltà di addebitare al suo cliente, spese non documentate per un massimo di 25% del compenso. Si tratta di una componente della parcella, che viene riconosciuta come rimborso di quelle spese normalmente sostenute durante lo svolgimento dei lavori e per le quali non è necessaria la presentazione della documentazione giustificativa.

Questo importo, rientra nell’imponibile e viene quindi considerato nel calcolo del contributo integrativo, dell’IVA e della ritenuta d’acconto.

Parcella architetto: contributo Integrativo Inarcassa

Costituisce un elemento obbligatorio da inserire sempre in fattura. Questo contributo corrisponde ad una percentuale fissa del 4%, da applicare sul compenso totale richiesto al cliente per le prestazioni erogate, e le spese forfettarie addebitate.

L’importo corrispondente del contributo integrativo, dovrà poi essere versato nella sua totalità all’Inarcassa. 

IVA

Sul compenso dell’architetto, sul contributo integrativo e sulle eventuali spese generali, deve essere applicata l’IVA al 22%.

Ritenuta d’acconto

Nel caso in cui il cliente sia titolare di partita IVA, e non applichi il regime forfettario, deve essere applicata la ritenuta d’acconto nella misura del 20% su compenso e sulle spese generali addebitate al cliente. 

Importo totale da pagare 

Dalla somma delle componenti che abbiamo visto in precedenza, viene determinato l’importo che il cliente deve corrispondere all’architetto.

Parcella architetto nel regime forfettario, cosa cambia?

Se l’architetto aderisce al regime forfettario, ciò si riflette anche sull’elaborazione della parcella 

La parcella emessa in regime forfettario non prevede l’applicazione:

  • dell’IVA 
  • della ritenuta d’acconto

L’adesione al regime forfettario, e la conseguente mancanza di IVA e ritenuta d’acconto nella parcella, viene indicata in fondo alla parcella con la seguente dicitura obbligatoria: 

“Operazione in franchigia IVA e non soggetta a ritenuta d’acconto effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfettario.”

Nel caso in cui l’importo totale superi i 77,47€ dovrà essere applicata in fattura una marca da bollo di 2€. 

Parcella architetto: imposta di bollo, quando va applicata 

L’imposta di bollo deve essere applicata sul documento di fatturazione quando si verificano in contemporanea le seguenti condizioni: 

  • non viene applica l’IVA sul compenso 
  • l’importo della parcella è pari o superiore a 77,47€

La marca da bollo che deve essere applicata deve essere di 2€, e deve riportare obbligatoriamente una data pari o precedente a quella di emissione della fattura. 

Nel caso della fattura elettronica, il bollo viene apposto virtualmente e viene poi pagato periodicamente il totale dei bolli applicati.  

Sia l’architetto che il cliente intestatario della fattura sono responsabili dell’applicazione del bollo. Per tale motivo, chi emette la parcella è tenuto ad indicare il numero di protocollo del bollo applicato sulla copia originale del documento. 

Esempio di calcolo parcella architetto

Passiamo alla parte pratica. Di seguito riportiamo degli esempi di parcella di un architetto in diversi regimi fiscali 

Esempio in regime ordinario   

Compenso                                    1.000€

Contributo integrativo (4%)               40€

Totale                                            1.040€

IVA (22%)                                         229€

Ritenuta d’acconto (20%)            – 200€

Netto a pagare                             1.069€

 

 Esempio regime forfettario 

Compenso                                    1.000€

Contributo integrativo (4%)               40€

Netto a pagare                              1.040€

Poiché la parcella supera i 77,47€ deve essere applicata la marca da bollo sull’originale 

Fatturazione elettronica: come funziona

Gli architetti che aderiscono al regime fiscale ordinario devono provvedere obbligatoriamente all’invio delle fatture in formato elettronico.

 E’ possibile creare ed inviare le fatture elettroniche attraverso:

La prima opzione, è gratuita, ma non prevede alcun tipo di gestione aggiuntiva a parte la creazione, l’invio e la ricezione delle fatture elettroniche sul proprio cassetto fiscale o sulla propria pec.

La seconda opzione, a fronte del pagamento di un canone, mette a disposizione servizi più o meno avanzati di gestione.

Le fatture elettroniche devono essere inviate telematicamente allo SDI entro 12 giorni dalla data di emissione presente sul documento.

Ipotizziamo che tu venda un bene il 30 novembre. In questo caso la fattura elettronica deve essere inviata allo SDI entro uno dei 12 giorni successivi, in modo da avere:

  • data dell’operazione: 30/11/2022,
  • data di emissione: entro il 12/12/2022,
  • numero e data della fattura: fattura n° del 30/11/2022,
  • campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica: 30/11/2022

Il calcolo dei 12 giorni viene effettuato sui giorni di calendario e non sui giorni lavorativi. Inoltre il termine dei 12 giorni viene mantenuto anche nel caso in cui la scadenza ricorra in un giorno festivo.  

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