Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
In regime ordinario i contributi INPS si calcolano sul reddito netto: Gestione Separata 26,07%; artigiani 4.521,36 € fissi + 24% oltre 18.808 €; commercianti 4.611,64 € fissi + 24,48% oltre 18.808 € (aliquota più alta oltre 56.224 €).
- Base imponibile: reddito professionale o d’impresa al netto dei costi, secondo principio di cassa (professionisti) o competenza/cassa semplificata (imprese).
- Aliquote 2026: Gestione Separata 26,07%; artigiani 4.521,36 € fissi + 24% variabili; commercianti 4.611,64 € fissi + 24,48% variabili, con maggiorazione oltre 56.224 €.
- Versamenti: F24. Fissi in 4 rate trimestrali; variabili e Gestione Separata a saldo/acconti con imposte (giugno e novembre).
Che cosa sono i contributi INPS in regime ordinario
I contributi INPS finanziano pensione e tutele come maternità, malattia e assegni familiari. Non sono una tassa “persa”. Sono una forma di risparmio previdenziale obbligatorio.
Regime ordinario significa che non usi il regime forfettario. Quindi calcoli tasse e contributi sul reddito reale, cioè incassi meno costi deducibili.
Base imponibile: è il reddito che usi per calcolare contributi e imposte. Per i professionisti vale il principio di cassa. Incassi meno spese pagate nell’anno. Per le imprese vale il principio di competenza, salvo la semplificata per cassa. Fonti: TUIR (DPR 917/1986), art. 54 per i professionisti e art. 109 per le imprese; legge 232/2016 sulla semplificata per cassa.
A quale gestione INPS ti iscrivi
Professionista senza cassa: Gestione Separata
Se sei un libero professionista senza cassa privata (esempio: copywriter, consulente marketing, webmaster), versi alla Gestione Separata INPS. La Gestione Separata è la “cassa pubblica” per chi non ha un ordine con cassa propria. Base normativa: legge 335/1995, art. 2, comma 26 (Normattiva), circolari INPS annuali.
Aliquota 2026: 26,07% sul reddito professionale netto, fino al massimale contributivo INPS dell’anno. Non c’è un contributo fisso. Non c’è un minimale da pagare “a prescindere”. Ma c’è un minimale ai soli fini dell’accredito dell’anno intero. Se versi su un reddito basso, accrediti meno mesi utili. INPS spiega ogni anno soglie, massimali e aliquote in specifiche circolari.
Metodo pratico: trovi il reddito netto nei quadri RE (professionisti) della dichiarazione. Applichi l’aliquota Gestione Separata. I contributi che versi si deducono dal reddito imponibile IRPEF.
Imprese individuali artigiane e commerciali: Gestione Artigiani/Commercianti
Se sei artigiano (esempio: parrucchiere, falegname) o commerciante (esempio: negozio, ecommerce), versi alla Gestione Artigiani o Commercianti. Base normativa: legge 233/1990 e legge 335/1995 (Normattiva), con aliquote e importi fissati annualmente dall’INPS.
Paghi due componenti: contributi fissi e contributi variabili.
Contributi fissi 2026: 4.521,36 € (artigiani) e 4.611,64 € (commercianti). Li versi in 4 rate trimestrali.
Contributi variabili: si attivano se il reddito d’impresa supera il minimale 18.808 €. Paghi sulle eccedenze:
- Artigiani: 24% sulla parte oltre 18.808 €.
- Commercianti: 24,48% sulla parte oltre 18.808 €.
- Oltre 56.224 €: l’aliquota sale al 25% (artigiani) e 25,48% (commercianti) sulla parte eccedente questa seconda soglia.
I contributi variabili si calcolano sul reddito d’impresa tassabile (quadri RG/RF). Le regole su cosa entra/esce dal reddito seguono il TUIR. L’INPS indica ogni anno minimale, massimale e aliquote in circolari dedicate.
Come si calcola la base imponibile in regime ordinario
Serve prima il reddito netto. Ecco come ottenerlo in modo semplice.
Professionisti (lavoro autonomo): usano il principio di cassa. Sommi gli incassi dell’anno. Sottrai i costi pagati e deducibili. Esempi: acquisto PC e software, canoni SaaS, corsi, affitti, consulenze. Gli ammortamenti ripartiscono il costo di un bene su più anni. L’INPS calcola i contributi su questo reddito, prima delle detrazioni IRPEF.
Imprese (artigiani/commercianti): in ordinaria contabile usi la competenza. In semplificata usi la cassa con correttivi (rimanenze, registri). In pratica, il reddito è ricavi meno costi, con le regole del TUIR. Su questo imponibile si applicano i contributi fissi + variabili.
Nota utile: i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili. Riducendo il reddito imponibile IRPEF, abbassano anche acconti e saldi delle imposte. La deduzione avviene in dichiarazione, nei quadri di reddito e nel prospetto contributivo (quadro RR per artigiani/commercianti e Gestione Separata).
Esempi numerici 2026
Professionista senza cassa, reddito 23.400 €
Reddito professionale netto: 23.400 €. Aliquota Gestione Separata 2026: 26,07%.
Contributi dovuti: 23.400 € x 26,07% = circa 6.100,38 €. Se versi 6.100,38 €, deduci l’intero importo dal reddito IRPEF. Questo può ridurre l’aliquota effettiva.
Versamenti: saldo a giugno insieme alle imposte e acconti a giugno e novembre, calcolati sulla base dell’anno precedente.
Artigiano, reddito d’impresa 23.400 €
Contributi fissi: 4.521,36 €.
Reddito oltre minimale: 23.400 € – 18.808 € = 4.592 €.
Variabili: 4.592 € x 24% = 1.102,08 €.
Totale 2026: 4.521,36 € + 1.102,08 € = 5.623,44 €.
I fissi si versano in 4 rate trimestrali. I variabili si versano come saldo e acconto con le scadenze delle imposte.
Commerciante, reddito d’impresa 60.000 €
Contributi fissi: 4.611,64 €.
Prima fascia variabile: da 18.808 € a 56.224 €. Quindi 56.224 € – 18.808 € = 37.416 € al 24,48%.
Seconda fascia variabile: da 56.224 € a 60.000 € = 3.776 € al 25,48%.
Calcolo variabili: 37.416 € x 24,48% ≈ 9.159,44 €. 3.776 € x 25,48% ≈ 962,12 €. Totale variabili ≈ 10.121,56 €.
Totale 2026: 4.611,64 € + 10.121,56 € = 14.733,20 €.
Ricorda: i contributi sono deducibili dal reddito IRPEF. Verifica sempre il massimale contributivo annuo INPS: oltre quel tetto non versi ulteriori contributi.
Scadenze, acconti e sanzioni
I contributi si versano con modello F24. Servono i codici tributo e le causali INPS indicati nelle istruzioni INPS ogni anno.
Artigiani/Commercianti, contributi fissi: 4 rate trimestrali, di norma a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo.
Artigiani/Commercianti, variabili: a saldo con la dichiarazione dei redditi (giugno) e in acconto (giugno e novembre), con le stesse scadenze delle imposte sui redditi.
Gestione Separata: saldo a giugno e acconti a giugno e novembre. Puoi rateizzare secondo le regole previste per le imposte.
Ritardi e omissioni: si applicano sanzioni civili e interessi. Puoi usare il ravvedimento operoso per i tributi e gli istituti INPS previsti dalla normativa. Fonti: INPS (circolari e messaggi), D.Lgs. 471/1997 per il sistema sanzionatorio tributario, legge 335/1995 per la contribuzione.
Deducibilità e ottimizzazione pratica
I contributi previdenziali obbligatori sono integralmente deducibili. Significa che riducono il reddito su cui paghi l’IRPEF. Effetto: risparmi imposte e riduci gli acconti dell’anno successivo.
Come ottimizzare in regime ordinario? Tre leve pratiche:
- Classifica bene i costi deducibili. Ogni spesa inerente e documentata riduce il reddito.
- Pianifica gli investimenti. Con l’ammortamento diluisci il costo e gestisci il carico fiscale e contributivo.
- Aggiorna gli acconti. Se prevedi un calo del reddito, puoi ridurre gli acconti per evitare crediti futuri.
Attenzione: le regole su deducibilità e aliquote cambiano con leggi e circolari. Controlla sempre gli aggiornamenti INPS e del Ministero del Lavoro.
Regola decisionale rapida
Segui questi passaggi logici per non sbagliare calcolo e scadenze.
- Che attività svolgi?
- Professionista senza cassa: Gestione Separata.
- Artigiano o commerciante: Gestione Artigiani/Commercianti.
- Qual è il reddito imponibile?
- Professionista: incassi – costi pagati (principio di cassa).
- Impresa: ricavi – costi secondo le regole TUIR (competenza o cassa semplificata).
- Applica le regole 2026:
- Gestione Separata: 26,07% fino al massimale INPS.
- Artigiano: 4.521,36 € fissi + 24% oltre 18.808 €; 25% oltre 56.224 €.
- Commerciante: 4.611,64 € fissi + 24,48% oltre 18.808 €; 25,48% oltre 56.224 €.
- Quando paghi?
- Fissi artigiani/commercianti in 4 rate trimestrali.
- Variabili e Gestione Separata a saldo/acconti con imposte (giugno e novembre).
- Non dimenticare la deduzione: sottrai i contributi dal reddito IRPEF per stimare imposte e acconti.
Fonti normative e istituzionali
Le regole contributive nascono da leggi e vengono aggiornate da circolari INPS.
- Legge 335/1995 (riforma pensionistica): istituisce la Gestione Separata e regola aliquote e massimali.
- Legge 233/1990: disciplina la contribuzione di artigiani e commercianti, con minimale e massimale.
- DPR 917/1986 (TUIR): definisce il reddito di lavoro autonomo (art. 54) e d’impresa (art. 81 e seguenti; art. 109 per la competenza).
- Legge 232/2016: introduce la cassa “per cassa” per le imprese minori in semplificata.
- Circolari INPS annuali: fissano importi 2026 di aliquote, minimali, massimali, scadenze operative.
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: indirizzi generali e decreti attuativi.
- Normattiva: banca dati ufficiale per consultare i testi aggiornati delle leggi citate.
| Scenario 2026 | Gestione INPS | Base di calcolo | Aliquote/Contributi | Scadenze e note |
|---|---|---|---|---|
| Professionista senza cassa, reddito 23.400 € | Gestione Separata | 23.400 € (incassi – costi, principio di cassa) | 26,07% = ≈ 6.100,38 €; deducibili IRPEF | Saldo giugno; acconti giugno/novembre; massimale INPS annuale |
| Artigiano, reddito 23.400 € | Artigiani | 23.400 € (reddito d’impresa TUIR) | Fissi 4.521,36 € + variabili 1.102,08 € = 5.623,44 € | Fissi in 4 rate; variabili a saldo/acconti; deducibili IRPEF |
| Commerciante, reddito 60.000 € | Commercianti | 60.000 € (reddito d’impresa TUIR) | Fissi 4.611,64 € + variabili ≈ 10.121,56 € = 14.733,20 € | Fissi trimestrali; variabili a saldo/acconti; seconda aliquota oltre 56.224 € |
| Professionista senza cassa, reddito 80.000 € | Gestione Separata | 80.000 € | 26,07% = 20.856,00 € (fino al massimale INPS) | Saldo/acconti con imposte; verifica accredito mesi se reddito basso |
| Artigiano in perdita (reddito 0 o negativo) | Artigiani | 0 € (o perdita) | Solo fissi 4.521,36 €; nessun variabile | Fissi dovuti comunque; deducibili e riporti delle perdite secondo TUIR |
FAQ
1) In Gestione Separata esiste un minimale o pago solo in percentuale sul reddito?
In Gestione Separata non paghi un contributo fisso. Paghi solo una percentuale sul reddito effettivo, fino al massimale annuo fissato dall’INPS. Tuttavia, per accreditare l’intero anno ai fini pensionistici serve raggiungere un certo imponibile minimo. Se versi su un reddito più basso, accrediti un numero di mesi proporzionale. È un punto spesso frainteso: niente fisso da versare “a prescindere”, ma c’è un limite minimo per ottenere 12 mesi pieni. INPS chiarisce ogni anno soglie, massimali e aliquote in circolari dedicate. La base giuridica è nella legge 335/1995 e negli atti attuativi consultabili su Normattiva e sul portale INPS.
2) Ho un’impresa artigiana con un coadiuvante familiare: come cambiano i contributi?
Per i collaboratori familiari iscritti (coadiuvanti o coadiutori) l’impresa versa contributi anche per loro alla stessa gestione, con regole specifiche di riparto del reddito e delle quote contributive. In pratica, la base di calcolo si suddivide secondo le percentuali dichiarate ai fini previdenziali. I contributi fissi sono dovuti per ogni posizione, mentre i variabili si calcolano sulla quota di reddito attribuita a ciascuno. È importante aggiornare le posizioni INPS e la ripartizione in Camera di Commercio. Le istruzioni operative e gli importi sono indicati ogni anno nelle circolari INPS per Artigiani/Commercianti, che derivano dalla legge 233/1990 e dalla 335/1995.
3) La base contributiva per artigiani/commercianti coincide sempre con il reddito d’impresa fiscale?
Quasi sempre sì, ma con eccezioni. La regola generale: i contributi si calcolano sul reddito d’impresa ai fini IRPEF. Alcune componenti possono avere trattamenti diversi ai fini contributivi (ad esempio particolari plusvalenze o componenti straordinarie). Inoltre esistono minimale e massimale INPS: sotto il minimale paghi comunque i fissi; sopra il massimale non versi contributi ulteriori sulla quota eccedente. Per la definizione precisa si applicano il TUIR e le circolari INPS annuali, che chiariscono la base di calcolo per casi particolari. In dubbio, conviene confrontare il quadro di reddito (RG/RF) con il prospetto contributivo (quadro RR) della dichiarazione.
4) Cosa succede se ho un reddito basso o in perdita in Gestione Artigiani/Commercianti?
Paghi sempre i contributi fissi dell’anno, anche con reddito zero o negativo. I contributi variabili scattano solo sulla parte di reddito che supera 18.808 €. Quindi, sotto tale soglia, versi solo i fissi. La perdita d’impresa si gestisce con le regole del TUIR (riporto e compensazione negli anni successivi, secondo i limiti di legge). I contributi pagati, inclusi i fissi, sono deducibili e riducono il reddito complessivo IRPEF. Se il carico è troppo pesante, valuta la pianificazione degli investimenti e dei costi e controlla le scadenze per evitare sanzioni. Le regole discendono dalla legge 233/1990 (minimale e massimale) e dalle circolari INPS 2026.
5) Come si versano saldo e acconti dei contributi e come si evitano errori sulle scadenze?
Si usa il modello F24. Per Artigiani/Commercianti versi i fissi in 4 rate trimestrali. I contributi variabili, determinati con la dichiarazione dei redditi, si versano a saldo a giugno e in acconto tra giugno e novembre, di solito insieme alle imposte. Per la Gestione Separata versi il saldo a giugno e gli acconti a giugno e novembre, con le stesse regole di rateazione delle imposte. Per evitare errori: verifica ogni anno i codici tributo e le istruzioni INPS, conserva un prospetto con i conteggi e allinea gli acconti alla previsione di reddito. Se commetti un errore o ritardi, usa il ravvedimento operoso dove possibile e contatta l’INPS per la regolarizzazione. Fonti: circolari e messaggi INPS, D.Lgs. 471/1997 per i profili sanzionatori tributari, normativa primaria su Normattiva.
