INPS e Partita IVA: quanti contributi pago e come li calcolo?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

I contributi INPS per Partita IVA dipendono dalla gestione: Separata (aliquota percentuale) o Artigiani/Commercianti (fissi + variabili). Si calcolano sull’imponibile previdenziale e si versano con F24 a saldo e acconti.

  • L’imponibile previdenziale è la base su cui applichi le aliquote: ricavi meno costi in ordinario; ricavi per coefficiente in forfettario.
  • Gestione Separata: solo quota percentuale. Artigiani/Commercianti: quota fissa su minimale + quota variabile oltre il minimale.
  • Versamenti con F24: rate fisse per artigiani/commercianti e saldo/acconti con la dichiarazione per la quota variabile e la Gestione Separata.

Cos’è l’imponibile previdenziale e perché conta

L’imponibile previdenziale è la parte di reddito su cui calcoli i contributi. È diverso dall’IVA e dalle ritenute. È la base “pura” utile alla pensione.

In regime ordinario l’imponibile è dato dai ricavi meno i costi inerenti. Per inerenti intendo spese legate all’attività. Ad esempio acquisti, consulenze, affitti.

In regime forfettario l’imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività. Il coefficiente varia per codice attività. È una scorciatoia che sostituisce il conteggio dei costi reali.

Principio di cassa significa che contano gli incassi effettivi dell’anno. Non le fatture emesse ma non incassate. Questo vale per il forfettario e, di regola, per i professionisti in ordinario.

I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF o imposta sostitutiva. La base normativa è nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/1986, art. 10, comma 1, lettera e)).

Le gestioni INPS per Partita IVA: come funzionano

Gestione Separata INPS: chi rientra e come si calcola

In Gestione Separata vanno i professionisti senza cassa privata. Esempi: consulenti marketing, informatici, copywriter, traduttori, molte professioni digitali. Se esiste una cassa ordinistica (avvocati, commercialisti, ingegneri, medici) non usi la Gestione Separata.

Con la Gestione Separata non ci sono contributi fissi. Applichi solo una percentuale (aliquota) al tuo imponibile previdenziale. L’aliquota varia ogni anno con circolare INPS. Per il 2026 consulta la circolare annuale sulla Gestione Separata del portale INPS e le tabelle del Ministero del Lavoro.

C’è un massimale di reddito previdenziale oltre il quale non versi più contributi. Oltre quel tetto i contributi non aumentano e non maturi ulteriore pensione. Inoltre l’accredito dei mesi può essere proporzionale se versi poco. Se versi sotto una certa soglia, potresti non coprire tutti i 12 mesi. La base giuridica è nella Legge 335/1995 (cosiddetta riforma Dini), art. 2, comma 26, e nelle circolari INPS annuali.

In fattura puoi applicare una rivalsa percentuale come “contributo previdenziale” al cliente. È una prassi ammessa per i professionisti senza cassa. La rivalsa non è obbligatoria per legge generale, ma spesso contrattualmente possibile. Anche la rivalsa concorre al reddito e quindi all’imponibile.

Gestione Artigiani INPS: contributi fissi + variabili

Gli artigiani sono chi produce o trasforma beni, o presta servizi manuali con prevalenza del proprio lavoro. Esempi: parrucchieri, elettricisti, falegnami, sviluppatori hardware. L’iscrizione avviene al Registro Imprese come impresa artigiana.

Paghi due componenti. La prima è fissa su un reddito minimale stabilito ogni anno. La seconda è variabile: una percentuale da applicare alla parte di reddito che supera il minimale. Esiste anche un ulteriore scaglione con aliquota leggermente più alta oltre una seconda soglia. Minimali, massimali e aliquote sono aggiornati con circolare INPS annuale.

Se sei in forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% sui contributi IVS artigiani (sia quota fissa sia quota variabile). La base normativa è la Legge 208/2015, art. 1, comma 111, e le relative circolari INPS. La riduzione si chiede una volta e resta finché resti nel forfettario. Riduce il costo ma anche la pensione futura e le prestazioni collegate.

Gestione Commercianti INPS: logica simile ma platea diversa

I commercianti svolgono attività di vendita di beni o servizi con organizzazione di mezzi. Esempi: negozi, e-commerce, ristoranti, bar, agenzie. L’iscrizione è al Registro Imprese come impresa commerciale.

La struttura è analoga agli artigiani: contributi fissi su minimale + percentuale oltre il minimale, con possibilità di secondo scaglione. Anche qui minimali, massimali e aliquote si aggiornano ogni anno con circolare INPS.

Se operi in forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% anche come commerciante. Vale la stessa disciplina prevista per gli artigiani, con gli stessi pro e contro in termini di pensione e prestazioni.

Scadenze, acconti e saldo: come non sbagliare i pagamenti

Si paga con modello F24, sezione INPS. Per la Gestione Separata versi insieme alle imposte sui redditi: saldo dell’anno precedente e acconti dell’anno in corso. Le scadenze tipiche sono tra fine giugno e fine novembre, secondo le regole della dichiarazione dei redditi vigenti.

Per artigiani e commercianti, i contributi fissi si pagano in quattro rate durante l’anno. Le date precise sono fissate annualmente dall’INPS. La quota variabile si paga a saldo con la dichiarazione e in acconto per l’anno successivo, come avviene per la Gestione Separata.

Gli acconti servono a spalmare il carico dell’anno in corso. Sono calcolati di norma con il metodo storico: una percentuale del saldo dovuto sull’anno precedente. Puoi usare il metodo previsionale se prevedi un reddito più basso. Il metodo previsionale riduce l’esborso ma attenzione al rischio di sanzioni se sottostimi.

Regola decisionale rapida

1) Qual è la tua attività principale?

– Se è professionale senza cassa ordinistica: Gestione Separata.

– Se è manifattura, lavorazione, servizi artigiani: Gestione Artigiani.

– Se è vendita di beni/servizi con organizzazione commerciale: Gestione Commercianti.

2) Qual è il tuo regime fiscale?

– Ordinario: imponibile = ricavi meno costi inerenti.

– Forfettario: imponibile = ricavi x coefficiente di redditività (Legge 190/2014 e successive modifiche, tra cui Legge 197/2022).

3) Calcola l’imponibile previdenziale dell’anno.

– Ricavi effettivamente incassati (principio di cassa) meno costi, oppure ricavi x coefficiente.

4) Applica le regole contributive della tua gestione.

– Gestione Separata: solo aliquota percentuale su tutto l’imponibile, fino al massimale.

– Artigiani/Commercianti: paga i contributi fissi su minimale; oltre il minimale applica la percentuale; considera il secondo scaglione, se previsto.

5) Valuta le agevolazioni.

– Forfettari artigiani/commercianti: riduzione 35% su richiesta (Legge 208/2015).

– Nuove attività: verifica eventuali misure temporanee disposte anno per anno da INPS/Ministero del Lavoro.

6) Pianifica il flusso di cassa.

– Quattro rate fisse (artigiani/commercianti), più saldo e acconti per le quote variabili o Gestione Separata.

Esempi di calcolo: metodo passo-passo

Esempio A – Professionista in forfettario (Gestione Separata)

Supponiamo ricavi annui pari a 30.000. Il coefficiente di redditività è, ad esempio, 78% (verifica il tuo codice attività). L’imponibile previdenziale è 30.000 x 78% = 23.400.

Applica l’aliquota della Gestione Separata valida per il 2026. Se non l’hai ancora, usa in via prudenziale l’ultimo valore ufficiale disponibile e conguaglia quando esce la circolare INPS 2026. Il risultato è il contributo annuo. Confrontalo con il massimale; se superi il massimale, non versi sulla quota eccedente.

Versa il saldo con la dichiarazione dei redditi. Calcola anche gli acconti (di solito in due rate) per l’anno in corso secondo il metodo storico o previsionale.

Esempio B – Artigiano in ordinario

Incassi annui 60.000 e costi deducibili 25.000. L’imponibile previdenziale è 35.000.

Versi i contributi fissi su tutto l’anno secondo il minimale 2026 (consultare la circolare INPS artigiani). Poi calcoli la quota variabile: imponibile eccedente il minimale x aliquota del primo scaglione. Se superi il secondo scaglione, applichi la relativa aliquota più alta sulla parte eccedente.

La quota fissa si paga in rate durante l’anno. La variabile si paga a saldo con la dichiarazione, con relativi acconti per l’anno in corso.

Esempio C – Commerciante in forfettario con riduzione 35%

Ricavi annui 50.000. Coefficiente di redditività, ad esempio, 40%. Imponibile previdenziale 20.000.

Versi la quota fissa su minimale e la quota variabile, se superi il minimale. Applichi poi la riduzione del 35% su tutte le componenti, se hai presentato la domanda e possiedi i requisiti in forfettario. Ricorda: riduci anche l’anzianità contributiva accreditata.

Fonti normative e prassi di riferimento

– Legge 335/1995 (riforma Dini), art. 2, comma 26: istituzione e regole della Gestione Separata.

– Legge 662/1996, art. 1, commi 202 e seguenti, e Legge 233/1990: contribuzione per artigiani e commercianti, con minimali, massimali e modalità di calcolo definite e aggiornate da INPS.

– D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 10, comma 1, lettera e): deducibilità dei contributi previdenziali.

– Legge 190/2014 e successive modifiche (tra cui Legge 197/2022): regime forfettario e coefficiente di redditività.

– Legge 208/2015, art. 1, comma 111: riduzione del 35% dei contributi per forfettari artigiani/commercianti.

– Circolari annuali INPS su Gestione Separata e su Artigiani/Commercianti: aliquote, minimali, massimali, scadenze e istruzioni operative. Consulta anche il portale Normattiva e il Ministero del Lavoro per i provvedimenti collegati.

Accorgimenti operativi per il 2026

– Verifica sempre le aliquote, i minimali e i massimali INPS aggiornati al 2026 prima di calcolare i tuoi F24. Escono a inizio anno con circolari dedicate.

– Conserva documentazione contabile e incassi per allineare imponibile fiscale e previdenziale. In caso di errori, puoi usare ravvedimento operoso per regolarizzare con sanzioni ridotte.

– Valuta il metodo previsionale sugli acconti solo se hai una riduzione di reddito credibile. In caso contrario, resta sullo storico per evitare carenze e interessi.

Scenario Gestione INPS competente Requisiti di iscrizione Base imponibile e regole Tempistiche e versamenti
Professionista senza cassa (es. consulente digitale) Gestione Separata Partita IVA professionale; assenza di cassa ordinistica Imponibile = ricavi effettivi (cassa) meno costi in ordinario, o ricavi x coefficiente in forfettario; aliquota percentuale fino al massimale INPS Saldo e acconti con dichiarazione redditi; F24 sezione INPS nelle scadenze di giugno/luglio e novembre
Artigiano individuale (es. elettricista) Gestione Artigiani Iscrizione al Registro Imprese come artigiano; prevalenza del lavoro personale Contributi fissi su minimale + quota variabile oltre minimale; secondo scaglione con aliquota più alta; massimale annuale Fissi in quattro rate annuali; variabili a saldo e acconti con dichiarazione redditi
Commerciante con collaboratore familiare Gestione Commercianti Iscrizione al Registro Imprese; qualifica di coadiuvante/coadiutore se familiare partecipa Fissi su minimale per titolare e collaboratore; variabili oltre minimale per ciascun soggetto; regole di ripartizione Fissi in rate periodiche per ciascun codice; variabili a saldo e acconti
Forfettario artigiano con riduzione 35% Gestione Artigiani Regime forfettario in corso; domanda di riduzione accettata Applichi la riduzione del 35% su fissi e variabili; attenzione alla minore copertura pensionistica Rate fisse ridotte; variabili ridotte a saldo e acconti; monitoraggio massimale

FAQ

1) Come scelgo la gestione previdenziale corretta se svolgo più attività diverse?

Identifica l’attività prevalente in termini di tempo e ricavi. Se la prevalente è professionale senza cassa, ricadi in Gestione Separata. Se è manifattura o servizi artigiani, Gestione Artigiani. Se è commercio o servizi tipicamente commerciali, Gestione Commercianti. Se svolgi due attività autonome distintamente organizzate, può servire una doppia contribuzione, ma con regole di prevalenza e non duplicazione su quote già coperte. La normativa di contesto è nella Legge 662/1996 e nelle istruzioni INPS su multiattività. In casi di confine (es. e-commerce con forte componente di consulenza), analizza contratti, processi e codice ATECO prevalente. Documenta la scelta: iscrizione corretta al Registro Imprese quando serve e comunicazioni INPS entro i termini. In dubbio, richiedi un parere all’INPS o al consulente del lavoro per evitare contestazioni contributive.

2) Sono in regime forfettario: conviene chiedere la riduzione del 35% per artigiani/commercianti?

La riduzione del 35% (Legge 208/2015, art. 1, comma 111) taglia il costo immediato dei contributi, sia fissi sia variabili. Quindi aiuta il cash flow. Ma riduce in pari misura l’accredito contributivo sulla tua posizione. Puoi ritrovarti con meno mesi o minore montante, con impatto sulla pensione e sulle prestazioni collegate. Vale finché resti nel forfettario e finché non la revochi. Valuta tre punti: 1) proiezione redditi 3-5 anni, 2) fabbisogno di cassa oggi, 3) obiettivi pensionistici e coperture alternative (es. previdenza complementare). Se conti su redditi bassi nei primi anni, la riduzione ha senso. Se vuoi massimizzare la pensione, potresti rinunciare e versare per intero. Ricorda di presentare la domanda nei termini INPS e di monitorare l’effetto su acconti e saldo.

3) Come funzionano saldo e acconti dei contributi? Posso scegliere il metodo previsionale?

Saldo: conguagli i contributi dovuti per l’anno chiuso. Per Gestione Separata e quote variabili IVS, lo fai insieme alla dichiarazione dei redditi, utilizzando il tuo imponibile finale. Acconti: versi una stima per l’anno in corso. Con il metodo storico calcoli una percentuale del saldo precedente. È la via più sicura. Con il metodo previsionale stimi il minor reddito dell’anno e versi meno. È utile se prevedi un calo marcato. Ma se la previsione è troppo ottimistica, rischi sanzioni e interessi per insufficiente versamento. Pianifica le scadenze: la prima rata di acconto insieme al saldo, la seconda a fine anno. Per artigiani e commercianti, le rate dei fissi seguono un calendario INPS specifico; le quote variabili rientrano nel meccanismo saldo/acconti. Conserva la prova dei calcoli, perché l’INPS può richiederli in verifica.

4) I contributi INPS riducono le tasse? Come si coordinano con il regime forfettario?

Sì. I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito complessivo ai sensi del D.P.R. 917/1986, art. 10, comma 1, lettera e). In regime ordinario, riducono la base imponibile IRPEF e, di riflesso, le addizionali. In forfettario, riducono la base su cui applichi l’imposta sostitutiva. La deducibilità dei contributi è “fuori” dai limiti delle altre deduzioni. Ricorda che se versi come titolare anche i contributi per un collaboratore familiare, la deducibilità segue le regole specifiche di imputazione. Se versi in ritardo e utilizzi il ravvedimento, anche sanzioni e interessi non sono deducibili come contributi; resta deducibile solo la quota previdenziale versata. Coordina sempre il versamento con il prospetto di liquidazione della dichiarazione per evitare di perdere il beneficio per errori formali.

5) Ho aperto o chiuso la Partita IVA a metà anno: come variano i contributi?

Con la Gestione Separata versi solo in base all’imponibile prodotto nel periodo di attività. Non essendoci fissi, il calcolo è proporzionale ai ricavi reali. Per artigiani e commercianti, i contributi fissi si riducono pro quota per i mesi di effettiva attività. L’INPS considera i mesi di iscrizione e disiscrizione. La quota variabile, invece, segue sempre l’imponibile annuale per il periodo attivo. Se chiudi l’attività, ricordati di fare la cessazione al Registro Imprese e la comunicazione all’INPS per interrompere l’addebito dei contributi fissi. Se riapri entro breve, verifica se si riattiva la precedente posizione o se ne apri una nuova. Conserva i documenti di apertura/chiusura, le ricevute e le eventuali PEC. In caso di passaggio di regime fiscale nello stesso anno, separa correttamente i periodi per calcolare l’imponibile previdenziale con i criteri corretti (cassa e coefficienti).

Parla con un nostro consulente fiscale

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.