Partita IVA Web: come aprire e quanto costa?

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partita iva per il web

L’articolo di oggi è dedicato ai giovani e meno giovani che hanno scelto di mettersi in proprio ed intraprendere una carriera da freelancer nel mondo della Rete: vedremo insieme come aprire una “Partita IVA per il web“, quali sono i principali costi da affrontare e come definire correttamente il Codice ATECO ed il regime fiscale.

Quando si parla del settore digital, la maggior parte delle persone pensa solamente a professioni come il programmatore, lo sviluppatore di software, giochi e applicazioni o, al massimo, l’ingegnere informatico.

Tuttavia, al giorno d’oggi, anche chi non possiede particolari competenze tecniche, ma ha conseguito una laurea in ambito umanistico, artistico, ecc. può trovare interessanti opportunità di lavoro, crescita e guadagno online.

Basti pensare a figure professionali come il copywriter, il consulente web marketing, il social media manager, il webmaster o il web designer, sempre più richieste dalle aziende internazionali. O ai vari creatori di contenuti che hanno fatto fortuna grazie ad un uso strategico di piattaforme come YouTube, Tik Tok o Instagram, riuscendo ad affermarsi come youtuber e/o influencer. Oppure, ancora, ai numerosi blogger di successo.

Di contro, però, proprio perché si tratta di professioni ed ambiti innovativi, spesso privi di una precisa regolamentazione, è facile confondersi sia riguardo alla tipologia di lavoro (subordinato o autonomo?), sia soprattutto sui dettagli più tecnici, come la selezione di un Codice ATECO che risulti idoneo per una “Partita IVA per il web” e, parallelamente, la corretta associazione tra inquadramento fiscale e modello di business.

È per questa ragione che abbiamo deciso di fare maggiore chiarezza sull’argomento e spiegarvi, passo dopo passo e caso per caso, come aprire la Partita IVA per lavorare online ed essere perfettamente in regola con il Fisco. Dunque, se il mondo della Rete vi affascina, o se state pensando di mettervi in proprio con un’attività cool e stimolante, questo articolo fa esattamente al caso vostro: ecco come avviare una “Partita IVA per il web“!

Lavorare in Rete: dipendente o freelancer?

La prima domanda che dovrete porvi è: la mia attività si configura come lavoro dipendente o lavoro autonomo?

Difatti, non tutti coloro che svolgono le proprie mansioni da casa (o da qualsiasi altro luogo adatto), collegandosi attraverso il computer, rientrano nella categoria dei lavoratori autonomi. A tal proposito, vi è una fondamentale differenza tra i cosiddetti “telelavoratori”, soggetti al vincolo di subordinazione rispetto al datore di lavoro ed obbligati a rispettare un orario fisso (o su turni, ma pur sempre stabiliti dall’azienda), e chi invece ricopre il ruolo di collaboratore esterno, per cui non fa parte dell’organico e può organizzare la sua attività in piena autonomia.

Questi ultimi, infatti, non firmano un contratto di assunzione che prevede mansioni, postazione e orari prestabiliti, bensì un semplice contratto di collaborazione occasionale o professionale. Qual è la differenza?

Prestazione occasionale o collaborazione professionale?

La prestazione occasionale viene adottata in caso di collaborazioni di breve durata e non ripetute nel tempo.

Questo strumento permette di regolarizzare eventuali lavori saltuari e richiede il pagamento di una ritenuta d’acconto pari al 20% del compenso, se questo viene corrisposto da un’azienda con sede in Italia, ed il rilascio di una ricevuta non fiscale, con apposta una marca da bollo da 2 euro (se l’importo è superiore a 77,47 euro).

La normativa sulle prestazioni di lavoro autonomo occasionale contiene importanti limitazioni al suo utilizzo: la durata massima consentita è pari a 30 giorni per anno solare (per singolo committente). In più, per il lavoratore occasionale, vige il divieto di promuovere in qualsiasi modo l’attività e i servizi erogati: uno svantaggio non indifferente per chi vorrebbe accrescere la propria popolarità in Rete e diventare un riferimento nel suo campo.

Pertanto, se l’attività diventa stabile e continuativa, e sia i rapporti con i clienti che gli incassi si fanno regolari, lo Stato obbliga il lavoratore ad aprire la Partita IVA, ad emettere fattura e a dichiarare il reddito prodotto.

Aprendo Partita IVA per il web, così come per qualsiasi altro settore, è possibile instaurare collaborazioni con privati, aziende ed enti pubblici, senza limiti di tempo o di compenso, ed ampliare la propria clientela con campagne mirate. Non occorre più pagare ritenute d’acconto ed è consentita la deduzione di alcune spese.

Vediamo, quindi, qual è la procedura per compiere questo passo ed aprire Partita IVA per lavorare sul web!

Come aprire Partita IVA per il web?

Per chi aspira a lavorare come freelancer o ad avviare un business online, arriva prima o poi il momento di aprire una “Partita IVA per il web“: senza dubbio una decisione importante, da valutare con la dovuta attenzione.

Durante questa fase, è essenziale avere le idee chiare riguardo alla direzione che si vuole intraprendere.

Come abbiamo accennato, infatti, a seconda del tipo di attività che intendete svolgere, dovrete optare per un inquadramento fiscale (e contributivo) ed un Codice ATECO in linea con ciò che farete con la vostra “Partita IVA per il web“: insomma, vi è una grande differenza tra redigere contenuti a pagamento per un blog e condurre interamente una campagna pubblicitaria online, curando anche la gestione del budget del cliente.

Se, però, non avete familiarità con il fisco e temete di compiere scelte sbagliate, non preoccupatevi: basta rivolgersi ad un consulente online, come appunto Fiscozen, e non dovrete pensare più a nulla. Un consulente dedicato valuterà l’idea di business che vorreste mettere in pratica e vi aiuterà a delineare sia l’inquadramento, sia ogni altro aspetto: dal Codice ATECO per la vostra Partita IVA per il web al regime fiscale più vantaggioso!

Compilate il seguente modulo e sarete ricontattati per una consulenza gratuita:

Apertura Partita IVA per il web: costi e iter burocratico

La procedura per aprire una “Partita IVA per il web” richiede modalità e costi differenti in base all’inquadramento scelto. In particolare, mentre le attività inquadrabili come “libera professione” possono essere avviate gratuitamente ed in tempi  rapidi, nel caso delle “ditte individuali” è necessario qualche passo in più.

Per avviare una ditta individuale artigianale che commerciale, infatti, bisogna ricorrere ad una pratica telematica conosciuta come ComUnica, che vi consentirà di accorpare i seguenti passaggi in un unico adempimento:

  • Apertura della ditta ed iscrizione al Registro delle Imprese (gestito dalle Camere di Commercio)
  • Apertura della Partita IVA e definizione Codice ATECO / regime fiscale
  • Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti presso INPS
  • Iscrizione INAIL (se necessario)

Se sceglierete Fiscozen come vostro “consulente telematico”, la predisposizione della ComUnica (e, ove richiesto, l’invio della SCIA) vi costerà soltanto 200 euro + IVA, comprensivi di tutte le spese per la Camera di Commercio.

Scegliere il Codice ATECO per lavorare sul web

Una volta ottenuta la serie di 11 cifre di cui si compone la vostra Partita IVA per il web, occorre scegliere ed associare ad essa il Codice ATECO. Tuttavia, per chi intende lavorare online, sorgono qui le prime difficoltà!

Infatti, nella maggior parte dei casi, le attività che si svolgono in Rete hanno appena qualche anno di vita: di conseguenza, non esiste un Codice ATECO specifico per ciascuna di esse, ma bisognerà trovare una soluzione alternativa e, al tempo stesso, legalmente valida. Più avanti troverete alcuni esempi per le principali figure.

3. Regime forfettario per il web

Il terzo step riguarda la scelta del regime fiscale: attualmente, le due opzioni disponibili sono il regime semplificato ed il regime forfettario. Il quale, con le sue agevolazioni, tra cui una tassazione molto vantaggiosa (con aliquota “start up” al 5% per i primi cinque anni e al 15% dal sesto), costituisce la migliore soluzione per chi si affaccia al mondo della libera professione. Per accedere al regime forfettario, infatti, occorre rispettare sia il limite di ricavi e compensi (attualmente fissato a 65.000 euro), sia molti altri requisiti che abbiamo già elencato.

Oltre alla tassazione ridotta e ad una gestione semplificata, anche in virtù dell’esonero dall’obbligo di registrare fatture e spese, il regime forfettario offre un vantaggio molto utile per chi lavora in un mondo competitivo come quello del web: la possibilità di operare in franchigia IVA. Difatti, non dovendo applicare l’imposta al 22% sulle vostre tariffe, potrete vincere la concorrenza e attrarre nuovi clienti grazie ad un miglior rapporto qualità/prezzo.

4. Gestione Separata INPS per il web

L’ultimo step – con il quale si conclude l’iter di apertura della Partita IVA per il web – consiste nell’iscrizione alla Cassa o Gestione Previdenziale di riferimento, in modo tale da poter versare, ogni anno, i propri contributi.

Le attività online, a differenza di molte professioni “tradizionali” (architetto, medico, ecc.), non fanno capo né ad un Albo, né ad un Ordine Professionale e, pertanto, non hanno nemmeno una Cassa “di categoria”.

Di conseguenza, se inquadrate nel campo della libera professione, confluiscono nella Gestione Separata INPS, che comprende tutte quelle figure “senza Cassa”, vuoi perché sviluppatesi di recente, vuoi perché poco rappresentate nel mondo del lavoro. Diversamente, se l’inquadramento adottato in fase di apertura non è quello di un freelancer, ma è da ditta individuale, vi è l’obbligo di iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti.

Le nuove professioni digitali

Le professioni digitali sono sempre più numerose, per adattarsi alle nuove esigenze del mercato: si va dai lavori “creativi” inerenti alla comunicazione e al marketing ad attività più tecniche, come la programmazione e il design.

Vediamo insieme le principali attività ed il Codice ATECO (o i codici) più adatto per ciascuna di esse:

Consulente Web Marketing

Il Consulente Web Marketing si occupa di sviluppare campagne di marketing e utilizza il codice 70.22.09 (Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale).

Questo codice vale per tutte le attività di consulenza e marketing che si svolgono sul web: SEO, affiliazioni, ecc..

Copywriter

Il Copywriter è colui che scrive testi pubblicitari/promozionali, in questo caso per siti web e campagne online.

Per questa attività, è possibile optare per i seguenti codici:

  • 73.11.01 (Ideazione di campagne pubblicitarie);
  • 74.90.99 (Altre attività professionali NCA, per chi predilige un codice generico).

Fashion Blogger

Il Fashion Blogger è un esperto nel campo della moda e della bellezza, che può guadagnare in diversi modi:

  • sponsorizzando indumenti e accessori sul suo blog (dietro compenso fisso e/o provvigione sulle vendite);
  • in base al numero di click / visualizzazioni di annunci pubblicitari;
  • partecipando ad eventi in qualità di testimonial di uno o più brand;
  • proponendosi anche come personal shopper o consulente d’immagine, ecc..

Può scegliere tra due tipi di inquadramento (professionista o ditta individuale) e tra i seguenti codici:

  • 96.09.09 (Altre attività di servizi per la persona);
  • 74.90.99 (Altre attività professionali NCA).

Influencer

L’attività dell’Influencer è, ancora oggi, poco chiara per molti: ciò accade perché, a differenza di altri professionisti, non ha un settore di riferimento, bensì presta la propria immagine a marchi e prodotti vari.

Dal punto di vista fiscale, può adottare uno dei seguenti codici:

  • 73.11.02 (Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari, se la retribuzione avviene mediante fee);
  • 62.02.00 (Consulenza nel settore delle tecnologia informatiche);
  • 73.11.01  (Ideazione di campagne pubblicitarie).
  • 74.90.99 (Altre attività professionali NCA, per chi preferisce un codice generico).

Anche in questo caso, l’inquadramento va valutato a seconda della configurazione del business.

Social Media Manager

La figura del Social Media Manager – colui che cura la comunicazione di aziende, VIP, enti pubblici, ecc. sui social media, gestisce community e crea campagne pubblicitarie su Facebook, Instagram, ecc. – nasce negli ultimi anni.

I suoi codici sono:

  • 73.11.01 (Ideazione di campagne pubblicitarie);
  • 73.11.02 (Conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari).

Come altre figure sopra elencate, anche il social media manager può optare per l’inquadramento da freelancer, adottando esclusivamente il primo codice, o da ditta individuale, scegliendo quello più adatto al caso specifico.

Travel Blogger

Il Travel Blogger deve i suoi guadagni alle inserzioni pubblicitarie sul suo blog e alla promozione di prodotti vari.

Dunque, viene associato al seguente codice: 74.10.90 (Altre attività di design).

Vendita online/E-commerce

Uno dei settori in maggiore crescita è quello delle vendite online: che si tratti di gestire un e-commerce o di commercializzare prodotti tramite altri siti e/o sistemi di vendita (Amazon FBA, Dropshipping, ecc.), i margini di guadagno sono, ad oggi, molto elevati. I codici da utilizzare, per vedere prodotti online, sono i seguenti:

  • 47.91.10 (Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto via internet, per chi effettua vendite dirette);
  • 73.11.02 (Conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari, per chi guadagna sulle sponsorizzazioni e sulla promozione di prodotti, ma non sulle vendite).

YouTuber

Lo YouTuber, un’attività nata di recente, guadagna anch’egli tramite sponsorizzazioni di prodotti e/o inserzioni pubblicitarie, pertanto dovrà scegliere sia l’inquadramento, sia il codice più adatto, tra i seguenti:

  • 73.11.01 (Ideazione di campagne pubblicitarie);
  • 73.11.02 (Conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari).

Web Designer

Il Web Designer è un professionista che progetta e realizza la grafica di siti aziendali e pagine web.

Il suo codice è 74.10.21 (Attività dei disegnatori grafici di pagine web).

Conclusioni

Se la tua attività non rientra tra quelle citate qui sopra, o vuoi ricevere maggiori delucidazioni sull’apertura della Partita IVA per il web, compila il form presente in questa pagina e richiedi una consulenza a Fiscozen.

Ti contatteremo per fornirti le informazioni che ti servono e guidarti verso la tua nuova professione digitale!

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Fiscozen non è un commercialista. È un’azienda tecnologica che ti permette di gestire la tua Partita IVA attraverso una piattaforma software ed un servizio di consulenza generica con il supporto di consulenti fiscali specializzati. Tutte le attività riservate sono svolte da un commercialista partner iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti.

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