Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il principio di cassa ti fa pagare le imposte e i contributi su ciò che hai effettivamente incassato nell’anno, non su quanto hai solo fatturato ma non ancora riscosso.
- Si applica sempre ai professionisti (art. 54 TUIR) e alle imprese “minori” in semplificata (art. 66 TUIR e art. 18 DPR 600/1973).
- Nel regime forfettario conta per base imponibile e per le soglie 85.000 e 100.000 euro (L. 190/2014 e L. 197/2022).
- In contabilità ordinaria per le imprese vale la competenza economica, non la cassa (art. 83 TUIR).
Cos’è il principio di cassa e perché ti riguarda
Il principio di cassa significa tassare il reddito quando incassi i compensi. Non quando emetti la fattura. Non quando finisci il lavoro. Quando i soldi arrivano davvero.
Per “incasso” conta quando il denaro è nella tua disponibilità. Bonifico accreditato. POS regolato. Contanti ricevuti. Compensi con ritenuta d’acconto inclusi al lordo della ritenuta (art. 25 DPR 600/1973).
La differenza con il principio di competenza è netta. Con la competenza consideri ricavi e costi nel periodo in cui maturano. Anche se non hai ancora incassato o pagato. La competenza riguarda le imprese in contabilità ordinaria (art. 83 TUIR).
Fonti di legge da consultare su Normattiva: art. 54 e 66 del TUIR (DPR 917/1986), art. 18 DPR 600/1973, legge 190/2014 per il forfettario, legge 197/2022 per la soglia dei 100.000 euro, DPR 633/1972 per l’IVA.
Chi usa la cassa, chi la competenza
Professionisti e lavoratori autonomi
Usano sempre la cassa per l’IRPEF (art. 54 TUIR). Vale per avvocati, consulenti, designer, medici, ecc. L’imponibile è dato dai compensi incassati meno i costi deducibili pagati. Se subisci ritenuta d’acconto, conti il compenso lordo come incassato. Anche se il cliente trattiene il 20% e lo versa al Fisco.
Imprese “minori” in semplificata
Dal 2017 le imprese in contabilità semplificata determinano il reddito con logica di cassa o di registrazione, equivalente alla cassa (art. 66 TUIR e art. 18 DPR 600/1973, come modificati dal DL 193/2016). Si trattano come incassati i corrispettivi registrati e come pagati i costi registrati, con alcune regole pratiche.
Regime forfettario
Il forfettario usa sempre il principio di cassa per due cose: per calcolare l’imposta sostitutiva e per misurare le soglie di accesso e permanenza (85.000 euro) e quella di uscita immediata (100.000 euro). La base imponibile non è la somma dei costi e ricavi analitici. È il totale incassato moltiplicato per il coefficiente di redditività previsto dalla legge 190/2014.
Imprese in ordinaria
In contabilità ordinaria si applica la competenza economica (art. 83 TUIR). I ricavi e i costi si imputano all’esercizio in cui maturano, a prescindere dagli incassi e dai pagamenti. Questo vale tipicamente per società di capitali e per ditte individuali che superano i limiti della semplificata o scelgono l’ordinaria.
Come si determina l’incasso “vero”: casi tipici
Bonifici, POS, contanti, assegni
Bonifico: conta la data di accredito sul tuo conto. Non la data di disposizione del cliente. POS: conta la data di accredito nel tuo conto di regolamento. Contanti: conta la consegna del denaro. Assegni bancari: conta quando puoi incassarli. L’assegno postdatato rileva quando diventa esigibile.
Pagamenti digitali e piattaforme
Se usi wallet o gateway, conta la data in cui le somme diventano disponibili per il prelievo. Non la data di ordine. Se i fondi restano “bloccati”, non sono ancora nella tua disponibilità giuridica.
Acconti, saldi e fatture a cavallo d’anno
L’acconto incassato a dicembre è reddito di dicembre. Il saldo incassato a gennaio è reddito dell’anno dopo. Le fatture con ritenuta si considerano incassate al lordo, anche se prendi meno sul conto.
Compensi in natura, permute e cessioni del credito
Se ricevi beni o servizi in cambio, rileva la data in cui li ricevi. Devi stimare il valore normale. Se cedi il credito pro soluto, l’incasso è alla data di cessione, per l’importo incassato. Se la cessione è pro solvendo, rileva quando il debitore paga o quando il rischio si realizza.
Note di credito e insoluti
Se emetti una nota di credito prima dell’incasso, riduci il compenso imponibile. Se il credito resta insoluto e tu non hai incassato, non tassai nulla col principio di cassa. Se avevi già incassato e poi restituisci, potrai dedurre la restituzione nell’anno del rimborso.
Forfettario: soglie 85.000 e 100.000 con la cassa
Come si misurano le soglie
Si considerano gli incassi dell’anno. Non contano le fatture emesse ma non riscosse. Soglia 85.000 euro: se la superi con gli incassi dell’anno, esci dal forfettario dall’anno successivo. Soglia 100.000 euro: se la superi con gli incassi, scatta l’uscita immediata ai fini IVA, dalla fattura che supera la soglia, come previsto dalla legge 197/2022.
Esempi pratici
Incassi 83.000 euro nel 2026 e fatturi altri 10.000 non incassati? Resti entro le soglie. Incassi 90.000 euro nel 2026? Esci dal forfettario dal 2027. Incassi 101.000 euro a ottobre 2026? Da quella operazione applichi l’IVA e tieni la contabilità IVA fino a fine 2026. Per le imposte dirette, esci dal forfettario dal 2027.
Effetti su IVA e imposte
Uscita immediata oltre 100.000 euro riguarda l’IVA. Dalla fattura dell’operazione che provoca il superamento, addebiti l’IVA e osservi gli obblighi del DPR 633/1972. Per le imposte dirette resti nel forfettario fino a fine anno. Cambi regime l’anno dopo, come chiarito dalla norma di legge.
Attenzione: IVA per cassa e principio di cassa non sono la stessa cosa
L’IVA per cassa è un regime speciale facoltativo dell’IVA (art. 32-bis DL 83/2012). Ti permette di versare l’IVA quando incassi, entro certi limiti. Il principio di cassa per il reddito è un’altra cosa. Riguarda IRPEF e contributi. Puoi usare un regime e non l’altro. Sono indipendenti.
Contributi previdenziali e principio di cassa
Gestione separata e casse professionali
Per i professionisti senza cassa o con gestione separata, i contributi si calcolano sul reddito professionale determinato per cassa (art. 54 TUIR). Se la tua cassa professionale segue il reddito ex art. 54, il principio di cassa incide anche lì. Verifica sempre il regolamento della tua Cassa.
Artigiani e commercianti INPS
Per le imprese individuali, l’imponibile contributivo coincide col reddito d’impresa determinato secondo le regole fiscali. In semplificata si applica la logica di cassa/registrazione. In ordinaria vale la competenza. Le aliquote e i minimali si consultano sul portale INPS e sul Ministero del Lavoro.
Regola decisionale rapida
Se sei un professionista, usa sempre la cassa per IRPEF e per contributi. Se sei un’impresa “minore” in semplificata, usa cassa/registrazione per IRPEF e base INPS. Se sei in forfettario, misura tutto a cassa: imposta sostitutiva, soglia 85.000, soglia 100.000 con uscita IVA immediata. Se sei un’impresa in ordinaria, usa la competenza per IRPEF/IRES ed IVA ordinaria. Se superi 85.000 di incassi nel forfettario, esci dal regime l’anno dopo. Se superi 100.000, applichi subito l’IVA da quell’operazione e cambi regime per le imposte dirette l’anno dopo.
Fonti normative utili da consultare
TUIR: art. 54 (lavoro autonomo a cassa), art. 66 (imprese minori a cassa/registrazione), art. 83 (competenza in ordinaria). DPR 600/1973: art. 18 (semplificata). DPR 600/1973: art. 25 (ritenute d’acconto professionisti). Legge 190/2014 (regime forfettario). Legge 197/2022 (soglia 100.000 e uscita immediata IVA). DPR 633/1972 (IVA). Per aliquote contributive: Ministero del Lavoro e INPS.
| Scenario | Chi rientra | Requisiti e base di calcolo | Cosa succede | Tempistiche chiave |
|---|---|---|---|---|
| Professionista (ordinario o forfettario) | Avvocati, consulenti, medici, designer | Reddito a cassa ex art. 54 TUIR; ritenute conteggiate al lordo | Tassi l’anno in cui incassi; contributi su reddito a cassa | Incassi di dicembre valgono per l’anno; gennaio va all’anno dopo |
| Impresa in semplificata | Ditte individuali e società di persone “minori” | Reddito con cassa/registrazione (art. 66 TUIR, art. 18 DPR 600/1973) | Paghi imposte e INPS su incassi/pagamenti registrati | Opzioni metodo da gestire a inizio anno e in contabilità |
| Forfettario entro 85.000 euro | Persone fisiche con requisiti L. 190/2014 | Base = incassi x coefficiente; niente IVA ordinaria | Imposta sostitutiva; semplificazioni contabili | Verifica incassi cumulati durante l’anno |
| Forfettario tra 85.001 e 100.000 euro | Soggetti che superano 85.000 solo con incassi | Sfori la soglia a cassa ma resti sotto 100.000 | Resti forfettario fino a fine anno; esci l’anno dopo | Cambio regime dal 1° gennaio successivo |
| Forfettario oltre 100.000 euro | Soggetti che superano 100.000 con gli incassi | Superamento valutato a cassa (L. 197/2022) | Uscita IVA immediata da quella operazione; imposte dirette cambiano l’anno dopo | IVA da addebitare dalla fattura che sfora; nuovo regime dal 1° gennaio successivo |
| Impresa in ordinaria | Ditte e società sopra i limiti o per scelta | Reddito per competenza (art. 83 TUIR); IVA ordinaria | Tassi su ricavi e costi maturati, non su incassi | Rimanenze e ratei incidono sull’anno di competenza |
FAQ
1) Ho emesso una fattura il 27 dicembre e ho incassato il 3 gennaio: in quale anno pago le tasse?
Con il principio di cassa paghi le imposte nell’anno dell’incasso. Quindi, se incassi il 3 gennaio, il compenso confluisce nel reddito del nuovo anno. La data di emissione della fattura non sposta l’imputazione del reddito. Fa fede la data di accredito per bonifici e POS, o la consegna per contanti. Questo vale per professionisti, forfettari e imprese in semplificata. In ordinaria, invece, prevale la competenza: la stessa fattura sarebbe di competenza dell’anno precedente, a prescindere dall’incasso. Le basi normative: art. 54 e 66 del TUIR e art. 83 per la competenza.
2) Con la ritenuta d’acconto, devo considerare incassato il lordo o il netto?
Devi considerare incassato il lordo. Se fatturi 1.000 euro e il cliente trattiene 200 euro di ritenuta, il tuo incasso fiscale a cassa è 1.000 euro, non 800. La ritenuta è un acconto IRPEF versato dal cliente per tuo conto. La base giuridica è nell’art. 25 del DPR 600/1973. In dichiarazione indicherai i compensi lordi incassati e scomputarai le ritenute subite, come acconti d’imposta. Questo principio vale anche nel regime forfettario quando la ritenuta non è applicata? Nel forfettario, di norma, non si subisce ritenuta. Ma se in casi particolari fosse applicata, la logica resta: il reddito segue l’incasso lordo.
3) La soglia 85.000 del forfettario si misura su fatture emesse o su incassi? E cosa cambia a 100.000?
Si misura solo sugli incassi dell’anno. Se emetti 90.000 euro ma al 31 dicembre ne incassi 83.000, resti sotto la soglia. Se incassi 90.000, superi 85.000 e uscirai dal forfettario l’anno successivo. Se incassi oltre 100.000, scatta l’uscita immediata ai fini IVA a partire dall’operazione che determina il superamento, come stabilito dalla legge 197/2022. Per le imposte dirette esci dall’anno dopo. Fai attenzione ai pagamenti a cavallo d’anno e agli acconti: anche un piccolo incasso a fine dicembre può farti superare la soglia.
4) In semplificata, come funzionano i costi con la cassa? E quali fanno eccezione?
Nella semplificata il reddito si determina con cassa/registrazione. I componenti negativi contano quando li paghi o quando li registri, a seconda del metodo adottato (art. 66 TUIR e art. 18 DPR 600/1973). Esistono però componenti che seguono regole proprie. Ad esempio, gli ammortamenti e gli accantonamenti non si legano ai pagamenti. Le rimanenze non esistono più nella logica di pura cassa, ma restano regole specifiche per beni strumentali e plusvalenze. Verifica sempre con il tuo consulente la coerenza del metodo scelto e la corretta tenuta dei registri, perché il metodo di registrazione deve essere seguito con continuità per l’anno.
5) Differenza pratica tra cassa per il reddito e IVA per cassa: posso usarle insieme?
Sì, ma sono piani diversi. La cassa per il reddito decide quando tassare IRPEF o IRES e quando calcolare i contributi. L’IVA per cassa, prevista dall’art. 32-bis del DL 83/2012, ti permette di versare l’IVA all’Erario quando incassi, entro certi limiti oggettivi e soggettivi. Puoi avere reddito a cassa e IVA ordinaria. Oppure reddito a competenza (in ordinaria) e IVA per cassa, se ne hai i requisiti. I due regimi non si confondono. Attenzione: nel forfettario l’IVA ordinaria non si applica. L’IVA per cassa non serve, salvo uscita immediata oltre 100.000 euro. In quel caso, dalla fattura che sfora, entri nel mondo IVA e valuterai se puoi adottare IVA per cassa per le operazioni successive.
