Partita IVA Giovani: come aprire e quanto costa?

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partita iva per i giovani come aprire

Vantaggi e limiti della prestazione occasionale

La prestazione occasionale è una delle prime modalità con cui i giovani vengono a contatto con il mondo del lavoro. 

Questo tipologia di lavoro presenta diversi vantaggi tra cui:

  • Avvicinarti al lavoro autonomo svolgendo saltuariamente degli incarichi
  • Verificare “sul campo” se il lavoro autonomo è adatto a te 
  • Provare se un’idea imprenditoriale funziona mettendola in pratica prima di aprire la partita IVA

Il corretto svolgimento delle prestazioni occasionali deve rispettare i seguenti regole che ne limitano il campo d’azione:

  • l’attività deve avere requisiti di occasionalità e non continuità
  • non deve esserci alcun legame di subordinazione con il cliente che ha commissionato il lavoro
  • non può riguardare un’attività che già viene svolta in modo professionale
  • non può trattarsi di ecommerce perché si configura come attività abituale e continuativa
  • non è possibile pubblicizzare la propria attività

Un altro elemento da considerare è il limite di 5.000€ di compensi derivanti da lavoro occasionale. Questo però, non definisce l’impossibilità di continuare a svolgere l’attività di lavoro autonomo, ma costituisce la somma a partire dalla quale è necessaria l’iscrizione e il versamento dei contributi alla gestione separata INPS. Il pagamento dei contributi sarà a carico del cliente per ⅔  e a carico del lavoratore occasionale per ⅓.

Al termine dell’incarico dovrai rilasciare una ricevuta di prestazione occasionale che dovrà riportare:

  • i tuoi dati anagrafici e quelli del committente 
  • il numero progressivo e la data di emissione, 
  • compenso lordo concordato tra le parti, 
  • la ritenuta d’acconto del 20%, il compenso netto 
  • la marca da bollo di 2€ se la fattura supera i 77,47€

Partita IVA giovani: 3 vantaggi e 3 svantaggi di aprire partita IVA

Il lavoro autonomo e la conseguente apertura della partita IVA presentano sia vantaggi che svantaggi per i giovani lavoratori che si approcciano a questa tipologia di lavoro:

I vantaggi possono essere riscontrati in: 

Sviluppare la propria idea imprenditoriale

Aprendo partita IVA è possibile dare vita ad un proprio progetto, perseguendo una propria idea di business

Libertà di organizzazione 

Il lavoro autonomo permette di organizzare la propria attività senza vincoli di luogo e di orari. Ciò permette di avere più libertà nel gestire il proprio tempo.

Prospettiva di guadagni più alti 

Un giovane lavoratore che si approccia al mondo del lavoro come dipendente presso una grande azienda, inizialmente sarà limitato per molto tempo nella possibilità di guadagno a causa della mancanza di esperienza. In caso di apertura di un’attività di lavoro autonomo i guadagni dipenderanno direttamente dalle capacità del lavoratore e dal suo modo di metter in pratica il business scelto. 

Gli svantaggi invece possono essere riepilogati in:

Minori tutele 

Un lavoratore autonomo, non ha le stesse tutele a cui possono fare riferimento i lavoratori dipendenti. Un esempio, può essere l’indennità di disoccupazione che viene pagata ai dipendenti in caso di perdita del lavoro. 

Entrate non garantite

Uno degli svantaggi principali della partita IVA è l’assenza di una stabilità economica garantita che, invece rappresenta il punto di forza del lavoro dipendente.

L’importanza dell’organizzazione

La capacità di sapersi organizzare, gioca un ruolo centrale nella buona riuscita della propria attività di lavoro autonomo. La troppa libertà, infatti, può costituire un’arma a doppio taglio per chi non è in grado di gestirla.

Come apro la Partita IVA?

Per aprire la partita IVA è sufficiente seguire 3 step principali:

Scelta del codice ATECO: 

in questa fase devi avere le idee molto chiare riguardo l’attività da intraprendere. 

Il codice ATECO, infatti, permette all’Agenzia delle Entrate di identificare l’attività che andrai a svolgere. Questa scelta risulta molto importante anche per la determinazione delle tasse, soprattutto se sceglierai di adottare il regime forfettario

Come identifico correttamente l’attività che andrò a svolgere?

Questo punto è strettamente legato al precedente in quanto la tipologia di attività dipende dalla scelta del codice ATECO. Esistono due diverse tipologie di attività:

  • di tipo professionale come il web master, il consulente informatico o l’avvocato  
  • Artigianali o Commerciali che richiedono l’apertura di una ditta individuale come il parrucchiere, il tatuatore o l’ecommerce.

Pratica di apertura della partita IVA 

Per le attività di tipo professionale la pratica di apertura della Partita IVA si concretizza nella sola compilazione ed invio telematico all’Agenzia delle Entrate del modulo di richiesta di apertura della Partita IVA

Per quanto riguarda le attività di tipo Artigianale e Commerciale saranno necessarie anche le seguenti pratiche:

  • la registrazione all’albo artigiani o alla camera di commercio 
  • la presentazione della pratica SCIA presso il comune di riferimento

Regime forfettario: perchè è il miglior regime fiscale da scegliere per i giovani

Una delle scelte più importanti è quella relativa al regime fiscale da adottare. Parlando di giovani lavoratori autonomi, il regime fiscale che più si adatta è quello forfettario. 

Questo regime fiscale è stato introdotto appositamente per agevolare le nuove attività. Per i primi 5 anni, infatti, le nuove partite IVA hanno il vantaggio di poter pagare l’aliquota agevolata del 5%. Per gli anni successivi al quinto l’aliquota passa al 15%. 

Il regime forfettario ha introdotto il concetto di coefficiente di redditività, che prevede l’assegnazione di una percentuale ad ogni codice ATECO, per l’identificazione della parte di reddito da sottoporre a tassazione, e la restante parte da considerare come costo legato all’attività, indipendentemente dall’effettivo sostenimento dei costi. 

Ad esempio: 

Mario è un giovane avvocato che ha scelto di aderire al regime forfettario. Nel suo primo anno di attività ha incassato 10.000 euro. 

Codice ATECO: 69.10.10

Coefficiente di redditività: 78%

Incassato: 10.000€

Percentuale di costi forfettari: (100%-78%)= 22%

Costi forfettari: 10.000*22%= 2.200€

Importo su cui calcolare le tasse : (10.000*78%)= 7.800€

Tasse: 7.800€*5%= 390€

Il coefficiente di redditività costituisce un vantaggio in quanto permette di ridurre ulteriormente l’importo delle tasse da pagare, rendendo più facile l’avvio e la gestione dell’attività per i primi anni.

Partita IVA giovani: quali riduzioni contributive posso richiedere?

Con l’apertura della partita IVA, è necessario tenere in considerazione che dovrai versare i contributi previdenziali per la creazione della tua futura pensione.

Nel caso di giovani professionisti, le casse previdenziali private, prevedono la riduzione della percentuale dei contributi da versare nei primi anni di attività. Il pagamento di contributi ridotti, rende più agevole l’inizio dell’attività da lavoratore autonomo, che normalmente è caratterizzato da guadagni bassi e investimenti per la ricerca dei clienti.

Le casse gestite dall’INPS, invece, non prevedono nessuna riduzione per i giovani ma, nel caso di Artigiani e Commercianti, che adottano il regime forfettario,  è prevista una riduzione del 35% sui contributi da versare.  

Infine, va specificato che, il versamento dei contributi in misura ridotta, influisce sull’accantonamento per la pensione.

Quali saranno i costi fissi e variabili della mia Partita IVA?

L’apertura di una partita IVA comporta l’insorgenza di costi per la gestione dell’attività e per far fronte agli obblighi fiscali e previdenziali. Per semplicità e per individuare l’impatto sull’attività possiamo suddividere i costi in due categorie, fissi e variabili: 

I principali costi fissi si possono individuare come segue:

  • Spese per l’acquisto di materiali e attrezzature necessarie ad iniziare l’attività
  • Pratica di apertura della Partita IVA e comunicazione agli enti competenti
  • Spese di registrazione alla camera di commercio/albo artigiani (in caso di ditta individuale)
  • Rinnovo annuale dei diritti camerali (in caso di ditta individuale) 
  • Costo del commercialista
  • Contributi previdenziali fissi annuali 

I principali costi variabili si possono individuare nelle seguenti voci di spesa:

  • Costo dei materiali e dei prodotti per lo svolgimento dell’attività
  • Versamento delle tasse
  • Costo del compenso di eventuali collaboratori
  • Contributi previdenziali

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