Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Puoi aprire la Partita IVA tramite un CAF con i documenti base; costi medi: 100€ professionista e 200€ ditta individuale. Servono anche iscrizioni INPS/CCIAA e, se richieste, SCIA comunale.
- Documenti base: carta d’identità, codice fiscale, SPID; per ditta individuale servono anche PEC, firma digitale e dati catastali della sede.
- Costi medi al CAF: 100€ professionista; 200€ ditta individuale. Variabili per SCIA, diritti camerali, bolli e INAIL.
- Dopo l’apertura: scelta del regime (forfettario o ordinario), iscrizioni previdenziali, fattura elettronica obbligatoria e adempimenti periodici.
Apertura Partita IVA tramite CAF: cosa fa e cosa non fa
Il CAF può operare come intermediario abilitato per inviare l’istanza di apertura Partita IVA all’Agenzia delle Entrate. Usa i canali telematici ufficiali.
La base normativa è l’articolo 35 del DPR 633/1972, che disciplina la dichiarazione di inizio attività IVA. La modulistica per persone fisiche è il modello AA9/12.
Il CAF, se abilitato, può anche curare l’iscrizione INPS e l’iscrizione al Registro Imprese tramite ComUnica, quando serve. Può assistere con la SCIA presso il SUAP del Comune.
Il CAF non gestisce la contabilità ordinaria dell’attività. Per la gestione fiscale continuativa serve un commercialista o un consulente abilitato.
Riferimenti utili: portale Normattiva per le leggi vigenti; Agenzia delle Entrate per modulistica; Ministero del Lavoro e INPS per la previdenza; SUAP comunale per SCIA.
Documenti e prerequisiti: lista completa e spiegata
Liberi professionisti (attività intellettuali)
Servono: carta d’identità, codice fiscale, SPID per l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Se la professione è regolamentata, occorre il certificato di iscrizione all’albo.
Occorre definire il Codice ATECO, che identifica l’attività svolta in modo standard. Serve anche indicare dove tieni i documenti dell’attività (domicilio fiscale).
Per la previdenza, si indica la cassa corretta: gestione separata INPS (L. 335/1995) oppure cassa professionale privata, se prevista dall’ordine.
Ditta individuale (attività commerciali o artigiane)
Servono: carta d’identità, codice fiscale, SPID. Inoltre PEC attiva e firma digitale. Servono per le pratiche telematiche verso il Registro Imprese.
La sede deve essere individuata. Occorrono i dati catastali dell’immobile. Per alcune attività serve la SCIA al SUAP (DPR 160/2010) e, a volte, ulteriori abilitazioni.
Che cos’è la SCIA? È la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Permette di avviare subito, se presenti i requisiti. L’ente verifica dopo. Si applica la L. 241/1990.
Costi di apertura: cosa includono davvero
Professionista: costi medi e contenuto del servizio
Il compenso medio al CAF è circa 100€. Di solito include: analisi attività e ATECO, valutazione del regime fiscale, invio apertura Partita IVA e iscrizione alla cassa previdenziale corretta.
Possono esserci costi extra se servono deleghe, bolli o ulteriori certificazioni. Il costo varia per complessità dell’attività e urgenza.
Ditta individuale: pratiche, diritti e oneri aggiuntivi
Il compenso medio al CAF è circa 200€. Include: apertura Partita IVA, pratica ComUnica con iscrizione al Registro Imprese, iscrizione INPS artigiani/commercianti, eventuale INAIL, supporto SCIA.
Voci extra frequenti: diritti camerali e bolli, diritti SUAP, marca da bollo per SCIA, eventuali perizie o attestazioni obbligatorie. La PEC ha un costo annuale. La firma digitale pure.
Fatturazione elettronica e sistemi digitali
La fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari (D.Lgs. 127/2015, come modificato; estensione con DL 36/2022 e successive leggi di bilancio). Serve un canale accreditato verso il Sistema di Interscambio.
Per imprese individuali è obbligatorio il domicilio digitale (PEC) ai sensi del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e del DL 76/2020 sul domicilio digitale delle imprese.
Regimi fiscali e previdenza: scelte iniziali critiche
Regime forfettario: cos’è e quando conviene
Il regime forfettario è un regime agevolato per persone fisiche. Applica un coefficiente di redditività in base al Codice ATECO. È definito dalla L. 190/2014, commi 54-89, e successive modifiche.
Il limite di ricavi/compensi per entrare e restare nel regime è fissato dalla legge vigente. La disciplina attuale prevede soglie di 85.000 euro e uscita al superamento di 100.000 euro nell’anno, con cause di cessazione immediate. Verifica sempre l’ultimo aggiornamento normativo.
La tassazione è con imposta sostitutiva. Si applica il principio di cassa, cioè contano gli incassi effettivi. Minori adempimenti contabili, ma resta l’obbligo di fattura elettronica.
Regime ordinario: quando è necessario
Il regime ordinario si applica se superi i limiti o se lo scegli. Prevede registri IVA, liquidazioni, dichiarazioni periodiche, e tassazione IRPEF a scaglioni.
Conviene quando hai costi IVA rilevanti da detrarre o margini bassi. Richiede gestione contabile più strutturata.
Previdenza: quale gestione scegliere
I professionisti senza cassa dedicata si iscrivono alla gestione separata INPS (L. 335/1995). Chi ha un ordine segue la relativa cassa privata.
Artigiani e commercianti si iscrivono alla gestione INPS dedicata, con contributi fissi minimi e percentuali eccedenti. Importi aggiornati ogni anno da INPS.
Adempimenti successivi e tempistiche
Tempi tipici
Apertura Partita IVA: in genere immediata con protocollazione telematica. Iscrizione al Registro Imprese: 1-3 giorni lavorativi se pratica completa.
Iscrizioni INPS/INAIL: in genere pochi giorni, salvo verifiche. SCIA: effetto immediato alla presentazione, salvo controlli successivi del Comune.
Obblighi dopo l’apertura
Fattura elettronica e conservazione digitale. Tenuta dei registri e dichiarazioni secondo il regime scelto. Eventuali comunicazioni transfrontaliere via Sistema di Interscambio.
Versamenti fiscali e contributivi con F24. Scadenze gestite dal calendario dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.
Fonti normative essenziali (testuali)
Art. 35 DPR 633/1972 per l’inizio attività IVA; L. 190/2014 per il regime forfettario; D.Lgs. 127/2015 per la fatturazione elettronica; L. 335/1995 per la gestione separata INPS; DPR 160/2010 e L. 241/1990 per SCIA e SUAP; Codice civile art. 2195 per l’impresa; D.Lgs. 82/2005 e DL 76/2020 per PEC/domicilio digitale. Consulta portale Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro, INPS, e SUAP comunali.
Regola decisionale rapida
Come decidere in 5 mosse
1) Definisci l’attività. Se vendi beni o produci, sei impresa; se presti servizi intellettuali, sei professionista.
2) Scegli il Codice ATECO coerente. Serve per aliquote, coefficienti e cassa previdenziale.
3) Valuta il regime. Se ricavi attesi e requisiti ti permettono il forfettario, può convenire per semplicità. Se hai tanti costi IVA, valuta l’ordinario.
4) Verifica adempimenti locali. Se apri un locale o laboratorio, verifica SCIA e requisiti urbanistici/igienico-sanitari con il SUAP.
5) Prepara gli strumenti. Attiva PEC, firma digitale (per impresa), canale di fattura elettronica e un sistema di tenuta contabile.
| Scenario | Requisiti documentali | Adempimenti aggiuntivi | Tempistiche medie | Costo indicativo CAF |
|---|---|---|---|---|
| Libero professionista senza albo | Carta d’identità, codice fiscale, SPID; scelta ATECO; dati domicilio fiscale | Iscrizione gestione separata INPS; attivazione canale fattura elettronica | P.IVA immediata; INPS in 1-3 giorni | Circa 100€ |
| Professione ordinistica (es. ingegnere, avvocato) | Documento, CF, SPID; iscrizione all’albo; ATECO specifico | Iscrizione alla cassa professionale; eventuale polizza obbligatoria | P.IVA immediata; cassa in 3-7 giorni | Circa 100€ |
| Ditta individuale commerciale (es. e-commerce) | Documento, CF, SPID; PEC; firma digitale; dati catastali sede | ComUnica per CCIAA; INPS commercianti; valutare SCIA SUAP | P.IVA immediata; CCIAA in 1-3 giorni; SCIA immediata | Circa 200€ (+ diritti e bolli) |
| Ditta individuale artigiana (es. parrucchiere) | Documento, CF, SPID; PEC; firma digitale; titoli abilitanti se richiesti | ComUnica; INPS artigiani; INAIL; SCIA SUAP e requisiti locali | P.IVA immediata; CCIAA 1-3 giorni; SCIA immediata | Circa 200€ (+ SUAP/INAIL) |
| Attività soggetta ad autorizzazioni sanitarie | Documento, CF, SPID; PEC; firma digitale; relazione tecnica | SCIA con pareri ASL; eventuale prevenzione incendi | Avvio condizionato a controlli; tempi variabili | Da 200€ in su (+ diritti ASL) |
FAQ
Quali sono esattamente i passaggi per aprire una Partita IVA con il CAF se sono un professionista?
Il flusso tipico è semplice. Primo: raccolta documenti (carta d’identità, codice fiscale, SPID). Secondo: analisi dell’attività per scegliere il Codice ATECO e verificare il regime fiscale più adatto. Terzo: invio telematico del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 35 DPR 633/1972, con attribuzione immediata del numero di Partita IVA. Quarto: iscrizione alla gestione previdenziale corretta (gestione separata INPS oppure cassa professionale se la tua attività rientra in un ordine). Quinto: attivazione dell’ambiente di fatturazione elettronica e conservazione digitale secondo D.Lgs. 127/2015. Il CAF può assisterti in ogni fase, compresa la delega per i servizi telematici. I tempi sono di solito di pochi giorni lavorativi, salvo casi con cassa privata che richiedono ulteriori verifiche.
Se apro una ditta individuale, quali costi extra devo prevedere oltre al compenso del CAF?
Oltre al compenso medio di circa 200€, prevedi: diritti di segreteria e bolli per il Registro Imprese, diritto annuale camerale (quota dovuta ogni anno), eventuali diritti SUAP e marca da bollo per la SCIA. Se la tua è attività artigiana con rischio infortuni, si aggiunge l’apertura della posizione INAIL con premio anticipato. PEC e firma digitale hanno canoni annuali. Se serve adeguare il locale, considera spese per planimetrie, asseverazioni tecniche e, in certi casi, pareri ASL. Questi oneri non dipendono dal CAF ma dalle norme amministrative e dai tariffari degli enti competenti.
Come scelgo tra regime forfettario e ordinario al momento dell’apertura?
Confronta ricavi attesi, struttura dei costi e inquadramento previdenziale. Il forfettario (L. 190/2014) semplifica e applica un’imposta sostitutiva sul reddito calcolato con coefficiente. Conviene se hai costi bassi, ricavi entro i limiti e pochi investimenti IVA. L’ordinario prevede IVA, registri, deduzione analitica dei costi e IRPEF a scaglioni. Conviene se sostieni costi e investimenti elevati, detrai molta IVA, o se superi i limiti del forfettario. Considera anche regole su cause ostative e su superamento-soglia (uscita al superamento di 100.000 euro nell’anno). Valuta la tua cassa previdenziale: aliquote e contributi incidono sul netto. In dubbio, chiedi una simulazione numerica con scenari di ricavi bassi, medi e alti.
La SCIA è sempre obbligatoria per le ditte individuali?
No. La SCIA è obbligatoria solo per attività soggette a controlli di sicurezza, igiene o abilitazioni amministrative. Esempi: somministrazione alimenti e bevande, estetica e acconciatura, autoriparazioni, attività ricettive, laboratori alimentari. Per un e-commerce senza magazzino aperto al pubblico, spesso la SCIA non serve. Ma se vendi alimenti, possono servire requisiti specifici. La base giuridica è nel DPR 160/2010 (SUAP) e nella L. 241/1990 sul procedimento amministrativo. Verifica sempre con il SUAP del Comune dove ha sede l’attività, perché i requisiti urbanistici e sanitari possono variare.
Quanto tempo ci vuole per essere pienamente operativi dopo l’apertura della Partita IVA?
In molti casi puoi emettere fatture lo stesso giorno in cui ottieni la Partita IVA. Se sei professionista, l’iscrizione previdenziale si chiude di norma entro pochi giorni. Per le ditte individuali, l’iscrizione al Registro Imprese e l’apertura posizioni INPS/INAIL richiedono in media 1-3 giorni lavorativi, se la pratica è completa. Se devi presentare una SCIA, l’effetto è immediato alla protocollazione; l’ente potrà controllare successivamente. Se l’attività richiede pareri preventivi (ad esempio, aspetti igienico-sanitari complessi), i tempi si allungano. Prepara in anticipo PEC, firma digitale e canale di fattura elettronica per evitare stalli operativi.
