Prestito in Partita IVA: come richiederlo in regime forfettario?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Con Partita IVA puoi ottenere un prestito in ogni fase: prima di aprire, all’avvio o a regime. Servono requisiti, documenti e, se utile, garanzie. Valgono le regole del Testo Unico Bancario e del Fondo PMI.

  • Il merito creditizio dipende da reddito, anzianità, storico pagamenti, garanzie e business plan, secondo il Testo Unico Bancario (d.lgs. 385/1993) e le Istruzioni di Banca d’Italia sulla trasparenza.
  • I professionisti in regime forfettario accedono al credito come gli altri titolari di Partita IVA: non esiste un tetto legale all’importo del prestito legato al regime fiscale.
  • Per investimenti e capitale circolante, puoi usare la garanzia pubblica del Fondo di Garanzia per le PMI (legge 662/1996 e regolamento vigente), anche per lavoratori autonomi e professionisti.

Come funziona il prestito con Partita IVA

Un prestito a Partita IVA è un finanziamento destinato ad attività economiche. Può essere per investimenti (macchinari, software) o per liquidità (capitale circolante).

Rientra nella disciplina bancaria del Testo Unico Bancario, d.lgs. 385/1993, consultabile su Normattiva. Le regole sulla trasparenza sono definite dalle Istruzioni di Banca d’Italia in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari.

L’istituto deve conoscere il cliente (antiriciclaggio, d.lgs. 231/2007), valutare il merito creditizio e consegnare i documenti informativi su tassi, costi e rischi. Tu devi presentare dati veritieri e aggiornati.

Professionista, ditta individuale, società: cosa cambia

Il professionista è un lavoratore autonomo senza impresa iscritta al Registro Imprese. La ditta individuale è un imprenditore con impresa registrata. La società ha personalità distinta.

La banca applica criteri simili. Cambiano i documenti richiesti e i bilanci disponibili. I professionisti portano il Modello Redditi PF. Le ditte e società presentano bilanci o registri contabili.

Prestito personale vs prestito professionale

Un prestito personale è per consumi privati. Un prestito professionale è per l’attività. Le tutele legali e i limiti di costo possono variare perché il Testo Unico Bancario distingue il credito ai consumatori da quello alle imprese.

Per le spese di lavoro, usa un prodotto professionale. Consente deduzioni e spesso condizioni più coerenti con i flussi dell’attività.

Quando chiedere il prestito: prima, all’avvio, a regime

Prima di aprire la Partita IVA

Puoi chiedere un prestito pre-apertura se presenti un business plan solido. Spiega cosa farai, come incasserai, perché l’investimento è sostenibile. Indica costi, margini e tempi.

Valuta incentivi pubblici. I bandi fissano requisiti, spese ammissibili, punteggi e tempi. Si applicano le regole del procedimento amministrativo (legge 241/1990). Leggi bene l’avviso e prepara gli allegati richiesti.

Appena avviata (0-24 mesi)

La banca pesa molto il business plan e le garanzie. Non hai ancora storico fiscale. Puoi rafforzare la pratica con un garante personale (fideiussore) o con garanzie reali (pegno, ipoteca).

In questa fase è utile la garanzia pubblica del Fondo di Garanzia per le PMI. È prevista dalla legge 662/1996 e dalla disciplina vigente del Fondo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I professionisti sono ammessi.

Attività già a regime (oltre 24 mesi)

Conta lo storico: redditi degli ultimi due anni, puntualità nei pagamenti, trend dei ricavi. La banca valuta la sostenibilità della rata sui flussi futuri. Spesso applica il principio di cassa, cioè guarda gli incassi effettivi.

Puoi ottenere linee di credito flessibili, come affidamenti di conto o anticipi fatture. Sono utili per gestire stagionalità e dilazioni dei clienti.

Documenti richiesti: lista completa per stato dell’attività

Pre-apertura o neo-aperta

  • Business plan con conto economico previsionale e piano investimenti per 24-36 mesi.
  • Preventivi e contratti preliminari con fornitori e clienti.
  • Documento d’identità e codice fiscale.
  • Iscrizione ad Albo o Ordine (se professione regolamentata).
  • Dichiarazioni patrimoniali personali e visura ipotecaria, se offri garanzie reali.
  • Autodichiarazione antimafia e antiriciclaggio, se richiesta dal bando.

Attività avviata

  • Ultima dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF: quadro LM per regime forfettario, o quadri RF/RE/CM per altri regimi).
  • Ultimi F24 versati (imposte e contributi) e situazione contributiva aggiornata.
  • Ultimi 12 mesi di estratti conto business.
  • Visura camerale o certificato di iscrizione professionale.
  • Elenco principali clienti/fornitori e scadenziario incassi/pagamenti.
  • Eventuali contratti in corso e polizze assicurative professionali.

Questi documenti servono a stimare rischio, sostenibilità e finalità del prestito. Rientrano nelle verifiche di trasparenza (Istruzioni Banca d’Italia) e antiriciclaggio (d.lgs. 231/2007).

Regime forfettario: come incide davvero sul credito

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato definito dalla legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (Normattiva). Prevede imposta sostitutiva e contabilità semplificata.

Limite di ricavi: 85.000 euro annui. Non è un limite all’accesso al credito. Non esiste una norma che fissi un massimale di prestito a 21.250 euro. Quell’importo è solo un esempio matematico, non un tetto legale.

Per la banca contano i flussi di cassa e la sostenibilità della rata. In pratica molti istituti puntano a una rata mensile che non superi il 25-35% dell’incasso medio netto. La percentuale dipende dal profilo di rischio.

Nel forfettario il reddito imponibile si calcola con un coefficiente di redditività. È una percentuale che approssima i costi. Questo può rendere i numeri più “piatti”. Porta quindi estratti conto, contratti e libro ordini per far capire i flussi reali.

Consigli pratici per il forfettario

  • Mostra crescita dei clienti e continuità degli incassi con dati trimestrali.
  • Se inizi da poco, affianca un garante o usa la garanzia pubblica.
  • Se chiedi liquidità, spiega bene l’uso: scorte, marketing, anticipo IVA su acquisti.
  • Valuta microcredito ex art. 111 del Testo Unico Bancario, con servizi ausiliari per l’avvio e limiti di importo normativi.

Garanzie: personali, reali e pubbliche

Le garanzie riducono il rischio della banca e migliorano importo e tasso. Tre famiglie:

  • Personali: fideiussione di un garante. Regole nel codice civile (artt. 1936 e seguenti). Il garante paga se tu non paghi.
  • Reali: pegno o ipoteca su beni. Più forte, ma più impegnativa. Serve per importi alti o avvio.
  • Pubbliche: Fondo di Garanzia per le PMI. Normato dalla legge 662/1996 e dalla disciplina attuativa del Fondo. Copre una quota rilevante del rischio della banca. Ammessi anche i professionisti.

La banca può usare anche confidi vigilati per garanzie collettive fidi. In alternativa, per liquidità breve, considera l’anticipo fatture o factoring (legge 52/1991 e artt. 1260 e seguenti del codice civile sulla cessione del credito).

Costi, tassi e limiti di legge

I costi del prestito includono TAN, TAEG, spese istruttoria, commissioni e assicurazioni. Devono essere chiari nei documenti di trasparenza (Istruzioni di Banca d’Italia).

Gli interessi non possono superare la soglia antiusura, definita dalla legge 108/1996 e aggiornata trimestralmente sulla base dei tassi medi di mercato. La banca deve applicare la normativa vigente.

Hai diritti su preventivi, copia contratti, estinzione anticipata e reclami. Trovi i principi nelle Istruzioni di Banca d’Italia e nel Testo Unico Bancario.

Regola decisionale rapida

  • Se stai per aprire e non hai storico: prepara business plan, chiedi importi mirati agli investimenti e usa la garanzia pubblica. Valuta microcredito ex art. 111 TUB.
  • Se hai Partita IVA da 6-24 mesi e incassi crescenti: chiedi un prestito chirografario con rata entro il 25-30% dell’incasso medio. Aggiungi garante per migliorare l’esito.
  • Se lavori da oltre 24 mesi con ricavi stabili: punta a linee di credito flessibili (affidamento, anticipo fatture) più un prestito investimenti coperto dal Fondo PMI.
  • Se sei in regime forfettario e il reddito appare “basso”: porta estratti conto, contratti e previsioni per chiarire la capacità di rimborso. Non esistono tetti legali al prestito legati al regime.
  • Se hai segnalazioni in Centrale dei Rischi o SIC privati: sistema prima gli arretrati. Le segnalazioni incidono sull’esito. Informati sulle regole della Centrale dei Rischi di Banca d’Italia.

Procedure e controlli: cosa aspettarti

La banca esegue l’adeguata verifica del cliente (d.lgs. 231/2007). Chiede documenti, origine fondi e finalità. Può consultare la Centrale dei Rischi di Banca d’Italia e i sistemi privati di informazione creditizia.

Valuta DSCR, cioè la copertura del debito con i flussi di cassa. In parole semplici: verifica che i soldi che entrano coprano le rate con margine.

Per il Fondo PMI serve istruttoria e caricamento della pratica sulla piattaforma del gestore del Fondo. La decisione segue i criteri del regolamento vigente e le risorse disponibili presso lo Stato.

Best practice per farti approvare

  • Chiedi un importo coerente con l’obiettivo e la tua capacità di rimborso.
  • Prepara un dossier unico con tutti i documenti aggiornati.
  • Spiega i rischi e come li gestisci: assicurazioni, contratti, piani B.
  • Negozia tasso e commissioni confrontando più preventivi.
  • Valuta piani di ammortamento con rata costante e durata adeguata al bene finanziato.
  • Usa garanzie pubbliche e, se serve, un garante con reddito stabile.
Scenario Requisiti minimi Documenti chiave Garanzie tipiche Tempistiche medie Normativa di riferimento (testuale)
Pre-apertura Progetto credibile e sostenibile Business plan, preventivi, ID/CF, eventuale iscrizione Albo Fideiussione, garanzia Fondo PMI, pegno su strumenti 3-8 settimane (banca); variabile su bandi pubblici d.lgs. 385/1993; d.lgs. 231/2007; legge 241/1990; legge 662/1996 (Fondo PMI)
Neo-avviata (0-24 mesi) Prime fatture e flussi in crescita Estratti conto, contratti, Modello Redditi se disponibile Garante, Fondo PMI, confidi 2-6 settimane Istruzioni Banca d’Italia (trasparenza); legge 662/1996 (Fondo PMI)
Attività a regime (>24 mesi) Reddito stabile e buon storico pagamenti Ultimo Modello Redditi, F24, scadenziari Chirografo; anticipo fatture; Fondo PMI per investimenti 1-4 settimane d.lgs. 385/1993; legge 52/1991 (factoring)
Forfettario con reddito variabile Incassi coerenti con rata proposta Quadro LM, estratti conto, libro ordini Garante, Fondo PMI; microcredito ex art. 111 TUB 2-6 settimane Legge 190/2014 (forfettario); art. 111 d.lgs. 385/1993

FAQ

1) Quanti anni di anzianità di Partita IVA servono per ottenere un prestito a buone condizioni?

Non esiste un requisito legale fisso. In pratica, oltre 24 mesi di attività con incassi stabili aiutano molto. La banca vede due esercizi fiscali completi e può stimare meglio la tua capacità di rimborso. Se hai meno anzianità, puoi comunque ottenere credito, ma spesso con importi più bassi, tasso più alto o richiesta di garanzie aggiuntive.

Porta sempre dati chiari: estratti conto, elenco clienti, contratti e un piano di incassi e uscite. Questi elementi contano più dei soli numeri del regime fiscale. La valutazione del merito creditizio discende dai principi del Testo Unico Bancario e dalle Istruzioni di Banca d’Italia sulla trasparenza e correttezza della relazione con il cliente.

2) Sono in regime forfettario: quanto posso ottenere? Il famoso “25% di 85.000” è una regola?

Non c’è alcuna norma che fissi un massimo di prestito a 21.250 euro per i forfettari. Quel calcolo è solo una regola pratica usata da alcune banche per stimare una rata sostenibile (25-35% degli incassi medi). Ma è una policy interna, non una legge.

Gli importi dipendono da: flussi di cassa, esistenza di garanzie, finalità, anzianità, storico pagamenti e rating interno. Se servi un prestito maggiore, rafforza la pratica con la garanzia pubblica del Fondo PMI, un garante affidabile o garanzie reali. Presenta anche evidenze di ordini acquisiti e contratti pluriennali.

3) In cosa consiste la garanzia pubblica del Fondo di Garanzia per le PMI per i professionisti?

È una garanzia statale che copre una quota del rischio assunto dalla banca. È prevista dalla legge 662/1996 e dalla disciplina vigente del Fondo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Possono accedere PMI e professionisti, anche neo-avviati, per investimenti o capitale circolante. La percentuale di copertura e i massimali dipendono dalla tipologia di operazione e dalla normativa in vigore al momento della domanda.

La pratica richiede istruttoria bancaria e successiva richiesta al gestore del Fondo. Se concessa, la garanzia riduce assorbimento di capitale per la banca. In genere migliora tasso, durata o importo. Ricorda che la garanzia non sostituisce il rimborso: tu resti obbligato a pagare le rate. La trasparenza delle condizioni segue le Istruzioni di Banca d’Italia.

4) Meglio un prestito chirografario, un affidamento di conto o l’anticipo fatture?

Dipende dall’uso dei fondi. Se compri un bene con vita utile pluriennale, usa un prestito chirografario con durata allineata al bene. Se devi coprire picchi di cassa e incassi stagionali, un affidamento di conto è più flessibile e paghi interessi solo sull’utilizzato. Se fatturi a clienti con pagamenti dilazionati, l’anticipo fatture o il factoring trasformano crediti in cassa immediata e trasferiscono parte del rischio d’incasso.

La scelta deve rispettare il principio di coerenza tra durata del debito e vita dell’attività finanziata. Questo migliora il tuo DSCR e la percezione di rischio della banca. Per la cessione dei crediti si applicano la legge 52/1991 e gli articoli 1260 e seguenti del codice civile.

5) Quali tutele ho su tassi, costi, estinzione anticipata e segnalazioni in banca dati?

Hai diritto a informativa completa precontrattuale e contrattuale sui costi (TAN, TAEG, spese), secondo le Istruzioni di Banca d’Italia sulla trasparenza. Gli interessi non possono superare le soglie antiusura, definite dalla legge 108/1996. Puoi estinguere anticipatamente, pagando la quota capitale residua e l’eventuale indennizzo previsto dal contratto, se ammesso.

Sulle segnalazioni, la Centrale dei Rischi di Banca d’Italia raccoglie dati su esposizioni e sconfinamenti. I sistemi privati (come SIC) usano regole di aggiornamento e cancellazione. Se rilevi errori, puoi chiedere rettifica. Le banche devono agire secondo correttezza e buona fede, come richiamato dal Testo Unico Bancario e dalla normativa di vigilanza.

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