Partita IVA come funziona: istruzioni per mettersi in proprio

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partita iva come funziona

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Oggi vi proponiamo un articolo dal titolo “Partita IVA: come funziona?”, che ha l’obiettivo di spiegare cosa significa “mettersi in proprio” e dedicarsi ad un lavoro freelance, oppure avviare un’impresa in ambito artigianale o commerciale.

Nei prossimi paragrafi vedremo quindi cos’è una Partita IVA e come funziona, in quali casi è obbligatoria e quando, invece, è consentito farne a meno. Mostreremo come definire correttamente il proprio inquadramento – ovvero: libera professione o ditta individuale – e, ultimo ma non meno importante, come fare una stima il più possibile accurata delle imposte e dei contributi previdenziali da versare.

Dunque, se nei vostri programmi c’è l’apertura di una Partita IVA e state ancora valutando in che modo procedere, questa guida fa esattamente al caso vostro. 

Pronti?

Allora cominciamo subito!

Cos’è una Partita IVA?

La Partita IVA – per chi ancora non lo sapesse – è un codice numerico composto da undici cifre, che l’Agenzia delle Entrate assegna ad ogni entità economica (lavoratori autonomi, imprese individuali, società ed associazioni, cooperative, enti pubblici, ecc.), al fine di renderla univocamente identificabile a livello fiscale. 

La regola generale vuole che, a dover aprire una Partita IVA, siano tutti coloro che svolgono operazioni considerate “rilevanti” ai fini IVA, compresi i cittadini non residenti che intendono istituire una stabile organizzazione in Italia (in quest’ultimo caso – ricordiamo – è necessario seguire una particolare procedura, che ha inizio con la presentazione del modello per l’identificazione diretta ai fini IVA).

Infine, vi sono i lavoratori dipendenti assunti nel settore pubblico o privato che, compatibilmente con quanto concesso su base contrattuale, oltre che dal datore di lavoro, svolgono una seconda attività extra-lavorativa “parallela” a quella principale: anche costoro, infatti, sono tenuti a dotarsi della Partita IVA per essere in regola.

Come funziona la Partita IVA?

La Partita IVA presenta principalmente due funzioni, ovvero:

  1. da un lato, permette al Fisco di identificare e monitorare le singole entità economiche, attribuendo loro un codice univoco composto da 11 cifre;
  2. dall’altro, consente ai lavoratori autonomi, alle imprese e a tutti gli operatori di adempiere ai vari obblighi previsti dalla legge, come la dichiarazione dei redditi e il pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali.

Dunque, per dare effettivamente inizio al proprio business, è indispensabile attivare la Partita IVA: come funziona la procedura di avvio e quali spese comporta?

Inquadramento Partita IVA: come funziona?

Per rispondere a questa domanda in maniera puntuale, dobbiamo prima conoscere l’inquadramento dell’attività che intendiamo avviare. Difatti, esiste un procedimento apposito per le libere professioni, così come per le imprese individuali (ovvero per artigiani e commercianti). A seconda dell’iter da seguire, varia anche la spesa iniziale.

Dunque, come possiamo stabilire il corretto inquadramento?

Semplificando, le Partite IVA individuali sono inquadrabili come:

  1. libere professioni, quando l’attività è stabile ed auto-organizzata, ma soprattutto si basa su un lavoro prettamente intellettuale e consiste nella prestazione di una consulenza o di un servizio (rientrano in questa categoria sia le professioni tradizionalmente legate ad Ordini e/o Albi, come il medico, l’infermiere o l’avvocato, sia quelle più “giovani” e, perciò, non ancora soggette a regolamentazione, come il web designer o il copywriter);
  2. ditte individuali, a loro volte classificabili come:
    1. artigianato, quando l’attività si incentra su un lavoro prevalentemente tecnico-manuale, svolto per lo più dallo stesso titolare, e ha come finalità la produzione di beni o la prestazioni di servizi (rientrano in questa fattispecie: il parrucchiere, il falegname, il giardiniere, ecc.);
    2. commercio, ovvero vendita di beni e/o servizi sia in presenza che da remoto, come nel caso degli e-commerce, ed attività ausiliarie alla vendita (sono inclusi i procacciatori di affari e le agenzie che si occupano di gestire il budget per conto del cliente: ad esempio, le agenzie pubblicitarie, di management o di organizzazione eventi).

Pur tenendo conto di queste indicazioni generiche, talvolta riconoscere l’inquadramento di alcune attività può risultare più complesso del previsto. 

Pertanto, è sempre preferibile ricorrere alla consulenza di un esperto, in modo da evitare dubbi, limitare il rischio di errore e procedere in maniera spedita.

Apertura Partita IVA: come funziona?

Una volta esaminata la questione dell’inquadramento, possiamo affrontare un altro tema centrale, ovvero l’apertura della Partita IVA: come funziona la procedura?

Come vi abbiamo anticipato, è previsto un iter differente per i liberi professionisti (es. architetti, ingegneri, consulenti marketing, fisioterapisti, ecc.) e per le ditte individuali (artigiani e commercianti: dalle estetiste agli agenti di commercio, ecc.). 

In entrambi i casi, comunque, le operazioni si svolgono per via telematica: 

  1. i liberi professionisti presentano il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, indicando al suo interno il Codice ATECO ed il regime fiscale, per ottenere la Partita IVA nel giro di 24 ore ed a costo zero (ad eccezione del compenso richiesto da un eventuale intermediario per la gestione della pratica);
  2. le ditte individuali, invece, sono tenute a presentare la ComUnica per:
    1. aprire la Partita IVA (indicando Codice ATECO e regime fiscale);
    2. aprire e iscrivere la nuova ditta al Registro delle Imprese;
    3. iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps;
    4. aprire la posizione Inail (se richiesta).

Quanto costa aprire una Partita IVA?

L’apertura della Partita IVA, di per sé, non ha costi: ci riferiamo, tuttavia, alla sola procedura di attivazione, da effettuare online o tramite l’Agenzia delle Entrate, sufficiente nel caso dei liberi professionisti, ma non per le ditte individuali. 

Come abbiamo visto, infatti, le ditte necessitano dell’iscrizione al Registro delle Imprese e, quindi, alla Camera di Commercio: passaggio che richiede una spesa minima di 100-150 euro, tra diritto camerale annuale, imposte di bollo, ecc..

I costi maggiori, però, dipendono dall’assistenza di un intermediario: circa 200 euro nel caso dei professionisti, da 400 euro a salire per artigiani e commercianti. 

Diversamente, c’è l’opzione Fiscozen: apertura a costo zero per tutti i freelancer, tariffa fissa e “all inclusive” di 200 euro + IVA per le ditte individuali, nella quale sono comprese sia le spese vive, sia l’assistenza per inviare la ComUnica e la SCIA.

Come selezionare il Codice ATECO?

Finora abbiamo visto cos’è una Partita IVA e come funziona la procedura di attivazione. Ora, però, vogliamo concentrarci sulle due scelte più importanti da prendere in questa fase: il Codice ATECO e il regime fiscale. Di che si tratta? 

Il Codice ATECO è un codice che determina quale attività viene esercitata con la Partita IVA. Ciò vale per qualsiasi mestiere, settore o professione: dallo psicologo, che utilizzerà ad esempio il codice 86.90.30 (Attività svolta da psicologi), al web designer, che adotterà invece il codice 74.10.21 (Attività dei disegnatori grafici di pagine web), o al titolare di e-commerce, con relativo codice 47.91.10 (Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet) e via di seguito.

Qualora non vi fosse un codice apposito per l’attività, si può ripiegare su un codice generico, come ad esempio: 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona nca.

Regime ordinario o regime forfettario?

I due regimi tra cui bisogna scegliere sono: regime ordinario e regime forfettario. 

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato che presenta varie caratteristiche:

  • determinazione del reddito imponibile su base forfettaria, per mezzo del coefficiente di redditività associato al Codice ATECO, e non in maniera analitica (ovvero sottraendo le singole voci in uscita dal fatturato complessivamente incassato), come invece accade nel regime ordinario;
  • applicazione di una sola imposta sostitutiva con aliquota al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni per le nuove attività che rientrano nei criteri vigenti;
  • franchigia IVA, che consente di proporre prezzi senza maggiorazione del 22%;
  • assenza di una vera e propria contabilità (con il solo obbligo di conservare e numerare in ordine progressivo le fatture, senza procedere alla registrazione);
  • gestione più semplice, leggera ed economica, grazie all’esonero da:
    • studi di settore;
    • esterometro, ecc..

Se vuoi scoprire nel dettaglio come funziona una Partita IVA forfettaria, qui trovi la guida completa sul regime. Se, invece, vuoi essere sicuro di rientrare nei requisiti attualmente in vigore per i forfettari, compila il form e richiedi un consulto gratuito!

Come scegliere la Cassa di Previdenza? 

Infine, in fase di apertura della Partita IVA, occorre completare l’iscrizione alla propria Cassa Previdenziale, individuata secondo le seguenti linee generali:

  • Professioni ordinistiche: ciascuna di esse fa riferimento ad un’apposita Cassa Previdenziale riservata alla categoria, come la Cassa Forense (dedicata agli avvocati) o Inarcassa (per architetti ed ingegneri).
  • Professioni “senza Cassa”: si definiscono così le professioni non soggette ad una specifica regolamentazione, poiché di recente sviluppo e/o poco diffuse sul territorio, e quindi prive di una Cassa “di categoria”, per le quali vige l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS (vedi, ad esempio, logopedisti e formatori).
  • Artigiani e commercianti: le ditte individuali confluiscono nella Gestione Artigiani e Commercianti, appartenente anch’essa all’INPS. L’iscrizione è inclusa nella procedura di apertura, ossia la ComUnica.

Le modalità per conteggiare e versare i contributi previdenziali variano a seconda della Cassa o Gestione di riferimento. Ad esempio, mentre commercianti e artigiani sono tenuti a versare dei contributi minimi, con importo fisso e obbligatori per tutti gli iscritti, a prescindere dal fatturato effettivo, i professionisti senza Cassa versano solo una quota percentuale pari al 25,98% del reddito lordo. Infine, i professionisti con Cassa devono attenersi al regolamento interno, che stabilisce aliquote, versamenti minimi, agevolazioni e altri dettagli.

Come gestire la Partita IVA in maniera efficiente?

L’articolo “Partita IVA come funziona” prosegue con quella che, probabilmente, è la preoccupazione più grande per chi si appresta ad avviare una nuova attività in proprio. Ossia: quali costi bisogna preventivare, oltre alle imposte e ai contributi?

La prima spesa da mettere in conto è relativa alla gestione della fiscalità, in quanto è altamente sconsigliato cercare di fare tutto da soli, nella speranza di risparmiare. Eventuali errori – ribadiamo – si pagano assai cari, per cui è meglio adottare soluzioni meno drastiche, che non comportino la rinuncia ad una buona assistenza fiscale.

Al tempo stesso, chi non vorrebbe tenere a bada i costi?

Per simili esigenze c’è Fiscozen, disponibile a soli 299 euro + IVA / anno per i forfettari o a 799 euro + IVA per il regime ordinario. La tariffa include sia un ottimo servizio di consulenza ed assistenza fiscale, sia l’accesso ad una piattaforma online, dalla quale puoi gestire tutti gli aspetti della tua Partita IVA (fatture, adempimenti, dichiarazione dei redditi, ecc.) senza limiti di tempo o di spazio. Ti basta soltanto un computer (o un tablet / smartphone) ed una connessione ad Internet, per avere a portata di mano tutte le informazioni sulla fiscalità, per osservare l’andamento degli incassi, per controllare le prossime scadenze e le stime dei versamenti da effettuare.

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