Costi Partita IVA forfettaria: quali sono per l’apertura e la gestione?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Aprire una Partita IVA forfettaria costa 0 euro per i professionisti e 88,50 euro per ditte individuali. Paghi imposta sostitutiva 15% (5% start-up) e contributi previdenziali secondo gestione INPS o cassa.

  • Professionista: apertura gratuita all’Agenzia delle Entrate; iscrizione Gestione Separata INPS o cassa professionale se esiste.
  • Commerciante/artigiano: ditta individuale con ComUnica, CCIAA e INPS; contributi fissi 2026 e variabili oltre soglia.
  • Tasse forfettario: imposta sostitutiva 15% o 5% per 5 anni su reddito calcolato con coefficiente di redditività, al netto dei contributi.

Che cos’è il regime forfettario e quando conviene

Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per persone fisiche con Partita IVA. Si applica se i ricavi o compensi dell’anno precedente non superano 85.000 euro.

Paghi un’unica imposta sostitutiva al 15%. Se rispetti alcune condizioni di “start-up” paghi il 5% per i primi 5 anni. Non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti.

Base normativa: articolo 1, commi 54-89 della Legge 190/2014 e successive modifiche (Legge 145/2018 e Legge 197/2022). Trovi i testi su Normattiva e i chiarimenti nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti principali di accesso

Puoi restare nel regime se resti entro 85.000 euro. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal regime (regola di fuoriuscita immediata introdotta dalla Legge 197/2022).

Non puoi aderire se partecipi a società di persone/associazioni o controlli, anche indirettamente, una Srl con attività riconducibile alla tua. Attenzione alla prevalenza di fatturato verso l’ex datore di lavoro nei due anni precedenti: può far scattare l’esclusione.

La fonte è l’articolo 1, comma 57, Legge 190/2014 e aggiornamenti. Verifica sempre i dettagli sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Costi di apertura: professionista vs ditta individuale

Libero professionista (attività intellettuali)

Apri la Partita IVA con il modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Costa zero. Indichi il codice ATECO corretto.

Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS, salvo esista una cassa professionale di categoria (per esempio avvocati, ingegneri, medici). La cassa è un ente privato che sostituisce l’INPS e ha regole proprie.

Tempistiche: apertura immediata della Partita IVA; iscrizione previdenziale in pochi giorni. Fonti: Agenzia delle Entrate e INPS/Ministero del Lavoro.

Ditta individuale (commercio e artigianato)

Apri la ditta con ComUnica alla Camera di Commercio. Paghi 88,50 euro tra diritti e bolli standard. Iscrizione al Registro Imprese e all’INPS commercianti o artigiani.

Se l’attività lo richiede, presenti la SCIA al Comune. La SCIA è una segnalazione di inizio attività. Serve per attività soggette a controlli igienico-sanitari o sicurezza.

Potrebbero esserci costi minori aggiuntivi (imposta di bollo, diritti comunali, INAIL per attività a rischio). Verifica sul SUAP del tuo Comune e sul sito della Camera di Commercio.

Come si calcolano le tasse nel forfettario

Il reddito forfettario in tre passi

Il reddito si calcola così:

  • Incassi dell’anno (principio di cassa: contano solo i soldi effettivamente incassati).
  • Si applica il coefficiente di redditività legato al codice ATECO (per esempio: commercio 40%, professioni 78%, costruzioni/impianti 86%).
  • Si sottraggono i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno.

Il risultato è la base su cui applichi l’imposta sostitutiva. Imposta sostitutiva significa che sostituisce IRPEF e addizionali. L’IRAP non si paga.

Fonti: articolo 1, commi 64-73, Legge 190/2014; Allegato con coefficienti di redditività come da normativa vigente; chiarimenti Agenzia delle Entrate.

Aliquota 15% o 5%: requisiti per la riduzione

Paghi il 5% per i primi 5 anni se:

  • Non hai svolto attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti.
  • La tua attività non è mera prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente, salvo il praticantato obbligatorio.
  • Se prosegui un’attività di un altro soggetto, i suoi ricavi non superano i limiti del forfettario.

Base normativa: articolo 1, comma 65, Legge 190/2014 e successive modifiche. Verifica i dettagli su Normattiva e le risposte dell’Agenzia delle Entrate.

Esempio pratico: e-commerce in start-up

Incassi annui: 40.000 euro. Coefficiente commercio: 40%. Reddito lordo: 16.000 euro. Se sei commerciante, nel 2026 i contributi fissi sono 4.611,64 euro. Reddito imponibile: 16.000 – 4.611,64 = 11.388,36 euro.

Imposta sostitutiva 5%: 569,42 euro. I contributi variabili non si applicano se il reddito previdenziale non supera la soglia di 18.808 euro. Risultato: carico fiscale contenuto, utile netto più alto.

Contributi previdenziali: tre casi reali

1) Professionista con cassa

Se la tua categoria ha una cassa (per esempio Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM), ti iscrivi lì. Ogni cassa definisce minimi, contributi soggettivi e integrativi, scadenze e riduzioni per i primi anni.

I contributi si deducono dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta. Consulta lo statuto e i regolamenti della tua cassa. Fonti: regolamenti delle casse e Ministero del Lavoro.

Attenzione a eventuali contributi minimi e ad acconti e saldi analoghi al calendario fiscale.

2) Professionista senza cassa: Gestione Separata INPS

Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota ordinaria è stabilita ogni anno con circolare INPS. Verifica la misura ufficiale per il 2026 sulla circolare annuale pubblicata da INPS.

La base di calcolo è il reddito forfettario prima dei contributi. I contributi versati si deducono dal reddito su cui applichi il 15% o il 5%.

Esempio semplificato: copywriter con 30.000 euro di compensi. Coefficiente 78% = 23.400 euro. Se ipotizzi un’aliquota del 26% per esempio, contributi circa 6.084 euro. Reddito imponibile imposta: 17.316 euro. Imposta 15%: 2.597 euro.

3) Commerciante o artigiano: gestioni INPS dedicate

Nel 2026, contributi fissi annui:

  • Commercio: 4.611,64 euro.
  • Artigianato: 4.521,36 euro.

Paghi contributi variabili solo oltre 18.808 euro di reddito previdenziale. Aliquote 2026 comunicate da INPS: indicativamente 24,48% commercio e 24% artigianato sulla parte eccedente. Oltre 56.224 euro l’aliquota sale di un punto.

Esempio artigiano: incassi 50.000 euro; coefficiente 86% = 43.000 euro. Eccedenza oltre 18.808: 24.192 euro. Variabili 24% = 5.806,08 euro. Totale contributi: 4.521,36 + 5.806,08 = 10.327,44 euro. Reddito imponibile imposta: 43.000 – 10.327,44 = 32.672,56 euro. Imposta 15%: 4.900,88 euro.

Riduzioni contributive disponibili

Forfettari artigiani e commercianti: riduzione del 35% dei contributi fissi e variabili su domanda all’INPS. La misura discende dalla Legge 190/2014 ed è stata disciplinata da circolari INPS.

Nuove iscrizioni INPS artigiani/commercianti: in alcuni casi è prevista una riduzione del 50% per i primi 3 anni, secondo requisiti e limiti fissati dall’INPS. Le agevolazioni non sono cumulabili tra loro. Verifica sempre la circolare INPS dell’anno.

Fonti: circolari INPS e Ministero del Lavoro. Conserva le ricevute delle domande e le PEC di accoglimento.

Adempimenti, scadenze e costi accessori

Imposta di bollo sulle fatture

Se emetti una fattura senza IVA superiore a 77,47 euro, applichi il bollo da 2 euro. Con la fattura elettronica l’imposta di bollo si paga trimestralmente con addebito telematico.

Scadenze tipiche: 31 maggio (1° trimestre), 30 settembre (2°), 30 novembre (3°), 28 febbraio (4°). Base normativa: DPR 642/1972 e provvedimenti Agenzia delle Entrate.

Inserisci sempre la dicitura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale” sulla fattura elettronica, se dovuta.

Fatturazione elettronica

Dal 2024 la e-fattura è obbligatoria per tutti i forfettari. Devi usare il Sistema di Interscambio e conservare digitalmente le fatture.

Base normativa: Decreto Legislativo 127/2015 e successive modifiche; provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate; comunicati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Non compili registri IVA, ma restano gli obblighi contabili minimi e la conservazione dei documenti.

Versamenti: imposta sostitutiva e contributi

Paghi saldo e primo acconto entro fine giugno, con eventuale maggiorazione per luglio. Secondo acconto entro fine novembre. Stesse scadenze per i contributi a saldo e acconto.

Le scadenze esatte possono variare per proroghe annuali. Resta aggiornato con le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e le circolari INPS.

Usa i codici tributo dedicati all’imposta sostitutiva e ai contributi. Calcola gli acconti con metodo storico o previsionale.

Regola decisionale rapida

Scelta del “tipo” di apertura

Se vendi servizi intellettuali (consulenze, design, formazione), apri come libero professionista. È la via più semplice e costa zero.

Se vendi beni o svolgi attività manuali (negozio, e-commerce, idraulico), apri una ditta individuale. Prevedi 88,50 euro e le iscrizioni a CCIAA e INPS.

Verifica del forfettario

Se i ricavi previsti sono entro 85.000 euro e non hai cause di esclusione (partecipazioni societarie, controllo di Srl riconducibile, prevalenza verso ex datore), scegli il forfettario.

Se superi 100.000 euro in corso d’anno, consideri l’uscita immediata e i riflessi IVA dal momento del superamento.

Aliquota 5% o 15%

Se non hai svolto attività similare negli ultimi 3 anni e non prosegui un rapporto di lavoro, richiedi il 5% per 5 anni. In tutti gli altri casi, 15%.

Contributi: quale gestione

Hai una cassa di categoria? Segui le sue regole. Non hai cassa? Gestione Separata INPS. Commercio o artigianato? Gestione INPS dedicata con fissi e variabili.

Se sei commerciante o artigiano forfettario, valuta la riduzione del 35%. In alternativa, verifica se puoi accedere alla riduzione del 50% per i primi 3 anni.

Errori comuni da evitare

Codice ATECO errato

Un ATECO sbagliato può portare a un coefficiente di redditività non corretto. Questo altera tasse e contributi. Verifica sempre prima di aprire.

Consulta il repertorio ATECO dell’ISTAT e le tabelle dell’Agenzia delle Entrate. Aggiorna l’ATECO se l’attività cambia.

Trascurare i contributi

I contributi incidono molto sul carico complessivo. Nei casi artigiani e commercianti i minimi sono dovuti anche con incassi bassi.

Pianifica gli acconti e usa il metodo previsionale se l’anno in corso sarà molto diverso dal precedente.

Non considerare l’ex datore

La prevalenza delle fatture verso l’ex datore di lavoro può farti uscire dal forfettario. Valuta clienti diversi fin da subito.

Raccogli documenti che dimostrino l’autonomia del rapporto e la pluralità della clientela.

Scenario Iscrizioni e requisiti Costi di apertura e fissi 2026 Calcolo annuo e tempistiche
Libero professionista senza cassa (es. copywriter) Partita IVA AA9/12; INPS Gestione Separata; forfettario entro 85.000 euro; niente partecipazioni vietate Apertura: 0 euro; contributi: aliquota Gestione Separata INPS annuale; bollo 2 euro a fattura > 77,47 Reddito = incassi x 78% – contributi; imposta 15%/5%; saldo e acconti imposta e INPS a giugno/novembre
Professionista con cassa (es. avvocato) Partita IVA AA9/12; iscrizione Cassa Forense; rispetto regolamenti cassa Apertura: 0 euro; contributi minimi e percentuali fissati dalla cassa; eventuali riduzioni neo-iscritti Reddito = incassi x 78% – contributi cassa; imposta sostitutiva 15%/5%; scadenze secondo calendario cassa e fiscale
Commerciante (es. e-commerce) ComUnica CCIAA; INPS commercianti; eventuale SCIA al Comune Apertura: 88,50 euro; INPS fisso 2026: 4.611,64 euro; variabili oltre 18.808 euro al 24,48% (soglia superiore al 25,48%) Reddito = incassi x 40% – contributi; imposta 15%/5%; scadenze fiscali giugno/novembre; bollo trimestrale
Artigiano (es. idraulico) ComUnica CCIAA; INPS artigiani; eventuale SCIA/INAIL Apertura: 88,50 euro; INPS fisso 2026: 4.521,36 euro; variabili oltre 18.808 euro al 24% (soglia superiore al 25%) Reddito = incassi x 86% – contributi; imposta 15%/5%; possibilità riduzione INPS 35% su domanda

FAQ

Quanto costa davvero aprire una Partita IVA forfettaria e quali spese nascoste devo considerare?

Se apri come libero professionista, l’apertura all’Agenzia delle Entrate non ha costi. Se apri una ditta individuale, considera 88,50 euro per diritti e bolli CCIAA. A questi importi possono aggiungersi costi specifici dell’attività: SCIA al Comune per attività soggette, eventuale iscrizione INAIL se sussiste rischio infortuni, marca da bollo da 2 euro per fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Sul fronte previdenziale, i professionisti con cassa seguono i minimi e le percentuali previsti dai regolamenti di cassa; i professionisti senza cassa si iscrivono alla Gestione Separata INPS con aliquota definita annualmente; artigiani e commercianti sostengono i contributi fissi 2026 e quelli variabili oltre soglia. Queste non sono “spese nascoste”, ma oneri ricorrenti. Pianifica un fondo cassa per imposta sostitutiva e contributi, più un margine per bolli e adempimenti minori. Fonti: Agenzia delle Entrate, INPS, Ministero del Lavoro, Normattiva.

Come funziona l’aliquota al 5% e in quali casi rischio di perderla prima dei 5 anni?

L’aliquota al 5% è una riduzione temporanea per start-up. Dura 5 periodi d’imposta se rispetti i requisiti ogni anno: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, non prosecuzione di lavoro dipendente salvo praticantato, eventuale prosecuzione di attività altrui entro i limiti del forfettario. Puoi perderla prima dei 5 anni se sopraggiunge una causa di esclusione dal regime (per esempio superi i 100.000 euro in corso d’anno, o acquisisci partecipazioni vietate), oppure se interviene una verifica che accerti la mera prosecuzione di un rapporto di lavoro. In quel caso si applica l’aliquota ordinaria del 15% dall’anno in cui mancano i requisiti. Base normativa: articolo 1, comma 65, Legge 190/2014 e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Come si calcolano acconti e saldi dell’imposta sostitutiva e dei contributi INPS nel forfettario?

Si segue la logica IRPEF: versi il saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso entro fine giugno (con eventuale maggiorazione per luglio), e il secondo acconto entro fine novembre. L’acconto si calcola con il metodo storico (percentuale dell’imposta o dei contributi dell’anno precedente) o con il metodo previsionale se prevedi un reddito più basso. Per i contributi Gestione Separata e per le casse professionali si applicano regole simili, con saldi e acconti. Per artigiani e commercianti i contributi fissi si pagano in 4 rate, mentre la quota a percentuale si liquida a saldo. Le scadenze precise vengono confermate da Agenzia delle Entrate e INPS con risoluzioni e circolari annuali. Conserva F24 e quietanze per eventuali controlli.

Quali sono i coefficienti di redditività più comuni e perché contano così tanto nel forfettario?

I coefficienti stimano, in modo standard, il margine dell’attività. Alcuni esempi diffusi: professioni 78%, commercio 40%, costruzioni/impianti 86%, alloggio e ristorazione 40%, intermediari del commercio 62%. Si applicano agli incassi dell’anno e definiscono il reddito lordo su cui deduci i contributi previdenziali e calcoli l’imposta sostitutiva. Un coefficiente più basso riduce il reddito imponibile e quindi le imposte; uno più alto lo aumenta. Per questo la scelta del codice ATECO corretto è cruciale: determina il tuo coefficiente. Le tabelle dei coefficienti sono allegate alla normativa sul forfettario e richiamate nelle guide dell’Agenzia delle Entrate. In caso di attività miste valuta l’ATECO prevalente e monitora la composizione dei ricavi.

Se sono commerciante o artigiano, quando conviene chiedere la riduzione INPS del 35% e cosa confronto con il 50% per i primi 3 anni?

La riduzione del 35% si applica a tutti gli artigiani e commercianti in regime forfettario che presentano la domanda all’INPS. Riduce sia i contributi fissi sia quelli variabili. È utile se prevedi margini ridotti o se vuoi migliorare il cash flow nei primi anni. In alcuni casi l’INPS ammette anche una riduzione del 50% per i primi 3 anni alle nuove iscrizioni, con requisiti specifici. Non puoi cumularle: devi scegliere quale regime agevolato usare. Per decidere, confronta l’importo totale su tre anni nei due scenari, considerando che la riduzione abbatte la deduzione contributiva e quindi può aumentare di poco l’imposta sostitutiva. Verifica sempre le circolari INPS dell’anno e i messaggi operativi, e controlla i vincoli soggettivi (per esempio eventuali periodi di precedente iscrizione).

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